Trattamento con anticorpi monoclonali anti-CGRP tra il 2019 e il 2021 in Toscana e consumo di triptani
Quanti pazienti hanno iniziato il trattamento con anticorpi monoclonali anti-CGRP tra il 2019 e il 2021 in Toscana? Il loro consumo di triptani è cambiato dopo l’inizio della terapia?
Contesto della domanda
L’emicrania è una forma di cefalea primaria di carattere fortemente invalidante. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità la classifica tra le prime cinque malattie per anni vissuti con disabilità nella fascia d’età 15-49 anni, ovvero il periodo della vita più intenso dal punto di vista lavorativo, di formazione professionale e di impegni familiari e relazionali.
L’emicrania è un disordine neurovascolare caratterizzato da dolore moderato/ severo, pulsante, spesso unilaterale alla testa, accompagnato da una serie di sintomi (e.g., nausea, vomito, fotofobia, fonofobia) che può durare dalle 4 alle 72 ore. La frequenza d’insorgenza dell’emicrania può essere estremamente variabile da individuo a individuo. Può manifestarsi in maniera episodica o addirittura cronica (i.e. ≥15 giorni al mese [di cui ≥8 con caratteristiche emicraniche] per ≥3 mesi consecutivi). La patologia emicranica colpisce nettamente più spesso il sesso femminile con un rapporto femmine/maschi pari a 3:1. Secondo le stime del National Health Interview Survey, in epoca prepuberale, maschi e femmine ne sono colpiti allo stesso modo, ma, dopo il menarca, la prevalenza nelle femmine diviene maggiore rispetto ai maschi, raggiungendo il suo picco nella quarta e quinta decade di vita.
La terapia farmacologica dell’attacco acuto di emicrania si basa su farmaci analgesici non specifici per il trattamento acuto dell’emicrania (e.g., paracetamolo, farmaci antiinfiammatori non steroidei), e farmaci specifici [5]. Tra questi ultimi, i triptani rappresentano i farmaci più largamente utilizzati e gli unici a poter essere dispensati a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per tale indicazione. Qualora la terapia farmacologica per gli attacchi acuti dell’emicrania non risulti efficace o sufficiente (considerando il numero degli attacchi mensili e/o la loro intensità), si può ricorrere all’utilizzo di farmaci ad azione preventiva (e.g., beta-bloccanti, antidepressivi, antiepilettici) per ridurre la frequenza e/o l’intensità degli attacchi di emicrania.
Negli ultimi anni, sono stati ammessi alla rimborsabilità da parte del SSN nuovi principi attivi dotati di attività preventiva appartenenti alla classe degli anticorpi monoclonali (mAb) anti-calcitonin gene-related peptide (CGRP): erenumab, galcanezumab e fremanezumab. I mAb anti-CGRP rappresentano terapie innovative che agiscono bloccando specificatamente il neuropeptide infiammatorio CGRP (o il suo recettore) responsabile della vasodilatazione arteriolare e della sensibilizzazione dei nocicettori alla base della patologia emicranica. Gli studi registrativi hanno dimostrato un rapporto rischio/beneficio favorevole rispetto all’utilizzo di questi farmaci, dimostrando una riduzione significativa sia del numero di giorni di cefalea nei pazienti affetti da emicrania cronica (circa -2 giorni rispetto al placebo) sia dell’utilizzo di farmaci antiemicranici dopo l’inizio della terapia. In Italia, i mAb anti-CGRP sono attualmente prescritti e dispensati a carico del SSN per la profilassi dell’emicrania in pazienti adulti con almeno 8 episodi di emicrania disabilitante al mese negli ultimi 3 mesi e che abbiano mostrato una risposta insufficiente dopo almeno 6 settimane di trattamento o che siano intolleranti o presentino chiare controindicazioni ad almeno 3 classi di farmaci per la profilassi dell’emicrania tra cui beta-bloccanti, antiepilettici, antidepressivi triciclici e tossina botulinica (quest’ultima solo nei pazienti con emicrania cronica).
Considerando la recente introduzione sul mercato dei mAb anti-CGRP e la limitata disponibilità di evidenze provenienti dalla pratica clinica reale, questo studio mira a quantificare il numero di utilizzatori di mAb anti-CGRP (i.e., erenumab, fremanezumab, galcanezumab) in Toscana, descriverne le modalità di utilizzo e il consumo di triptani prima e dopo l’inizio della terapia con anti-CGRP.
Risposta alla domanda
In Toscana, durante i primi due anni dall’inizio della disponibilità dei mAb anti-CGRP per la prevenzione degli attacchi acuti di emicrania il numero di pazienti che ha iniziato il trattamento con questi farmaci è andato aumentando notevolmente. Tra aprile 2019 e marzo 2021 sono stati osservati 211 nuovi utilizzatori di erenumab, 139 di galcanezumab e 53 di fremanezumab. Come atteso dall’epidemiologia dell’emicrania, le femmine nuove utilizzatrici di anti-CGRP sono risultate il triplo rispetto ai maschi e la fascia d’età 40-64 anni include il maggior numero di soggetti trattati. Il fremanezumab, diversamente da erenumab e galcanezumab, è stato prevalentemente iniziato in pazienti ≥65 anni essendo l’unico farmaco i cui studi pre-registrativi includevano pazienti fino a 70 anni d’età, sebbene tutti gli anticorpi possano essere somministrati in pazienti ≥65 anni. Tra gli utilizzatori di anti-CGRP con ≥2 dispensazioni di triptani nei sei mesi precedenti l’inizio della terapia con un mAb anti-CGRP è stata osservata una riduzione significativa del consumo medio mensile di triptani a 3, 6, 9 e 12 mesi, rispettivamente. Tale riduzione appariva particolarmente marcata nelle donne. Tuttavia, a causa della natura descrittiva di questa analisi, non è possibile trarre conclusioni sull’efficacia di questi farmaci. Pertanto, saranno necessari ulteriori studi per stabilire l’efficacia comparativa dei vari mAb-anti CGRP nella pratica clinica reale e identificare le caratteristiche cliniche che possono essere considerate predittive di una maggiore efficacia di questi farmaci.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Olga Paoletti, Rosa Gini - Agenzia Regionale di Sanità della Toscana
Pierangelo Geppetti, Luigi Francesco Iannone, Silvia Benemei, Francesco De Cesaris - Centro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2021