Farmaci per le patologie autoimmuni: gravidanza e pattern prescrittivi nella psoriasi e artrite reumatoide
In Lazio quale impatto ha avuto la gravidanza sulle terapie farmacologiche per terapie croniche in patologie autoimmuni?
Contesto della domanda
La psoriasi e l’artrite reumatoide sono patologie autoimmuni a eziologia sconosciuta verosimilmente con origine multifattoriale; possono contribuire fattori genetici, immunitari ed ambientali. Le prevalenze a livello globale variano tra il 2-3% e lo 0,5-1%, rispettivamente. La percentuale di pazienti di genere femminile è pari al 50% nella psoriasi e raggiunge il 70% nell’artrite reumatoide, e in molti casi la diagnosi avviene in età fertile. Non c’è consenso riguardo a quale effetto può avere la gravidanza sul decorso di queste patologie: in alcuni casi si è osservato un peggioramento della condizione, mentre in altri le patologie sono rimaste stabili o hanno avuto un miglioramento. È stato ipotizzato che il processo infiammatorio, caratteristico delle due patologie, possa incidere sul decorso della gravidanza, richiamando l’attenzione sul difficile bilancio tra efficacia e sicurezza dei trattamenti farmacologici da prescrivere durante questo periodo. Infatti, in questi due ambiti, la complessità terapeutica è elevata poiché, oltre a disporre di trattamenti sistemici standard altamente controindicati in gravidanza (metotrexato, leflunomide, acitretina), un’alternativa terapeutica è rappresentata dall’uso dei biologici, per i quali si hanno a disposizione pochi dati riguardo agli effetti di un’esposizione in gravidanza. Inoltre, per entrambe le patologie sono disponibili ulteriori opzioni terapeutiche che dovrebbero risultare più sicure, ma meno efficaci, come ad esempio i topici per la psoriasi e i cortisonici per l’artrite reumatoide. Le linee guida disponibili, EULAR e BSR, prendono in considerazione la possibilità di continuare a trattare le pazienti in gravidanza con anti TNF alfa in caso di necessità. In questo contesto i medici prescrittori e i pazienti non hanno molte informazioni a supporto di una scelta o dell’altra che possono aiutarli nella gestione delle malattie durante la gravidanza. Molto spesso l’interruzione del trattamento sembra essere la scelta più sicura senza tener presente, però, che il mancato controllo della malattia potrebbe esporre la paziente a recidive e il feto a esiti sconosciuti.
Lo scopo del nostro studio è di indagare, in un contesto reale, la qualità delle cure attualmente offerta alle donne con psoriasi e artrite reumatoide in termini di utilizzo e sospensione di diversi trattamenti prima e durante la gravidanza.
Risposta alla domanda
La gravidanza ha influenzato significativamente i pattern prescrittivi dei trattamenti farmacologici delle terapie autoimmuni in Lazio. L’abbandono delle terapie ha riguardato sia i farmaci sistemici che i farmaci biologici, sia nelle pazienti con psoriasi che in quelle con artrite reumatoide. In questo ultimo setting clinico l’uso dei corticosteroidi si è mostrato persistente nel corso della gravidanza.
Lo studio è stato cofinanziato dal Ministero della Salute: “PSOriasis in the MOther with Treatment and Health Endpoints Risk: PSO-MOTHER project”.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Valeria Belleudi, Francesca R. Poggi, Alessandro C. Rosa, Ursula Kirchmayer, Marina Davoli, Antonio Addis - Dipartimento di Epidemiologia, SSR Regione Lazio, ASL Roma 1, Roma, Italia
Serena Perna - Agenzia Italiana del Farmaco, Roma, Italia
Luigi Naldi - Dipartimento di Dermatologia, AULSS 8 Berica, Ospedale San Bortolo, Vicenza, Italia
Renata Bortolus - Servizio Promozione della Ricerca, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Italia
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2019