Farmaci per la fertilità
Nel trattamento di procreazione medicalmente assistita, quali sono le scelte tra gonadotropine estrattive e ricombinanti e quale ruolo giocano i biosimilari? Le prescrizioni delle diverse formulazioni dimostrano variazioni temporali e spaziali?
Contesto della domanda
Le donne che si sottopongono ad un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA) vengono trattate con gonadotropine, in particolare mediante la somministrazione di ormone follicolo-stimolante nella fase di stimolazione ovarica.
La disponibilità di diversi tipi di gonadotropina, ricombinante o urinario/estrattivo, e la presenza di una combinazione fissa della modalità ricombinante con lutropina, alimentano la complessità delle scelte di trattamento. La recente disponibilità sul mercato dei farmaci biosimilari ha ulteriormente acceso il dibattito in merito alla sostituzione tra diverse formulazioni e marchi della stessa sostanza.
Numerosi studi clinici e meta-analisi hanno confrontato la tipologia ricombinante rispetto a quella estrattiva in termini di efficacia clinica e sicurezza: le prove suggeriscono profili simili tra le diverse formulazioni. Una revisione Cochrane, che ha incluso 42 trial clinici, non ha evidenziato differenze clinicamente significative tra le diverse formulazioni e suggerisce che la scelta clinica del tipo di gonadotropina debba basarsi sulla disponibilità, la convenienza ed i costi. Questi risultati vengono confermati da un’altra meta-analisi che inoltre evidenzia un rapporto costo-efficacia più favorevole per la modalità estrattiva.
In Italia, uno studio prospettico randomizzato ha concluso che l’uso combinato di gonadotropina estrattiva e ricombinante per la stimolazione ovarica migliora la maturità degli ovociti, il clivaggio degli embrioni ed aumenta il tasso di gravidanza e di impianto rispetto alla somministrazione della formulazione ricombinante.
Poco si sa sull’utilizzo delle diverse formulazioni nella reale pratica clinica italiana e quali siano i fattori che portano all’uso di ricombinante (originator vs biosimilare), estrattiva o la loro combinazione. Presumibilmente il mercato attuale tende a valorizzare i prodotti ricombinanti rispetto a quelli estrattivi anche a causa delle più agevoli modalità di somministrazione. Tuttavia, la notevole differenza di costi a favore del prodotto di origine urinaria bilancia di gran lunga, per il Servizio sanitario nazionale (SSN), i vantaggi sopracitati della forma ricombinante.
Il presente studio si pone quindi l’obiettivo di analizzare le prescrizioni di gonadotropine in donne in età fertile a carico dell’SSN nella Regione Lazio nel periodo 2007-2017 col fine di ottenere una descrizione dei pattern prescrittivi e di indagare quali siano i principali fattori predittori, delle diverse scelte di gonadotropina, da parte di medici e pazienti.
Risposta alla domanda
Nella pratica clinica si osserva una più alta proporzione di prescrizioni delle formulazioni ricombinanti, con un trend in aumento, dovuto anche alla recente introduzione in commercio del biosimilare ricombinante.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Alessandro Cesare Rosa, Valeria Belleudi, Antonio Addis, Marina Davoli, Ursula Kirchmayer - Dipartimento di epidemiologia, ASL Roma1, SSR Lazio
Andrea Ciardulli - Ospedale Cristo Re, Roma
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2019