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La posizione della Toscana nel raggiungimento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Data pubblicazione: 15 Gennaio 2026

Gli argomenti trattati in questa news:

 Rapporto Territori 2025: i territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

L’11 dicembre 2025 a Roma è stato presentato il sesto Rapporto Territori ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) Obiettivi globali, soluzioni locali. A dieci anni dall’adozione dell’Agenda 2030 e con l’avvicinarsi del 2030, è stato fatto il punto sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile e purtroppo i progressi globali sono decisamente insufficienti: solo il 18% dei target verrà raggiunto.

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L’Agenda 2030: la situazione globale

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile è un piano d’azione globale adottato dall’ONU nel 2015, che mira a sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità e pace per tutti entro il 2030.

La scadenza del 2030 è a soli cinque anni di distanza e una quota rilevante di obiettivi è in stallo o in regressione. Tra le aree dove si sono fatti meno progressi ci sono povertà estrema, insicurezza alimentare, carenze nell’accesso all’acqua, servizi igienici, energia e alloggi.

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Rapporto Territori 2025: le differenze territoriali

Il rapporto ASVIS registra forti disuguaglianze territoriali, con la consueta divergenza Nord-Sud. Nelle regioni centrosettentrionali la maggior parte dei Goal presenta valori superiori a quelli medi nazionali, mentre nel Mezzogiorno prevalgono quelli inferiori.

Fanno eccezione gli Obiettivi relativi ad energia, economia circolare, vita sulla terra e giustizia e istituzioni, per i quali un buon numero di regioni del Mezzogiorno mostra livelli vicini o superiori a quelli nazionali.

Le regioni che si collocano in posizione migliore sono la Provincia autonoma di Trento, la Valle d’Aosta, la Liguria e l’Umbria, che hanno raggiunto 12-13 obiettivi quantitativi su 29 (che corrisponde a circa il 43% del totale). Di contro, in 11 regioni/province autonome gli obiettivi raggiungibili sono meno di un terzo.

Il non raggiungimento degli obiettivi si traduce in effetti concreti sulle persone: nel Mezzogiorno la minore capacità dei Comuni di finanziare spesa corrente e gestire nuove infrastrutture significa servizi essenziali più deboli, in particolare per infanzia e sanità. Inoltre, le aree interne (circa il 60% del territorio nazionale) restano segnate da spopolamento, carenza di servizi e fragilità socioeconomica.

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Le città metropolitane

Nelle città metropolitane il quadro è questo: l’economia circolare registra un forte miglioramento; istruzione, parità di genere, energia e lavoro mostrano un miglioramento contenuto; stabili agricoltura, salute, imprese, infrastrutture e innovazione, città e comunità; male povertà, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra, giustizia e istituzioni.

L’analisi dei quattordici obiettivi quantitativi misurabili per le Città Metropolitane conferma le criticità emerse a livello regionale. La situazione migliore si registra a Milano e Firenze che sembrano in grado di raggiungere il 57% degli obiettivi. 

I 14 Goal considerati sono: povertà (G1); agricoltura (G2); salute (G3); istruzione (G4); parità di genere (G5); acqua (G6); disuguaglianze (G10); energia (G7); lavoro (G8); imprese, infrastrutture e innovazione (G9); città e comunità (G11); economia circolare (G12); vita sulla terra (G15); giustizia e istituzioni (G16).

Figura 1. Performance nelle città metropolitane.

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100 città climaticamente neutrali e intelligenti entro il 2030

La missione europea 100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030 è stata istituita nel 2021 e nasce con l’obiettivo di accelerare la transizione climatica nelle città, dove si concentra la vita quotidiana di milioni di persone.

Le città italiane che partecipano sono nove: Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino e stanno dimostrando il loro valore come veri laboratori di innovazione, testando sul campo un nuovo paradigma per affrontare in maniera sistematica la sfida dei cambiamenti climatici.

Firenze ha messo al centro la governance dei dati, creando una “Control room” che raccoglie informazioni ambientali e supporta le decisioni della città, rendendo più solide le politiche di adattamento e mitigazione.

Prato ha integrato transizione energetica e digitale nei suoi distretti produttivi, dimostrando che competitività e sostenibilità possono andare di pari passo.

Accanto alle nove città, cresce l’interesse di molte altre realtà italiane. Sta così nascendo una comunità di città “mission-minded”, che pur non avendo sviluppato un climate city contract ne condividono obiettivi e sono pronte a sperimentare gli approcci, imparando dalle buone pratiche implementate dalle città pioniere.

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La situazione in Toscana

La regione Toscana ha fatto dei miglioramenti negli obiettivi riguardanti l’istruzione, la parità di genere, l’energia, lavoro e crescita economica, consumo e produzione responsabile. Peggiora invece la situazione di povertà, agricoltura e alimentazione, acqua pulita e servizi igienico sanitari, disuguaglianze, vita sulla terra e giustizia e istituzioni.

Entrando più nello specifico, per la parità di genere (G5) arriva al 35% la quota di donne nel Consiglio regionale e migliora il gender pay gap (il rapporto tra la retribuzione femminile e maschile aumenta di 4,7 punti percentuali). Aumenta la raccolta differenziata dei rifiuti urbani (+30%) e diminuisce la produzione di rifiuti urbani pro-capite (-84,6 chili per abitante). In lieve miglioramento anche l’area dell’istruzione, infatti aumentano le persone coinvolte nella formazione continua (+2,7% tra il 2018 e il 2023), ma diminuiscono le persone che leggono (-13,9%). Altri dati positivi, sempre tra il 2018 e il 2024 diminuiscono le quote di part-time involontario sul totale degli occupati (-3,2%), dei NEET (-5,0%) e della mancata partecipazione al lavoro (-5,3%).

Nel campo della salute si mantiene una certa stabilità, con l’aumento dell’indice di vecchiaia e nel campo degli stili di vita diminuiscono i fumatori (-3,6%).

Bandiera nera invece nel campo della povertà, dell’agricoltura e alimentazione, dell’acqua, nelle disuguaglianze, la vita sulla terra e la giustizia e le istituzioni.

  • Povertà: aumenta la quota di persone in povertà assoluta a livello ripartizionale, ma diminuisce quella delle persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali (-7,8%)
  • Agricoltura e alimentazione: diminuiscono le persone con un’adeguata alimentazione (-8,1%), di contro aumenta la quota di superficie agricola utilizzata investita da coltivazioni biologiche (+24,0%)
  • Acqua: è aumentata la dispersione idrica (+2,4%)
  • Disuguaglianze: è aumentato l’indice di dipendenza strutturale (+4,1%) e il rischio di povertà (+1,3%)
  • Vita sulla terra: è aumentato l’indice di copertura del suolo arrivando a 103,6 nel 2023
  • Giustizia e istituzioni: aumentano le truffe e le frodi informatiche (6 ogni 1.000 abitanti nel 2023), i reati predatori (+6,8 casi ogni 1.000 abitanti) e diminuisce la partecipazione sociale (-6,3% tra il 2012 e il 2023).

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Conclusioni

Se i trend di breve periodo (ultimi 3-5 anni) dovessero essere confermati nei prossimi anni, la regione Toscana raggiungerebbe il 31% degli obiettivi. Mentre per il 35% presenta progressi insufficienti e nel 17% circa si sta allontanando dagli obiettivi.

La città metropolitana di Firenze ottiene, invece, risultati positivi: il 57% degli obiettivi è stato raggiunto, il 14% ha progressi insufficienti e circa il 29% si sta allontanando dagli obiettivi.

Figura 2. Obiettivi dell’Agenda 2030 raggiunti, confronto Italia, Toscana, Firenze
grafico con gli obiettivi dell’Agenda 2030 raggiunti, confronto Italia, Toscana, Firenze

L’analisi relativa alle quattro dimensioni evidenzia le maggiori criticità per quella ambientale e per quella sociale con, rispettivamente, solo due obiettivi su tredici e tre su nove raggiungibili/raggiunti. Positiva, invece, è la situazione per la dimensione economica con tre obiettivi su cinque raggiunti.

Figura 3. Analisi delle dimensioni totali, Regione Toscana.
grafico con l'analisi delle dimensioni totali, Regione Toscana

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