Farmaci per il sistema cardiovascolare: posologia dei NAO e aderenza al trattamento
Esiste una differenza in termini di aderenza e persistenza tra gli utilizzatori di NAO con regime posologico 1 volta al giorno (QD) vs 2 volte al giorno (BID)? Esistono delle modalità di switch da QD a BID vs switch da BID a QD?
Contesto della domanda
Una delle più grandi sfide nella prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) è rappresentata dall’aderenza e la persistenza alla terapia finalizzata a garantire l’efficacia e la sicurezza del trattamento. Un elevato livello di aderenza alla terapia con i nuovi anticoagulanti orali (NAO) è fondamentale per ridurre il rischio di ictus ischemico ed embolia sistemica nei pazienti con FA, a causa del rapido declino dell’attività anticoagulante nel caso in cui una dose venga saltata (il cosiddetto effetto rebound). Diversamente dagli antagonististi della vitamina K (AVK), l’utilizzo dei NAO non richiede il monitoraggio periodico della coagulazione. Tuttavia, ciò può influenzare l’aderenza e la persistenza al trattamento con NAO rispetto agli AVK nella pratica clinica.
I NAO sono diponibili in formulazioni che richiedono una o due somministrazioni giornaliere: edoxaban e rivaroxaban devono essere assunti 1 volta al giorno (QD) nei pazienti con FA, mentre apixaban e dabigatran 2 volte al giorno (BID). Alcuni studi hanno suggerito l’esistenza di un’associazione tra il regime posologico (QD vs BID) e l’aderenza al trattamento.
Questo studio ha avuto l’obiettivo di confrontare l’aderenza, la persistenza e le modalità di switch negli utilizzatori di NAO QD vs BID per il trattamento della FA.
Questo studio è stato finanziato dalla Daiichi Sankyo ed è stato eseguito nel rispetto del codice di condotta di ENCePP. Il protocollo dello studio è pubblicato sullo EU PAS Register ed è liberamente accessibile1.
Risposta alla domanda
L’aderenza ai NAO durante un anno dall’inizio del trattamento è stata molto elevata nella popolazione di studio, indipendentemente dalla posologia del NAO utilizzato. La persistenza al trattamento è stata bassa, l’alta aderenza implica che l’interruzione è stata generalmente temporanea, quindi la persistenza è in questo caso una misura parzialmente fuorviante. Lo switch durante i primi 12 mesi di trattamento è stato molto raro, indipendentemente dalla posologia.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Claudia Bartolini, Giuseppe Roberto, Rosa Gini, ARS Toscana
Lisa Smits, Eline Houben, Fernie Penning-van Beest, Ron Herings, PHARMO Institute, Utrecht, Paesi Bassi
Tania Schink, Leibniz Institute for Prevention Research and Epidemiology – BIPS, Germania
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2019