Efficacia relativa dei diversi antibiotici beta-lattamici per il trattamento di specifiche malattie infettive
Qual è il livello di efficacia relativa dei diversi antibiotici beta-lattamici per il trattamento di specifiche malattie infettive?
Contesto della domanda
L’Italia è uno dei paesi europei con i più alti livelli di consumo di antibiotici. In particolare, i beta-lattamici risultano gli antibiotici più prescritti, grazie al loro ampio spettro di azione ed al profilo beneficio/rischio favorevole. Tuttavia, il loro abuso e uso improprio ha comportato, nel corso degli ultimi anni, l’instaurarsi di fenomeni di antibiotico-resistenza, con una conseguente riduzione della loro efficacia.
Uno dei fattori maggiormente connessi a tali fenomeni è da ascriversi ad una eccessiva e/o inappropriata prescrizione di antibiotici che vede certamente coinvolto anche il setting delle cure primarie. In Italia, infatti, circa il 90% delle prescrizioni degli antibiotici a carico del SSN sono prescritte dal Medico di Medicina Generale (MMG). Tuttavia, i MMG tendono a non percepire il problema della resistenza agli antibiotici come direttamente legato alla loro pratica clinica, e spesso, considerano questa problematica come un fenomeno principalmente di pertinenza ospedaliera. D’altro canto, anche un basso livello di compliance alla terapia antibiotica, nonché un uso autonomo improprio da parte degli stessi dei pazienti, ha un ruolo importante nell’insorgenza dei fenomeni di antibiotico-resistenza.
Nell’ambito delle diverse categorie di antibiotici i beta-lattamici sono usualmente la prima arma a disposizione del MMG, secondo quanto raccomandato da numerose linee guida cliniche. Pertanto, valutare e comprendere un’eventuale riduzione nell’efficacia tra i vari beta-lattamici permetterebbe di supportare i MMG nella loro scelte terapeutiche.
Risposta alla domanda
I risultati dello studio mostrano una moderata riduzione nell’efficacia relativa tra i nuovi utilizzatori di antibiotici beta-lattamici nella Medicina Generale italiana. L’amoxicillina/clavulanato è risultato l’antibiotico beta-lattamico con la più bassa riduzione di efficacia relativa rispetto agli altri antibiotici per quanto concerne le infezioni: (1) delle basse vie respiratorie, (2) dell’orecchio medio, (3) odontoiatriche. In conclusione, questi risultati supportano le indicazioni delle Linee Guida ufficiali, che suggeriscono l’uso di antibiotici per l’indicazione più ristretta ed efficace per la specifica infezione, in modo da favorire anche il contenimento dell’antibiotico-resistenza.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Francesco Lapi, Ettore Marconi, Serena Pecchioli - Health Search, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Firenze, Italia
Erik Lagolio, Alessandro Rossi, Claudio Cricelli - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Firenze, Italia
Ercole Concia - Sezione di Malattie Infettive, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica (DDSP), Università di Verona, Policlinico ‘G. B. Rossi’, Verona, Italia
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