Vaccini anti-Covid, dosi booster e vaccinazione in gravidanza e allattamento: le indicazioni del Ministero della Salute


10/3/2022
La circolare n. 13209 del Ministero della Salute del 20 febbraio 2022, sulla base dell’attuale situazione epidemiologica caratterizzata da un’elevata circolazione del virus SARS-CoV-2 in tutto il territorio nazionale, raccomanda ai soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria e ai soggetti sottoposti a trapianto di organo solido la somministrazione di una dose di vaccino a mRNA, come richiamo (booster) di un ciclo vaccinale con tre dosi (ciclo primario standard più dose addizionale a distanza di almeno 28 giorni dall’ultima dose), nei dosaggi autorizzati e ad almeno 120 giorni dalla dose addizionale. 


Con la circolare n. 59179 del Ministero della Salute del 24 dicembre 2021 è stata ulteriormente estesa la platea vaccinale destinataria della dose di richiamo (“booster”): soggetti della fascia di età 16-17 anni e soggetti della fascia di età 12-15 anni con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.


Con la circolare n. 59207 del Ministero della Salute del 24 dicembre 2021 sono state aggiornate le indicazioni sull'intervallo temporale relativo alla somministrazione delle dosi "booster": dal 10 gennaio 2022 è possibile ricevere la dose "booster" dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario. 


Con la circolare n. 56052 del Ministero della Salute del 6 dicembre 2021 sono stati forniti chiarimenti in merito alla somministrazione della dose di richiamo ("booster") nei soggetti già vaccinati e con pregressa o successiva infezione da SARS-CoV-2.


Nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, la circolare n. 43604 del Ministero della Salute del 27 settembre 2021 ha comunicato l'avvio della somministrazione di dosi “booster”, dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

In linea con il parere espresso dal Comitato tecnico-scientifico, è stata autorizzata la somministrazione di dosi “booster” di vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19 (come richiamo dopo un ciclo vaccinale primario) a:
  • soggetti di età ≥ 80
  • personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani
Una dose booster potrà essere offerta agli esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario che svolgono le loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali, a partire dai soggetti di età ≥60 anni o con patologia concomitante tale da renderli vulnerabili a forme di COVID-19 grave o con elevato livello di esposizione all’infezione.

Ulteriori gruppi target o della popolazione generale verranno individuati sulla base dell’acquisizione di nuove evidenze scientifiche e dell’andamento epidemiologico.


La circolare del Ministero della Salute n. 43293 del 24 settembre 2021 ha invece aggiornato le raccomandazioni della vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 in gravidanza e allattamento. Sulla base delle crescenti evidenze sulla sicurezza della vaccinazione in gravidanza sia nei confronti del feto che della madre, e alla maggiore circolazione variante Delta in Italia, è stata estesa l’offerta vaccinale (con vaccini a mRNA), a tutte le donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre che desiderino vaccinarsi.

Risultano, invece, poche le evidenze relative a vaccinazioni eseguite nel primo trimestre, inoltre, la febbre (che rientra tra le possibili reazioni al vaccino), potrebbe causare un aumento del rischio di malformazioni congenite.

Il target prioritario per la vaccinazione in gravidanza è rappresentato da:
  • donne a maggior rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 (es. professioniste sanitarie, caregiver)
e/o
  • a maggior rischio di sviluppare una malattia grave da COVID-19 (donne con fattori di rischio come età> 30 anni, BMI>30, comorbidità, cittadinanza di Paesi ad alta pressione migratoria)

I sanitari devono raccomandare la vaccinazione dei conviventi per limitare ulteriormente il rischio di contagio delle donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Se una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza dopo aver già ricevuto il vaccino, non c'è evidenza in favore dell'interruzione della gravidanza. Se una donna scopre di essere in gravidanza tra la prima e la seconda dose del vaccino può considerare di ritardare la seconda dose fino al secondo trimestre.

Le donne che allattano possono vaccinarsi senza interrompere l’allattamento. La donna che allatta deve essere informata che la vaccinazione non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere, tramite il latte, anticorpi contro SARS-CoV-2.


A cura di:

  • Cristina Stasi, Centro Interdipartimentale di Epatologia CRIA-MASVE, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, AOU Careggi
  • Caterina Silvestri, Agenzia regionale di sanità della Toscana




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