Occorrenza di eventi avversi di interesse prima della somministrazione dei vaccini contro il COVID-19
Prima che la somministrazione dei vaccini contro il COVID-19 cominciasse, qual era l’occorrenza per fascia d’età di trombosi del seno venoso cerebrale e di eventi tromboembolici nella popolazione toscana? Come si compara questa stima con gli eventi riportati nei primi mesi del 2021 negli europei vaccinati con il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca)?
Contesto della domanda
All’inizio della pandemia da coronavirus, nel maggio 2020, l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha finanziato un progetto, denominato ACCESS, mirato a preparare il terreno per la sorveglianza della sicurezza dei vaccini contro il COVID-19 che erano in sperimentazione. In particolare, ACCESS aveva l’incarico di:
- predisporre la metodologia per monitorare la lista di eventi avversi di interesse1 creati dal progetto SPEAC (Safety Platform for Emergency vACcines) della Brighton Collaboration;
- calcolare l’incidenza di questi eventi nella popolazione, sulla base di 10 differenti fonti di informazione (incidenza di background), in modo da essere pronti per confrontarla con quella osservata tra i vaccinati quando i vaccini fossero stati approvati.
Il progetto ACCESS era stato affidato all’associazione di istituzioni di ricerca VAccine monitoring Collaboration for Europe (VAC4EU), di cui l’ARS Toscana è parte.
Nei primi giorni di marzo 2021 diverse agenzie regolatorie europee segnalarono rare occorrenze di forme tromboemboliche in localizzazioni insolite, quali il seno venoso cerebrale, nei 14 giorni successivi alla vaccinazione con il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca). Questo portò, il 15 marzo, alla sospensione della vaccinazione con questo vaccino in molti paesi europei.
Per quantificare il rischio associato a questa segnalazione, l’EMA interrogò il sistema di segnalazione spontanea EudraVigilance, e attivò la rete del progetto ACCESS. Dal sistema di segnalazione spontanea furono estratti 15 casi di trombosi del seno venoso centrale (CVST) e 182 casi di eventi trombo embolici (ET) osservati nei primi 14 giorni dalla vaccinazione di circa 5,5 milioni di persone. I dati erano disaggregati per classe di età.
1 Gli eventi avversi di interesse sono eventi proposti per essere monitorati con alta priorità perché, sulla base di esperienze con vaccini simili a quelli in questione (e.g. stessi adiuvanti, simile immunogenicità), rappre-sentano in rischio potenziale che merita una tempestiva azione regolatoria; questi potrebbero cambiare il profilo rischio-beneficio del vaccino e richiedere una pronta comunicazione al pubblico da parte delle autorià regolatorie o di sanità pubblica.
Risposta alla domanda
L’analisi dei database amministrativi sanitari della Toscana ha permesso di analizzare l’impatto dei due lockdown sull’utilizzo di tre classi di farmaci utilizzati per patologie croniche nella popolazione generale: anticoagulanti, antiepilettici ed antidepressivi.
I risultati del presente studio evidenziano una riduzione d’uso di tutte e tre le classi di farmaci, tale fenomeno è risultato particolarmente evidente per i nuovi utilizzatori di farmaci. Il post-lockdown è stato caratterizzato da un incremento dell’utilizzo di tali farmaci, in particolare gli anticoagulanti hanno raggiunto i medesimi livelli registrati durante il pre-lockdown mentre per gli antiepilettici e gli antidepressivi si è osservato un incremento superiore all’atteso indice da un lato di una ripresa dei servizi dall’altro di un potenziale effetto rebound. Il secondo lockdown non sembra aver causato variazioni significative dell’utilizzo dei farmaci analizzati. Tale dato potrebbe indicare una maggiore reattività dei servizi durante il secondo lockdown rispetto a quanto accaduto nel primo lockdown dove i servizi erano impreparati a fronteggiare la nuova emergenza sanitaria e a gestire le cure adeguate sia ai pazienti COVID-19 che a quelli non-COVID-19.
I risultati del presente studio portano ad interrogarsi sui potenziali effetti a medio-lungo termine del fenomeno osservato. Per tale motivo nuovi studi si rendono necessari per valutare se la riduzione dell’uso dei farmaci esaminati sia stata poi associata ad un aumento di eventi avversi nella popolazione generale.
Sulla base dell’analisi del database dell’ARS, eseguita con i metodi sviluppati dal progetto ACCESS, l’incidenza di eventi trombo embolici nella popolazione toscana nel periodo dal 2017 al maggio 2020 è stata di 406,83 eventi per 100.000 anni-persona. Il rapporto grezzo tra osservati e attesi calcolato dall’EMA è stato 0,32 (intervallo di confidenza del 95%: 0,27-0,36). L’incidenza di trombosi del seno venoso cerebrale è stata di 1,26 eventi per 100.000 anni-persona. Il rapporto grezzo tra osservati e attesi è stato 1,42 (intervallo di confidenza del 95%: 0,79-2,34). Questi dati hanno supportato la conclusione preliminare dell’EMA del 19 marzo che il numero di eventi osservati nella popolazione generale era comparabile a quelli attesi.
Nelle fasce d’età inferiori ai 60 anni, tuttavia, si sono osservati degli eccessi che hanno invitato a un approfondimento. Nell’aggiornamento dell’8 aprile l’EMA ha concluso che nelle fasce d’età inferiori ai 60 anni vi era una possibile associazione causale tra la vaccinazione con Vaxzevria ed alcuni rari eventi quali la trombosi del seno venoso cerebrale.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Rosa Gini, Claudia Bartolini, Olga Paoletti, Davide Messina, Giorgio Limoncella, Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, ARS Toscana
Miriam Sturkenboom, University Medical Center Utrecht
Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2021