L’intensità delle cure nel fine vita dei pazienti oncologici
Qual è il livello di intensità delle cure erogate ai pazienti oncologici nella fase di fine vita?
Estratti dal Rapporto sui Farmaci in Toscana 2025
Contesto della domanda
Negli ultimi decenni, l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle malattie croniche, spesso a esito fatale, hanno posto sfide significative ai sistemi sanitari. In particolare, garantire un accesso equo e un’assistenza di qualità nelle fasi finali della vita è diventato sempre più prioritario [1]. Il rapporto OCSE 2023 “Time for Better Care at the End of Life” ha evidenziato che quasi il 90% dei decessi nei paesi OCSE tra il 2001 e il 2019 ha riguardato persone che avrebbero potuto beneficiare di cure di fine vita. Circa il 25% di questi decessi è stato causato da malattie terminali, tra cui il cancro. Inoltre, il report prevede un aumento significativo del numero di persone che necessiteranno di tali cure, da 7 milioni nel 2019 a quasi 10 milioni entro il 2050 [2].
Negli ultimi anni, il gruppo ricerca di Earle e colleghi ha sviluppato indicatori basati su dati amministrativi sanitari per misurare l’intensità delle cure e monitorare la qualità dell’assistenza oncologica in fase avanzata [3,4]. Tra i principali aspetti esaminati, troviamo l’uso dei farmaci antitumorali negli ultimi giorni di vita, l’accesso ai servizi ospedalieri, tra cui ricoveri e pronto soccorso (PS), e l’accesso alle cure palliative, sia in ospedale che in contesti comunitari o hospice. Particolare attenzione è stata dedicata al trattamento del dolore, analizzato attraverso le prescrizioni di oppioidi che sono essenziali per il controllo del dolore nei pazienti oncologici, anche se spesso l’accesso a questi farmaci rimane insufficiente in molti paesi, contravvenendo alle raccomandazioni dell’OMS [5]. Un altro tema importante riguarda il luogo del decesso, poiché molte evidenze suggeriscono che la maggior parte dei pazienti preferirebbe morire a casa [6].
L’utilizzo di indicatori di questo tipo può facilitare la comprensione dei percorsi di cura intrapresi dai pazienti nella fase di fine vita, soprattutto considerando l’elevato consumo di risorse sanitarie in questo periodo. Una parte significativa di queste risorse è destinata a ricoveri per acuzie e a trattamenti medico-chirurgici aggressivi, che spesso risultano eccessivi [7]. Questo approccio è in contrasto con una crescente consapevolezza sull’importanza di percorsi di cura orientati al miglioramento della qualità della vita, attraverso una gestione adeguata dei sintomi e una globale presa in carico del paziente [8].
Inoltre, analizzare l’uso dei farmaci impiegati per trattare i sintomi e le patologie croniche concomitanti può rappresentare un’opportunità per identificare eventuali elementi di inappropriatezza, ottimizzando i trattamenti e migliorando la qualità delle cure.
In questo contesto, il presente studio si pone l’obiettivo di descrivere i profili di assistenza erogati nella Regione Lazio a pazienti affetti da patologia tumorale solida durante la fase di fine vita, e di esaminare la variazione nell’utilizzo dei farmaci in questa fase.
Risposta alla domanda
Il presente studio fornisce evidenze preliminari sulle modalità di assistenza e sulle terapie impiegate nella fase di fine vita. I risultati indicano che la gestione dei pazienti oncologici nella regione Lazio è ancora prevalentemente ospedale-centrica, con un ricorso relativamente basso all’hospice e, al contrario, un’alta percentuale di ricoveri, accessi in PS negli ultimi giorni di vita e decessi in ambiente ospedaliero.
Per quanto riguarda le terapie erogate, emerge un utilizzo non trascurabile della chemioterapia nelle fasi finali della malattia, un aspetto che merita ulteriori approfondimenti. L’analisi dei farmaci prescritti per il trattamento dei sintomi e delle patologie croniche concomitanti evidenzia un orientamento verso il controllo del dolore e della fatigue; tuttavia, il ricorso agli oppioidi rimane limitato a solo un terzo della coorte e apparentemente solo un terzo di chi riceve oppioidi fa un uso combinato di SAO e LAO. Inoltre, le variazioni nelle prevalenze d’uso degli antidiabetici suggeriscono un possibile switch da formulazioni orali a parenterali.
Nel complesso, questo studio offre spunti rilevanti per individuare aree di miglioramento nella gestione dei pazienti con tumore solido in una fase particolarmente delicata, sia per il paziente che per i suoi familiari.
Di particolare interesse potrebbe essere il confronto degli indicatori presentati con quelli calcolati in altre regioni italiane o a livello nazionale. Questo permetterebbe di comprendere se i segnali emersi siano specifici della Regione Lazio o se si riscontrino anche su scala più ampia. Inoltre, un confronto interregionale potrebbe evidenziare eventuali differenze legate agli assetti organizzativi dei sistemi sanitari regionali, offrendo spunti per identificare modelli assistenziali più efficaci e potenzialmente applicabili anche in altri contesti.
Gli approfondimenti per chi desidera comprendere il contesto e la metodologia adottata sono consultabili nel Documento completo
Riferimenti bibliografici
- Christensen K, Doblhammer G, Rau R, Vaupel Ageing populations: the challenges ahead. Lancet. 2009;374(9696):1196-1208. doi:10.1016/S0140-6736(09)61460-4
- OECD (2023), Time for Better Care at the End of Life, OECD Health Policy Studies, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/722b927a-en.
- Earle CC, Park ER, Lai B, Weeks JC, Ayanian JZ, Block Identifying potential indicators of the quality of end-of-life cancer care from administrative data. J Clin Oncol. 2003;21(6):1133- 1138. doi:10.1200/JCO.2003.03.059
- Earle CC, Neville BA, Landrum MB, et Evaluating claims-based indicators of the intensity of end-of-life cancer care. Int J Qual Health Care. 2005;17(6):505-509. doi:10.1093/intqhc/mzi061
- WHO guidelines for the pharmacological and radiotherapeutic management of cancer pain in adults and Geneva: World Health Organization; 2018. Licence: CC BY-NC-SA3.0 IGO.
- Gomes B, Higginson IJ, Calanzani N, et Preferences for place of death if faced with advanced cancer: a population survey in England, Flanders, Germany, Italy, the Netherlands, Portugal and Spain. Ann Oncol. 2012;23(8):2006-2015. doi:10.1093/annonc/mdr602
- McCall N. Utilization and costs of Medicare services by beneficiaries in their last year of life. Med 1984;22(4):329-342. doi:10.1097/00005650-198404000-00004
- Schnipper LE, Smith TJ, Raghavan D, et al. American Society of Clinical Oncology identifies five key opportunities to improve care and reduce costs: the top five list for J Clin Oncol. 2012;30(14):1715-1724. doi:10.1200/JCO.2012.42.8375
Autori
Arianna Bellini – Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma; Dipartimento di Sanità pubblica e Malattie infettive, Università La Sapienza di Roma, Roma
Alessandro C. Rosa, Michela Servadio, Ilaria Cozzi, Paola Michelozzi, Antonio Addis, Valeria Belleudi – Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma
Elena Mazzalai – UOC Analisi dei bisogni, Programmazione e Committenza, Distretto 3, ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma