Gli andamenti demografici in Toscana e in Italia: Istat aggiorna e pubblica gli indicatori 2022

A cura di: F. Profili


4/5/2023
Come ogni anno, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha aggiornato e pubblicato gli indicatori demografici che fotografano la popolazione residente in Italia, i nuovi nati, i decessi e i flussi migratori in entrata e in uscita dal nostro Paese.

Nel 2022 prosegue la diminuzione della popolazione, anche se in maniera meno accentuata rispetto al biennio 2020-2021, complice la ripresa dell’attrattività dell’Italia nei confronti dell’estero, dopo la contrazione dovuta alla pandemia e alle limitazioni degli spostamenti con l’estero. È ancora la bassa natalità a caratterizzare lo scenario demografico: nel 2022 i nuovi nati rispetto alla popolazione hanno toccato il minimo storico. Contestualmente i decessi si mantengono su livelli simili a quelli dei due anni precedenti, con un eccesso di mortalità rispetto al periodo 2015-2019 ancora elevato. 

Popolazione e dinamiche demografiche
Al 1° gennaio 2023 la popolazione italiana ammonta a 58 milioni e 851mila unità (dati provvisori), circa 3 persone in meno ogni 1.000 abitanti rispetto all’anno precedente (179mila residenti in meno). Nei due anni precedenti la riduzione della popolazione era stata anche più forte (-6,7 x1.000 nel 2020 e -3,5 x1.000 nel 2021). In Toscana si osserva una contrazione maggiore della media italiana, pari al 3,3 x1.000 in meno, con i residenti che scendono a 3 milioni e 651mila persone. La nostra regione si conferma tra le più anziane in Italia (età media 47,8 anni vs 46,4 in Italia) e tra quelle con la maggior presenza di over65enni (28,8% rispetto al 24,1% in Italia) e questo contribuisce a spiegare la diversa intensità della diminuzione osservata in Toscana e in Italia (figura 1). È il saldo naturale (differenza tra nuovi nati e decessi), infatti, a determinare il calo demografico, con un eccesso di morti rispetto ai nuovi nati che nella nostra regione è accentuato anche dalla struttura demografica della popolazione: più anziani a maggior rischio di decesso e meno adulti in età fertile.

L’indice di vecchiaia, rapporto percentuale tra anziani d’età 65+ anni e giovani under 15, misura del ricambio generazionale della popolazione, nel 2023 raggiunge il valore di 225,7 in Toscana (193,3 in Italia), per ogni giovane si contano quindi circa 2,3 anziani. Nel 2002 l’indicatore misurava 192,1 in Toscana e 131,7 in Italia. È un progressivo e costante invecchiamento della popolazione, destinato a proseguire con l’ingresso dei nati nel periodo caratterizzato da elevati tassi di natalità in Italia (i cosiddetti baby boomers nati dal secondo dopoguerra fino ai primi anni degli anni ‘60) nella fascia d’età degli over 64enni.

Figura 1. Età media e percentuale di anziani (65+ anni d’età) tra i residenti – Età media in anni e residenti d’età 65+ anni ogni 100 residenti – Regioni e Italia, anno 2023 – Fonte: Istat
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Il saldo migratorio, pur in ripresa come detto, non è sufficiente a compensare il gap del saldo naturale (figura 2). Tutte le regioni d’Italia mostrano un saldo naturale negativo (i decessi superano le nascite), con la graduatoria che è guidata, come spiegato in precedenza, dalle regioni con una popolazione più anziana (Liguria, Molise e Sardegna in primis). Il saldo migratorio risente invece principalmente della capacità attrattiva del mondo lavorativo, con le regioni del Nord e Centro Italia che guidano la graduatoria grazie alla maggior offerta di posti di lavoro, rispetto alle regioni del Sud. Proprio grazie a questo, Trentino-Alto Adige, Lombardia ed Emilia-Romagna sono le uniche tre regioni in cui la popolazione aumenta rispetto all’anno precedente, grazie ad un saldo migratorio che supera quello naturale.

Figura 2. Saldo naturale (nati – morti) e migratorio (ingressi – uscite) – Saldo naturale e migratorio ogni 1.000 residenti – Regioni e Italia, anno 2022 – Fonte: Istat
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Natalità
Il 2022 ha rappresentato l’anno record, in negativo, per il numero di nascite nel nostro Paese, confermando l’ipotesi che l’inversione di trend osservata nel 2021 fosse dovuta in realtà all’eccessivo calo di nascite che aveva contraddistinto il primo anno di pandemia. Durante l’ultimo anno in Italia sono nati 329.600 bambini (6,7 ogni 1.000 abitanti), in Toscana 21.600 (5,9 per 1.000). La nostra regione è la 5° nella graduatoria delle regioni con minore natalità in Italia e nel 2022 fa registrare una diminuzione rispetto ai nati dell’anno precedente tra le maggiori (-4,5%, rispetto al -1,9% a livello italiano). Storicamente la graduatoria della natalità è guidata dalle regioni del Sud Italia, con l’eccezione del Trentino-Alto Adige che nel 2022 fa registrare un tasso di natalità più alto in Italia (figura 3).

Figura 3. Nuovi nati nell’anno – Nascite ogni 1.000 abitanti e differenza percentuale rispetto all’anno precedente – Regioni e Italia, anno 2022 – Fonte: Istat
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La nostra regione in 20 anni ha perso circa 2,5 nascite ogni 1.000 abitanti. Nel 2002, infatti, il tasso di natalità era pari a 8,4 per 1.000 (9,4 per 1.000 in Italia). In termini assoluti nell’ultimo anno abbiamo osservato circa 8mila nascite in meno in Toscana, rispetto alle 29.400 che avevamo nel 2002 (-26,5%).

Ovviamente il trend della natalità è influenzato da fattori di natura diversa. Non è solo l’assottigliamento della fascia di popolazione delle donne in età fertile a contribuire al calo dei parti, ma compartecipano le difficoltà di stabilità economica, abitativa, affettiva, che possono indebolire la scelta di affrontare una gravidanza. Il numero medio di figli per donna in Toscana è ormai sceso a 1,16 (1,24 in Italia) e l’età media al parto ha raggiunto i 32,8 anni (32,4 anni in Italia), rispetto ai 30,9 anni del 2002 (30,4 in Italia). Prosegue quindi, oltre alla diminuzione, la propensione a ritardare la scelta di avere un figlio.

Mortalità
Nel 2022, complice un impatto delle ondate di calore registrate nei mesi estivi, la mortalità si mantiene più alta rispetto al periodo pre-pandemico, per il terzo anno consecutivo. In Toscana sono decedute 48.900 persone, pari a 13,4 ogni 1.000 abitanti (12,1 per 1.000 in Italia). Il tasso di grezzo di mortalità nella nostra regione, avendo una popolazione più anziana, è più alto della media italiana. Una volta corretto per l’età, infatti, il confronto porrebbe in realtà la Toscana su valori di mortalità più bassi rispetto all’Italia, ma al momento non è possibile fare questo aggiustamento in assenza del dettaglio dell’età dei deceduti durante il 2022.

Rispetto all’anno precedente in Toscana si registra un aumento del 2,8% del numero assoluto di morti, rispetto al +1,7% osservato in Italia (figura 4). Come riportato nella nota Istat, il picco dei decessi ha coinciso con ii mesi più rigidi, gennaio e dicembre, e quelli più caldi, luglio e agosto. In questi 4 mesi si è concentrato il 40% dei morti nell’anno, soprattutto a causa delle condizioni climatiche avverse che hanno penalizzato nella maggior parte dei casi la popolazione più anziana e fragile, composta principalmente da donne. Recentemente l'ARS ha pubblicato un approfondimento che fa il punto sulla mortalità nel periodo 2020-2022, sempre attingendo ai dati Istat.

Figura 4. Decessi nell’anno – Deceduti ogni 1.000 abitanti e differenza percentuale rispetto all’anno precedente – Regioni e Italia, anno 2022 – Fonte: Istat
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La speranza di vita alla nascita, principale indicatore di salute della popolazione e riflesso della mortalità, aumenta leggermente nell'ultimo anno, dopo la brusca diminuzione osservata in concomitanza con il primo anno di pandemia. Un toscano nato nel 2022 può attendersi di vivere 83,3 anni (82,6 anni in Italia). Nel 2021 il valore toscano era pari a 83,2 anni, mentre nel 2019 (prima dell’avvento della pandemia) aveva toccato gli 83,6 anni, dopo una crescita progressiva e continua nel tempo. Permane il gap di salute tra uomini e donne, con i primi che possono attendersi di vivere 81,3 anni, rispetto agli 85,3 anni delle donne in Toscana. Queste differenze, in linea con i dati nazionali, confermano un rapporto di genere ormai noto e consolidato, che vede le donne vivere mediamente più a lungo degli uomini, in parte anche grazie ad una minore incidenza dei due grandi gruppi principale causa di mortalità, cardiocircolatorio (in particolare eventi acuti cardiovascolari come infarto e ictus) e oncologico, anche grazie ad un’incidenza minore dei principali fattori di rischio individuale nella popolazione femminile, rispetto a quella maschile (abitudine al fumo, al consumo di alcol, esposizioni nocive lavorative, attenzione alla dieta).

Il territorio regionale
Approfondendo il livello di dettaglio nella nostra regione, notiamo come la popolazione residente diminuisca in tutte le province, ad eccezione di Prato (+1,3 per 1.000), storicamente caratterizzata da una struttura per età più giovane e da maggiori flussi migratori in entrata. Nelle altre province si va dal -6,4 per 1.000 di Massa Carrara al -1,7 per 1.000 di Pistoia e Pisa (tabella 1).

La provincia di Prato guida la graduatoria per presenza straniera, con il 21% della popolazione residente che ha una cittadinanza non italiana. La seconda provincia è Firenze, che si ferma però al 12,7%. Anche grazie all’elevata presenza di stranieri residenti, mediamente più giovani degli italiani autoctoni, trattandosi per lo più di persone in età lavorativa e dei loro familiari, Prato è anche la provincia con l’età media più bassa (45,8 anni) e la minore presenza relativa di anziani over64enni (22,7%). Le province più anziane sono invece Grosseto, Massa Carrara e Livorno.

Tabella 1. Popolazione residente, variazione rispetto ad anno precedente, età media e percentuale di anziani (65+ anni d’età) tra i residenti – Province, anno 2023 – Fonte: Istat
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Firenze e Pisa
sono le due provincie con il tasso di natalità più alto, rispettivamente con 6,3 e 6,2 nuovi nati ogni 1.000 abitanti (figura 5). La zona della Toscana caratterizzata invece da tassi di mortalità più elevati è quella costiera, con le province di Massa-Carrara, Livorno e Grosseto che nel 2022 hanno registrato rispettivamente 15,3, 14,9 e 14,6 decessi ogni 1.000 abitanti. In conseguenza di questi indicatori la provincia di Massa Carrara è quella che registra il saldo naturale più negativo, -10,2 ogni 1.000 abitanti, seguita da Livorno e Grosseto, rispettivamente -9,3 e -9,2 ogni 1.000 abitanti.

Figura 5. Nuovi nati, decessi e saldo naturale nell’anno – Nuovi nati e deceduti ogni 1.000 abitanti e differenza tra nuovi nati e decessi – Province, anno 2022 – Fonte: Istat
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Le province della costa toscana sono storicamente caratterizzate da maggiori livelli di mortalità in regione e, di conseguenza, minore speranza di vita alla nascita (figura 6). Se ordiniamo le province per speranza di vita alla nascita, tra la prima (Firenze, 83,9 anni) e l’ultima (Massa Carrara, 82,5 anni) la differenza è di circa 1,5 anni.

Figura 6. Speranza di vita alla nascita – Province, anno 2023 – Fonte: Istat
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Nel contesto delle 107 province italiane, Firenze è 4° tra quelle con la speranza di vita più alta. La graduatoria è guidata da Treviso (84,1 anni), Trento (84 anni) e Monza-Brianza (83,9). Le altre province toscane si collocano all’11° posto (Pistoia), al 15°-16° (Prato e Siena), al 29° (Arezzo) e al 32°-34° posto (Lucca, Pisa e Grosseto). Più in basso troviamo Livorno (51° posto) e Massa Carrara (61°). La graduatoria italiana è chiusa dalla provincia di Siracusa e Napoli, entrambe con 80,6 anni.

L’ultimo anno quindi conferma l’andamento osservato negli anni scorsi, aggravato ulteriormente dagli effetti della pandemia sulla mortalità e sulle dinamiche migratorie, che hanno accentuato la perdita di residenti specialmente nel biennio 2020-2021. Con la riapertura totale dei confini e dei trasferimenti tra Paesi, nel 2022 i flussi migratori hanno, in parte, colmato la perdita di residenti osservata nei due anni precedenti in Italia. Il periodo nel quale ci troviamo ha plausibilmente avuto un impatto anche sulla scelta di avere o non avere figli, contribuendo al raggiungimento, come detto, del valore minimo storico per quanto riguarda le nascite. All’interno del territorio toscano gli equilibri tra le diverse province si mantengono sui valori attesi, con maggiori criticità, rispetto agli indicatori demografici, che contraddistinguono i territori costieri della regione.

Tutti gli indicatori e la nota-stampa sono recuperabili sul sito web dell'Istat alla pagina Indicatori demografici - Anno 2022

A cura di: 
  • Francesco Profili - Agenzia regionale di sanità della Toscana