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Farmaci incretinici

Data pubblicazione: 11 Agosto 2026

Chi sono stati, nei primi anni dall’ingresso nel mercato, gli utilizzatori dei farmaci incretinici per il diabete di tipo 2?

Contesto della domanda

I farmaci incretinici sono degli agenti ipoglicemizzanti indicate per il trattamento del diabete tipo 2 (T2DM). L’efficacia clinica si basa sul potenziamento dell’attività del Glucagon-like peptide 1 (GLP1), un ormone endogeno appartenente alla famiglia degli ormoni incretinici che esercita un importante ruolo nel mantenimento dell’omeostasi glicemica. I risultati degli studi clinici preregistrativi hanno dimostrato un rapporto beneficio/rischio favorevole associato all’utilizzo di questi farmaci, con un effetto ipoglicemizzante sovrapponibile agli altri farmaci antidiabetici non-insulinici già disponibili (AD) e senza effetti negativi sia sul peso corporeo sia sul rischio di ipoglicemie. In Italia, i primi farmaci incretinici (i.e. exenatide, vildagliptin e sitagliptin) sono stati autorizzati e ammessi alla rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) nel febbraio del 2008. Da allora tutti i farmaci appartenenti a questa classe sono stati rimborsati dal SSN per il trattamento di seconda/terza linea del diabete tipo 2.

I farmaci incretinici attualmente sul mercato sono distinti in analoghi, o agonisti, del GLP1 (aGLP1) e inibitori dell’enzima dipeptidyl peptidase-4 (iDPP4) sulla base del loro meccanismo d’azione. Tuttavia, questa non è l’unica differenza i due gruppi di farmaci. In particolare, gli aGLP1 e i iDPP4 rispettivamente possiedono delle caratteristiche in grado di influenzare in maniera differenziale il loro utilizzo nella pratica clinica. Ad esempio, gli aGLP1 sono somministrati per via sottocutanea mentre gli iDPP4 per via orale. Gli aGLP1 possono indurre perdita di peso mentre gli iDPP4i hanno un effetto neutro sul peso corporeo. Inoltre, gli aGLP1 sono generalmente meno tollerati a livello gastrointestinale degli iDPP4, potendo causare vomito, nausea e diarrea.

Ciononostante, le informazioni relative all’utilizzo di questi farmaci nella pratica clinica italiana sono tuttora limitate. Pertanto, in un ottica di monitoraggio delle modalità prescrittive e di appropriatezza d’uso di questi farmaci, l’analisi dei flussi di dati amministrativi rappresenta un grande opportunità per descrivere l’utilizzo dei farmaci incretinici in ampi popolazioni dalla pratica clinica italiana e generare evidenze utili sia ai medici prescrittori sia ai decisori nell’ambito delle politiche del farmaco.

Risposta alla domanda 

Questo studio ha fornito delle importanti evidenze sui nuovi trattati con farmaci incretinici durante i primi sette anni dalla loro introduzione nella pratica della Toscana, Umbria e dell’ASL di Caserta. Nel periodo di studio, gli iDPP4 sono rapidamente divenuti i farmaci di gran lunga più prescritti tra i nuovi utilizzatori di farmaci incretinici, soprattuto nei nuovi utilizzatori anziani. Le preferenze riguardo lo specifico farmaco incretinico alla prima prescrizione sono apparse fondamentalmente dirette verso le formulazioni con una maggiore praticità di utilizzo (e.g. iDPP4 orali piuttosto che aGLP1 sottocutanei, liraglutide una volta al giorno piuttosto che exenatide due volte al giorno). In particolare, in contrasto con i criteri di accesso alla rimborsabilità, oltre un nuovo utilizzatore su dieci riceveva un farmaco incretinico come prima linea di trattamento per diabete tipo 2. Sulla base di queste ultime evidenze, ulteriori approfondimenti saranno necessari al fine di valutare la possibilità di pianificare interventi finalizzati al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva di questi farmaci.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

scarica il capitolo completo in PDF

Autori 

Giuseppe Roberto, Claudia Bartolini e Rosa Gini - ARS Toscana, a nome di:

Francesco Barone-Adesi (Università del Piemonte Orientale), Francesco Giorgianni, Valeria Pizzimenti (Università di Messina), Carmen Ferrajolo (Seconda Università di Napoli) Michele Tari (ASL Caserta). Roberto Da Cas, Marina Maggini, Stefania Spila-Alegiani (Istituto Superiore di Sanità), Paolo Francesconi (ARS Toscana), Gianluca Trifirò (Università di Messina), Elisabetta Poluzzi (Università di Bologna), Fabio Baccetti (Unità di diabetologia, ASL Toscana Nord-Ovest)


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del II Rapporto sui farmaci in Toscana