La mortalità per suicidio nel primo anno di pandemia: i dati Istat 2020

a cura di: C. Silvestri


7/8/2023
In tutto il mondo, la pandemia da Covid-19 ha avuto un grave impatto sulla salute mentale e sul benessere delle persone, sollevando preoccupazioni per un possibile aumento del comportamento suicidario 1.

Su questo tema, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha recentemente pubblicato l'interessante articolo Suicide mortality in Italy during the first year of the COVID-19 pandemic 2 in cui vengono messi a confronto i dati di mortalità per suicidio registrati in Italia nel primo periodo pandemico (marzo-dicembre 2020) con la media osservata nel triennio precedente (2015-19).

Partendo dal registro nazionale di mortalità, che l'Istat alimenta attraverso l’inserimento di tutti i certificati di morte rilasciati dai medici in caso di decesso, gli autori hanno selezionato i soggetti morti per suicidio (codici diagnostici ICD-10 X60-X84, Y87.0) nei periodi presi in esame e successivamente analizzati per sesso, mese di decesso, classe di età e area geografica.

In linea con quanto descritto da numerosi studi internazionali, anche in Italia, nel corso del 2020 la mortalità per suicidio è rimasta pressoché invariata rispetto al periodo pre-pandemico. Nel corso del 2020, nel nostro Paese, si sono verificati 3.712 suicidi (79% maschi, 21% femmine) con una riduzione complessiva, rispetto al il numero medio osservato nel periodo 2015-19, di -2,8% nei maschi e di – 7,7% nelle femmine. Il dato, standardizzato per età, mostra una maggior stabilità mantenendo il valore complessivo di 6,7 suicidi per 100mila residenti (maschi:11,3 per 100mila; femmine: 2,7 per 100mila).

Per confermando una riduzione in quasi tutte le fasce di età, lo studio mette in risalto il dato in controtendenza osservato fra gli anziani, di entrambi i sessi, e nelle donne di età compresa fra i 45 e i 54 anni. Per quanto riguarda l'area geografica, il numero mensile di morti per suicidio registrato da marzo a dicembre, nel Mezzogiorno e nelle Isole, è stato generalmente inferiore rispetto al 2015-19, mostrando un marcato riduzione complessiva in entrambi i sessi. Nello stesso periodo una riduzione più contenuta è stata registrata al Centro mentre nelle regioni del Nord i decessi per suicidio hanno visto un lieve incremento fra gli uomini soprattutto nel mese di maggio.

Pur non potendo fornire un’interpretazione esaustiva del meccanismo che sta alla base di questa riduzione-stabilità della mortalità per suicidio in un periodo considerato a maggior rischio, gli autori ipotizzano che l’attivazione di azioni di supporto messe in campo dai singoli Stati, abbiano svolto un ruolo fondamentale nel mitigare un possibile incremento del fenomeno. Tuttavia, la ridotta connessione sociale dovuta al lungo periodo di lockdown, può aver avuto un’influenza negativa soprattutto sulle persone più anziane particolarmente vulnerabili all'impatto psicosociale della pandemia.

Nonostante i risultati complessivi, Istat mette in guardia dai possibili effetti “ritardati”. Infatti, molto studi svolti in altri contesti pandemici, hanno mostrato l’esistenza di un periodo di latenza fra l’evento negativo e l’incremento nel numero di suicidi soprattutto nelle fasce giovanili. Pertanto sottolineano la necessità di prestare particolare attenzione alle fasce più deboli, con specifico riferimento a bambini/adolescenti ed a persone con disturbi mentali pre-esistenti.


I suicidi in Toscana: i dati 2020

In Toscana, l’Agenzia regionale di sanità (ARS) monitora costantemente l’andamento del fenomeno suicidario attraverso il calcolo d’indicatori specifici suddivisi per genere, età e area di residenza. Purtroppo, la banca dati normalmente utilizzata per calcolare gli indicatori di mortalità (Registro di mortalità regionale - RMR), essendo più specifica rispetto al dato Istat, non è ancora validata per l’anno 2020. Pertanto, per poter fornire una prima analisi sull’andamento dei suicidi verificatisi nella nostra regione nel corso del 2020, utilizzeremo i dati di mortalità Istat (popolazione ≥15 anni) consapevoli che, dall’analisi del flusso regionale, potranno emergere alcune differenze dovute all’ulteriore revisione svolta da Ispro sui certificati di morte.

Come ampiamente descritto nell’articolo pubblicato da Istat, in Toscana il tasso di mortalità per suicidio è rimasto pressoché invariato con un incremento complessivo di +0,7 passando da 7,6 decessi per 100mila registrato nel 2019 a 8,3* 100mila del 2020 (figura 1). Rispetto alla media nazionale (2020: 6,7*100mila ab.) la nostra regione mostra valori leggermente superiori equiparabili alle regioni del Nord Italia. L’analisi per genere conferma quanto più volte descritto circa il maggior coinvolgimento del sesso maschile con un tasso di mortalità quattro volte superiore rispetto alle donne (uomini: 13,8*100mila; donne: 3,4*100mila residenti).

Figura 1. Mortalità per suicidio per genere – Tasso standardizzato per 100.000 abitanti – Toscana periodo 2011-2020 – Fonte: ARS su dati Istat
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Si conferma il maggior interessamento della popolazione over 65enne con valori che non sembrano aver subito variazioni rispetto al triennio precedente. Da segnalare, invece, l’incremento registrato nella fascia 15-34 anni, prevalentemente a carico del genere maschile, che mostra un tasso grezzo di 8,1 decessi ogni 100mila residenti toscani della stessa fascia di età (valore medio nel triennio 2017-2019: 5,3* 100mila res.) (tabella 1).

Tabella 1. Mortalità per suicidio per genere e classe di età – confronto 1017-2019 vs. 2020 – tasso grezzo per 100mila residenti toscani - Fonte: ARS su dati Istat
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Ulteriori approfondimenti potranno fornire maggiori informazioni finalizzate alla comprensione di un fenomeno che, di per sé, desta ancora molti interrogativi. Sicuramente, in accordo con quanto descritto dagli autori dell’articolo sopra citato, il fenomeno suicidario non può essere studiato cercandone una connessione causale diretta (stimolo-risposta). La multifattorialità del fonomeno suicidario e il tempo che può intercorrere fra un vissuto negativo e il verificarsi di una scelta così estrema, può essere molto variabile. Quindi, pur confortati dalla stabilità osservata nel 2020, occorre porre particolare attenzione ai gruppi di popolazione più vulnerabili fra cui emergono le fasce giovanili


Note bibliografiche

  1. World Health Organization. Mental Health and COVID-19: Early evidence of the pandemic’s impact: Scientific brief, 2 March 2022.       
  2. Grande E, Grippo F, Crialesi R, Marchetti S, Frova L. Suicide mortality in Italy during the first year of the COVID-19 pandemic. J Affect Disord. 2023 Jul 20;339:776-780. doi: 10.1016/j.jad.2023.07.101. Epub ahead of print. PMID: 37479041.
  3. World Health Organization. (‎2015)‎. International statistical classification of diseases and related health problems, 10th revision, Fifth edition, 2016. World Health Organization.

A cura di:
» Caterina Silvestri - Agenzia regionale di sanità