Coronavirus e inquinamento


21/10/2020
Esiste una correlazione tra inquinamento atmosferico e Covid-19, fra particolato atmosferico e virus? Può l'esposizione a inquinamento atmosferico, sia cronica sia acuta, avere un effetto sulla probabilità di contagio, la comparsa dei sintomi e il decorso della malattia del coronavirus causata dalla SARS-CoV-2? Molti gli studi in corso e divergenti le posizioni degli scienziati.

Lo studio dell'università di Catania e lo studio dell'università di Harvard
Due studi, uno dell'università di Catania e uno dell'università americana di Harvard, correlano le polveri sottili con le infezioni Covid-19.  Il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, nei mesi scorsi ha evidenziato che la correlazione fra polveri sottili e mortalità da Covid-19 è un'informazione importante che contribuisce a definire meglio lo scenario dei fattori di rischio e relativamente ai due studi ha precisato che si tratta di studi importanti da tenere nella dovuta considerazione, ma che non possiamo ancora trarre conclusioni definitive (leggi la news sul sito del Ministero della salute).


Il  webinar AIE: i materiali
Il 23 giugno 2020 si è tenuto il webinar Inquinamento atmosferico e COVID-19, organizzato in collaborazione con l'Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) ed è parte del programma CCM2018 del Ministero della Salute "RIAS". Con un approccio interdisciplinare sono stai affrontati i temi della plausibilità biologica, delle evidenze disponibili e di aspetti metodologici nell'ambito dell'epidemiologia ambientale. Consulta i materiali del webinar (slide e Q&A).
Qualità dell’aria, meccanismi biologici e Covid-19: i due studi scientifici italiani
Due importanti lavori scientifici sulla relazione tra Covid-19 e inquinamento atmosferico sono in pubblicazione in prestigiose riviste. Entrambi gli articoli sono frutto della collaborazione di Arpae con l’Università degli studi di Bologna (Dipartimento di Medicina specialistica diagnostica e sperimentale) e con Public Health England (Centre for Radiation, Chemical and Environmental Hazards) e rappresentano un importante contributo nella discussione in corso da mesi sulla rilevanza della qualità dell’aria nella gravità della malattia causata dal virus Sars-Cov-2.

Il primo articolo dal titolo The secretive liaison of particulate matter and Sars-Cov-2. A hypothesis and theory investigation è stato pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Genetics. Il secondo articolo, dal titolo Environmental pollution and Covid-19: the molecular terms and predominant disease outcomes of their sweetheart agreement è in corso di pubblicazione sulla rivista italiana Epidemiologia&Prevenzione

Entrambi descrivono i risultati e l’analisi di studi in vitro effettuati a Bologna sulla risposta molecolare delle cellule umane all’esposizione al particolato atmosferico: tali studi hanno permesso di ipotizzare il meccanismo per cui alti livelli di PM nell’aria possono contribuire al peggioramento delle condizioni cliniche di persone infette da Sars-Cov-2 (e più in generale dai virus respiratori), soprattutto in correlazione con altre patologie pregresse. L’ipotesi avanzata dagli studi è quindi che l’inquinamento non sia un elemento che facilita l’ingresso del virus nell’organismo, quanto invece un ulteriore fattore di rischio, al pari di ipertensione, diabete e obesità, che può aumentare la suscettibilità all’infezione o aggravare i sintomi di Covid-19.


Per approfondire consulta anche
- la news Infezione da Covid-19 e inquinamento dell'aria: correlazione o causalità? sul nostro portale NBST
- la news COVID-19 e inquinamento atmosferico: uno studio dell’Università di Harvard sul nostro sito web  
- il primo piano L’incerta correlazione tra inquinamento atmosferico e l’epidemia da COVID-19 sul sito dell'ISS 
- la news CoViD-19 e inquinamento, uno studio ENEA-ISS-SNPA sul sito dell'ARPAT



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