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Emicrania

Data pubblicazione: 08 Agosto 2026

Quali sono state le differenze di genere in termini di modalità d’utilizzo, comorbidità cardiovascolari e assunzione concomitante di farmaci serotoninergici tra i pazienti trattati con triptani in Toscana tra il il 2008 e il 2018?

Contesto della domanda

L’emicrania è una malattia neurovascolare che si manifesta con un dolore acuto o pulsante che può interessare un’area localizzata o generalizzata della testa. L’attacco acuto può durare poche ore o persino giorni con sintomi variabili da soggetto a soggetto come nausea, vomito, sensibilità alla luce e ai suoni. La severità di tali sintomi rende l’emicrania una patologia con un forte impatto sia sulla qualità della vita relazionale e lavorativa delle persone colpite che sui costi diretti e indiretti sostenuti dalla società. L’emicrania predilige nettamente il sesso femminile con un rapporto femmina/ maschio pari a 3:1. Secondo le stime del National Health Interview Survey, in epoca prepuberale, maschi e femmine ne sono colpiti allo stesso modo, ma, dopo il menarca, la prevalenza nelle femmine aumenta rispetto ai maschi, raggiungendo il suo picco nella quarta e quinta decade di vita, ovvero nel periodo di maggiore attività sociale e lavorativa di un individuo. La malattia sembra quindi seguire le fluttuazioni ormonali che caratterizzano la vita riproduttiva della donna. Inoltre, nella donna, l’emicrania si manifesta con attacchi di maggiore intensità e durata e sintomi vegetativi, quali nausea e vomito, più marcati.

L’emicrania è una patologia influenzata da stili di vita e fattori esterni, motivo per cui, il suo trattamento si basa in primo luogo sulla rimozione di abitudini scorrette e fattori scatenanti evitabili (alimentari, ormonali, ambientali). Qualora, questa strategia non risulti efficace o sufficiente, si ricorre all’utilizzo di una terapia farmacologica da usare nella fase acuta. I principi attivi più comunemente utilizzati per il trattamento dell’attacco acuto di emicrania possono essere distinti in due categorie: farmaci analgesici non specifici (paracetamolo, farmaci antiinfiammatori non steroidei) e non rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per il trattamento acuto dell’emicrania, e farmaci specifici per il trattamento dell’emicrania. Tra questi ultimi, i triptani rappresentano i farmaci più largamente utilizzati e sono gli unici a poter essere dispensati a carico del SSN per tale indicazione.

In condizioni di utilizzo appropriate, i triptani sono considerati farmaci con un rapporto rischio/beneficio favorevole. A causa dell’effetto vasocostrittivo intrinseco associato al loro meccanismo d’azione, la presenza di patologie cardiovascolari (CV) preesistenti rappresenta la maggiore limitazione al loro utilizzo. Inoltre, come accade anche per altri farmaci utilizzati nel trattamento acuto dell’emicrania, l’uso di triptani può essere accompagnato dal rischio di insorgenza di una cefalea da uso eccessivo di farmaci sintomatici (medication overuse headache [MOH]). Secondo l’International Classification of Headache Disorders, questa forma secondaria di emicrania può insorgere a seguito di un uso di triptani per almeno 10 dieci giorni al mese per più di tre mesi consecutivi, contribuendo ad incrementare la frequenza degli attacchi fino a raggiungere la forma cronica della malattia (cefalea per almeno 15 giorni al mese per più di tre mesi). Infine, essendo i triptani farmaci con attività serotoninergica, il loro uso concomitante ad altri farmaci serotoninergici è stato diverse volte descritto in associazione temporale all’insorgenza di sindrome serotoninergica (SS), una condizione potenzialmente pericolosa per la vita e derivante da un’aumentata attività serotoninergica a livello del sistema nervoso centrale, i cui sintomi possono comprendere alterazioni dello stato mentale, ipertermia e iperattività autonomica e neuromuscolare. Per questo motivo, si raccomanda cautela in caso di utilizzo dei triptani in concomitanza a farmaci che presentano attività serotoninergica.

Sebbene l’utilizzo dei triptani sia stato ampiamente descritto nella letteratura scientifica, sono ancora scarse le evidenze sulle differenze di genere nelle modalità di utilizzo di questa classe di farmaci. Questo studio mira a descrivere le modalità di utilizzo dei triptani per genere nella popolazione generale toscana tra il 2008 e il 2018, con particolare riferimento ai pazienti con malattie cardiovascolari e coloro in trattamento concomitante con farmaci ad attività serotoninergica.

Risposta alla domanda 

Questo studio di farmacoutilizzazione conferma come l’emicrania sia una patologia con importanti differenze di genere, sia in termini epidemiologici sia di farmacoutilizzazione. Tra il 2008 e il 2018 in Toscana la prevalenza e l’incidenza di utilizzo dei triptani è stata circa tre volte superiori nelle femmine rispetto ai maschi per tutto il periodo in studio. È stata osservata una percentuale lievemente superiore di utilizzatori maschi con una controindicazione CV assoluta all’uso di triptani rispetto alle femmine. L’uso concomitante di triptani e farmaci serotoninergici, come antidepressivi, è stato riscontrato più frequentemente tra le femmine e, in particolare, tra i nuovi utilizzatori di triptani overusers. In generale, le femmine hanno mostrato una tendenza verso un utilizzo più regolare rispetto ai maschi. Al contrario, gli overusers ovvero gli utilizzatori potenzialmente a rischio di sviluppare il medication overuse headache o già affetti da tale disturbo, sono risultati essere una percentuale trascurabile dei nuovi utilizzatori sia tra le femmine sia tra i maschi sebbene tendevano ad aumentare significativamente tra i gli utilizzatori di entrambi i sessi che erano in trattamento con triptani da oltre un anno.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

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Autori 

Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Rosa Gini - Agenzia regionale di sanità della Toscana

Pierangelo Geppetti, Chiara Lupi, Silvia Benemei, Francesco De Cesaris - Centro cefalee e farmacologia clinica,

AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2020