Vaccini anti-Covid, dosi booster e vaccinazione in gravidanza e allattamento: le indicazioni del Ministero della Salute


24/9/2021
Nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, la circolare del Ministero della Salute del 27 settembre 2021 ha comunicato l'avvio della somministrazione di dosi “booster”, dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

In linea con il parere espresso dal Comitato tecnico-scientifico, è stata autorizzata la somministrazione di dosi “booster” di vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19 (come richiamo dopo un ciclo vaccinale primario) a:
  • soggetti di età ≥ 80
  • personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani
Una dose booster potrà essere offerta agli esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario che svolgono le loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali, a partire dai soggetti di età ≥60 anni o con patologia concomitante tale da renderli vulnerabili a forme di COVID-19 grave o con elevato livello di esposizione all’infezione.

Ulteriori gruppi target o della popolazione generale verranno individuati sulla base dell’acquisizione di nuove evidenze scientifiche e dell’andamento epidemiologico.

La circolare del Ministero della Salute del 24 settembre 2021 ha invece aggiornato le raccomandazioni della vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 in gravidanza e allattamento. Sulla base delle crescenti evidenze sulla sicurezza della vaccinazione in gravidanza sia nei confronti del feto che della madre, e alla maggiore circolazione variante Delta in Italia, è stata estesa l’offerta vaccinale (con vaccini a mRNA), a tutte le donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre che desiderino vaccinarsi.

Risultano, invece, poche le evidenze relative a vaccinazioni eseguite nel primo trimestre, inoltre, la febbre (che rientra tra le possibili reazioni al vaccino), potrebbe causare un aumento del rischio di malformazioni congenite.

Il target prioritario per la vaccinazione in gravidanza è rappresentato da:
  • donne a maggior rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 (es. professioniste sanitarie, caregiver)
e/o
  • a maggior rischio di sviluppare una malattia grave da COVID-19 (donne con fattori di rischio come età> 30 anni, BMI>30, comorbidità, cittadinanza di Paesi ad alta pressione migratoria)

I sanitari devono raccomandare la vaccinazione dei conviventi per limitare ulteriormente il rischio di contagio delle donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Se una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza dopo aver già ricevuto il vaccino, non c'è evidenza in favore dell'interruzione della gravidanza. Se una donna scopre di essere in gravidanza tra la prima e la seconda dose del vaccino può considerare di ritardare la seconda dose fino al secondo trimestre.

Le donne che allattano possono vaccinarsi senza interrompere l’allattamento. La donna che allatta deve essere informata che la vaccinazione non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere, tramite il latte, anticorpi contro SARS-CoV-2.

A cura di:

  • Cristina Stasi, Centro Interdipartimentale di Epatologia CRIA-MASVE, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, AOU Careggi
  • Caterina Silvestri, Agenzia regionale di sanità della Toscana




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