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2025
Domanda
Qual è stato l’impatto dell’introduzione delle linee guida regionali per l’utilizzo di andexanet alfa sulla mortalità e sugli eventi tromboembolici dopo un’emorragia grave nei pazienti trattati con apixaban o rivaroxaban?
Risposta
Lo studio ha valutato gli effetti delle linee guida regionali introdotte in Toscana per favorire un uso più appropriato di andexanet alfa. L’analisi consente di verificare se un impiego più selettivo del farmaco mantenga adeguati livelli di sicurezza clinica in termini di mortalità ed eventi tromboembolici.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Quali figure professionali e quali strumenti risultano utili per avviare un servizio di medication review e deprescribing nella medicina territoriale?
Risposta
Il progetto pilota individua un modello organizzativo per migliorare la gestione della politerapia negli anziani. Il coinvolgimento dei medici di medicina generale e l’uso di strumenti basati sulle evidenze favoriscono la revisione periodica delle terapie e la riduzione delle prescrizioni potenzialmente inappropriate.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Qual è l’efficacia del vaccino contro la varicella nei bambini?
Risposta
L’analisi condotta con il database Pedianet conferma che la vaccinazione è altamente efficace nel prevenire la varicella. Due dosi garantiscono una protezione molto elevata, mentre anche una sola dose riduce sensibilmente il rischio di malattia.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Qual è l’intensità delle cure ricevute nel fine vita dai pazienti oncologici?
Risposta
Lo studio analizza il ricorso a trattamenti e servizi sanitari nelle fasi finali della vita dei pazienti oncologici, con l’obiettivo di individuare eventuali cure eccessivamente intensive o poco appropriate. La valutazione considera, tra gli altri aspetti, ricoveri ospedalieri, accessi al pronto soccorso, terapie antitumorali e utilizzo delle cure palliative, evidenziando l’importanza di una presa in carico tempestiva e maggiormente orientata alla qualità della vita.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Le misure di restrizione applicate durante la pandemia da COVID-19 hanno influenzato la salute mentale della popolazione minorenne?
Risposta
Dopo l’introduzione del primo lockdown si è osservata una diminuzione iniziale dell’uso di antidepressivi e antipsicotici e degli accessi in pronto soccorso o dei ricoveri per disturbi psichiatrici. Nei periodi successivi, tuttavia, l’utilizzo di questi farmaci è aumentato progressivamente. I risultati indicano quindi un impatto negativo della pandemia sulla salute mentale dei giovani, ulteriormente accentuato dalle successive restrizioni.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Quali sono i comportamenti nel tempo, in termini di aderenza al trattamento con farmaci biologici, nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali in Italia? Quali sono le caratteristiche associate a tali comportamenti?
Risposta
Sono stati individuati tre diversi percorsi di aderenza nei primi tre anni di trattamento. La maggior parte dei pazienti ha mantenuto un’aderenza media, ma non ottimale, intorno al 70%; circa un quinto ha mostrato un’aderenza completa, mentre in circa un terzo l’aderenza è diminuita fino a valori molto bassi. Il sesso femminile, l’età superiore a 65 anni e l’inizio della terapia con un farmaco originator sono risultati associati a una minore aderenza.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Qual è stato l’utilizzo dei farmaci biologici nei pazienti anziani affetti da malattie infiammatorie immuno-mediate croniche in Italia dal 2010 al 2022?
Risposta
Lo studio, condotto su oltre 25.000 pazienti anziani, evidenzia un incremento di circa sei volte dell'impiego dei farmaci biologici tra il 2010 e il 2022. A un anno dall'inizio della terapia, solo la metà dei pazienti mantiene il trattamento; l'età più avanzata e la politerapia sono associate a un rischio maggiore di interruzione. I risultati sottolineano la necessità di ulteriori studi real-world per valutare sicurezza ed efficacia dei farmaci biologici nei pazienti anziani, spesso poco rappresentati negli studi clinici.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Qual è stato l’impatto indiretto della pandemia da COVID-19 sull’utilizzo dei farmaci nella popolazione pediatrica nel lungo periodo?
Risposta
Lo studio mostra che la pandemia ha modificato profondamente i modelli di prescrizione dei farmaci nei bambini. Durante i lockdown si è registrata una marcata riduzione dell'utilizzo di molti medicinali, soprattutto quelli destinati al trattamento delle infezioni respiratorie, seguita da una graduale ripresa negli anni successivi. I risultati evidenziano come le restrizioni e i cambiamenti nell'accesso ai servizi sanitari abbiano avuto effetti persistenti sull'assistenza pediatrica e sulle prescrizioni farmacologiche.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Le traiettorie terapeutiche dei farmaci biologici possono essere utilizzate come indicatori dell’efficacia clinica nei pazienti con psoriasi moderata-severa?
Risposta
Lo studio analizza il percorso terapeutico dei pazienti con psoriasi moderata-severa trattati con farmaci biologici, valutando la durata del trattamento, gli eventuali cambi di terapia e le interruzioni. Le traiettorie terapeutiche rappresentano un indicatore real-world dell'efficacia dei diversi farmaci e consentono di comprendere meglio la risposta clinica nella pratica quotidiana, offrendo informazioni utili per orientare le decisioni terapeutiche.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Qual è stato l’impatto della Nota 100 sull’utilizzo dei farmaci nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 nella Regione Veneto?
Risposta
L'analisi valuta gli effetti dell'introduzione della Nota 100 di AIFA sui nuovi utilizzatori di farmaci per il diabete di tipo 2. I risultati mostrano come la nuova normativa abbia modificato i percorsi prescrittivi, favorendo un utilizzo più appropriato delle terapie innovative e ampliando l'accesso ai trattamenti da parte dei medici di medicina generale, con possibili benefici in termini di tempestività e continuità delle cure.
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Autori: Roberto
2025
Domanda
Quali prove sono disponibili ad oggi sull'associazione tra eventi trombotici con trombocitopenia e il vaccino COVID-19 AZD1222? Queste prove confermano le evidenze prodotte a marzo 2021 che hanno supportato la raccomandazione di limitarene la vaccinazione alle persone di età pari o superiore a 60 anni?
Risposta
Le evidenze che emergono dal report finale dello studio risultano in linea con le evidenze della letteratura, e indicano un potenziale aumento del rischio di TTS in seguito alla vaccinazione con AZD1222. Questo rischio è stato segnalato più frequentemente tra i gruppi di età inferiore ai 60 anni e dopo la prima dose. Tuttavia, è necessario riconoscere un certo grado di incertezza a causa delle possibili limitazioni...
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Autori: Rosa Gini, Anna Girardi, Giuseppe RobertoARS Toscana
2025
Domanda
Sulla base delle evidenze presentate nel report finale dello studio di sicurezza post-autorizzativo del vaccino anti-COVID-19 AZD1222, qual rischi potrebbe aver comportato la vaccinazione con tale vaccino rispetto alla non vaccinazione?
Risposta
Nel periodo compreso tra 1 e 42 giorni dopo la somministrazione della prima dose di AZD1222, è stato osservato un possibile aumento del rischio di trombocitopenia, trombocitopenia senza trombosi (venosa), trombocitopenia con associato sanguinamento, cardiomiopatia da stress, sindrome da tachicardia ortostatica posturale, sindrome di Guillain-Barré e paralisi di Bell. Nel periodo compreso tra 0 e 2 giorni dopo la somministrazione della prima dose di AZD1222, è stato osservato...
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Autori: Rosa Gini, Anna Girardi, Giuseppe RobertoARS Toscana
2025
Domanda
Le reazioni avverse che definiscono alterazioni dell'udito, del gusto e dell'olfatto per i farmaci antibiotici sono segnalate più frequentemente come “persistenti” rispetto ad altre reazioni avverse di questa classe di farmaci? Ci sono farmaci o sottoclassi di antibiotici per cui le alterazioni di udito, gusto e olfatto sono segnalate più frequentemente come “persistenti” rispetto alla intera classe degli antibiotici?
Risposta
Le sospette reazioni gustative, olfattive e uditive vengono frequentemente segnalate con esiti non risolti per l'intera classe gli antibiotici sistemici, e ciò può essere probabilmente interpretato come una difficoltà oggettiva nel valutare un miglioramento dei sintomi da parte del paziente, e probabilmente si verifica anche per altre classi di farmaci. Questa frequenza elevata di eventi non risolti può essere utilizzata come standard per evidenziare frequenze anomale per...
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Autori: Prof. Marco TuccoriDipartimento di Diagnostica e sanità pubblica, Università di Verona
Prof.ssa Ersilia LucenteforteDipartimento di Statistica, informatica, applicazioni 'G. Parenti' (DiSIA), Università di Firenze
Prof. Marco Fornili, Dott.ssa Sara Ferraro, Dott.ssa Irma Convertino, Dott. Emiliano Cappello, Dott. Marco BonasoDipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Università di Pisa
2025
Domanda
Quale è la quantità di emissioni di gas climalteranti che è causata dall'utilizzo di anestetici alogenati? Come si posiziona l'Italia rispetto ad altre nazioni europee? Questa quota differisce nelle diverse regioni italiane?
Risposta
La quantità di emissioni di gas climalteranti che è causata dall'utilizzo di anestetici alogenati varia notevolmente nelle nazioni studiate, da meno di 0,5 Kg di CO2e per abitante a più di 2 Kg di CO2e per abitante. L'Italia è una delle nazioni con i valori di emissioni più alti, attorno a 1,5 Kg di CO2e. Vi è inoltre una notevolissima variabilità regionale, di oltre 20...
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Autori: Marta Caviglia, Francesco Barone-AdesiCrimedim-Center for Research and Training in Disaster Medicine, Humanitarian Aid and Global Health, Università del Piemonte orientale, Novara / Dipartimento di Medicina traslazionale, Università del Piemonte orientale, Novara
Andrealuna UccieroFarmacia ospedaliera, AOU Maggiore della Carità di Novara
Aurora Di Filippo, Francesco TrottaAgenzia italiana del Farmaco (AIFA), Roma
2025
Domanda
Quali effetti hanno avuto le misure introdotte dall’Unione Europea nel 2018 sulla gestione del rischio nell’uso di medicinali a base di valproato e retinoidi orali in Europa?
Risposta
Nelle fonti di dato analizzate tra il 2010 e il 2020, le donne in età fertile che hanno utilizzato il valproato hanno rappresentato tra lo 0,4% e il 2,6% del totale, con un’età media all’inizio dello studio superiore ai 33 anni. La prevalenza mensile delle utilizzatrici è variata tra 1,2 e il 7,7 per 1.000 donne, a seconda della fonte di dato considerata. Per quanto...
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Autori: Anna Girardi, Olga Paoletti, Rosa GiniARS Toscana
2025
Domanda
Qual è stato l'impatto della diagnosi di COVID-19 sul consumo di farmaci tra le donne in gravidanza?
Risposta
Durante la gravidanza, l'uso di farmaci antitrombotici in donne con COVID-19 ha mostrato una notevole variabilità tra le fonti di dato. In particolare, abbiamo osservato un incremento significativo dell'uso di questi farmaci in Toscana, in Francia (soprattutto nel secondo e terzo trimestre) e nelle regioni spagnole di Valencia e Aragona. Al contrario, in Galles e Norvegia, l'aumento è stato minimo o assente. Tale differenza potrebbe essere attribuita...
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Autori: Olga Paoletti, Giulia HyeraciARS Toscana, Firenze
2025
Domanda
È possibile che i risultati dello studio di sicurezza post-autorizzativo sull’associazione tra vaccinazione anti-COVID-19 e miocardite differiscano a causa di diversi disegni di studio, in particolare a causa delle differenze tra diversi disegni self-controlled?
Risposta
Nel contesto della nota associazione tra alcuni dei vaccini anti-COVID-19 e la miocardite, questo studio ha testato quattro diversi disegni di studio self-controlled (pre-SCRI, post-SCRI, SCCS standard, SCCS esteso), che testano in modalità differenti l’assunzione che il verificarsi della miocardite non influisca sulla probabilità di una successiva vaccinazione. I quattro studi hanno prodotto risultati ampiamente comparabili. ...
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Autori: Davide Messina, Anna Girardi, Rosa GiniARS Toscana
2025
Domanda
Attraverso l'uso di real-word-data da 6 database sanitari elettronici di 5 paesi europei, quali informazioni sulla efficacia e declino dell'immunità di diversi programmi di vaccinazione anti-COVID-19 primaria (1a e 2a dose) e di richiamo (3a dose) possiamo ottenere?
Risposta
In generale, i nostri risultati supportano la raccomandazione delle istituzioni sanitarie di mescolare diversi marchi di vaccini per la 2a dose, in particolare per coloro che sono stati vaccinati prima con il marchio AZ, poiché non sono state riscontrate maggiori differenze di VE tra schemi di vaccinazione primaria omologhi (1a e 2a dose uguali) ed eterologhi (1a e 2a dose diverse) contro eventi gravi e non...
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Autori: Elisa Martin Merino, Mar Martin, Belen CastilloAgencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios - AEMPS
Fabio RiefoloTeamit Institute, S.L.
Rosa GiniAgenzia regionale di Sanità - ARS
Tiago VazUniversity Medical Center Utrecht - UMCU
Lamiae Grimaldil'Assistance Publique-Hôpitaux de Paris - APHP
Olaf KlungelUtrecht University - UU
2025
Domanda
A che tipo di studi post-autorizzativi finanziati dalle aziende farmaceutiche ARS Toscana ha partecipato? Qual è stato il contributo di ARS Toscana a questi studi? Quali sono state le interazioni tra i ricercatori degli studi e l'Agenzia Europea dei Medicinali?
Risposta
A partire dal 2017 fino a febbraio 2025, l'ARS Toscana ha partecipato a 13 Post Authorisation Safety studies (PASS) e 1 Post Authorization Efficacy Study (PAES). In tutti i casi si è trattato di studi previsti nel Risk Management Plan del prodotto medicinale stabilito al momento del rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) da parte di EMA. Tutti gli studi a cui ARS Toscana ha partecipato...
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Autori: Giuseppe Roberto, Anna Girardi, Rosa GiniARS Toscana
2022
Domanda
Quali informazioni sulla sicurezza dei vaccini COVID si sono potute ottenere dal monitoraggio svolto nei primi mesi di campagna vaccinale per conto dell’Agenzia Europea del Farmaco utilizzando i dati ‘real world’ di quattro sorgenti di dato europee?
Risposta
Il monitoraggio ha consentito un’osservazione sistematica e scrupolosa di una lunga serie di potenziali eventi avversi, in popolazioni sufficientemente ampie da mettere in evidenza possibili eccessi di rischio anche per eventi estremamente rari (incidenza minore di 10 casi per 100.000 anni-persona), con una catena di produzione di risultati trasparente ed efficiente, che ha permesso di cominciare presto ed eseguire aggiornamenti periodici...
Approfondisci
Autori: Rosa Gini, Giuseppe Roberto, Giulia Hyeraci, Claudia Bartolini, Olga Paoletti, Giorgio Limoncella, Davide MessinaARS Toscana
2022
Domanda
Qual è stato l’impatto delle vaccinazioni contro il COVID-19 sul rischio di sviluppare miocardite e/o pericardite in Italia, Spagna, Olanda e Regno Unito?
Risposta
Il rischio di miocardite è risultato aumentare nei soggetti di età <30 anni sia dopo la prima sia dopo la seconda dose di vaccino Pfizer sia dopo la seconda dose di vaccino Moderna. Anche la seconda dose con AstraZeneca potrebbe avere avuto un effetto sul rischio di miocardite...
Approfondisci
Autori: Giuseppe Roberto, Giulia Hyeraci, Claudia Bartolini, Olga Paoletti, Giorgio Limoncella, Davide Messina, Rosa GiniARS Toscana
2022
Domanda
Quale è stato l'utilizzo di farmaci tra le donne in gravidanza con e senza COVID durante il primo anno di pandemia?
Risposta
Durante il primo anno di pandemia i farmaci più utilizzati nelle donne in gravidanza sono stati gli antibatterici, gli antitrombotici, i vaccini e i corticosteroidi. La prevalenza d’uso di questi farmaci è stata tendenzialmente maggiore nei trimestri esposti a COVID-19 rispetto a quelli non esposti.
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Autori: Giuseppe Roberto, Claudia Bartolini, Giorgio Limoncella, Olga Paoletti, Anna Girardi, Giulia Hyeraci, Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze
Eimir Hurley, Hedvig NordengPharmacoEpidemiology and Drug Safety Research Group, Università di Oslo, Norvegia
Miriam SturkenboomUniversity Medical Center, Utrecht, Paesi Bassi
2022
Domanda
Quali sono le caratteristiche dei soggetti che hanno ricevuto il vaccino Comirnaty® in Toscana nei primi otto mesi di campagna vaccinale? Quali eventi avversi di interesse hanno avuto il più alto tasso d’incidenza? Quale incidenza hanno avuto questi eventi nei vaccinati e in una coorte comparabile di persone non vaccinate?
Risposta
I dati a disposizione di ARS hanno permesso di identificare la coorte dei soggetti vaccinati con il vaccino Comirnaty® entro l’agosto 2021 e le loro caratteristiche sia demografiche che cliniche. Il vaccino in prima dose è stato somministrato più frequentemente nelle donne che negli uomini. La maggior parte dei soggetti che ha ricevuto almeno una dose di Comirnaty® aveva età compresa tra 50 e 59 anni. Come atteso dall’epidemiologia delle malattie cardiovascolari e dalle caratteristiche demografiche delle coorti di studio, le reazioni avverse...
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Autori: Giulia Hyeraci, Claudia Bartolini, Anna Girardi, Giuseppe Roberto, Rosa GiniAgenzia Regionale di Sanità Toscana, Firenze Daniel Weibel – UMC Utrecht, NL
Miriam SturkenboomVAC4EU, Brussels, Belgio; Alejandro Arana – RTI Health Solutions, Barcellona, Spagna; Natasha Yefimenko – Teamit Institute, Barcellona, Spagna
2022
Domanda
Quali sono le caratteristiche degli individui toscani che hanno ricevuto il vaccino Spikevax (Moderna) durante le prime fasi della campagna di vaccinazione anti COVID-19?
Risposta
La quasi totalità dei soggetti che ha ricevuto prima o seconda dose di Spikevax aveva età compresa tra i 18 e i 79 anni, meno dell’1% aveva età superiore a 80 anni e circa il 6% dei soggetti vaccinati con prima dose era in età adolescenziale. I risultati sulle caratteristiche dei soggetti vaccinati sono in linea con le fasi della campagna di vaccinazione nazionale anti Covid-19: il vaccino Spikevax è stato reso disponibile inizialmente agli operatori sanitari e socio-sanitari, personale e ospiti delle RSA...
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Autori: Girardi A., Bartolini C., Hyeraci G., Roberto G., Gini R.Agenzia Regionale di Sanità Toscana
Ehrenstein V., Sørup S.Aarhus University Hospital, Aarhus, Denmark
2022
Domanda
Quali sono le caratteristiche degli individui toscani che hanno ricevuto il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca)? Qual è stato il rischio di sviluppare trombosi con sindrome da trombocitopenia dopo la vaccinazione?
Risposta
L’utilizzo del vaccino Vaxzevria in Regione Toscana si è concentrato nei primi due trimestri del 2021 e specialmente nel secondo trimestre. In linea con quanto raccomandato dal Ministero della Salute, la maggior parte dei soggetti vaccinati aveva età superiore ai 60 anni: la iniziale popolazione target per questo vaccino aveva età compresa tra 18 e 55 anni, a seguito però della rivalutazione del rapporto rischio-beneficio a marzo 2021 ne è stato raccomandato l’uso preferenziale in soggetti con età superiore a 60 anni...
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Autori: Anna Girardi, Claudia Bartolini, Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Rosa GiniAgenzia Regionale di Sanità Toscana
2022
Domanda
Qual è stato l’impatto delle misure varate dall’Unione Europea nel 2018 sulla minimizzazione del rischio per l’utilizzo di medicinali contenenti valproato e retinoidi orali in Regione Toscana?
Risposta
In Regione Toscana nel decennio 2010-2020, le utilizzatrici di valproato sono state il 2,6% delle donne in età fertile (età media all’inizio dello studio: 36,5 anni), con una prevalenza di utilizzatrici su base mensile di 6,1-7,7/1000 donne. La percentuale delle donne in età fertile in trattamento con retinoidi orali è stata 0,6%, con una età media all’inizio dello studio di 22,2 anni. L’analisi dei tassi di prevalenza ed incidenza delle utilizzatrici di retinoidi orali hanno mostrato un pattern stagionale molto marcato, con diminuzione nei mesi estivi...
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Autori: Anna Girardi, Claudia Bartolini, Giorgio Limoncella, Olga Paoletti, Giuseppe Roberto, Rosa GiniARS Toscana, Firenze
Shahab AbtahiUniversità di Utrecht, Utrecht, Paesi Bassi
Carlos E. DuránUtrecht Medical Center University, Utrecht, Paesi Bassi
2022
Domanda
Quanti sono stati gli utilizzatori del farmaco Entresto® in Toscana a partire dalla sua commercializzazione? Qual è stato il rischio di sviluppare angioedema nei soggetti trattati per insufficienza cardiaca con Entresto® o con ACE-inibitori?
Risposta
A partire da aprile 2016 fino a dicembre 2020 il numero di utilizzatori di Entresto® in Toscana è risultato pari a 3.606 soggetti di cui 474 (13,1%) non erano stati precedentemente esposti a farmaci ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell’angiotensina II. I dati a disposizione dell’ARS Toscana hanno permesso di stimare i tassi d’incidenza di angioedema nei soggetti utilizzatori di Entresto® e di ACE-inibitori. Nella prima coorte, l’incidenza è risultata pari a 0,2 per 1.000 anni persona (95% CI 0.0-1.1), nella seconda è risultata 0,3 per 1,000 anni-persona (95% CI 0,2-0,4)...
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Autori: Giulia Hyeraci, Anna Girardi, Claudia Bartolini, Rosa GiniAgenzia Regionale di Sanità della Toscana
Edith Heintjes, Hilda de JongPharmo Institute, Utrecht
Paola PrimatestaNovartis
Sturkenboom MUtrecht Medical Center University, Utrecht, Paesi Bassi
2022
Domanda
Quale è stato l'impatto della campagna vaccinale antiCOVID-19 sull’insorgenza di nuovi casi di emofilia A acquisita nella popolazione Toscana?
Risposta
Le evidenze generate da questo studio, sebbene non possano essere considerate conclusive, non supportano l’ipotesi di un aumento dei casi di AHA nella popolazione Toscana durante la campagna vaccinale antiCOVID-19 rispetto al passato. Ulteriori studi osservazionali su larga scala saranno comunque necessari per escludere qualsiasi ruolo delle vaccinazioni antiCOVID-19 nell’insorgenza di AHA.
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Autori: Giuseppe Roberto, Olga Paoletti, Giulia Hyeraci, Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze
Daniele FocosiAzienda Ospedaliera Universitaria di Pisa, Officina Trasfusionale di Area Vasta Nord-Ovest, Pisa
Massimo FranchiniServizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, Ospedale Carlo Poma di Mantova, Mantova
Marco Tuccori, Sara FerraroUniversità di Pisa, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Unità di Farmacoepidemiologia, Pisa
2022
Domanda
Quali sono state le conseguenze della pandemia da COVID-19 sull'andamento epidemico stagionale del virus respiratorio sinciziale (VRS) e sui consumi di palivizumab – farmaco utilizzato per la profilassi della infezione da VRS - nei bambini di età inferiore a due anni?
Risposta
I risultati dello studio mostrano come la pandemia da COVID-19 abbia causato un notevole effetto sull’andamento epidemico delle infezioni da VRS. In particolare, la prima stagione epidemica di VRS occorsa in epoca COVID-19 ha visto un quasi totale azzeramento dei ricoveri da VRS, fatto probabilmente legato alle stringenti misure di contenimento della pandemia. Nella successiva stagione epidemica si è verificato un aumento drammatico del numero complessivo di ricoveri da VRS che è avvenuto in maniera anticipata rispetto a quanto osservato in epoche pre-pandemiche...
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Autori: Vieri Lastrucci, Giorgia AlderottiSOSA Epidemiologia, Azienda Universitaria-Ospedaliera Meyer, Firenze
Lorenzo Stacchini, medico in formazione specialistica, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli Studi di Firenze
Elettra Berti, Terapia intensiva neonatale, Azienda ospedaliero-universitaria Meyer, Firenze
Martina Pacifici, Monia Puglia, Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Rosa Gini, Fabio VollerAgenzia Regionale di Sanità della Toscana
2022
Domanda
Qual è la prevalenza d’uso degli antidepressivi a livello internazionale?
Risposta
La prevalenza d’uso degli antidepressivi a livello internazionale è estremamente variabile. La prima fonte di variabilità è data dall’età. Infatti, i farmaci antidepressivi sono per lo più utilizzati fra gli adulti e le persone anziane, e in misura minore fra i bambini e gli adolescenti. Secondo i dati preliminari della revisione sistematica e meta-analisi sopra citata, la prevalenza d’uso degli antidepressivi è stimata a circa il 10% negli adulti, 15% nelle persone anziane e 0,7% nei bambini e adolescenti. Nonostante sia stato possibile arrivare a queste stime globali, la seconda fonte di variabilità è quella geografica...
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Autori: Carlotta Lunghi, Elisabetta Poluzzi, Emanuel Raschi, Valentina Giunchi, Michele FusaroliUniversità di Bologna
Annie LeBlanc, Michèle Dugas, Valérie Carnovale, Théo Stéfan, Patrick Blouin, Johanie Lépine, Laura Jalbert, Nataly R. Espinoza Suarez, Olha Svyntozelska, Marie-Pier DeryCentro di ricerca VITAM sulla saliute sostenibile, Centro integrato universitario per i servizi sanitari e sociali del Quebec (CIUSSS de la Capitale-Nationale)
Jacinthe Leclerc, Giraud EkanmianUniversité Laval
Daniele Maria NogueiraScuola di infermieristica Ribeirao Preto - Università di San Paolo
Cathy MartineauUniversité du Québec à Rimouski
Pelumi Samuel AkinolaUniversité du Québec à Trois-Rivières
Stephane TurcotteCentro integrato per i servizi sanitari e sociali (CISSS) di Chaudière-Appalaches
Becky Skidmorespecialista dell’informazione, consulente indipendente
2022
Domanda
Quale è il ruolo della rete TheShinISS nella pianificazione e conduzione di studi multi-database di farmacoepidemiologia basati su Real World Data?
Risposta
TheShinISS si è dimostrato di facile uso a livello locale e flessibile nell’adattarsi a differenti quesiti di ricerca. Attraverso la riproducibilità di tutte le fasi di analisi, secondo un flow-chart predefinito, l’applicativo ha garantito un controllo di qualità adeguato nell’elaborazione dei flussi e nella creazione dei dataset analitici. Tali caratteristiche hanno reso possibile la partecipazione di più Regioni/ASL nella rete ITA-COVID19, e soprattutto la riduzione dei tempi di conduzione degli studi...
Approfondisci
Autori: Gruppo di lavoro TheShinISS-Network con il contributo di Istituto Superiore di Sanità (Marco Massari, Stefania Spila Alegiani, Maria Cutillo, Roberto Da Cas, Giuseppe Marano, Francesca Menniti Ippolito, Cristina Morciano); Università di Verona (Gianluca Trifirò, Luca L’Abbate, Salvatore Crisafulli, Andrea Fontana, Valentina Ientile, Ylenia Ingrasciotta, Nicoletta Luxi, Matilde Tanaglia); Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio (Valeria Belleudi, Alessandro De Rosa, Marco Finocchietti, Sara Lopes, Francesca Romana Poggi)
2022
Domanda
Le caratteristiche delle popolazioni arruolate negli studi clinici registrativi rispecchiano le caratteristiche delle popolazioni trattate nella comune pratica clinica? Qual è la proporzione di soggetti trattati con farmaci biologici per malattie infiammatorie croniche immunomediate in real-world che non sarebbe stata inclusa negli studi clinici registrativi?
Risposta
In generale, le caratteristiche al baseline dei nuovi utilizzatori di farmaci biologici trattati in real-world erano leggermente diverse da quelle dei pazienti arruolati negli RCT registrativi degli stessi farmaci (es. età media più alta). Un’elevata proporzione di utilizzatori trattati in real-world è risultata essere non eleggibile al trattamento applicando i criteri di inclusione ed esclusione definiti dai singoli RCT registrativi. I distributed multi-database network, come il progetto VALORE...
Approfondisci
Autori: Gruppo di Lavoro del Progetto VALORE, con il contributo del Centro di Coordinamento e delle regioni/centri regionali di Farmacovigilanza di Toscana, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Puglia e Sicilia
2022
Domanda
Quali sono i farmaci usati nel trattamento dei pazienti affetti da miastenia gravis, valutando la terapia di prima linea, quella con altri farmaci indicati e le terapie concomitanti con potenziali controindicazioni?
Risposta
Oltre la metà dei pazienti affetti da miastenia gravis vengono trattati con piridostigmina, con una piccola proporzione di pazienti che presentano delle potenziali controindicazioni (come da scheda tecnica). Anche l’uso di altri farmaci indicati è molto comune, in particolare con prednisone, vitamina D e azatioprina. L’uso di terapie farmacologiche concomitanti con potenziali controindicazioni richiede un’attenta valutazione da parte del prescrittore, sia esso uno specialista neurologo ma anche un medico di medicina generale, del loro rapporto rischio-beneficio...
Approfondisci
Autori: Marco Finocchietti, Ursula Kirchmayer, Silvia Cascini, Anna Maria Bargagli, Valeria Belleudi, Antonio Addis, Marina DavoliDipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio
Niccolò Lombardi, Giada Crescioli, Alfredo Vannacci, Roberto BonaiutiUniversità di Firenze
Marco TuccoriUniversità di Pisa
Olga Paoletti, Giulia Hyeraci, Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana
Giampaolo Bucaneve, Rosalba Elisabetta Rocchi, Mariangela RossiRegione Umbria
Livia ConvertinoArea Data Analytics, PuntoZero scarl
Teresa Cantisani, Maria Grazia Celani, Paola BrunoriOspedale di Perugia
Ilaria Bacigalupo, Nicola Vanacore, Francesco Sciancalepore, Antonio AncidoniIstituto Superiore di Sanità
2022
Domanda
I pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica in Toscana, Lazio e Umbria che ricevono il riluzolo, sono aderenti alla terapia?
Risposta
La maggioranza dei pazienti affetti da SLA che iniziano il trattamento con riluzolo è aderente alla terapia nel primo anno. I pochi pazienti che interrompono la terapia precocemente dimostrano maggiore fragilità e maggiore mortalità, fattori che potrebbero aver portato all’interruzione della terapia.
Approfondisci
Autori: Sabrina Giometto, Ersilia Lucenteforte, Marco TuccoriUniversità di Pisa
Marco Finocchietti, Ursula Kirchmayer, Silvia Cascini, Anna Maria Bargagli, Valeria Belleudi, Antonio Addis, Marina DavoliDipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio
Olga Paoletti, Giulia Hyeraci, Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana
Niccolò Lombardi, Giada Crescioli, Alfredo Vannacci, Roberto BonaiutiUniversità di Firenze
Giampaolo Bucaneve, Rosalba Elisabetta Rocchi, Mariangela RossiRegione Umbria
Livia ConvertinoArea Data Analytics, PuntoZero scarl
Teresa Cantisani, Maria Grazia Celani, Paola BrunoriOspedale di Perugia
Ilaria Bacigalupo, Nicola Vanacore, Francesco Sciancalepore, Antonio AncidoniIstituto Superiore di Sanità
2022
Domanda
Qual è la terapia immunosoppressiva di mantenimento più efficace e sicura nella pratica clinica per i pazienti sottoposti a trapianto di rene?
Risposta
Lo studio mostra che tra il 2009 e il 2019, nelle quattro regioni italiane considerate, la terapia immunosoppressiva prescritta ai soggetti trapiantati di rene era basata, nella maggior parte dei casi, sull’utilizzo di Tacrolimus, ma prevedeva una quota non trascurabile di pazienti trattati con Ciclosporina. I risultati ottenuti, in linea con la letteratura scientifica precedentemente prodotta, dimostrano come gli schemi terapeutici a base di Tacrolimus presentino un profilo rischio-beneficio significativamente superiore rispetto a quelli a base di Ciclosporina
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Autori: Arianna Bellini, Marco Finocchietti, Alessandro Cesare Rosa, Maria Lucia Marino, Francesca Romana Poggi, Ursula Kirchmayer, Marina Davoli, Antonio Addis, Valeria BelleudiDipartimento di Epidemiologia, ASL Roma 1, SSR Regione Lazio
Marco Massari, Stefania Spila AlegianiCentro nazionale per la ricerca e la valutazione pre-clinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Lucia Masiero, Andrea Ricci, Gaia Bedeschi, Massimo CardilloCentro nazionale trapianti, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Ersilia LucenteforteUniversità di Pisa
Silvia Pierobon, Maurizio Nordio, Eliana FerroniRegione Veneto
Martina Zanforlini, Giuseppe Piccolo, Olivia LeoneRegione Lombardia
Stefano Ledda, Paolo Carta, Donatella GarauRegione Sardegna
2022
Domanda
Qual è stato l’andamento del consumo e della spesa dei farmaci a carico del Sistema sanitario nazionale tra il 2017 e il 2021 in Toscana?
Risposta
Durante il periodo 2017-2021 sia il consumo che la spesa per i farmaci rimborsati dal SSN in Toscana hanno mostrato un lieve calo in concomitanza dell’emergenza pandemica (i.e. 2020-2021). Tuttavia, nello stesso periodo si è osservato un andamento in controtendenza, sia del consumo sia della spesa, circa i farmaci erogati dalle farmacie territoriali per conto dell’Ausl di competenza (i.e. dati della distribuzione per conto), fenomeno principalmente riconducibile agli interventi di tipo organizzativo del servizio sanitario e finalizzati al contenimento dell’epidemia...
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Autori: Giuseppe Roberto, Giulia Hyeraci, Anna Girardi, Rosa GiniAgenzia Regionale di Sanità Toscana, Firenze
2022
Domanda
Quali sono state le modalità d’utilizzo degli anticorpi monoclonali anti-CGRP tra il 2019 e il 2021 in Toscana? Qual è stato l’impatto della terapia rispetto al consumo di triptani?
Risposta
A partire da aprile 2019 fino a settembre 2021 il numero di utilizzatori di mAb anti-CGRP in Toscana è andato costantemente aumentando fino a superare i 400 pazienti con almeno una dispensazione nell’ultimo mese di reclutamento di questo studio (settembre 2021). In generale, le caratteristiche osservate dei nuovi utilizzatori appaiono riflettere il place in therapy di questi farmaci, i quali sono destinati a pazienti che rispetto ai nuovi diagnosticati con emicrania appaiono avere un’età media maggiore, hanno già fatto ricorso a diversi farmaci profilattici e sono più frequentemente donne, caratteristica quest’ultima che si associa ad una frequenza e severità degli attacchi.
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Autori: Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Olga Paoletti, Rosa GiniAgenzia Regionale di Sanità della Toscana
Pierangelo Geppetti, Luigi Francesco Iannone, Francesco De CesarisCentro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze
2022
Domanda
Qual è stato l’impatto delle modifiche del piano terapeutico per la prescrizione dei farmaci incretinici sulla frequenza di utilizzo di visite diabetologiche a carico del Sistema Sanitario Regionale Toscano tra il 2008 e il 2019?
Risposta
La frequenza di utilizzo delle visite specialistiche diabetologiche a carico del SSN nei pazienti diabetici toscani che hanno iniziato un farmaco incretinico tra il 2008 e il 2019 è apparsa riflettere le modifiche del piano terapeutico per la prescrizione e rimborsabilità di questi farmaci che si sono susseguite nel tempo. È stata osservata, infatti, una costante e significativa riduzione della frequenza di ricorso a visita specialistica nei pazienti in trattamento con iDPP4 e aGLP1...
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Autori: Giuseppe Roberto, Olga Paoletti, Anna Girardi, Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze
Fabio BaccettiUnità operativa di Diabetologia Massa-Carrara, AUSL Toscana Nord-Ovest, Massa
2022
Domanda
La somministrazione di azitromicina nei pazienti positivi a SARS-CoV-2 è associata ad una riduzione del rischio di ospedalizzazione? L’utilizzo pregresso di azitromicina nei soggetti positivi a SARS-CoV-2 ed ospedalizzati può ridurre il rischio di outcome gravi quali ricorso alla ventilazione meccanica, accesso in terapia intensiva e morte?
Risposta
I risultati del presente studio evidenziano un aumentato rischio di ospedalizzazione nei soggetti positivi a SARS-CoV-2 e trattati con azitromicina rispetto ai non utilizzatori di antibiotici. In aggiunta, nei soggetti positivi al virus e ospedalizzati, l’uso di azitromicina non è stato associato ad una variazione del rischio di ricorso alla ventilazione meccanica o accesso in terapia intensiva ma al contrario è stato associato ad una riduzione della mortalità durante il follow-up per alcune fasce della popolazione...
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Autori: Ippazio Cosimo Antonazzo, Carla Fornari, Davide Rozza, Sara Conti, Raffaella Di Pasquale, Paolo Cortesi, Shaniko Kaleci, Pietro Ferrara, Giancarlo Cesana, Lorenzo Giovanni Mantovani, Giampiero Mazzaglia, Centro di studio e ricerca sulla Sanità pubblica, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Monza
Alberto Zucchi, ATS Brescia
Giovanni Maifredi, ATS Bergamo
Andrea Silenzi, Direttorato generale prevenzione sanitariaMinistero della salute
2021
Domanda
Prima che la somministrazione dei vaccini contro il COVID-19 cominciasse, qual era l’occorrenza per fascia d’età di trombosi del seno venoso cerebrale e di eventi tromboembolici nella popolazione toscana? Come si compara questa stima con gli eventi riportati nei primi mesi del 2021 negli europei vaccinati con il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca)?
Risposta
L’analisi dei database amministrativi sanitari della Toscana ha permesso di analizzare l’impatto dei due lockdown sull’utilizzo di tre classi di farmaci utilizzati per patologie croniche nella popolazione generale: anticoagulanti, antiepilettici ed antidepressivi. I risultati del presente studio evidenziano una riduzione d’uso di tutte e tre le classi di farmaci, tale fenomeno è risultato particolarmente evidente per i nuovi utilizzatori di farmaci. Il post-lockdown è stato caratterizzato da un incremento dell’utilizzo di tali farmaci, in particolare gli anticoagulanti hanno raggiunto i medesimi livelli registrati...
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Autori: Rosa Gini, Claudia Bartolini, Olga Paoletti, Davide Messina, Giorgio Limoncella, Giulia Hyeraci, Giuseppe RobertoARS Toscana
Miriam SturkenboomUniversity Medical Center Utrecht
2021
Domanda
La gestione farmacologica delle terapie croniche è stata influenzata dai risvolti sanitari e sociali della prima fase pandemica?
Risposta
È stato costituito un network multiregionale per sviluppare un modello analitico che utilizza i database amministrativi al fine di analizzare l’impatto della pandemia da COVID-19 sui profili di utilizzo delle risorse sanitarie in soggetti affetti da malattie croniche. La validazione del modello, condotta sui dati della Lombardia per il periodo gennaio-giugno 2020, confrontato con lo stesso periodo del 2019, ha chiaramente dimostrato un accumulo di farmaci nelle primissime fasi del...
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Autori: Manuela Casula, Elena Tragni, Federica Galimberti, Elena Olmastroni, Servizio di Epidemiologia e Farmacologia Preventiva (SEFAP), Dipartimento di Scienze Farmacologiche e biomolecolari (DiSFeB), Università degli Studi di Milano
Elisabetta Poluzzi, Simona Rosa, Marica Iommi, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
2021
Domanda
Riguardo ai farmaci utilizzati per la stimolazione ovarica nei percorsi di Procreazione medicalmente assistita (PMA), esistono delle differenze di efficacia e sicurezza tra le diverse formulazioni?
Risposta
Riguardo ai farmaci utilizzati per la stimolazione ovarica nei percorsi di Procreazione medicalmente assistita (PMA), relativamente all’ efficacia, si osserva un vantaggio nell’ottenere una gravidanza se la donna viene sottoposta a protocolli combinati rispetto a formulazioni a base esclusivamente ricombinante o estrattiva. Rispetto alla sicurezza, non si riscontra una differenza tra Gonadotropine ricombinanti ed estrattive sia per quanto concerne gli esiti materni che infantili.
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Autori: Alessandro Cesare Rosa, Valeria Belleudi, Antonio Addis, Marina Davoli, Ursula Kirchmayer, Dipartimento di epidemiologia SSR Regione Lazio
Andrea Ciardulli, Unità operativa complessa di ostetrica e ginecologia, Ospedale Cristo Re, Roma
Arianna Pacchiarotti, Centro di Procreazione Medicalmente Assistita, Ospedale San Filippo Neri, Roma
2021
Domanda
Riguardo all’utilizzo di farmaci in Italia per le principiali patologie croniche: esiste una correlazione tra il tasso di consumo, l’aderenza e la persistenza con la posizione socioeconomica dei pazienti?
Risposta
In conclusione, i risultati presentati in questo primo Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche mostrano come la posizione socioeconomica sia fortemente correlata con l’uso dei farmaci: per i farmaci utilizzati per il diabete, l’ipertensione, e le dislipidemie, i tassi di consumo pro-capite più elevati si registrano nelle aree caratterizzate da un indice di deprivazione più elevato. La posizione socioeconomica non sembra precludere l’accesso ai farmaci, ma anzi...
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Autori: Aurora Di Filippo, Serena Perna, Andrea Pierantozzi, Filomena Fortinguerra, Francesco Trotta, Federica Milozzi, Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
2021
Domanda
Qual è il livello di efficacia relativa dei diversi antibiotici beta-lattamici per il trattamento di specifiche malattie infettive?
Risposta
I risultati dello studio mostrano una moderata riduzione nell’efficacia relativa tra i nuovi utilizzatori di antibiotici beta-lattamici nella Medicina Generale italiana. L’amoxicillina/clavulanato è risultato l’antibiotico beta-lattamico con la più bassa riduzione di efficacia relativa rispetto agli altri antibiotici per quanto concerne le infezioni: (1) delle basse vie respiratorie, (2) dell’orecchio medio, (3) odontoiatriche. In conclusione, questi risultati supportano le indicazioni delle Linee Guida ufficiali, che suggeriscono l’uso di antibiotici...
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Autori: Francesco Lapi, Ettore Marconi, Serena Pecchioli, Health Search, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Firenze, Italia
Erik Lagolio, Alessandro Rossi, Claudio Cricelli, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Firenze, Italia
Ercole Concia, Sezione di Malattie Infettive, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica (DDSP), Università di Verona, Policlinico ‘G. B. Rossi’, Verona, Italia
2021
Domanda
Quanti dei pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) vengono trattati con il riluzolo, farmaco che può modificare il decorso della patologia? Tra i pazienti trattati con riluzolo, quali altri trattamenti farmacologici e non-farmacologici vengono usati? Vi è un uso anche in presenza di controindicazioni? Inoltre, vi è un uso del riluzolo in pazienti affetti da patologie del motoneurone diverse dalla SLA? Ci sono delle differenze nei pattern prescrittivi tra le regioni Toscana, Lazio ed Umbria?
Risposta
Questa analisi dimostra un uso medio-alto del riluzolo nei pazienti affetti da SLA, con delle differenze tra regioni. Gli stessi pazienti sono sottoposti in gran parte a poli-farmacoterapia in generale ed a terapia farmacologica sintomatica, con notevoli differenze tra le regioni. La ventilazione assistita è usata da un numero consistente di pazienti, con delle differenze tra tipologie nelle tre regioni. L’uso del riluzolo nella SLA è in linea con le indicazioni terapeutiche, mentre si nota un uso non trascurabile per il trattamento delle altre malattie del motoneurone, dove non è indicato. Le differenze osservate tra le tre regioni in...
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Autori: Marco Finocchietti, Ursula Kirchmayer, Silvia Cascini, Anna Maria Bargagli, Valeria Belleudi, Antonio Addis, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio
Olga Paoletti, Giulia Hyeraci, Rosa Gini, Agenzia regionale di sanità della Toscana
Niccolò Lombardi, Giada Crescioli, Alfredo Vannacci, Roberto Bonaiuti, Università di Firenze
Emiliano Cappello, Giulia Valdiserra, Marco Tuccori, Università di Pisa
David Franchini, Marcello De Giorgi, Giampaolo Bucaneve, Rosalba Elisabetta Rocchi, Mariangela Rossi, Regione Umbria
Teresa Cantisani, Maria Grazia Celani, Paola Brunori, Ospedale di Perugia
Nicola Vanacore, Francesco Sciancalepore, Antonio Ancidoni, Istituto Superiore di Sanità
2021
Domanda
Le misure di restrizione applicate durante la primavera e l’autunno 2020 hanno modificato le modalità di utilizzo delle terapie croniche nella popolazione generale?
Risposta
L’analisi dei database amministrativi sanitari della Toscana ha permesso di analizzare l’impatto dei due lockdown sull’utilizzo di tre classi di farmaci utilizzati per patologie croniche nella popolazione generale: anticoagulanti, antiepilettici ed antidepressivi. I risultati del presente studio evidenziano una riduzione d’uso di tutte e tre le classi di farmaci, tale fenomeno è risultato particolarmente evidente per i nuovi utilizzatori di farmaci. Il post-lockdown è stato caratterizzato da un incremento dell’utilizzo...
Approfondisci
Autori: Ippazio Cosimo Antonazzo, Carla Fornari, Eleonora Cei, Lorenzo Giovanni Mantovani e Giampiero Mazzaglia, Centro di studio e ricerca sulla Sanità pubblica, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Monza
Olga Paoletti, Claudia Bartolini, Rosa Gini, Agenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze, Italia
2021
Domanda
Qual è la terapia immunosoppressiva di mantenimento prescritta ai pazienti con trapianto solido nella regione Lazio?
Risposta
Nel decennio in studio, si è osservato un aumento della terapia di mantenimento basata sul tacrolimus nei pazienti dimessi dopo trapianto di rene e fegato, mentre la terapia maggiormente prescritta per i trapiantati di cuore è risultata ciclosporina. Indipendentemente dall’organo trapiantato la combinazione di farmaci più frequente è stata la triplice terapia a base di inibitore della calcineurina, micofenolato e steroidi...
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Autori: Alessandro Cesare Rosa, Marino Maria Lucia, Finocchietti Marco, Poggi Francesca Romana, Ursula Kirchmayer, Claudia Marino, Nera Agabiti, Marina Davoli, Addis Antonio, Valeria Belleudi - Dipartimento di Epidemiologia, ASL Roma 1, SSR Regione Lazio
Marco Massari, Stefania Spila Alegiani - Centro nazionale per la ricerca e la valutazione pre-clinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Masiero Lucia, Ricci Andrea, Cardillo Massimo - Centro nazionale trapianti, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Gruppo di Lavoro del Progetto CESIT - DEP Lazio, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti, Regione Veneto, Università degli studi di Verona, Regione Lombardia, Regione Sardegna, Registri Dialisi e Trapianto regionali
2021
Domanda
Quanti pazienti hanno iniziato il trattamento con anticorpi monoclonali anti-CGRP tra il 2019 e il 2021 in Toscana? Il loro consumo di triptani è cambiato dopo l’inizio della terapia?
Risposta
In Toscana, durante i primi due anni dall’inizio della disponibilità dei mAb anti-CGRP per la prevenzione degli attacchi acuti di emicrania il numero di pazienti che ha iniziato il trattamento con questi farmaci è andato aumentando notevolmente. Tra aprile 2019 e marzo 2021 sono stati osservati 211 nuovi utilizzatori di erenumab, 139 di galcanezumab e 53 di fremanezumab...
Approfondisci
Autori: Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Olga Paoletti, Rosa Gini - Agenzia Regionale di Sanità della Toscana
Pierangelo Geppetti, Luigi Francesco Iannone, Silvia Benemei, Francesco De Cesaris - Centro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze
2021
Domanda
Qual è stato il pattern di utilizzo del trattamento antidotale a base di idarucizumab negli utilizzatori toscani di dabigatran in termini di frequenza, indicazione d’uso ed esiti clinici?
Risposta
Tra il 2015 e il 2020, nel database della Regione Toscana sono state registrate 249 somministrazioni di idarucizumab, corrispondenti a un’incidenza d’uso di 5,1 casi per 1.000 anni-persona di esposizione a dabigatran. È stato identificato un campione di 126 pazienti trattati con idarucizumab. L’età media è risultata di 79 anni, e l’indicazione è stata nella maggioranza dei casi (N = 83, 65,9%) un sanguinamento incontrollato, mentre negli altri (N = 43, 34,1%) è stato un intervento chirurgico d’urgenza...
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Autori: Niccolò Lombardi, Giada Crescioli, Alfredo Vannacci - Università di Firenze
Valentina Brilli, Guido Mannaioni, Stefano Fumagalli - Università di Firenze e Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi
Rosa Gini - ARS Toscana
Ippazio Cosimo Antonazzo, Giampiero Mazzaglia - Università di Milano-Bicocca
2021
Domanda
L’utilizzo di diversi tipi di bDMARD in pazienti affetti da artrite reumatoide si associa ad un aumentato rischio di insorgenza di infezioni gravi? Qual è, in termini assoluti, il rischio infettivo durante la terapia con questo tipo di farmaci?
Risposta
I nostri risultati confermano ed espandono le precedenti evidenze disponibili sul tema, corroborando l’ipotesi di un aumentato rischio infettivo tra gli utilizzatori di bDMARD. Tale rischio sembra essere più accentuato tra gli utilizzatori di tocilizumab rispetto agli altri tipi di bDMARD. In termini assoluti, la probabilità che si verifichi un fenomeno infettivo grave in utilizzatori di tocilizumab non è bassa, attestandosi, di fatto, a valori poco inferiori all’8% durante i primi quattro anni di terapia...
Approfondisci
Autori: Lorenza Scotti, Mattia Bellan, Pier Paolo Sainaghi, Francesco Barone-Adesi - Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale, Novara
2021
Domanda
Esistono delle differenze nella modalità d’uso dei farmaci biologici PSObio indicati per il trattamento dei pazienti affetti da psoriasi della regione Toscana?
Risposta
Dall’analisi dello switch nei pazienti affetti da psoriasi in Toscana, che hanno iniziato per la prima volta un trattamento con farmaco biologico tra il 2011 e il 2016, emerge che i gruppi di nuovi utilizzatori di infliximab e di etanercept presentano una maggiore tendenza a cambiare terapia, mentre i nuovi utilizzatori di ustekinumab adottano un comportamento più continuativo...
Approfondisci
Autori: Silvia Tillati, Sabrina Giometto, Davide Petri, Marco Tuccori, Ersilia Lucenteforte - Università di Pisa
Rosa Gini - Agenzia Regionale di Sanità della Toscana
2021
Domanda
Nei pazienti con artrite reumatoide qual è l’attività di malattia che si osserva nei periodi di interruzione del trattamento con farmaci biologici modificanti la malattia reumatica?
Risposta
Circa il 50% dei nuovi utilizzatori di farmaci biologici modificanti la malattia reumatica ha raggiunto il target terapeutico dopo aver iniziato il trattamento. Questo fenomeno si è osservato più frequentemente nel sottogruppo di soggetti che hanno continuato il trattamento per tutto il follow-up rispetto a quelli che l’hanno successivamente interrotto. La maggior parte delle interruzioni che avevano un DAS28 registrato prima dell’interruzione ha mostrato uno stato di malattia “in target”...
Approfondisci
Autori: Marco Tuccori, Irma Convertino, Silvia Tillati, Sabrina Giometto, Sara Ferraro, Giulia Valdiserra, Emiliano Cappello, Marco Fornili, Laura Baglietto, Corrado Blandizzi, Ersilia Lucenteforte - Università di Pisa
Rosa Gini, Claudia Bartolini, Olga Paoletti - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Marta Mosca, Massimiliano Cazzato, Matteo Filippi, Michele Cristofano - Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa
Giuseppe Turchetti, Leopoldo Trieste, Valentina Lorenzoni - Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa
2021
Domanda
Qual è stata la storia dell’utilizzo di farmaci con possibile impiego nella colite ulcerosa (CU) nei nuovi utilizzatori della terapia avanzata (adalimumab, infliximab, golimumab, vedolizumab, tofacitinib) per il trattamento della CU in Toscana? Quali sono i pattern di utilizzo dei farmaci per la CU e delle risorse sanitarie osservati a un anno e a due anni dall’inizio del trattamento nei nuovi utilizzatori di terapia avanzata per la CU? Quali sono i costi sanitari diretti stimati osservati a un anno e a due anni dall’inizio del trattamento nei nuovi utilizzatori della terapia avanzata per la CU?
Risposta
Il trattamento avanzato per la CU in Toscana sembra essere sostanzialmente in linea con le linee guida che raccomandano l’uso di questi farmaci nella seconda e terza linea di trattamento. Adalimumab è il farmaco più utilizzato come trattamento avanzato di prima linea. Nelle coorti analizzate i pazienti mostrano un’aderenza piuttosto elevata. La persistenza in terapia è particolarmente elevata per ciascun farmaco indice con pochi soggetti che passano ad altre terapie nel primo e secondo anno di trattamento...
Approfondisci
Autori: Marco Tuccori - Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa
Ersilia Lucenteforte, Irma Convertino, Sara Ferraro, Sabrina Giometto, Silvia Tillati, Emiliano Cappello, Giulia Valdiserra, Matteo Fornai - Università di Pisa
Valentina Lorenzoni, Giuseppe Turchetti - Scuola Superiore Sant’Anna
Rosa Gini, Claudia Bartolini, Olga Paoletti - Agenzia regionale di sanità della Toscana
2021
Domanda
Quali sono le potenzialità di un network unico multiregionale per la sorveglianza post-marketing dei farmaci biologici, inclusi i biosimilari, in area dermatologica, reumatologica, gastroenterologica ed oncoematologica?
Risposta
Nelle 13 regioni partecipanti, durante il periodo di studio, sono stati identificati 143.602 utilizzatori di biologici approvati in dermatologia, gastroenterologia e reumatologia, corrispondenti ad un’esposizione complessiva di 507.745 anni-persona. La potenza di studio è sufficiente, ad esempio, per rilevare una debole associazione tra l’utilizzo di un farmaco biologico e l’infezione da SARS-CoV-2, su 9 dei 15 farmaci biologici in studio; su 4 farmaci in studio per un’associazione con la neurite ottica, e su ben 14 dei 15 biologici in studio per un’associazione con infezioni gravi...
Approfondisci
Autori: Gruppo di Lavoro del Progetto VALORE, con il contributo del Centro di Coordinamento, Istituto Superiore di Sanità, DEP Lazio, Università degli Studi di Verona e Messina, le regioni/centri regionali di Farmacovigilanza delle regioni Sicilia, Sardegna, Toscana, Calabria, Basilicata, Lombardia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto, Lazio, Puglia, Marche, Provincia Autonoma di Trento
2021
Domanda
Qual è il rischio di glaucoma in pazienti che hanno ricevuto iniezioni intravitreali di inibitori del VEGF?
Risposta
Il nostro studio ha riportato una incidenza di circa il 5% di diagnosi di glaucoma in pazienti non diabetici in trattamento con farmaci anti-VEGF. I pazienti con esito di diagnosi di glaucoma che avevano ricevuto aflibercept come farmaco indice presentavano un numero medio di iniezioni leggermente superiore rispetto a coloro che avevano ricevuto bevacizumab o ranibizumab...
Approfondisci
Autori: Andrea Spini, Sandra Donnini, Marina Ziche - Università degli studi di Siena
Sabrina Giometto, Ersilia Lucenteforte - Università di Pisa
Rosa Gini, Anna Girardi - ARS Toscana
Gianni Virgili - Queen’s University Belfast
Mahyar Etminan - University of British Columbia
Matteo Posarelli, Gian Marco Tosi - Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
2020
Domanda
Quali sono le potenzialità di un network multi-regionale nell’ambito di un progetto di farmacovigilanza attiva sulle valutazioni post-marketing del profilo beneficio-rischio dei farmaci biologici originator e biosimilari in area dermatologica, reumatologica, gastroenterologica ed oncoematologica?
Risposta
Le prime analisi realizzate mostrano che nel corso del progetto VALORE le banche dati amministrative, integrate con i dati provenienti dai registri clinici, laddove possibile, e con i dati provenienti da sorveglianze attive, permetteranno di valutare adeguatamente l’effectiveness e la safety anche a lungo termine dei farmaci biologici in studio e di fornire solide evidenze sul profilo beneficio-rischio di farmaci biologici originator e biosimilari. Inoltre, tramite l’interazione con le reti...
Approfondisci
Autori: Gruppo di Lavoro del Progetto VALORE - con il contributo del Centro di Coordinamento, Istituto Superiore di Sanità, DEP Lazio, Università degli Studi di Verona e Messina, le regioni/centri regionali di Farmacovigilanza delle regioni Sicilia, Sardegna, Toscana, Calabria, Basilicata, Lombardia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto, Lazio, Puglia, Marche, Provincia Autonoma di Trento
2020
Domanda
Come è variato l’utilizzo dei farmaci ammessi alla rimborsabilità per il trattamento del COVID-19 e dei farmaci per il trattamento dell’ipertensione arteriosa durante la prima ondata della pandemia da SARS-CoV-2? Ci sono state differenze di genere nella popolazione generale e nelle residenze sanitarie assistenziali della Toscana?
Risposta
Nella popolazione generale, l’impatto della pandemia sull’utilizzo dei farmaci ammessi alla rimborsabilità per il trattamento del COVID-19 è stato particolarmente evidente per l’idrossiclorochina e le EBPM. Sebbene i nuovi utilizzatori di idrossiclorochina siano notevolmente aumentati a causa di un suo utilizzo su larga scala per il trattamento del COVID-19, per le EBPM si è osservata una riduzione del numero complessivo di nuovi utilizzatori. Questa riduzione può essere attribuita alla sospensione di tutti gli interventi chirurgici non urgenti avvenuta durante la prima ondata della pandemia...
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Autori: Giuseppe Roberto, Rosa Gini, Francesca Collini, Fabrizio Gemmi - ARS Toscana
Niccolò Lombardi, Giada Crescioli, Alfredo Vannacci - Università degli Studi di Firenze
Andrea Spini, Sandra Donnini, Marina Ziche - Università degli Studi di Siena
Gianni Virgili - Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi
Ersilia Lucenteforte - Università degli Studi di Pisa
2020
Domanda
Riguardo alle caratteristiche di chi ha cominciato a usare i JAK inibitori in Toscana: qual è la stata loro storia farmacologica nel trattamento dell’artrite reumatoide? Quali risorse del sistema sanitario hanno impiegato negli anni precedenti? Con quali costi?

Riguardo ai primi sei mesi di utilizzo di questi farmaci: quali risorse del sistema sanitario hanno impiegato i nuovi utilizzatori nei primi sei mesi di utilizzo? Con quali costi?
Risposta
Nei primi due anni successivi all’immissione in commercio dei JAK1, in Toscana abbiamo osservato 363 utilizzatori. Essi avevano una storia di trattamento della malattia che soddisfa i criteri riportati nelle linee guida. I JAKi sono stati usati in prima linea in una piccola proporzione di pazienti, e indifferentemente e in proporzioni molto simili come terapia di seconda, terza e quarta linea. I pazienti avevano un’età media di 60 anni e la terapia per malattia reumatologica era stata cominciata da diversi anni: in media circa 7 anni dal primo DMARD e circa 4 anni dal primo bDMARD. Questo è in linea con quanto atteso: i farmaci innovativi vengono utilizzati con priorità nei pazienti a lungo termine, nei quali i trattamenti precedentemente disponibili sono divenuti inefficaci, causando un peggioramento della malattia...
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Autori: Sabrina Giometto, Ersilia Lucenteforte, Irma Convertino, Sara Ferraro, Emiliano Cappello, Giulia Valdiserra, Corrado Blandizzi - Università di Pisa
Marco Tuccori - Azienda ospedaliero-universitaria Pisana
Valentina Lorenzoni, Giuseppe Turchetti - Scuola superiore Sant’Anna Pisa
Rosa Gini, Claudia Bartolini, Olga Paoletti - Agenzia regionale di sanità della Toscana
2020
Domanda
Tra il 2009 e il 2013 che effetto differenziale hanno avuto età e sesso della popolazione sull’incidenza d’uso e sul consumo di farmaci antidepressivi nelle aziende territoriali di Firenze e Bologna?
Risposta
Nelle precedenti analisi abbiamo osservato che gli utilizzatori di farmaci antidepressivi dei territori delle aziende fiorentina e bolognese hanno pattern di utilizzo a lungo termine molto simili. In questa analisi abbiamo osservato che il maggior consumo nell’area toscana, che è notevole, come notato dal rapporto Osmed, è equamente distribuito tra i due sessi, ma varia tra le fasce d’età: è più marcato tra i giovani, meno evidente nelle fasce d’età intermedie e nella fascia molto anziana si inverte...
Approfondisci
Autori: Olga Paoletti, Claudia Bartolini, Giuseppe Roberto, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Ippazio Cosimo Antonazzo, Giampiero Mazzaglia - Università di Milano-Bicocca
Rossella Miglio, Marco Menchetti, Elisabetta Poluzzi - Università di Bologna
Giovanni Castellini, Valdo Ricca - Università di Firenze
2020
Domanda
Qual è stato l’uso di antipsicotici per il trattamento dei sintomi psico-comportamentali nei pazienti affetti da demenza nella regione Lazio? E quali effetti ha avuto questo sulla mortalità?
Risposta
Nel Lazio il trattamento a lungo termine con AP è piuttosto frequente. Una percentuale non trascurabile dei pazienti con demenza ha un periodo di utilizzo più lungo di quanto raccomandato dalle linee guida. Inoltre, la presenza di fattori di rischio cardiovascolare non è risultata associata a una minore prescrizione di AP. È stato evidenziato un significativo rischio di mortalità a lungo termine dei pazienti assuntori di AP e nessun effetto invece sul rischio di decesso a 30 giorni dal primo uso...
Approfondisci
Autori: Anna Maria Bargagli, Silvia Cascini, Ursula Kirchmayer, Marina Davoli, Claudia Marino, Nera Agabiti - Dipartimento di Epidemiologia, SSR Regione Lazio, ASL Roma 1, Roma, Italia
Nicola Vanacore, Marco Canevelli - Centro per la promozione e valutazione delle politiche di prevenzione delle malattie croniche, Istituto superiore di sanità, Roma, Italia
2020
Domanda
Quali sono state le differenze di genere riguardo l’approccio farmacologico di prima linea e la sopravvivenza in Toscana tra il 2009 e il 2019 in pazienti non operati con tumore polmonare non a piccole cellule?
Risposta
Tra i pazienti con una diagnosi anatomo-patologica di NSCLC in Toscana tra il 2009 e il 2019, le donne con NSLCL non squamoso hanno ricevuto oltre due volte più frequentemente una target therapy rispetto agli uomini con NSLCL non squamoso. Come atteso dalle differenze biologiche tra i due sessi rispetto all’espressione dei target molecolari di queste terapie, l’utilizzo di anti-EGFR come trattamento farmacologico di prima linea del NSCLC non squamoso è stato più frequente nelle donne rispetto agli uomini...
Approfondisci
Autori: Giuseppe Roberto, Rosa Gini, Claudia Bartolini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Andrea Spini, Sandra Donnini, Marina Ziche, Cristiana Bellan - Università di Siena
Pietro Rosellini, Alessandra Pascucci, Lorenzo Leoncini, Lucia Mundo, Folco Furiesi, Silvano Giorgi - Azienda ospedaliero-universitaria Senese
Francesco Salvo, Allison Singier - Université de Bordeaux
2020
Domanda
È possibile fornire evidenze tempestive sull’associazione tra farmaci e/o vaccini e COVID-19 in corso di pandemia coinvolgendo una rete multiregionale?
Risposta
Durante l’emergenza sanitaria a seguito della pandemia COVID-19, la rete multidisciplinare e multiregionale ITA-COVID19 ha permesso di progettare, condurre e concludere studi epidemiologici osservazionali su farmaci o vaccini su popolazioni di grandi dimensioni, che rappresentano una quota rilevante e rappresentativa della popolazione italiana colpita dalla pandemia. Questi studi sono stati in grado di rispondere tempestivamente a quesiti di farmacoepidemiologia...
Approfondisci
Autori: Stefania Spila Alegiani, Marco Massari, Roberto Da Cas, Francesca Menniti Ippolito - Centro nazionale per la ricerca e la valutazione pre-clinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Gianluca Trifirò - Dipartimento di Diagnostica e sanità pubblica, Università degli Studi di Verona e Società italiana di farmacologia, Milano
2020
Domanda
Le misure di restrizione applicate durante il lockdown hanno modificato le modalità di utilizzo degli antidepressivi nella popolazione generale?
Risposta
Nelle prime settimane di lockdown nella regione Toscana si è registrata una lieve diminuzione della prevalenza ed incidenza di utilizzatori di farmaci antidepressivi nella popolazione generale. Tale riduzione è stata seguita da un incremento, soprattutto tra i nuovi utilizzatori, nelle settimane a ridosso delle fasi 2 e 3. Tali dati suggeriscono una possibile diminuzione della compliance al trattamento da parte dei soggetti già in trattamento a cui si aggiunge probabilmente sia un ritardo diagnostico tra i nuovi utilizzatori sia nuovi eventi depressivi...
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Autori: Ippazio Cosimo Antonazzo, Carla Fornari, Sara Conti, Arianna Fornari, Lorenzo Giovanni Mantovani, Giampiero Mazzaglia - Centro di Studio e Ricerca sulla Sanità Pubblica, Università degli studi di Milano-Bicocca, Monza, Italia
Olga Paoletti, Claudia Bartolini, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze, Italia
2020
Domanda
Le misure di restrizione applicate durante il lockdown hanno modificato le modalità di utilizzo dei farmaci anticoagulanti?
Risposta
Durante le prime settimane successive all’inizio della fase 1 del lockdown si è assistito ad un decremento della prevalenza e dell’incidenza di utilizzatori di anticoagulanti, fenomeno che è risultato più accentuato tra i soggetti trattati con DOAC rispetto a chi era trattato con VKA. Tali risultati ci permettono di ipotizzare una scarsa compliance al trattamento dei soggetti già in trattamento con anticoagulanti e un ritardo diagnostico tra i nuovi utilizzatori...
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Autori: Ippazio Cosimo Antonazzo, Carla Fornari, Sara Conti, Lorenzo Giovanni Mantovani, Giampiero Mazzaglia - Centro di studio e ricerca sulla Sanità pubblica, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Monza, Italia
Olga Paoletti, Claudia Bartolini, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze, Italia
2020
Domanda
Quali e quante sono state le traiettorie di utilizzo dei farmaci biologici nei pazienti con psoriasi in Toscana nell’arco degli ultimi 10 anni? Quali sono le caratteristiche dei pazienti che hanno seguito ciascuna traiettoria di utilizzo?
Risposta
In Toscana i pazienti affetti da psoriasi che hanno iniziato un trattamento con farmaco biologico nel periodo compreso tra il 2011 e il 2016 hanno traiettorie di aderenza al trattamento classificabili in due gruppi: da un lato i pazienti basso-aderenti, con una forte e rapida riduzione dell’aderenza nei primi 9 mesi dall’inizio del trattamento, e dall’altro i pazienti alto-aderenti, con lieve e graduale riduzione dell’aderenza nel tempo...
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Autori: Sabrina Giometto, Marco Conte, Agata Janowska, Valentina Dini, Marco Romanelli, Corrado Blandizzi, Marco Tuccori, Ersilia Lucenteforte - Università di Pisa
Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
2020
Domanda
Quanti pazienti con malattia di Crohn stimiamo ricevano la loro diagnosi in ritardo? In questi pazienti, quanto è stato lungo il ritardo? Che impatto può avere un potenziale ritardo diagnostico sulla persistenza al trattamento iniziale con budesonide e su esiti di efficacia e di sicurezza?
Risposta
Un precedente accesso al pronto soccorso o ospedalizzazione per sintomi gastrointestinali, che potrebbe rappresentare un potenziale ritardo diagnostico, è stato osservato in una percentuale maggiore del 60% dei pazienti inclusi nello studio. Le traiettorie di aderenza a budesonide hanno definito tre diversi cluster. Il cluster 1 ha descritto un’aderenza più elevata, che probabilmente identifica pazienti con un trattamento prolungato con budesonide che potrebbe rivelare un uso non appropriato del farmaco...
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Autori: Irma Convertino, Sara Ferraro, Giulia Valdiserra, Emiliano Cappello, Sabrina Giometto, Ersilia Lucenteforte, Lorenzo Bertani, Corrado Blandizzi - Università di Pisa
Claudia Bartolini, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Francesco Costa, Marco Tuccori - Azienda ospedaliero-universitaria Pisana, Pisa
Francesco Salvo - University of Bordeaux
2020
Domanda
L’utilizzo di metimazolo si associa ad un aumentato rischio di insorgenza di episodi di pancreatite acuta? Quale è, in termini assoluti, il rischio di sviluppare episodi di pancreatite acuta in seguito all’assunzione di metimazolo?
Risposta
I nostri risultati confermano ed espandono le precedenti evidenze disponibili sul tema, corroborando l’ipotesi di un aumentato rischio di pancreatite acuta tra gli utilizzatori di metimazolo. Tale rischio sembra tuttavia essere limitato ai primi tre trimestri di trattamento, tornando in seguito simile a quello della popolazione generale. In termini assoluti, la probabilità che si verifichi un fenomeno di pancreatite acuta appare molto bassa; si attesta, di fatto, a percentuali inferiori all’1% in tutte le classi di età...
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Autori: Alessandro Pecere, Marina Caputo, Andrea Sarro, Andrealuna Ucciero, Angelica Zibetti, Gianluca Aimaretti, Paolo Marzullo, Francesco Barone-Adesi - Dipartimento di Medicina traslazionale, Università del Piemonte orientale, Novara
2020
Domanda
Quali sono state le differenze di genere in termini di modalità d’utilizzo, comorbidità cardiovascolari e assunzione concomitante di farmaci serotoninergici tra i pazienti trattati con triptani in Toscana tra il il 2008 e il 2018?
Risposta
Questo studio di farmacoutilizzazione conferma come l’emicrania sia una patologia con importanti differenze di genere, sia in termini epidemiologici sia di farmacoutilizzazione. Tra il 2008 e il 2018 in Toscana la prevalenza e l’incidenza di utilizzo dei triptani è stata circa tre volte superiori nelle femmine rispetto ai maschi per tutto il periodo in studio. È stata osservata una percentuale lievemente superiore di utilizzatori maschi con una controindicazione CV assoluta all’uso di triptani rispetto alle femmine...
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Autori: Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Pierangelo Geppetti, Chiara Lupi, Silvia Benemei, Francesco De Cesaris - Centro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze
2020
Domanda
Quale è stato l’impatto della prima ondata dell’epidemia da SARS-CoV-2 sulle quattro classi di farmaci a maggior spesa nel 2020 per il Servizio sanitario toscano?
Risposta
L’utilizzo del Cruscotto direzionale ha permesso di mostrare come la prima ondata dell’epidemia di SARS-CoV-2 abbia avuto un impatto differente sui consumi dei farmaci erogati dalle ASL piuttosto che dalle Aziende ospedaliere in Toscana. Per quanto riguarda i farmaci del tratto gastrointestinale e del metabolismo, cardiovascolari, del sangue e del sistema emopoietico e i farmaci antineoplastici e immunomodulatori, nel mese di marzo 2020, è stato osservato un sensibile aumento delle dosi giornaliere erogate dalle ASL al quale è seguito un calo nei mesi di aprile e maggio...
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Autori: Giuseppe Roberto, Giulia Hyeraci, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Claudio Marinai - Regione Toscana
2020
Domanda
1. Come possono essere identificati i pazienti con artrite reumatoide all’interno delle banche dati sanitarie regionali della Toscana?
2. Quali sono le traiettorie di aderenza in pazienti reumatologici che vengono trattati per la prima volta con farmaci bDMARDs?
Risposta
1. Nell’analisi di validazione condotta per identificare il miglior algoritmo per la selezione dei pazienti con AR dai database amministrativi sanitari Toscani è stata osservata una bassa sensibilità negli algoritmi che utilizzano il codice AR ICD-9 in associazione alla visita reumatologica e alla prescrizione di bDMARD. Questo risultato evidenzia che la diagnosi estrapolata dagli accessi in Pronto Soccorso e dalle ospedalizzazioni è meno affidabile del codice di esenzione per malattia per la selezione dei veri pazienti positivi (pazienti AR)...

2. In questo studio condotto sui database amministrativi sanitari regionali che ha incluso pazienti toscani affetti da AR nuovi utilizzatori di bDMARDs tra il 2010 e il 2015 sono state identificate tre traiettorie di aderenza ai bDMARDs: bassa, medio-alta e alta. La maggior parte dei pazienti analizzati appartiene alle traiettorie di aderenza alta e medio-alta. L’ altra traiettoria (bassa aderenza) è caratterizzata dalla sospensione del trattamento dopo 9 mesi. ...
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Autori: Marco Tuccori, Irma Convertino, Sabrina Giometto, Sara Ferraro, Giulia Valdiserra, Emiliano Cappello, Marco Fornili, Corrado Blandizzi, Ersilia Lucenteforte - Università di Pisa
Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana
Marta Mosca, Massimiliano Cazzato, Matteo Filippi, Michele Cristofano - Azienda ospedaliero-universitaria Pisana, Pisa
Giuseppe Turchetti, Leopoldo Trieste, Valentina Lorenzoni - Scuola superiore Sant’Anna, Pisa
2019
Domanda
Quali e quante sono state le traiettorie di utilizzo dei farmaci biologici dal 2015 ad oggi nei pazienti con artrite reumatoide in Toscana? Quali sono le caratteristiche dei pazienti nelle diverse traiettorie?
Risposta
I pazienti affetti da artrite reumatoide trattati con DMARD biologici nel periodo compreso tra il 2010 ed il 2015 hanno avuto nei tre anni successivi tre tipi di traiettoria di utilizzo del farmaco: pazienti che hanno avuto una graduale e moderata diminuzione dell’utilizzo del biologico nel tempo (traiettoria 1), pazienti che hanno mantenuto un buon utilizzo del farmaco nel tempo (traiettoria 2) e pazienti che hanno avuto una rapida diminuzione dell’utilizzo del farmaco entro un anno (traiettoria 3). Non sono state riscontrate differenze in...
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Autori: Ersilia Lucenteforte, Irma Convertino, Sabrina Giometto, Sara Ferraro, Marco Fornili, Corrado Blandizzi, Marco TuccoriUniversità di Pisa
Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana
Marta Mosca, Massimiliano CazzatoAzienda ospedaliero-universitaria Pisana
Giuseppe Turchetti, Valentina Lorenzoni, Leopoldo TriesteScuola superiore Sant’Anna
2019
Domanda
Come si è evoluta negli ultimi 10 anni la prescrizione del primo “farmaco antireumatico modificante la malattia” in pazienti trattati con farmaci anti-TNF nei centri reumatologici, gastroenterologici e dermatologici toscani?
Risposta
La terapia delle malattie infiammatorie croniche immuno-mediate non ha registrato grossi cambiamenti negli ultimi dieci anni in tutte le discipline in termini di primo farmaco biologico utilizzato e terapia di prima linea. Si registra una quota di pazienti in progressivo aumento che sembrerebbe essere esposta a trattamento con anti-TNF in prima linea. Questo uso potrebbe essere stato favorito dalla disponibilità di farmaci biosimilari meno costosi e dall’aggiornamento delle linee guida di trattamento. Da notare che una quota di questi pazienti potrebbe aver effettuato il trattamento di prima linea in altre regioni e quindi non essere effettivamente in prima linea con un biologico...
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Autori: Marco Tuccori, Irma Convertino, Ersilia LucenteforteUniversità di Pisa
Rosa GiniAgenzia regionale di sanità della Toscana
Francesco AttanasioRegione Toscana
2019
Domanda
In Lazio quale impatto ha avuto la gravidanza sulle terapie farmacologiche per terapie croniche in patologie autoimmuni?
Risposta
La gravidanza ha influenzato significativamente i pattern prescrittivi dei trattamenti farmacologici delle terapie autoimmuni in Lazio. L’abbandono delle terapie ha riguardato sia i farmaci sistemici che i farmaci biologici, sia nelle pazienti con psoriasi che in quelle con artrite reumatoide. In questo ultimo setting clinico l’uso dei corticosteroidi si è mostrato persistente nel corso della gravidanza. Lo studio è stato cofinanziato dal Ministero della Salute: “PSOriasis in the MOther with Treatment and Health Endpoints Risk: PSO-MOTHER project”...
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Autori: Valeria Belleudi, Francesca R. Poggi, Alessandro C. Rosa, Ursula Kirchmayer, Marina Davoli, Antonio AddisDipartimento di Epidemiologia, SSR Regione Lazio, ASL Roma 1, Roma, Italia
Serena PernaAgenzia Italiana del Farmaco, Roma, Italia
Luigi NaldiDipartimento di Dermatologia, AULSS 8 Berica, Ospedale San Bortolo, Vicenza, Italia
Renata BortolusServizio Promozione della Ricerca, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Italia
2019
Domanda
Quanti pazienti hanno mostrato una potenziale mancata diagnosi precoce in un periodo precedente l’inizio della terapia per malattie croniche infiammatorie intestinali, e quanto può essere stato il potenziale ritardo?
Risposta
Circa il 20% dei pazienti osservati presenta almeno un accesso in pronto soccorso per eventi gastrointestinali nei cinque anni precedenti l’inizio della terapia con mesalazina e budesonide, con un potenziale ritardo diagnostico che risulta essere compreso tra i 12 e i 24 mesi. In circa il 60% dei pazienti affetti da MICI non è stata registrata alcuna indagine endoscopica a carico del Sistema sanitario nei 5 anni precedenti l’inizio della terapia. Dal momento che il referto endoscopico risulta essere cardine per la diagnosi di MICI, si suppone che la quota di pazienti precedentemente descritta abbia effettuato questo tipo di indagine in regime privato...
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Autori: Marco Tuccori, Irma Convertino, Sara Ferraro, Ersilia LucenteforteUniversità di Pisa
Rosa Gini, Claudia BartoliniAgenzia regionale di sanità della Toscana
Francesco Costa, Lorenzo BertaniDipartimento di Ricerca Traslazionale e Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa
2019
Domanda
A cosa si può ricondurre il maggior consumo di farmaci antidepressivi che si osserva in Toscana quando la si compara alle altre regioni italiane?
Risposta
Nell’azienda sanitaria di cui fa parte Firenze si è osservata tra gli adulti dal 2009 e al 2013 un’incidenza di utilizzo di farmaci antidepressivi maggiore del 10% rispetto all’incidenza osservata nell’azienda di cui fa parte Bologna. Nella zona toscana la distribuzione delle caratteristiche dei pazienti (più giovani, maggior utilizzo di SSRi) suggerisce che vi sia un ricorso più frequente a questi farmaci per indicazioni più comuni in questi strati della popolazione, quali il disturbo d’ansia. Nei cinque anni successivi all’inizio della terapia, inoltre, si è osservata nell’area toscana una prevalenza maggiore di traiettorie di trattamento continuative e/o prolungate, specialmente tra gli anziani e tra le persone con probabile indicazione di depressione...
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Autori: Ippazio Cosimo Antonazzo, Claudia Bartolini, Giuseppe Roberto, Rosa GiniARS Toscana
Olga Paoletti, Rossella Miglio, Elisabetta PoluzziUniversità degli studi di Bologna
Giovanni Castellini, Valdo RiccaUniversità di Firenze
2019
Domanda
Esiste una differenza in termini di aderenza e persistenza tra gli utilizzatori di NAO con regime posologico 1 volta al giorno (QD) vs 2 volte al giorno (BID)? Esistono delle modalità di switch da QD a BID vs switch da BID a QD?
Risposta
L’aderenza ai NAO durante un anno dall’inizio del trattamento è stata molto elevata nella popolazione di studio, indipendentemente dalla posologia del NAO utilizzato. La persistenza al trattamento è stata bassa, l’alta aderenza implica che l’interruzione è stata generalmente temporanea, quindi la persistenza è in questo caso una misura parzialmente fuorviante. Lo switch durante i primi 12 mesi di trattamento è stato molto raro, indipendentemente dalla posologia...
Approfondisci
Autori: Claudia Bartolini, Giuseppe Roberto, Rosa GiniARS Toscana
Lisa Smits, Eline Houben, Fernie Penning-van Beest, Ron HeringsPHARMO Institute, Utrecht, Paesi Bassi
Tania SchinkLeibniz Institute for Prevention Research and Epidemiology – BIPS, Germania
2019
Domanda
Quanto di frequente gli utilizzatori toscani di dabigatran hanno fatto ricorso all’idarucizumab, il suo antidoto? Per quali ragioni vi hanno fatto ricorso? E quali sono stati gli esiti di questi pazienti?
Risposta
Tra il 2015 e il 2018, nel database della Regione Toscana sono state registrate 112 somministrazioni di idarucizumab, corrispondenti a un incidenza d’uso di 4,2 casi per 1.000 anni-persona di esposizione a dabigatran. Una successiva analisi ha permesso di individuare 47 pazienti trattati con idarucizumab e caratterizzare tali pazienti. In particolare, come atteso, si è osservato un uso in pazienti molto vecchi e con una lieve prevalenza nei maschi.
Approfondisci
Autori: Niccolò Lombardi, Giada Crescioli, Alessandra Bettiol, Alfredo VannacciUniversità di Firenze
Valentina Brilli, Guido Mannaioni, Stefano FumagalliUniversità di Firenze e Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi
Rosa GiniARS Toscana
Giampiero MazzagliaUniversità di Milano-Bicocca
2019
Domanda
L’effetto protettivo dell’aspirina a basse dosi sul rischio d’insorgenza di tumore al colon-retto è indipendente dalle modalità con cui il farmaco viene assunto nella prevenzione cardiovascolare secondaria?
Risposta
Nei pazienti in prevenzione cardiovascolare secondaria, l’effetto protettivo dell’aspirina a basse dosi rispetto al rischio d’insorgenza di cancro del colon-retto appare dipendere dalla durata e dall’aderenza al trattamento. In questo studio, soltanto gli utilizzatori con un numero totale di unità posologiche dispensate superiore a 2.310 e coloro con una frequenza d’uso maggiore di 8 giorni su 10 per più di 5 anni hanno mostrato una riduzione del rischio di cancro del colon-retto (30% circa) rispetto ai non utilizzatori.
Approfondisci
Autori: Leonardo VenturaIstituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (ISPRO)
Giuseppe Roberto, Rosa GiniARS Toscana
Francesco OrsoAzienda ospedaliero-universitaria Careggi
2019
Domanda
Quanti pazienti hanno presentato interazioni farmaco-farmaco (DDI) alla dimissione da ricovero ospedaliero per patologie cardiovascolari in un ospedale toscano? Che impatto hanno avuto le DDI sulla salute di questi pazienti?
Risposta
Oltre il 20% dei nostri pazienti è stato dimesso con almeno un’interazione (moderata o grave) e all’interno di questo gruppo, i pazienti sono stati esposti a quasi 2 interazioni (in media 1,8 DDI per paziente). Il numero medio di DDI per paziente aumenta con l’aumentare del numero di farmaci prescritti alla dimissione e una parte considerevole dei pazienti osservati nel breve follow-up ha avuto un evento avverso che potrebbe essere stato dovuto a DDI. Analizzando il dettaglio dei farmaci coinvolti nelle DDI, abbiamo osservato che l’interazione grave più frequente è stata la combinazione di alcuni farmaci antidepressivi con un farmaco diuretico (SSRI con Furosemide) una interazione associata ad un aumentato rischio di cardiotossicità, che pertanto costituisce un rischio su cui porre particolare attenzione in una popolazione di pazienti con patologie cardiovascolari.
Approfondisci
Autori: Elisabetta Volpi, Giuseppa Lo Surdo, Sara Tonazzini, Stefania Alduini, Stefania BiaginiUOC Farmacia ospedaliera, Fondazione toscana Gabriele Monasterio
Stefano MaffeiUOC Patologie mediche e chirurgiche del cuore, Fondazione toscana Gabriele Monasterio
Monica BaroniClinical risk manager, Fondazione toscana Gabriele Monasterio
Giuseppe Roberto, Ippazio Cosimo Antonazzo, Rosa GiniOsservatorio di epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana
2019
Domanda
Chi sono, e quanti sono, i pazienti trattati con farmaci PCSK9i nei primi 18 mesi di disponibilità di questi farmaci? Quale era la precedente terapia ipolipemizzante? In che modo sono impiegati i PCSK9i?
Risposta
Durante i primi 18 mesi di disponibilità di questi farmaci il numero di pazienti in trattamento è risultato contenuto e nel periodo analizzato per la prima volta in questo rapporto (ultimi mesi del 2018) l’aggiunta di nuovi pazienti al trattamento non ha subito accelerazioni né decelerazioni rispetto al periodo precedente. Il 35,7% dei pazienti in prevenzione primaria e il 17,0% di quelli in prevenzione secondaria non presentava nessuna erogazione di ipolipemizzanti a carico dell’SSN nei 6 mesi antecedenti la prescrizione di PCSK9i...
Approfondisci
Autori: Tiziana Sampietro, Francesco Sbrana, Federico Bigazzi, Elisabetta Volpi, Stefania Biagini, Giuseppa Lo Surdo, Beatrice Dal PinoFondazione Toscana Gabriele Monasterio
Rosa Gini, Giuseppe Roberto, Ippazio Cosimo AntonazzoARS Toscana
Carlo Piccinni, Aldo P. Maggioni, Antonella Pedrini, Silvia Calabria, Giulia Ronconi, Letizia Dondi, Nello MartiniFondazione ReS (Ricerca e salute) in collaborazione con CINECA
2019
Domanda
Come è cambiato tra il 2009 e il 2017 il trattamento farmacologico di prima linea dei pazienti non operati con NSCLC diagnosticati presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese?
Risposta
Rispetto al periodo 2009-2013, tra il 2014 e il 2017 vi è stato un maggior ricorso a farmaci innovativi, come target therapy e immunoterapie, per il trattamento di prima linea dei pazienti non operati con NSCLC diagnosticato presso l’AOUS. Concomitantemente è cresciuta la registrazione dell’utilizzo dei test di caratterizzazione molecolare del tumore necessari ad orientare la scelta farmacoteraputica...
Approfondisci
Autori: Giuseppe Roberto, Claudia Bartolini, Rosa GiniARS Toscana
Andrea Spini, Sandra DonniniUniversità di Siena
Cristiana Bellan, Folco Furiesi, Lorenzo Leoncini, Silvano Giorgi, Pietro Rosellini, Alessandra Pascucci, Marina ZicheAzienda Ospedaliera Universitaria Senese
Alessandro Barchielli, Adele Caldarella, Marco ZappaIstituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica
Francesco SalvoUniversité de Bordeaux
2019
Domanda
Nei pazienti con diabete tipo 2 da quattro diverse regioni italiane, l’aggiunta di una gliptina alla monoterapia con metformina può ritardare la successiva intensificazione del trattamento se comparata all’aggiunta di una sulfonilurea?
Risposta
I risultati di questo studio suggeriscono che, in quattro regioni italiane, l’aggiunta di una gliptina alla monoterapia con metformina non abbia ritardato la successiva intensificazione del trattamento se comparata all’aggiunta di una sulfonilurea. Di conseguenza, l’ipotesi di un’aumentata durability dell’efficacia ipoglicemizzante degli iDPP4 rispetto a SU non appare supportata da questo studio.
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Autori: Giuseppe Roberto, Claudia Bartolini, Paolo Francesconi, Rosa GiniOsservatorio di epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana
Francesco Barone Adesi, Corrado MagnaniDipartimento di medicina traslazionale, Università del Piemonte orientale
Valentina Ientile, Gianluca TrifiròDipartimento di scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali, Università degli Studi di Messina
Marina Maggini, Roberto Da Cas, Stefania Spila AlegianiCentro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto superiore di sanità
Carmen FerrajoloDipartimento di medicina sperimentale, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” e Centro regionale di farmacovigilanza, Regione Campania
Elisabetta PoluzziUnità di farmacologia, Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche, Università di Bologna
Fabio BaccettiUnità operativa di diabetologia Massa-Carrara, ASL Toscana Nord-ovest
2019
Domanda
Quali sono state le differenze di genere nelle modalità di utilizzo dei triptani in Toscana nel 2017?
Risposta
Le differenze di genere più significative riguardo alle modalità di utilizzo dei triptani in Toscana nel 2017 hanno riguardato la prevalenza e l’incidenza d’uso, entrambe di oltre tre volte superiori nelle femmine rispetto ai maschi. Il consumo durante un anno di osservazione è risultato tendenzialmente più intenso e regolare nelle femmine rispetto ai maschi. Tra gli utilizzatori prevalenti, i soggetti con una forte controindicazione all’utilizzo di un triptano dovuta ad un pregresso evento cardiovascolare acuto grave sono stati in percentuale minore tra le femmine rispetto ai maschi (1,8% vs 3,7%)...
Approfondisci
Autori: Giuseppe Roberto, Giulia Hyeraci, Rosa GiniARS Toscana
Pierangelo Geppetti, Chiara Lupi, Silvia Benemei, Francesco De CesarisCentro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze
2019
Domanda
Nel trattamento di procreazione medicalmente assistita, quali sono le scelte tra gonadotropine estrattive e ricombinanti e quale ruolo giocano i biosimilari? Le prescrizioni delle diverse formulazioni dimostrano variazioni temporali e spaziali?
Risposta
Nella pratica clinica si osserva una più alta proporzione di prescrizioni delle formulazioni ricombinanti, con un trend in aumento, dovuto anche alla recente introduzione in commercio del biosimilare ricombinante.
Approfondisci
Autori: Alessandro Cesare Rosa, Valeria Belleudi, Antonio Addis, Marina Davoli, Ursula KirchmayerDipartimento di epidemiologia, ASL Roma1, SSR Lazio
Andrea CiardulliOspedale Cristo Re, Roma

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