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Farmacoutilizzazione dei farmaci incretinici

Data pubblicazione: 12 Agosto 2026

Premessa

Il diabete tipo 2 (T2DM) è una malattia metabolica cronica alla quale si associano gravi complicanze micro- e macrovascolari dovute a una condizione d’iperglicemia sostenuta nel tempo. Quando le modificazioni della dieta e dello stile di vita non sono sufficienti per il controllo glicemico, il trattamento farmacologico è raccomandato. Tuttavia, a causa della natura progressiva della malattia, si rende spesso necessaria una graduale intensificazione della terapia.

A partire dal febbraio 2008 sono stati ammessi alla rimborsabilità da parte dell’SSN i primi farmaci incretinici, una nuova classe di agenti ipoglicemizzanti per il trattamento del T2DM. Sulla base del loro meccanismo d’azione, le molecole appartenenti a questa classe farmacologica vengono distinte in analoghi del glucagon like peptyde-1 (GLP-1 – peptide-1 glucagone-simile) e inibitori dell’enzima dipeptidyl peptidase-4 (DDP-4 – dipeptidil peptidasi-4). Numerosi studi clinici randomizzati hanno dimostrato come l’utilizzo di questi farmaci nel trattamento del T2DM si associ ad un rapporto beneficio/rischio favorevole.

Ad oggi sono diverse le molecole appartenenti a questa classe farmacologica disponibili in Italia. Tuttavia, data la recente introduzione sul mercato, le evidenze circa il pattern di utilizzo dei farmaci incretinici nella popolazione generale sono ancora estremamente carenti. In particolare, considerando il profilo di sicurezza ancora non del tutto stabilito, l’assenza d’informazioni specifiche circa i soggetti rispettivamente esposti agli analoghi del GLP-1 ed inibitori del DDP-4, come anche alle specifiche molecole appartenenti a questi due gruppi, diviene ancor più rilevante.

Lo scopo di questo approfondimento è stato quello di descrivere in maniera dettagliata il pattern di utilizzo dei farmaci incretinici in Toscana.

Commento

I risultati di questo approfondimento hanno mostrato come l’utilizzo dei farmaci incretinici nella popolazione generale toscana sia andato stabilizzandosi negli ultimi due anni del periodo di osservazione. Il trend osservato per quanto riguarda la prevalenza d’uso dei farmaci incretinici nella popolazione generale si è confermato anche all’interno dei soli utilizzatori di farmaci antidiabetici.

Uno studio danese che ha analizzato l’utilizzo di liraglutide ed exenatide tra il 2008 e il 2012 ha mostrato un picco della prevalenza d’uso nel 2012 corrispondente a 2,5 utilizzatori per 1.000 abitanti, un valore di oltre 2 volte superiore a quello osservato in Toscana nello steso anno. Tuttavia, oltre che a differenze di tipo metodologico o riguardanti l’approccio terapeutico dei medici prescrittori toscani e danesi, tale differenza potrebbe essere spiegata anche da un concomitante minor utilizzo degli inibitori del DPP-4 in Danimarca, su cui, però lo studio non riporta alcun dato di utilizzo.

Il trend di costante aumento osservato negli anni immediatamente successivi all’ammissione alla rimborsabilità da parte dell’SSN è stato nettamente più marcato per gli inibitori del DPP-4. Certamente, rispetto agli analoghi del GLP-1, questi farmaci hanno il grande vantaggio di poter essere somministrati per via orale, oltre ad essere disponibili anche in combinazioni fisse con metformina. Ciò spiegherebbe anche la tendenza dei medici prescrittori ad iniziare la terapia incretinica con inibitori del DPP-4 piuttosto che analoghi del GLP-1. Tale tendenza si è fatta nel tempo sempre più marcata, tant’è che nel 2014 circa il 90% dei nuovi trattati con farmaci incretinici in Toscana riceveva un inibitore del DPP-4.

La caratterizzazione dei nuovi trattati ha mostrato come nel corso degli anni si sia iniziato a somministrare sempre più frequentemente i farmaci incretinici in pazienti anziani o in coloro già in monoterapia ipoglicemizzante piuttosto che in pazienti che già assumevano più di un farmaco ipoglicemizzante. In generale, questi dati appaiono in linea sia con le modifiche delle raccomandazioni circa la prescrizione di farmaci incretinici sia con le nuove informazioni sul loro utilizzo raccolte durante l’esperienza post-marketing (AMD, 2007; AMD, 2010; AMD, 2014; ADA, 2015).

Le evidenze prodotte da questo approfondimento risultano essere estremamente informative e di elevato interesse scientifico. Infatti, rispetto agli studi ad oggi pubblicati la presente analisi risulta essere molto dettagliata e fornisce informazioni sull’uso dei farmaci incretinici nella popolazione generale attraverso l’analisi di dati particolarmente recenti.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

scarica il capitolo completo in PDF

Autori 

Filippo Bardelli - Dirigente UO Farmaceutica, Azienda USL Toscana Centro (Pistoia)

Rosa Gini - Responsabile PO Informatica medica e farmacoepidemiologia. Osservatorio di Epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana

Milena Martigli Jiang - Università degli Studi di Firenze

Francesco Lapi - PO Informatica medica e farmacoepidemiologia, Osservatorio di Epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana

Giuseppe Roberto - PO Informatica medica e farmacoepidemiologia, Osservatorio di Epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Uso di farmaci in Toscana: il primo report ARS