Clima 2025: le principali evidenze dal Rapporto Copernicus
Il Programma Copernicus dell’Unione europea fornisce dati e servizi di osservazione a supporto delle politiche ambientali, climatiche e sanitarie. Come per gli anni passati, nell’ambito del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici, è stato pubblicato per il 2025 il Rapporto Copernicus Global Climate Highlights che offre un quadro aggiornato e autorevole sullo stato del clima e sui principali impatti ambientali e sociali. Questa edizione evidenzia segnali sempre più critici, con rilevanti implicazioni per la salute pubblica.
Gli argomenti trattati in questa news:
- Crisi climatica e impatti sulla salute pubblica
- Copernicus e il monitoraggio clima-salute
- Il 2025 tra gli anni più caldi
- Ocean warming e perdita di biodiversità
- Eventi climatici estremi e danni alla salute
- Italia tra le aree europee più vulnerabili
- La necessità di una risposta integrata
Crisi climatica e impatto sulla salute
Il 2025 ha rappresentato un punto critico per l’equilibrio climatico e per le sue ricadute sulla salute pubblica.
Nel campo della salute gli effetti più evidenti si sono riscontrati nell’incremento di accessi al Pronto soccorso per colpi di calore e disidratazione; peggioramento di malattie cardiovascolari e respiratorie; aumento della mortalità estiva soprattutto tra gli anziani; impatti sulla salute mentale legati a incendi, alluvioni ed evacuazioni; aumento della diffusione di insetti vettori (zanzare) che favoriscono malattie trasmesse.
L’Italia, tra i Paesi europei, risulta tra i più colpiti con prolungate ondate di calore, siccità, fenomeni metereologici estremi e un Mediterraneo sempre più caldo.
Tutto questo è stato documentato e confermato dal nuovo Rapporto Copernicus Global Climate Highlights, pubblicato il 14 gennaio 2026.
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Copernicus e il monitoraggio clima-salute
Il Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici è uno dei servizi tematici forniti dal Programma Copernicus dell’Unione europea. Il programma è gestito dalla Commissione europea ed è implementato dal Centro europeo per le previsioni metereologiche a medio termine.
Il Servizio fornisce informazioni autorevoli sul clima passato, presente e futuro, nonché strumenti per consentire strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento da parte dei responsabili politici e delle imprese in Europa e nel resto del mondo.
Il Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici sta, inoltre, sviluppando un sistema d’informazione settoriale per la salute, che fornirà prove riguardanti gli impatti sulla salute del clima, fornendo così supporto ai governi.
Copernicus rende liberamente accessibili un’enorme quantità di dati e informazioni di monitoraggio del territorio e dell’ambiente in modo completo, gratuito e affidabile e all’inizio di ogni nuovo anno pubblica il suo bilancio climatico globale sull’anno appena concluso.
Il 2025 tra gli anni più caldi
Il Rapporto Copernicus conferma che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato con un riscaldamento globale pari a +1,4°C rispetto al periodo pre-industriale.
La media triennale 2023-2025 ha superato per la prima volta +1,5° C, soglia critica dell’Accordo di Parigi, segnalando un’accelerazione del riscaldamento globale. I dati pubblicati stimano che sulla base dell’attuale tasso di riscaldamento il limite fissato dall’Accordo di Parigi potrebbe essere raggiunto già entro la fine di questo decennio, in largo anticipo rispetto a quanto previsto al momento della firma dell’accordo, nel 2015. Inoltre, gli ultimi 11 anni sono stati gli 11 anni più caldi della storia.
Il caldo eccezionale del periodo 2023-2025 è riconducibile a due fattori principali. Da un lato, la concentrazione di gas a effetto serra che continua ad aumentare a causa delle emissioni, dall’altro, le temperature della superficie marina hanno toccato livelli senza precedenti, a seguito di condizioni metereologiche più calde e intense e dal riscaldamento a lungo termine degli oceani, legato ai cambiamenti climatici.
Il riscaldamento globale provoca anche molti effetti negativi in termini di salute, come lo stress da calore che avviene con una temperatura percepita come pari o superiore a 32°C. Nel 2025, metà della superficie terreste mondiale ha registrato un numero di giorni superiore alla media con almeno un forte stress da calore, una situazione molto impattante, dato che l’OMS lo riconosce come la principale causa di morte a livello globale legata alle condizioni metereologiche.
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Ocean warming e perdita di biodiversità
Il Rapporto Copernicus rivela che ogni parte dell’oceano è oggi minacciata dalla tripla crisi planetaria composta da cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e inquinamento. Il documento descrive come le trasformazioni in corso negli oceani stiano influenzando ecosistemi, produzione alimentare, economie costiere, comunità umane e regolazione del clima globale e regionale.
La temperatura media della superficie del mare è rimasta molto elevata per tutto il 2025 e il riscaldamento marino sta raggiungendo livelli pericolosi. Gli hotspot di biodiversità marina risultano sempre più vulnerabili a causa dell’acidificazione crescente, che minaccia le specie in via di estinzione e i coralli, mentre l’inquinamento da plastica interessa tutti i bacini oceanici.
Nel 2025 entrambi i poli hanno sperimentato condizioni estreme. L’Antartide ha registrato la temperatura media annua più alta di sempre, mentre l’Artico ha segnato la seconda più elevata. Nel febbraio 2025 la copertura combinata di ghiaccio marino di entrambi i poli è scesa al valore più basso dall’inizio delle osservazioni satellitari alla fine degli anni ’70.
Le acque più calde stanno favorendo la diffusione di specie invasive, che hanno provocato gravi crisi nella pesca mediterranea e l’aumento del livello del mare sta mettendo a rischio 200 milioni di europei e numerosi siti UNESCO costieri.
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Eventi climatici estremi e danni alla salute
Il 2025 ha visto un incremento di eventi estremi con forti impatti su salute, infrastrutture e sistemi sanitari.
Nel solo 2025 ci sono state 103 tempeste tropicali globali (20 di massima intensità); alluvioni improvvise per piogge record in USA, Asia e Africa; intensificazione di incendi e siccità in Nord America, Europa e Australia. In particolare in Europa, le piogge estreme hanno colpito Irlanda, Regno Unito, Scandinavia e Mediterraneo orientale.
I picchi di calore e le alte temperature hanno poi contributo alla diffusione e all’intensificazione di incendi boschivi eccezionali in zone con condizioni climatiche secche e ventose. L’aumento di incendi, che producono carbonio e altri inquinanti atmosferici tossici, ha deteriorato la qualità dell’aria, con ripercussioni negative sulla salute umana.
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Italia tra le aree europee più vulnerabili
Il Rapporto Copernicus non riporta dati specifici per l’Italia e per nessun altro Stato europeo, però è possibile ricostruire il quadro climatico italiano grazie alla serie di fenomeni osservati in Europa.
L’Italia, come anticipato, è indicata come una delle regioni europee più esposte e vulnerabili agli impatti del riscaldamento globale, con ripercussioni dirette su sanità, agricoltura, risorse idriche e infrastrutture.
Durante l’estate 2025, l’Italia (in particolare il Centro e il Sud) ha registrato ondate di calore ripetute, spesso precoci e accompagnate da condizioni di umidità elevata che aumentano il rischio di stress termico. Le città più colpite, secondo i dati Copernicus, sono state Roma, Firenze, Bari, Palermo e Cagliari.
In diverse località alpine sono state registrate temperature record, con numerose città sotto allerta per temperature elevate e minime notturne insolitamente alte.
Il Mar Mediterraneo, che influenza fortemente il clima italiano, ha continuato nel 2025 a mostrare anomalie di temperatura della superficie marina ben sopra la media, contribuendo a prolungate ondate di calore terrestre, maggiore stress idrico e siccità in molte aree della penisola.
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La necessità di una risposta integrata
Il quadro definito dal Rapporto Copernicus conferma che ondate di calore, incendi, aria irrespirabile e stress termico stanno ridefinendo il concetto stesso di prevenzione sanitaria, rendendo sempre più urgente un’azione coordinata su clima, ambiente e salute pubblica.
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- consulta e scarica il PDF del rapporto Copernicus 2025 Global Climate Highlights
- vai alla pagina web del Servizio Copernicus
- vai alla pagina web UE sul Programma Copernicus
- consulta l'Accordo di Parigi