Farmaci per l'emicrania
Quali sono state le differenze di genere nelle modalità di utilizzo dei triptani in Toscana nel 2017?
Contesto della domanda
L’emicrania è un disordine neurovascolare che si caratterizza per il suo elevato livello di interferenza sulla vita sociale e lavorativa delle persone che ne sono colpite. Secondo l’edizione 1990- 2016 del Global Burden of Disease Study dell’Organizzazione mondiale della sanità pubblicata nel 2018, l’emicrania è la seconda causa di disabilità a livello mondiale, risultando nettamente più frequente nel sesso femminile (rapporto femmine:maschi pari a 3:1). Sicuramente fattori ormonali, quali ad esempio fluttuazioni dei livelli ematici di estrogeni e progesterone nelle diverse fasi del ciclo ovarico, svolgono un ruolo di rilievo nella maggiore prevalenza dell’emicrania nel sesso femminile.
Il trattamento farmacologico dell’emicrania dipende dal grado di severità e dalla frequenza degli attacchi acuti. Secondo l’approccio step care la prima linea di trattamento farmacologico dell’emicrania è rappresentata dai tradizionali analgesici (paracetamolo, farmaci antinfiammatori non steroidei [FANS]) i quali però non sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale (SSN) per tale indicazione (Bancadati Farmadati – ultimo aggiornamento 01/07/2019). Qualora questa prima strategia terapeutica fallisca o non sia sufficiente a controllare la sintomatologia, si ricorre alla prescrizione dei triptani, una classe di farmaci specificatamente indicata per controllare il dolore di natura emicranica. Attualmente, in Italia sono in commercio sei differenti molecole appartenenti alla classe dei triptani (almotriptan, eletriptan, frovatriptan, rizatriptan, sumatriptan e zolmitriptan) le quali sono disponibili in diverse formulazioni rimborsabili dall’SSN (compresse, compresse orosolubili, bustine, spray e siringhe pre-riempite).
Sebbene i triptani siano considerati farmaci con un rapporto rischio/beneficio favorevole, la presenza di patologie cardiovascolari preesistenti rappresenta la maggiore limitazione al loro utilizzo a causa dell’effetto vasocostrittivo intrinseco associato al loro meccanismo d’azione.
Un altro aspetto rilevante circa la sicurezza d’uso di questi farmaci riguarda la possibile insorgenza di una cefalea da uso eccessivo di farmaci sintomatici (medication overuse headache - MOH). L’uso regolare di triptani per almeno 10 giorni al mese per più di tre mesi può, infatti, determinare un incremento dei giorni di mal di testa, conducendo ad una forma cronica della patologia (cefalea per almeno 15 giorni al mese per più di tre mesi) denominata MOH.
I triptani sono interamente rimborsati dall’SSN italiano e pertanto tracciabili nel loro utilizzo attraverso i dati amministrativi. Ciò permette di descrivere la farmacoutilizzazione dei triptani nella popolazione generale e in specifiche sottopopolazioni d’interesse, consentendo di osservare eventuali differenze di genere nell’uso di questi farmaci.
Risposta alla domanda
Le differenze di genere più significative riguardo alle modalità di utilizzo dei triptani in Toscana nel 2017 hanno riguardato la prevalenza e l’incidenza d’uso, entrambe di oltre tre volte superiori nelle femmine rispetto ai maschi. Il consumo durante un anno di osservazione è risultato tendenzialmente più intenso e regolare nelle femmine rispetto ai maschi. Tra gli utilizzatori prevalenti, i soggetti con una forte controindicazione all’utilizzo di un triptano dovuta ad un pregresso evento cardiovascolare acuto grave sono stati in percentuale minore tra le femmine rispetto ai maschi (1,8% vs 3,7%). Gli overuser, ovvero gli utilizzatori potenzialmente a rischio di sviluppare il medication overuse headache o già affetti da tale disturbo, sono risultati essere una percentuale esigua degli utilizzatori prevalenti, sebbene non trascurabile, in entrambi i generi (maschi: 2,1% vs femmine: 1,5%).
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Giuseppe Roberto, Giulia Hyeraci, Rosa Gini - ARS Toscana
Pierangelo Geppetti, Chiara Lupi, Silvia Benemei, Francesco De Cesaris, Centro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze
Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2019