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Durability dei farmaci incretinici

Data pubblicazione: 10 Agosto 2026

Nei pazienti con diabete tipo 2 in monoterapia con metformina, l’aggiunta di un inibitore dell’enzima dypeptidyl-peptidase 4 (DPP4), anziché una sulfonilurea, è in grado di prolungare il tempo alla successiva intensificazione del trattamento?

Contesto della domanda

Il diabete mellito tipo 2 (DMT2) è una malattia metabolica cronica di cui è affetto il 5% circa della popolazione generale italiana. Il DMT2 causa una condizione patologica d’iperglicemia che nel lungo periodo può causare l’insorgenza di gravi complicanze, talvolta fatali, di natura sia metabolica sia micro che macro-vascolare.

Il trattamento del DMT2 ha come obiettivo quello di mantenere i livelli glicemici al di sotto di determinati valori soglia. A tale scopo, quando la dieta e la modifica dello stile di vita da soli non sono più sufficienti, il trattamento farmacologico è fortemente raccomandato.

La metformina (MET) è generalmente considerata il farmaco di prima scelta per pazienti con DMT2. Tuttavia, a causa della natura progressiva della malattia, la MET, come qualsiasi altro farmaco antidiabetico di seconda linea, tende a perdere la sua efficacia ipoglicemizzante nel corso del tempo, per cui una graduale intensificazione della terapia può rendersi necessaria. Questo fenomeno, definito fallimento terapeutico secondario, generalmente richiede il passaggio ad una duplice terapia con MET in associazione a un antidiabetico non insulinico di seconda linea e/o insulina al fine di riportare i livelli glicemici al di sotto dei valori di riferimento. Ciò nonostante, anche la duplice terapia può perdere la sua efficacia ipoglicemizzante nel corso del tempo, rendendo quindi necessaria una successiva intensificazione del trattamento farmacologico.

In questo contesto, la durata dell’efficacia ipoglicemizzante, dall’inglese “durability”, può rappresentare un parametro fondamentale al momento della scelta del farmaco da aggiungere alla MET. Tra i farmaci di seconda linea più comunemente utilizzati ci sono: le sulfaniluree, i glitazoni, le glinidi e gli inibitori dell’enzima DPP4. Questi ultimi, in particolare, appartengono a una delle classi farmacologiche più recentemente introdotte in terapia: gli incretino-mimetici. Sulla base dei risultati di alcuni studi pre-clinici che hanno suggerito un possibile effetto favorevole degli inibitori dell’enzima DPP4 sulle cellule beta-pancreatiche, era stato ipotizzato che questi farmaci potessero essere in grado di rallentare il decorso della malattia stessa e fornire un vantaggio in termini di durability dell’efficacia ipoglicemizzante rispetto alle alternative terapeutiche disponibili. Ad oggi, però, le evidenze cliniche disponibili a tal riguardo sono ancora scarse e in conflitto tra loro.

Risposta alla domanda 

I risultati di questo studio suggeriscono che l’aggiunta di un inibitore del DPP4 a metformina, anzichè una sulfonilurea, non ritarda il tempo all’intensificazione del trattamento. Pertanto, l’ipotesi di un’aumentata durability dell’efficacia ipoglicemizzante degli inibitori del DPP4 rispetto a sulfonilurea non appare supportata da questo studio.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

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Autori 

Giuseppe Roberto, Claudia Bartolini, Rosa Gini, Paolo Francesconi - Osservatorio di epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana

Francesco Barone Adesi - Dipartimento di Scienze del farmaco, Università degli studi del Piemonte orientale, Novara

Valentina Ientile, Gianluca Trifirò - Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali, Università degli studi di Messina

Corrado Magnani - Dipartimento di medicina traslazionale, Università degli studi del Piemonte orientale, Novara

Marina Maggini, Roberto Da Cas, Stefania Spila Alegiani - Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei Farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Carmen Ferrajolo - Dipartimento di Medicina sperimentale, Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli” e Centro regionale di Farmacovigilanza, Regione Campania, Napoli

Elisabetta Poluzzi - Unità di Farmacologia, Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche, Università di Bologna

Fabio Baccetti - Unità operativa di Diabetologia Massa-Carrara, AUSL Toscana Nord-Ovest, Massa


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2018