Rischio negli anziani
Che rischi corrono gli anziani con patologie cerebro-cardiovascolari quando assumono farmaci?
Contesto della domanda
Il rapido invecchiamento della popolazione in tutto il mondo rappresenta un’importante sfida per i sistemi sanitari, sia da un punto di vista clinico che economico. Nel mondo il numero di soggetti anziani (età ≥65 anni) è raddoppiato nel secolo scorso e si stima che in Europa la percentuale di questi soggetti raggiungerà il 30% nel 2050. Tale fenomeno è inevitabilmente associato ad un progressivo aumento della prevalenza delle patologie croniche e del peso socio-sanitario ad esse associato. Accanto alla complessità del management clinico dei pazienti anziani affetti contemporaneamente da più patologie, un’importante sfida per il personale sanitario è rappresentata dalla conseguente difficoltà nella gestione del trattamento farmacologico. Infatti, sebbene i potenziali benefici del trattamento farmacologico siano ampiamente dimostrati, i rischi di eventi avversi farmaco correlati e di interazioni farmaco-farmaco e/o farmaco-patologia rappresentano una criticità rilevante nei soggetti anziani, specialmente se in politerapia.
In questo contesto risulta di primaria importanza l’individuazione di indicatori di inappropriatezza prescrittiva nella popolazione anziana. Ad oggi diversi criteri sono disponibili per l’identificazione delle prescrizioni farmacologiche potenzialmente inappropriate, quali i criteri di Beers, i criteri di Screening Tool of Older People’s Prescriptions (STOPP) e Screening Tool to Alert to Right Treatment (START), il Medication Appropriateness Index (MAI) e i criteri Assessing Care of Vulnerable Elderly (ACOVE). Questi criteri sono basati sul consenso di esperti e non sono patologia-specifici, nonostante le malattie cardiovascolari rappresentino le patologie più frequenti nei Paesi occidentali. Inoltre, l’impatto di prescrizioni potenzialmente inappropriate in termini di “hard end point”, quali ospedalizzazioni e mortalità, risulta ad oggi scarsamente studiato.
Pertanto, l’identificazione e la validazione di specifici indicatori di inappropriatezza prescrittiva per la popolazione anziana affetta contemporaneamente da patologie cardiovascolari e da altre malattie croniche potrebbe rappresentare un utile strumento per migliorare la qualità prescrittiva.
Lo scopo del progetto I-GrADE (progetto finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco - AIFA, all’interno del Bando 2009 per la Ricerca Indipendente) è stato quello di identificare mediante una revisione sistematica della letteratura una lista di potenziali indicatori di inappropriatezza prescrittiva per gli anziani affetti da patologie cardiovascolari e altre malattie croniche, e di validare tali indicatori mediante studi ad hoc.
Risposta alla domanda
I risultati del presente progetto evidenziano come, nei soggetti anziani, l’uso di più farmaci con effetto anticolinergico aumenti il rischio di mortalità e ospedalizzazione. Inoltre, nei soggetti anziani con patologie cardiovascolari, l’uso di antidepressivi è associato ad un aumento del rischio di ospedalizzazioni per aritmia, mentre l’uso di calcioantagonisti a breve durata d’azione aumenta il rischio di ospedalizzazioni per eventi cardiovascolari e per qualsiasi causa. Al contrario, l’aderenza alla terapia con statine diminuisce il rischio di fratture nei soggetti anziani.
Obiettivo prossimo del gruppo I-GrADE sarà quello di condurre altri studi ad hoc sugli indicatori non ancora validati, allo scopo di redigere un elenco completo ed affidabile di potenziali indicatori di inappropriatezza prescrittiva specifico per la popolazione in oggetto, nel tentativo di assicurare un miglioramento e una maggior sostenibilità delle cure dirette ai soggetti ultrasessantacinquenni.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Ersilia Lucenteforte, Alessandra Bettiol, Niccolò Lombardi, Alfredo Vannacci, Alessandro Mugelli - Università di Firenze a nome del gruppo I-GrADE*
*I-GrADE (Italian Group for Appropriate Drug prescription in the Elderly): Alessandro Mugelli, Alessandra Bettiol, Niccolò Lombardi, Ersilia Lucenteforte, Alfredo Vannacci (Università di Firenze), Alessandro Chinellato (ULSS 9 Treviso), Cristiana Vitale, Stefano Bonassi, Massimo Fini (Istituto San Raffaele), Roberto Bernabei, Graziano Onder, Davide Liborio Vetrano (Università Cattolica), Claudia Bartolini, Rosa Gini, Francesco Lapi, Giuseppe Roberto (ARS Toscana), Marina Davoli, Nera Agabiti, Silvia Cascini, Ursula Kirchmayer, Chiara Sorge (ASL Roma 1), Giovanni Corrao, Federico Rea (Università Milano-Bicocca), Achille Patrizio Caputi, Francesco Giorgianni, Michele Tari, Gianluca Trifirò (Università Messina)
Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del II Rapporto sui farmaci in Toscana