Conseguenze cliniche dello switch negli utilizzatori di epoetina alfa in alcune regioni italiane
Quali sono i rischi associati ad un cambio di terapia tra le diverse epoetine disponibili (originatori e biosimilari) in pazienti già in trattamento per anemia da malattia renale cronica?
Contesto della domanda
Gli agenti stimolanti eritropoietici (ESA) svolgono un ruolo importante nella gestione dell’anemia in diversi ambiti terapeutici. In particolare, i benefici di questi farmaci per il trattamento dell’anemia indotta dalla chemioterapia o associata a malattie renali croniche (CKD) sono ben documentati.
Dal 2007 in Europa è disponibile la versione biosimilare dell’epoetina alfa, previa l’approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) sulla base dell’assenza di differenze clinicamente significative in termini di sicurezza, efficacia e immunogenicità rispetto al prodotto di riferimento.
L’accettazione dei biosimilari nella comunità medica continua ad essere limitata in alcuni paesi e aree terapeutiche nonostante rappresentino una grande opportunità per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (SSN).
Il consumo biosimilare in Italia nel 2017 ha rappresentato il 51% dell’intera classe dell’ESA fortemente influenzata dall’attuazione di diverse politiche sanitarie regionali. Recenti studi osservazionali hanno documentato che lo switching (transizione) tra le diverse classi di ESA raggiunge quasi il 20% durante il primo anno di trattamento, anche se avviene principalmente verso gli originatori piuttosto che verso i biosimilari.
Una recente revisione sistematica basata su dati di studi clinici randomizzati (RCT) che valutavano lo switching tra le diverse categorie di ESA ha mostrato un’equivalenza terapeutica complessiva in coloro che passano a qualsiasi ESA. Inoltre, i sistemi di segnalazione spontanea e gli RCT post-marketing non hanno rilevato alcun segnale di sicurezza del farmaco relativo allo switching tra un’epoetina ad un’altra.
Diversi studi osservazionali hanno dimostrato la comparabilità del profilo di rischio/ beneficio nei pazienti con CKD che iniziano un primo trattamento con biosimilari verso quelli che iniziano con ESA originator, mentre l’effetto dello switching tra diversi ESA in pazienti già in trattamento su specifici esiti clinici non è stato ancora pienamente indagato.
Risposta alla domanda
I pazienti affetti da CKD che hanno iniziato una terapia con epoetina alfa (originatore o biosimilare) e che nei due anni successivi sono stati indirizzati verso una qualsiasi altra ESA non hanno presentato nell’anno successivo nessun aumento nel rischio di insorgenza di esiti di perdita di efficacia o di sicurezza rispetto a chi è rimasto in trattamento con la stessa epoetina alfa assunta all’inizio della terapia. Questi risultati sono rimasti coerenti nelle diverse analisi di sottogruppo e sono stati confermati da analisi di sensibilità. Inoltre, i pazienti che hanno presentano uno switch dal trattamento con epoetina alfa bosimilare non hanno mostrato un diverso rischio in termini di efficacia e sicurezza rispetto ai pazienti che hanno presentato uno switch dal trattamento con epoetina alfa originator.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Valeria Belleudi, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma1, SSR Lazio
Francesco Trotta, Agenzia italiana del farmaco
Antonio Addis, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma1, SSR Lazio
Ylenia Ingrasciotta, Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali, Università di Messina
Rosa Gini, Agenzia regionale di sanità della Toscana
Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma1, SSR Lazio
Gianluca Trifirò, Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali, Università di Messina
a nome del gruppo ItaBioNet°
°ItaBioNet (Italian Biosimilar Network): Gianluca Trifirò, Achille P. Caputi, Ylenia Ingrasciotta, Francesco Giorgianni, Ilaria Marcianò, Valentina Ientile, Alessandro Chinellato, Jenny Bolcato, Roberta Pirolo, Rosa Gini, Giuseppe Roberto, Armando A. Genazzani, Michele Tari, Maurizio Pastorello, Ilaria Uomo, Salvatore Scondotto, Sebastiano W. Pollina Addario, Pasquale Cananzi, Roberto Da Cas, Giuseppe Traversa, Mariangela Rossi, Marina Davoli, Francesco Trotta, Valeria Belleudi, Antonio Addis.
Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2018