Farmaci per il sistema cardiovascolare: interazioni tra farmaci in cardiologia
Quanti pazienti hanno presentato interazioni farmaco-farmaco (DDI) alla dimissione da ricovero ospedaliero per patologie cardiovascolari in un ospedale toscano? Che impatto hanno avuto le DDI sulla salute di questi pazienti?
Contesto della domanda
Le interazioni farmacologiche (DDI) rappresentano una speciale categoria di reazioni avverse ai farmaci e sono definite come l’influenza farmacocinetica o farmacodinamica di un farmaco sull’effetto degli altri farmaci. Questa interazione indesiderata può portare alla riduzione dell’efficacia della terapia o indurre tossicità.
In letteratura è riportato che complessivamente circa l’1% dei pazienti manifesta una reazione avversa ai farmaci dovuta ad una interazione farmacologica durante un ricovero ospedaliero e il 17% di tutte le ADR nei pazienti ospedalizzati possono essere attribuite a DDI.
Molti studi hanno inoltre mostrato che circa il 60% dei pazienti presenta almeno una DDI nelle prescrizioni farmacologiche alla dimissione da ricovero ospedaliero.
Tali interazioni si presentano più frequentemente in pazienti che hanno avuto un ricovero ospedaliero con comorbidità, frequenti modifiche della terapia farmacologica e terapie farmacologiche croniche concomitanti, che prendono il nome di polypharmacy.
La polypharmacy è definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come “la somministrazione contemporanea di più farmaci o la somministrazione di un numero eccessivo di farmaci” ed è una condizione frequentemente rilevata in ambito ospedaliero ed in particolare nel paziente anziano.
In occasione di un ricovero ospedaliero la valutazione di potenziali DDI dovrebbe essere uno step necessario alla luce del fatto che frequentemente vengono impostati regimi terapeutici più complessi e possono essere modificate dose o principi attivi.
Nel complesso, le DDI sono di particolare importanza sia per i pazienti che per i clinici in quanto possono causare conseguenze che vanno dagli effetti indesiderati, alla riduzione di efficacia di uno dei due farmaci o la comparsa di patologie farmaco-correlate, come anche alla morte del paziente.
Infine è stato osservato che molte di queste interazioni risultano evitabili, tuttavia la loro prevenzione rimane complessa poiché il numero di farmaci potenzialmente in grado di interagire è elevato e gli strumenti che consentono di identificarli sembrano difficili da integrare nella pratica clinica.
Considerando infatti che i dati sulle segnalazioni di farmacovigilanza in relazione ad eventuali DDI sono di solito scarsi e i sistemi computerizzati finalizzati ad allertare il medico prescrittore in caso di eventuale interazione farmacologica sono di solito scarsamente diffusi, specialmente a livello ospedaliero, il presente studio si è posto l’obiettivo di andare ad effettuare una revisione sistematica della terapia farmacologica condotta dal farmacista per valutare l’impatto della problematica delle interazioni in una popolazione di pazienti adulti con patologie cardiovascolari.
Lo scopo della presente analisi è stato quindi quello di stimare il numero di pazienti esposti a DDI potenzialmente rilevanti ed elencare le DDI più frequenti nelle prescrizioni alla dimissione da ricovero ospedaliero in una popolazione di pazienti con patologie cardiovascolari. E’ stata inoltre descritta la rilevanza clinica dell’interazione ed è stato osservato in maniera retrospettiva se in un periodo successivo alla dimissione di 3 mesi si sia verificato negli stessi pazienti un evento avverso correlabile con l’interazione rilevata.
Risposta alla domanda
Oltre il 20% dei nostri pazienti è stato dimesso con almeno un’interazione (moderata o grave) e all’interno di questo gruppo, i pazienti sono stati esposti a quasi 2 interazioni (in media 1,8 DDI per paziente).
Il numero medio di DDI per paziente aumenta con l’aumentare del numero di farmaci prescritti alla dimissione e una parte considerevole dei pazienti osservati nel breve follow-up ha avuto un evento avverso che potrebbe essere stato dovuto a DDI.
Analizzando il dettaglio dei farmaci coinvolti nelle DDI, abbiamo osservato che l’interazione grave più frequente è stata la combinazione di alcuni farmaci antidepressivi con un farmaco diuretico (SSRI con Furosemide) una interazione associata ad un aumentato rischio di cardiotossicità, che pertanto costituisce un rischio su cui porre particolare attenzione in una popolazione di pazienti con patologie cardiovascolari.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Elisabetta Volpi, Giuseppa Lo Surdo, Sara Tonazzini, Stefania Alduini, Stefania Biagini - UOC Farmacia ospedaliera, Fondazione toscana Gabriele Monasterio
Stefano Maffei - UOC Patologie mediche e chirurgiche del cuore, Fondazione toscana Gabriele Monasterio
Monica Baroni - Clinical risk manager, Fondazione toscana Gabriele Monasterio
Giuseppe Roberto, Ippazio Cosimo Antonazzo, Rosa Gini - Osservatorio di epidemiologia, Agenzia regionale di sanità della Toscana
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2019