Risultati preliminari del progetto nazionale VALORE
Quali sono le potenzialità di un network multi-regionale nell’ambito di un progetto di farmacovigilanza attiva sulle valutazioni post-marketing del profilo beneficio-rischio dei farmaci biologici originator e biosimilari in area dermatologica, reumatologica, gastroenterologica ed oncoematologica?
Contesto della domanda
I farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento di numerose patologie croniche in differenti aree terapeutiche, soprattutto in ambito dermatologico, reumatologico, gastroenterologico ed oncoematologico. Dal 2006, successivamente alla scadenza brevettuale di alcuni biologici, sono stati introdotti sul mercato europeo i farmaci biosimilari, definiti dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) come farmaci biologici simili ai prodotti biologici di riferimento (originator) in termini di qualità, efficacia e sicurezza sulla base di un esercizio di comparabilità. Ad oggi, l’EMA ha approvato circa 60 biosimilari dei seguenti farmaci biologici: somatropina, epoetina alfa, filgrastim, follitropina alfa, insulina glargine, insulina lispro, enoxaparina sodica (biosimilari di prima generazione), infliximab, etanercept, ed adalimumab (anti-TNF alfa) e più recentemente, teriparatide, rituximab, trastuzumab e bevacizumab, definiti come biosimilari di seconda generazione.
L’impiego di tali farmaci (biologici e biosimilari) è stato associato all’insorgenza di emergenti problemi di safety, quali reazioni di ipersensibilità ed immunogenicità, infezioni ed alcuni tipi di tumori, per cui è richiesta un’adeguata selezione dei pazienti eleggibili al trattamento. Inoltre, le limitazioni dei trial clinici pre-marketing (es. limitato periodo di trattamento, numero selezionato di pazienti), e l’estrapolazione dell’indicazione d’uso per i biosimilari (cioè i dati di efficacia e sicurezza derivati dagli studi pre-marketing dei biosimilari che riguardano solitamente la principale indicazione d’uso approvata per l’originator vengono estrapolati ad altre indicazioni d’uso), mettono in luce la necessità di produrre evidenze post-marketing su effectiveness e sicurezza di questi prodotti quando impiegati, soprattutto a lungo termine, in un setting di “real world”.
Alla luce di tali premesse, è stato recentemente approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per finanziamento con fondi di farmacovigilanza, il progetto multi-regionale “VALutazione post-marketing del profilo beneficio-rischio dei farmaci biologici Originator e biosimilari in area dermatologica, reumatologica, gastroenterologica ed oncoematologica tramite la costituzione di un network unico multi-regionale per l’analisi integrata di dati provenienti da banche dati sanitarie, sorveglianze attive e REgistri clinici – progetto VALORE” che, tramite l’istituzione di un network multi-regionale, prevede l’integrazione e l’analisi di dati provenienti da banche dati amministrative regionali, da registri clinici di reti già consolidate sul territorio (es. per la dermatologia il registro lombardo-veneto della psoriasi coordinato dal Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia, GISED; per la gastroenterologia la “Rete Siciliana assistenziale per la gestione delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino, MICI”; per la reumatologia il “Registro Lombardy Rheumatology Network, LORHEN”) nonché di dati raccolti in modo prospettico nel corso di sorveglianze attive. Nel rispetto delle normative vigenti sulla privacy, la costruzione di un network di diverse fonti dati rappresenta uno strumento che permette di superare da una parte i limiti tradizionali legati alle banche dati amministrative (mancanza di alcuni dettagli clinici, quali parametri di efficacia, informazione sugli stili di vita ecc.) e dall’altra quelli legati ai registri clinici (ridotta numerosità dei pazienti arruolati, limitata capacità di osservare il paziente a lungo termine soprattutto per quanto concerne le reazioni avverse da farmaci - ADR - gravi che portano ad ospedalizzazione).
Di conseguenza, tramite l’uso dei dati di tale network di banche dati amministrative e registri clinici, questo progetto potrebbe fornire ulteriori evidenze in ambito dermatologico, reumatologico, gastroenterologico ed oncoematologico su: a) impatto di differenti normative regionali e gare di acquisto che promuovono l’uso dei biologici a minor costo su uptake ed appropriatezza prescrittiva di farmaci biologici, originator e biosimilari; b) valutazione del profilo beneficio-rischio a lungo termine di farmaci biologici, biosimilari e originator, e per indicazioni d’uso di biosimilari non studiate in fase pre-marketing; c) valutazione della sicurezza post-marketing a breve e lungo termine di farmaci biologici, originator e biosimilari, nelle aree terapeutiche in esame; d) analisi degli effetti dello switch tra differenti farmaci biologici, originator e biosimilari; e) valutazione del pattern d’uso e degli effetti clinici dei biologici, inclusi biosimilari, in specifiche sottopopolazioni di pazienti (es. donne in gravidanza o che allattano, bambini, e grandi anziani).
Il progetto VALORE prevede un’attività “core”, essenziale ai fini della realizzazione del network unico, e diverse attività satelliti (workpackages) complementari ad essa, finalizzate rispettivamente al monitoraggio di farmacovigilanza attiva su rituximab in ambito oncoematologico, monitoraggio di farmacovigilanza attiva in ambito reumatologico, dermatologico e gastroenterologico e infine survey sulla conoscenza dei biosimilari ed interventi formativi.
Infine, in considerazione dell’emergenza sanitaria e degli effetti della pandemia da COVID-19 sulla salute pubblica e sul sistema sanitario nazionale, si ritiene fondamentale interrogare gli strumenti informativi sanitari a disposizione (banche dati amministrative e registri clinici), allo scopo di generare informazioni sull’impatto della pandemia sulle terapie con farmaci biologici come pure sul rischio di ospedalizzazione per COVID-19 da parte degli utilizzatori di biologici.
Risposta alla domanda
Le prime analisi realizzate mostrano che nel corso del progetto VALORE le banche dati amministrative, integrate con i dati provenienti dai registri clinici, laddove possibile, e con i dati provenienti da sorveglianze attive, permetteranno di valutare adeguatamente l’effectiveness e la safety anche a lungo termine dei farmaci biologici in studio e di fornire solide evidenze sul profilo beneficio-rischio di farmaci biologici originator e biosimilari. Inoltre, tramite l’interazione con le reti di specialisti che utilizzano i farmaci biologici e biosimilari e la promozione di interventi formativi, il progetto VALORE permetterà di incentivare la segnalazione spontanea di sospette ADR correlate a tali farmaci con un conseguente aumento del grado di consapevolezza da parte dei clinici in merito alla sicurezza dei farmaci biologici di riferimento e dei corrispondenti biosimilari ed un atteso miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva dei farmaci biologici.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Gruppo di Lavoro del Progetto VALORE, con il contributo del Centro di Coordinamento, Istituto Superiore di Sanità, DEP Lazio, Università degli Studi di Verona e Messina, le regioni/centri regionali di Farmacovigilanza delle regioni Sicilia, Sardegna, Toscana, Calabria, Basilicata, Lombardia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto, Lazio, Puglia, Marche, Provincia Autonoma di Trento
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2020