Inquinamento atmosferico e salute: progressi ed evidenze dal seminario internazionale “RespiraMi” 2026
L’Agenzia europea per l’ambiente stima che l’inquinamento atmosferico causi ogni anno circa 253mila morti premature nell’Unione europea. In Italia siamo intorno alle 50mila. Il seminario internazionale RespiraMi 2026 si è occupato dei costi sanitari derivanti da tale tipo di inquinamento.
Gli argomenti trattati in questa news:
- Il seminario internazionale RespiraMi 2026
- L’inquinamento dell’aria come determinante delle malattie croniche
- Multi-inquinamento: il rumore da traffico non è solo un fastidio
- Microplastiche ed emissioni non-scarico come nuovi fattori emergenti
- La salute urbana richiede politiche ambientali mirate
Il seminario internazionale RespiraMi 2026
Si è tenuta a Milano il 2 e il 3 marzo la sesta edizione del seminario internazionale RespiraMi, organizzato dalla Fondazione Menarini, in collaborazione con l’Environmental Research Group dell’Imperial College di Londra e l’Associazione italiana di epidemiologia (AIE).
La conferenza è ormai un appuntamento fisso e importante su un tema che rimane ancora sottovalutato: il costo sanitario dell’aria che respiriamo.
L’Agenzia europea per l’ambiente stima che l’inquinamento atmosferico causi ogni anno circa 253mila morti premature nell’Unione europea. In Italia siamo intorno alle 50mila, con una concentrazione sproporzionata nella Pianura Padana. Allo sforamento dei livelli di PM10 e PM2.5 si aggiungono due rischi che la letteratura scientifica ha promosso da “emergenti” a “consolidati”: il rumore da traffico, con effetti cardiovascolari ormai documentati su popolazioni urbane, e le ondate di calore, che solo nell’estate 2022 hanno prodotto in Italia un eccesso di mortalità stimato intorno al 15% nella popolazione over 65.
I principali risultati emersi dai contributi scientifici presentati possono essere racchiusi nelle seguenti macro-aree.
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L’inquinamento dell’aria come determinante delle malattie croniche
Uno dei punti principali trattati durante il convegno è stata la conferma del peso sanitario dell’inquinamento atmosferico nel determinare malattie non trasmissibili. Sono state infatti presentate evidenze aggiornate sul legame tra esposizione a inquinanti e malattie cardiovascolari e patologie respiratorie. Se in passato l’attenzione era focalizzata principalmente su polmoni e cuore, RespiraMi 2026 ha dedicato ampio spazio anche agli effetti sul cervello, con una sessione interamente dedicata alle demenze. Sono stati presentati studi che correlano l’inquinamento atmosferico a un aumento del rischio di malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla.
Multi-inquinamento: il rumore da traffico non è solo un fastidio
Diversi interventi hanno sottolineato che gli effetti sanitari derivano dalla combinazione di molte esposizioni, in primis dal particolato fine (PM2.5) e dagli altri inquinanti atmosferici, ma anche dal rumore urbano e dall’inquinamento indoor e domestico. Il rumore da traffico non è più considerato solo un fastidio, ma un fattore documentato che contribuisce all’insorgenza di ipertensioni e disturbi metabolici.
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Microplastiche ed emissioni non-scarico come nuovi fattori emergenti
Uno dei punti più innovativi di questa edizione è stato l’inserimento di “nuovi” inquinanti nelle discussioni e nelle presentazioni. In particolare, le microplastiche per la prima volta sono state discusse come un fattore di rischio concreto per le patologie cardiovascolari, entrando ufficialmente nel dibattito sulle linee guida europee.
Le emissioni non provenienti dagli scarichi dei veicoli, come freni, pneumatici e abrasione delle strade, oggi sono poco regolamentate ma sempre più rilevanti nelle città.
Queste fonti potrebbero diventare una quota crescente dell’inquinamento urbano.
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La salute urbana richiede politiche ambientali mirate
Infine, una parte del convegno è stata dedicata alle politiche urbane, con la presentazione di esperienze e suggerimenti per la riduzione del traffico e del rumore urbano, l’incremento delle aree verdi e l’integrazione delle politiche ambientali con la salute pubblica.
Il messaggio centrale che ha voluto lasciare il convegno è che l’inquinamento non è solo un problema ambientale, ma una crisi sanitaria sistemica che richiede azioni politiche immediate, specialmente nelle aree urbane.
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