Farmaci per le patologie autoimmuni: il primo DMARD per area specialistica
Come si è evoluta negli ultimi 10 anni la prescrizione del primo “farmaco antireumatico modificante la malattia” in pazienti trattati con farmaci anti-TNF nei centri reumatologici, gastroenterologici e dermatologici toscani?
Contesto della domanda
L’avvento dei farmaci biotecnologici negli ultimi 20 anni ha rappresentato una rivoluzione nell’ambito della gestione di pazienti con malattie infiammatorie croniche immuno-mediate particolarmente quelle pertinenti agli ambiti reumatologico, gastroenterologico e dermatologico.
Queste malattie, pur nella loro diversità, hanno trovato infatti tutte una sorprendente risposta terapeutica nei farmaci biologici appartenenti alla classe degli anticorpi monoclonali anti TNF-alpha, in grado di bloccare il processo infiammatorio alla base della loro sintomatologia.
La prevalenza di queste patologie è in aumento in Italia e con essa il ricorso a queste terapie che sono tuttavia gravate da costi notevoli, che possono impattare considerevolmente sulla spesa sanitaria. Il risparmio legato all’uso appropriato di questi farmaci è quindi più che mai un’esigenza primaria perché rappresenta un mezzo per ampliare l’accesso a cure costose ad un numero maggiore di pazienti. Inoltre, negli ultimi 5 anni, anche l’introduzione sul mercato dei farmaci anti-TNF biosimilari, meno costosi dei loro originators, potrebbe aver contribuito a questo risparmio.
Nel contesto delle politiche regionali del farmaco, tutti questi elementi potrebbero aver influenzato le abitudini prescrittive dei clinici nei confronti non solo di questi farmaci ma anche dei DMARD tradizionali utilizzati come prima linea di trattamento. L’obiettivo di questo studio è stato quello di verificare come si sia evoluto l’approccio alla cura con anti-TNF nei centri reumatologici, gastroenterologici e dermatologici toscani dal 2010 a oggi.
Risposta alla domanda
La terapia delle malattie infiammatorie croniche immuno-mediate non ha registrato grossi cambiamenti negli ultimi dieci anni in tutte le discipline in termini di primo farmaco biologico utilizzato e terapia di prima linea. Si registra una quota di pazienti in progressivo aumento che sembrerebbe essere esposta a trattamento con anti-TNF in prima linea. Questo uso potrebbe essere stato favorito dalla disponibilità di farmaci biosimilari meno costosi e dall’aggiornamento delle linee guida di trattamento. Da notare che una quota di questi pazienti potrebbe aver effettuato il trattamento di prima linea in altre regioni e quindi non essere effettivamente in prima linea con un biologico. Nel caso della psoriasi in generale i pazienti possono non aver fatto terapia per molti anni oppure avere delle controindicazioni alla terapia tradizionale.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Marco Tuccori, Irma Convertino, Ersilia Lucenteforte, Università di Pisa
Rosa Gini, Agenzia regionale di sanità della Toscana
Francesco Attanasio, Regione Toscana
Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2019