Nuovo coronavirus: ultime notizie e aggiornamenti


20/5/2020
 Cosa trovi in questa pagina:
 #Casi, decessi e guarigioni nel mondo, in Europa e in Italia
 #Origine della malattia 
 #Letalità
 #Legami tra Sars-Cov2 e altri coronavirus
 #Coronavirus e cibi crudi
 #Permanenza coronavirus sulle superfici e nell'aria
 #Coronavirus e animali da compagnia
#Coronavirus e inquinamento


#Casi, decessi e guarigioni nel mondo, in Europa e in Italia
Casi globali confermati, decessi, guarigioni 
Consulta i dati in tempo quasi reale sul sito del Ministero della salute alla pagina Covid-19 - Situazione nel mondo 

L'11 marzo 2020 l'OMS ha confermato che
 la COVID-19 può essere caratterizzata come una pandemia e il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha precisato che si tratta della prima pandemia scatenata da un coronavirus. 
Al 19 maggio secondo i dati della Johns Hopkins University  nel complesso nel mondo i decessi provocati dal coronavirus arrivano a circa 319mila, per un totale di 4.817.105 contagi. Gli Stati Uniti hanno fatto registrare un nuovo numero alto di decessi in 24 ore (in totale oltre 90mila).

La Russia è ormai il secondo paese al mondo per numero di contagi, quasi 300mila quelli complessivi, i decessi sono 2.837. Secondo le autorità si è però riusciti a fermare la crescita dei casi, che si attestano sotto i 9mila per la prima volta dal primo maggio, per il terzo giorno di seguito sotto i 10mila.

Con oltre 255mila casi di coronavirus, il Brasile é diventato il terzo paese al mondo per casi accertati di contagio, dopo Usa e Russia, superando Regno Unito, Spagna e Italia. Gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute brasiliano parlano di un totale di 255.368 contagi e 16.853 decessi.

L'OMS "non abbasserà il livello di allarme fino a quando non disporremo di un significativo controllo del virus, di solidi sistemi di sorveglianza e di sistemi sanitari più forti", ha dichiarato Mike Ryan, capo del programma di emergenze sanitarie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), nel briefing del 13 maggio 2020 sull’emergenza pandemica in corso. La necessità di continuare a tenere la guardia alta era già stata sottolineata nei giorni scorsi anche dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus riguardo l’aumento dei casi in alcuni paesi usciti dal lockdown, tra cui Germania e Corea del Sud dove si è registrato un aumento dei contagi, in particolare a Itaewon, il quartiere della movida di Seul, ma anche in altre città del paese.

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Casi Europa
La  dashboard OMS dei casi coronavirus in Europa riporta l'ultimo aggiornamento disponibile. Maggiori info sulla situazione e le azioni in Europa nella sezione Coronavirus disease (COVID-19) outbreak sul sito OMS Europa. 

Casi Italia
Il primo caso di trasmissione secondaria in Italia si è verificato all'ospedale di Codogno il 18 febbraio 2020. La situazione è in continuo aggiornamento. Gli aggiornamenti ufficiali sui numeri in Italia vengono diffusi dal Commissario per l'emergenza della Protezione civile Angelo Borrelli, ogni giorno alle ore 18:00. Consultali:

sul sito del Ministero della Salute alla pagina COVID-19 - Situazione in Italia  
- sul sito della Protezione civile nella dashboard COVID-19 Italia - Monitoraggio della situazione    
- sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità, consulta la pagina Sorveglianza integrata COVID-19: i principali dati nazionali con l'aggiornamento nazionale dei dati, l'appendice con i dettagli regionali e l'infografica giornaliera di riepilogo
 


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#Origine della malattia
Il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi hanno segnalato un focolaio di polmonite di cause sconosciute nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020 la task-force cinese grazie alle tecnologie molecolari ha isolato l’agente eziologico: un nuovo ceppo di coronavirus, denominato provvisoriamente 2019-nCoV, non identificato prima nell'uomo. Il 12 febbraio 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virusche causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS.  

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#Letalità

Da un'analisi dei dati finora disponibili risulta che il nuovo coronavirus ha un tasso di letalità (numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale dei malati) sensibilmente inferiore rispetto a quello osservato per altri coronavirus come SARS e MERS, anche se la sua contagiosità è maggiore. La popolazione più a rischio sono gli anziani, in particolare coloro che hanno un sistema immunitario indebolito a causa di comorbosità (compresenza di altre malattie), o precedenti interventi chirurgici. 

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#Legame tra SARS-CoV2 e altri coronavirus

Prove crescenti dimostrano il legame tra il SARS-CoV2 e altri coronavirus noti simili (CoV) circolanti nei pipistrelli, più precisamente quelli delle sottospecie di pipistrelli Rhinolophus. Queste sottospecie sono abbondanti e ampiamente presenti nella Cina meridionale e in tutta l'Asia, il Medio Oriente, l'Africa e l'Europa. Studi recenti indicano che sono stati identificati oltre 500 CoV nei pipistrelli in Cina. Tuttavia, rimane poco chiara la via di trasmissione verso gli uomini. I pipistrelli sono rari nei mercati della Cina, ma vengono cacciati e venduti direttamente ai ristoranti. L'ipotesi attuale più probabile è che un animale ospite intermedio, ancora da identificare, abbia svolto un ruolo nella trasmissione

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#Coronavirus e cibi crudi

Attraverso la rete internazionale delle autorità di sicurezza alimentare (INFOSAN), le autorità nazionali per la sicurezza alimentare sono alla ricerca di ulteriori informazioni in merito alla potenziale persistenza del virus SARS-CoV-2, che causa COVID-19, sugli alimenti venduti a livello internazionale, nonché il potenziale ruolo del cibo nella trasmissione del virus. Attualmente, sono in corso indagini per valutare la vitalità e il tempo di sopravvivenza del virus SARS-CoV-2. Come regola generale, il consumo di prodotti animali crudi o poco cotti dovrebbe essere evitato. In generale, i coronavirus sono termolabili, il che significa che sono sensibili alle normali temperature di cottura (70 ° C).Carne cruda, latte crudo o organi crudi di animali devono essere maneggiati con cura per evitare la contaminazione incrociata.

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#Permanenza coronavirus sulle superfici e nell'aria

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette, quando ad es. starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso, e attraverso gli atti del cantare o del parlare con enfasi. 

Altri meccanismi di trasmissione riconosciuti sono il contatto diretto ravvicinato, toccando con le mani contaminate le mucose di bocca, naso e occhi, raramente la via fecale-orale e, non ultimo, il contatto mani-mucose con superfici contaminate.  

Allo stato attuale delle conoscenze, la trasmissione mediante particelle di dimensioni inferiori ai 5 μm non è riconosciuta; tuttavia 
alcune procedure eseguite in ambiente sanitario possono generare aerosol: intubazione tracheale, aspirazione bronchiale, broncoscopia, induzione dell'espettorato, rianimazione cardiopolmonare. Tali operazioni richiedono pertanto particolari misure di protezione (tra cui utilizzo di DPI, quali FFP2 con schermo facciale) come raccomandato anche dall’OMS. Studi recenti basati su campionamenti dell’aria nelle immediate vicinanze di pazienti affetti da COVID-19 aventi carica virale significativa nelle loro secrezioni respiratorie, non hanno rilevato tracce di RNA del virus; al contrario, RNA virale è stato identificato su superfici nelle immediate vicinanze del paziente [Ong SW, Tan YK, Chia PY, Lee TH, Ng OT, Wong MS, et al. Air, surface environmental, and personal protective equipment contamination by severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2) from a symptomatic patient. JAMA. 2020 Mar 4 (Epub ahead of print)] [Cheng V, Wong S, Chen J, Yip C, Chuang V, Tsang Yuen K. Escalating infection control response to the rapidly evolving epidemiology of the Coronavirus disease 2019 (COVID-19) due to SARS-CoV-2 in Hong Kong. Infection Control & Hospital Epidemiology, 2020;1-24. doi:10.1017/ice.2020.]. Uno studio recente ha dimostrato che il SARS-CoV-2 aerosolizzato in laboratorio può sopravvivere fino a tre ore (8); tuttavia è importante sottolineare che le condizioni di test in laboratorio sono difficilmente confrontabili con una condizione reale in cui vengono emesse goccioline attraverso l’atto di tossire, starnutire o parlare e con procedure che generano aerosol in ambito clinico. L’OMS sottolinea inoltre che, dall’analisi svolta su oltre 75.000 casi di COVID-19 in Cina, non sono emersi casi di contagio attraverso aerosol [World Health Organization. Modes of transmission of virus causing COVID-19: implications for IPC precaution recommendations. Scientific Brief. Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/newsroom/commentaries/detail/modes-of-transmission-of-virus-causing-covid-19-implications-for-ipc-precautionrecommendations] [World Health Organization. Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID19). Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-missionon-covid-19-final-report.pdf e pertanto continua a raccomandare precauzioni per prevenire la trasmissione via droplet per COVID-19, limitando le precauzioni airborne ai casi particolari legati alle specifiche procedure in ambito ospedaliero [World Health Organization. Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID19). Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-missionon-covid-19-final-report.pdf]. 

Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze scientifiche pienamente consolidate che il particolato atmosferico possa essere vettore per la diffusione del SARS-CoV-2 nell'aria al di là delle distanze di sicurezza, ovvero in assenza di sistemi che producono aerosol che invece possono trovarsi in ambiente ospedaliero nell’assistenza a pazienti COVID-19. 

Studi recenti effettuati sulla sopravvivenza di coronavirus umani su diverse tipologie di superfici mostrano che, in condizioni sperimentali, tali virus possono sopravvivere da 48 ore fino a 9 giorni in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione, della temperatura e dell’umidità [Kampf G, Todt D, Pfaender S, Steinmann E. Persistence of coronaviruses on inanimate surfaces and their inactivation with biocidal agents. Journal of Hospital Infection 2020;104(3):246-51]. Uno studio in particolare ha mostrato persistenza di coronavirus umani HCoV-OC43 e HCoV-229E su guanti chirurgici in lattice sterili in un intervallo che andava da meno di un’ora a 3 ore [Sizun J, Yu MW, Talbot PJ. Survival of human coronaviruses 229E and OC43 in suspension and after drying on surfaces: a possible source of hospital-acquired infections. J Hosp Infect 2000;46(1):55-60. doi:10.1053/jhin.2000.0795.]

Dati sperimentali relativi alla persistenza del virus SARS-CoV-2 su superfici sono stati prodotti in alcuni recenti studi. Chin et al. hanno dimostrato che in condizioni di laboratorio, virus in forma infettiva veniva rilevato per periodi inferiori alle 3 ore su carta da stampa e carta per uso igienico, fino a 24 ore su legno e tessuti, e 3-4 giorni su superfici lisce quali acciaio e plastica [Chin AWH, et al. Stability of SARS-CoV-2 in different environmental conditions. The Lancet Microbe 2020;1(1):e10 https://doi.org/10.1016/S2666-5247(20)30003-3]. Il virus persisteva sul tessuto esterno delle mascherine chirurgiche fino a 7 giorni (∼0,1% dell'inoculo originale). Inoltre, van Doremalen et al., hanno dimostrato che il virus infettante è rilevabile, in condizioni di laboratorio, fino a 4 ore su rame, 24 ore su cartone, 48 ore sull’acciaio e 72 ore su plastica, a 21-23°C e con un’umidità relativa del 40% [van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, Holbrook MG, Gamble A, Williamson BN, et al. Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1. New England Journal of Medicine. 2020].

Per prevenire l'infezione è comunque importante tenere pulite le superfici. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina). Occorre anche disinfettare sempre gli oggetti che si usano frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). La candeggina NON va mai mischiata con altri prodotti perché potrebbero generarsi sostante tossiche per contatto e per inalazione: consulta la nota ISS.

Consulta il poster dell'Istituto superiore di sanità Disinfettanti, igienizzanti, detergenti ... Usali in sicurezza e la  guida all'uso per la disinfezione di mani e cute, superfici e pavimenti, servizi igienici a cura del Ministero della salute.

Per approfondimenti consulta anche:
- la nostra news Coronavirus: il punto su trasmissione, diffusione e permanenza sulle superfici
l'articolo sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero: Persistenza del Coronavirus SARS-CoV-2 sulle superfici: un aggiornamento 
-
il Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020 - Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. 
-
 il Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione 21 aprile 2020


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#Coronavirus e animali da compagnia

Al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia
, quali cani e gatti, possano diffondere l'infezione. Dopo il contatto con gli animali, si raccomanda comunque di lavare spesso le mani con acqua e sapone, o usando soluzioni alcoliche, dopo il contatto con gli animali.

Gli animali da compagnia possono essere potenzialmente esposti al virus SARS-CoV-2 in ambito domestico e contrarre l’infezione attraverso il contatto con persone infette.  A scopo puramente precauzionale, il Centro per il controllo delle malattie degli Stati Uniti suggerisce alle persone contagiate da SARS-CoV-2 di limitare il contatto con gli animali, analogamente a quanto si fa con le altre persone del nucleo familiare, evitando, ad esempio baci o condivisione del cibo.

Al ritorno dalle passeggiate, per proteggere i nostri animali da compagnia, è opportuno provvedere alla sua igiene: pulire soprattutto le zampe - evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi, provocando prurito -  e usare invece prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro). Per il mantello si consiglia di spazzolarlo e poi passare un panno umido. L'Istituto superiore di sanità precisa che occorre anche avere cura di asciugare bene le zampe, evitando di fare salire l'animale su superfici  con le quali veniamo a contatto. 

Consulta il focus dell'Istituto superiore di sanità Infezione da SARS-CoV-2 tra gli animali domestici e l'infografica Animali da compagnia: consigli per un accudimento sicuro sempre a cura dell'ISS.

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#Coronavirus e inquinamento
Due recenti studi, uno dell'università di Catania e uno dell'università americana di Harvard, correlano le polveri sottili con le infezioni Covid-19. 

Il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, durante la conferenza stampa del 10 aprile, ha evidenziato che la correlazione fra polveri sottili e mortalità da Covid-19 è un'informazione importante che contribuisce a definire meglio lo scenario dei fattori di rischio ed ha aggiunto, relativamente ai due studi, che si tratta di studi importanti da tenere nella dovuta considerazione, ma che non possiamo trarre conclusioni definitive, anche se di certo non sono da sottovalutare. Leggi la news sul sito del Ministero della salute.

Per approfondire:
- consulta la nostra news COVID-19 e inquinamento atmosferico: uno studio dell’Università di Harvard
- consulta il primo piano L’incerta correlazione tra inquinamento atmosferico e l’epidemia da COVID-19 sul sito dell'ISS 
- consulta la news CoViD-19 e inquinamento, uno studio ENEA-ISS-SNPA sul sito dell'ARPAT



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