Coronavirus: sintomi, trasmissione, incubazione, prevenzione


3/11/2020

 Cosa trovi in questa pagina:
#Cosa sono i coronavirus e cos'è il SARS-CoV-2
#Sintomi
#Persone più a rischio di sviluppare forme gravi di malattia
#Persone più a rischio di contrarre l'infezione
#Incubazione
#Contagiosità e letalità
#Come si trasmette la malattia
#Chi è un contatto stretto
#Paziente clinicamente guarito, guarito e soggetto asintomatico: definizioni del Comitato tecnico-scientifico nazionale

#Quarantena, sorveglianza attiva e isolamento
#Prevenzione e terapie
#Tamponi e test sierologici
#Indagine sierologica nazionale
#Mascherine e guanti, come usarli correttamente
#Consigli e raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e loro familiari, popolazione generale e diversi gruppi di popolazione, persone con diverse patologie e condizioni cliniche
#Numeri utili
#Viaggi all'estero e ritorno in Italia, spostamenti in Italia
#Dispositivo di monitoraggio dell'epidemia
#Cosa indicano i valori R0 e Rt
#App "Immuni": cos'è e come funziona
#Permanenza coronavirus sulle superfici e nell'aria
#Coronavirus, dimostrato il potere germicida dei raggi UV
#Coronavirus e alimenti
#Coronavirus e animali da compagnia
#Coronavirus e inquinamento

#Link utili
#Analisi sui casi di COVID-19 e report decessi



Cosa sono i coronavirus e cos'è il SARS-CoV-2

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico (da qui il loro nome).
I coronavirus sono stati identificati a metà degli anni '60 e sono noti per infettare l'uomo e alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

Ad oggi, sette coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l'uomo: comuni in tutto il mondo, alcuni sono stati identificati diversi anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta) e alcuni nel nuovo millennio.

Coronavirus umani comuni:
- HCoV-229E (Alphacoronavirus)
- HCoV-NL63 (Alphacoronavirus)
- HCoV-OC43 (Betacoronavirus)
- HCoV-HKU1 (Betacoronavirus)

Essi possono causare raffreddori comuni, ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore.

Altri coronavirus umani (Betacoronavirus):
- MERS-CoV (Betacoronavirus che causa la Middle East respiratory syndrome)
- SARS-CoV (Betacoronavirus che causa la Severe acute respiratory syndrome)
- SARS-CoV-2 (il Betacoronavirus che che causa la COVID-19)

Il virus responsabile dell’epidemia attuale è un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato in precedenza nell’uomo. La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus. Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione. Le evidenze attualmente disponibili suggeriscono che SARS-CoV-2 abbia un’origine animale e che non sia un virus costruito. Molto probabilmente il reservoir ecologico di SARS-CoV-2 risiede nei pipistrelli (fonte: OMS). 

Il 12 febbraio 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virusche causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS (si classifica geneticamente all'interno del sottogenere Betacoronavirus Sarbecovirus).

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Sintomi

I sintomi più comuni di COVID-19 sono: 

febbre ≥ 37,5°C e brividi
tosse di recente comparsa
difficoltà respiratorie
perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell'olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia)
raffreddore o naso che cola
mal di gola
diarrea (soprattutto nei bambini).

I sintomi dell’influenza, almeno in una fase iniziale, sono molto simili a quelli di altre infezioni respiratorie, compreso il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Come evidenziato dall'ISS dal recente studio sui casi italiani, febbre e difficoltà respiratorie insieme sono i sintomi iniziali più comuni per la Covid-19.    

Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. La maggior parte dei casi attualmente confermati - soprattutto i bambini e i giovani adulti - sembra avere una malattia lieve, simil-influenzale, e a inizio lento.  Ma la malattia può progredire verso una forma più grave: polmonite, insufficienza respiratoria acuta grave, insufficienza renale e in alcuni casi morte. Chi si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie ha bisogno del ricovero in ambiente ospedaliero. I dati preliminari provenienti dall'UE/SEE mostrano che circa il 20-30% dei casi di COVID-19 vengono ospedalizzati e il 4% sviluppa una forma grave della malattia. I tassi di ospedalizzazione sono più elevati per le persone di oltre 60 anni e per quelle con patologie sottostanti.

Consulta anche la sezione Sintomi nelle FAQ realizzate dal Ministero della Salute.

Attenzione alle notizie false e pericolose per la salute: il ministero pubblica le più frequenti
Per evitare di imbattersi in fake news, il Ministero della salute raccomanda di cercare informazioni su fonti istituzionali ufficiali e certificate ed ha realizzato la pagina web  Covid-19 - Attenti alle bufale, che viene costantemente aggiornata.

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Persone più a rischio di sviluppare forme gravi di malattia
Le persone anziane (con più di 70 anni) e quelle con altre patologie preesistenti, come ipertensione arteriosa, problemi cardiaci, diabete, malattie respiratorie croniche, cancro e i  pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita,  trapiantati o in trattamento con farmaci immunosoppressori) hanno più probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.

A tutte le persone anziane, o affette da una o più patologie croniche o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, è raccomandato di ridurre le uscite dalla propria abitazione o dimora ai soli casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Per una risposta alle domande più frequenti, nelle FAQ realizzate dal Ministero della Salute consulta le sezioni:
- Anziani
- Persone con tumori e malattie croniche
- HIV
- Malattie rare

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Persone più a rischio di contrarre l'infezione
Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus,  oppure le persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19.

Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione locale di SARS-CoV-2, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.

Anche gli operatori sanitari possono essere a maggior rischio di contrarre la malattia perché entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare. Per maggiori info, consulta la sezione Operatori sanitari realizzata dal Minitero della Salute.


I bambini costituiscono finora una percentuale molto bassa dei casi COVID-19 segnalati. I bambini sembrano avere la stessa probabilità degli adulti di essere infettati, ma presentano un rischio molto inferiore rispetto agli adulti di sviluppare sintomi o forme gravi di malattia. Per saperne di più, consulta la sezione Bambini realizzata dal Ministero della Salute.

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Incubazione
E' il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Recenti evidenze fornite dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) sul periodo di incubazione del virus delimitano il periodo tra 2 e 12 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. 

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Contagiosità e letalità
La malattia è caratterizzata da una letalità (numero di morti sul totale dei malati) inferiore rispetto a quella osservata per altri coronavirus responsabili di epidemie in passato come SARS e MERS, anche se la sua contagiosità risulta maggiore rispetto a quella osservata nei due coronavirus concorrenti.

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Come si trasmette la malattia
Molti coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. Anche il nuovo coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso probabile o confermato.

Contatto stretto. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta. La via primaria di trasmissione sono le goccioline del respiro (droplets) delle persone infette ad esempio tramite:
- saliva, tossendo e starnutendo
- contatti diretti personali
- mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

Per evitare il contatto con queste goccioline, è importante stare ad almeno 1 metro di distanza dagli altri, lavare frequentemente le mani e coprire la bocca e naso con un fazzoletto o con un gomito piegato, quando si starnutisce o si tossisce. Quando il distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile, una misura importante per proteggere gli altri è quella di indossare una mascherina ed è fondamentale lavarsi frequentemente le mani.

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. Tuttavia, le evidenze attuali suggeriscono che la trasmissione possa avvenire anche da una persona infetta con solo sintomi lievi. Alcuni rapporti hanno indicato, inoltre, che anche le persone senza sintomi possono trasmettere il virus. Questo è particolarmente vero nelle prime fasi della malattia, in particolare poco prima di sviluppare sintomi, quando sono in prossimità di altre persone per periodi di tempo prolungati. Sono in corso studi per capire con quale frequenza ciò avvenga.

Polveri sottili, aerosol. Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze scientifiche della permanenza del nuovo coronavirus nell’aria al di là delle distanze di sicurezza menzionate sopra in condizioni normali.

Sono in corso studi anche per verificare la trasmissione del virus per aerosolalcune procedure mediche, come quelle effettuate in ambiente ospedaliero nell'assistenza a pazienti COVID-19, possono produrre goccioline droplet molto piccole (chiamate nuclei di goccioline aerosolizzate o aerosol) che sono in grado di rimanere a lungo sospese nell'aria e possono potenzialmente essere inalate da altre persone se non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale. Nelle aree in cui tali procedure mediche vengono eseguite non dovrebbero dunque essere autorizzati visitatori. Per approfondimenti consulta: - la nota ISS

Sono stati segnalati focolai COVID-19 in alcuni ambienti chiusi, quali ristoranti, locali notturni, luoghi di culto e di lavoro in cui le persone possono urlare, parlare o cantare. In questi focolai, non è possibile escludere la trasmissione per aerosol, in particolare in luoghi chiusi, affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo con gli altri. Sono necessari ulteriori studi per indagare su tali episodi e valutarne l'importanza per la trasmissione del virus.

Oggetti e superfici contaminati. La trasmissione indiretta può avvenire attraverso oggetti o superfici contaminati. In base a informazioni preliminari il virus può sopravvivere alcune ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso. Per approfondimenti leggi l'articolo sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero: Persistenza del Coronavirus SARS-CoV-2 sulle superfici: un aggiornamento. 

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Sono in corso studi per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

Zecche e zanzare.
Ad oggi non c'è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione del virus Sars-Cov-2 attraverso insetti che succhiano il sangue, come zecche o zanzare, che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie come la dengue e la febbre gialla.

I dati preliminari di uno studio condotto dall'Istituto superiore di Sanità (ISS) ha verificato che sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus responsabile della Covid-19. Al loro interno, infatti, il Sars-Cov-2 "non è in grado di replicarsi" e quindi, anche qualora dovessero pungere una persona contagiata, non potrebbero inocularlo. La ricerca, condotta da virologi ed entomologi dell'ISS in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, ha mostrato che il Sars-Cov-2, una volta penetrato all'interno della zanzara attraverso un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi non può essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura. 

Sono necessarie ulteriori informazioni per comprendere meglio la trasmissione del virus?
Sì, COVID-19 è una malattia nuova e ogni giorno sono disponibili ulteriori informazioni, ma rimangono ancora molti aspetti da chiarire:

→ le diverse vie di trasmissione: attraverso goccioline droplet di differenti dimensioni, contatto fisico, fomiti e ruolo della trasmissione aerea in assenza di
→ procedure che generano aerosol
→ la concentrazione di virus necessaria per la trasmissione
→ le caratteristiche delle persone e delle situazioni che facilitano la superdiffusione come quelli osservati in alcuni ambienti chiusi
→ la percentuale di persone infette che rimangono asintomatiche nel periodo dell’infezione
→ la percentuale di persone veramente asintomatiche che trasmettono il virus ad altri
→ i fattori specifici che determinano la trasmissione asintomatica e presintomatica
→ la proporzione di tutte le infezioni trasmesse da individui asintomatici e presintomatici

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Chi è un contatto stretto.
Il contatto stretto (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come:
  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.
Gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un'esposizione ad alto rischio.

Come gestire un contatto stretto. Sulla base delle ordinanze ministeriali, le autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva.

Consulta la flowchart messa a punto dal ministero della Salute per schematizzare come si deve comportare il contatto stretto di un caso, se e quando deve eseguire il tampone, come e per quanto tempo osservare la quarantena, ecc

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Paziente clinicamente guarito, guarito e soggetto asintomatico: definizioni del Comitato tecnico-scientifico nazionale
Si definisce clinicamente guarito da Covid-19, un paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria) associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventa asintomatico per risoluzione della sintomatologia clinica presentata. Il soggetto clinicamente guarito può risultare ancora positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2.

La definizione di eliminazione (“clearance”) del virus indica la scomparsa di RNA del SARS-CoV-2 rilevabile nei fluidi corporei, sia in persone che hanno avuto segni e sintomi di malattia, sia in persone in fase asintomatica senza segni di malattia. 

Il paziente si ritiene guarito dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi, di cui almeno 3 giorni senza sintomi (non considerando fra i sintomi anosmia [perdita olfatto] e ageusia/disgeusia [perdita gusto o gusto alterato], che possono avere una prolungata persistenza nel tempo) + esecuzione di un solo test molecolare (tampone) negativo (aggiornamento circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020). 

Il soggetto asintomatico si ritiene guarito dopo un isolamento di 10 giorni + l'esecuzione di un solo test molecolare (tampone) negativo fatto al termine del periodo di isolamento (aggiornamento circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020).

I casi positivi a lungo termine, che dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi risultano ancora positivi, possono interrompere l'isolamento se non hanno sintomi da almeno una settimana, anche se continuano a risultare positivi al test molecolare (tampone) (aggiornamento circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020). 

Per altri dettagli: consulta la news sul sito del ministero della Salute


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Quarantena, sorveglianza attiva e isolamento 

La quarantena è un periodo di isolamento e di osservazione che si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID-19, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. Le persone in quarantena devono rimanere a casa, monitorare il loro stato di salute e seguire le indicazioni igienico-sanitarie indicate dall’operatore di sanità pubblica e previste dalla normativa vigente. 

Per segnalare contatti stretti con un caso probabile o confermato di COVID-19 occorre informare le autorità sanitarie, chiamando il proprio medico di medicina generale/pediatra di libera o la ASL territorialmente competente. In Toscana ciascuna delle tre ASL ha attivato un numero telefonico unico: ASL Toscana centro 055 5454777, Toscana nord ovest 050 954444, Toscana sud est 800579579. Sarà il Servizio di igiene pubblica territorialmente competente a prescrivere la quarantena, con sorveglianza attiva per un periodo massimo di 14 giorni, dandone comunicazione al sindaco, in qualità di autorità sanitaria territorialmente competente.

Alle persone in quarantena viene chiesto di:
▪️ rimanere presso la propria residenza o presso una residenza stabilita
▪️ non avere contatti sociali ed evitare contatti stretti, anche indossando la mascherina chirurgica, con eventuali conviventi
▪️ rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza a cura del personale sanitario della ASL competente
▪️ non effettuare spostamenti o viaggi 
▪️ osservare scrupolosamente le ordinarie misure igieniche 
▪️ misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera)

In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
- avvertire immediatamente il medico di famiglia/pediatra/Servizio di Igiene pubblica
- indossare la mascherina chirurgica e allontanarsi dagli altri conviventi
- rimanere nella sua stanza con la porta chiusa, garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa delle decisioni delle autorità sanitarie competenti

Consulta la flowchart messa a punto dal ministero della Salute per schematizzare come si deve comportare il contatto stretto di un caso, se e quando deve eseguire il tampone, come e per quanto tempo osservare la quarantena, ecc

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Lisolamento viene utilizzato per separare le persone affette da una malattia contagiosa confermata da quelle sane, per  prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità.  

Le persone in isolamento devono:
- rimanere a casa
- separarsi dagli altri conviventi (rimanendo chiusi in una stanza ed utilizzando, se disponibile, un bagno separato)
- monitorare il loro stato di salute con il supporto degli operatori sanitari della ASL competente
- seguire tutte le indicazioni igienico-sanitarie fornite dagli operatori sanitari e previste dalla normativa vigente

Come funziona l'isolamento domiciliare. Il Servizio di igiene pubblica informa il medico di medicina generale/pediatra di libera scelta, da cui il soggetto è assistito, che il soggetto è stato posto in isolamento per motivi di sanità pubblica. Se l’individuo in isolamento condivide lo stesso domicilio con altre persone, anche a loro è raccomandato di osservare le medesime precauzioni. 

La persona in isolamento, anche se asintomatica, viene monitorata dal medico di famiglia e/o dagli operatori sanitari della ASL territorialmente competente. Viene inoltre istruita dagli operatori sanitari su sintomi, caratteristiche di contagiosità, modalità di trasmissione della malattia, misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi. Consulta anche gli opuscoli del Ministero della salute/ISS:
Raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e per i familiari che li assistono (poster ISS)
Raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e per i familiari che li assistono (infografica ministero della Salute)
Nuovo coronavirus, consigli per gli ambienti chiusi

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La sorveglianza attiva è una misura durante la quale l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

Le nuove linee guida per gestire il rientro in comunità delle varie tipologie di caso: indicazioni aggiornate per quarantena e isolamento
Non è più necessario il doppio tampone per il rientro in comunità a seguito di infezione da SARS-CoV-2. Queste sono le ultime indicazioni contenute nella circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020, che recepisce le indicazioni dell'OMS e dell'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) e tiene conto dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche e del parere del Comitato tecnico-scientifico formulato l'11 ottobre 2020. 

La circolare 12 ottobre 2020 fornisce le nuove linee guida per gestire il rientro in comunità delle varie tipologie di caso, modificando anche le indicazioni finora fornite per la quarantena e l'isolamento. In dettaglio:
  • casi positivi asintomatici = possono rientrare in comunità dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa della positività + un test molecolare (tampone) negativo eseguito al termine del periodo di isolamento
  • casi positivi sintomatici = possono rientrare in comunità dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi, di cui almeno 3 giorni senza sintomi (non considerando fra i sintomi anosmia [perdita olfatto] e ageusia/disgeusia [perdita gusto o gusto alterato], che possono avere una prolungata persistenza nel tempo) + un test molecolare (tampone) negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi
  • casi positivi a lungo termine = in assenza di sintomi da almeno una settimana, possono interrompere l'isolamento dopo max 21 giorni dalla comparsa dei sintomi anche se continuano a risultare positivi al test molecolare (tampone). Questo criterio può essere modulato dalle autorità sanitarie tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)
  • contatti stretti asintomatici = devono fare una quarantena di 14 giorni dall'ultimo contatto con un caso positivo accertato, oppure una quarantena 10 giorni dall'ultimo contatto + un test antigenico o molecolare (tampone) effettuato il decimo giorno
Nella circolare si raccomanda inoltre di:
  • eseguire il test molecolare (tampone) a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze
  • prevedere accessi differenziati al test per i bambini
  • non prevedere né la quarantena, né l’esecuzione di test diagnostici ai "contatti stretti" di contatti stretti di un caso confermato (ovvero quando non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
Per altri dettagli: consulta la news sul sito del ministero della Salute

NOTA: la circolare del ministero della Salute del 30 ottobre 2020 ribadisce che nei contatti stretti di un caso confermato il risultato negativo del test diagnostico effettuato prima del 10º giorno di quarantena non comporta l’interruzione della stessa.

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Prevenzione e terapie
Trattandosi di una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino per la malattia COVID-19 e al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. 

In questa situazione di emergenza, alcuni farmaci già noti ed utilizzati per il trattamento di altre malattie possono essere usati in pazienti con COVID-19, ma tale trattamento (che si basa su conoscenze ancora incomplete ed è giustificabile solo a fronte della mancanza di alternative) può avvenire solo su prescrizione medica. Solo il medico può decidere quando usare questi farmaci e può controllarne la sicurezza nel singolo paziente. In nessun caso si deve ricorrere a terapie “fai da te” perché tutti i medicinali hanno indicazioni terapeutiche specifiche e effetti collaterali che non possono essere valutati da chi non è medico. L’ISS ricorda che l’automedicazione può comportare rischi gravi quando si usano farmaci non autorizzati: in caso di acquisti online, poi, tali rischi sono moltiplicati perché i farmaci potrebbero essere contraffatti. 

Mentre su alcuni pazienti si stanno utilizzando alcuni farmaci già in uso o in sperimentazione per altre patologie, per altri farmaci sono iniziate le sperimentazioni cliniche in vista di un possibile uso.

Per altre info: consulta anche la sezione Prevenzione e trattamento nelle FAQ predisposte dal Ministero della Salute.

Aifa: schede informative su farmaci utilizzati per emergenza COVID-19 e relative modalità di prescrizione
La Commissione tecnico-scientifica dell'AIFA ha predisposto delle schede che rendono espliciti gli indirizzi terapeutici entro cui è possibile prevedere un uso controllato e sicuro dei farmaci utilizzati nell'ambito di questa emergenza. Le schede riportano in modo chiaro le prove di efficacia e sicurezza oggi diponibili, le interazioni e le modalità d'uso raccomandabili nei pazienti Covid-19. Per maggiori info, consulta le sezioni Farmaci utilizzabili per il trattamento della malattia COVID-19 e Raccomandazioni sull’uso dei farmaci nella popolazione esposta al virus sul sito dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA).

Sperimentazioni cliniche su farmaci per il trattamento di COVID-19
Attualmente l’AIFA sta semplificando ed accelerando le procedure di sperimentazione clinica su farmaci per il trattamento di COVID-19, e ad oggi sono stati autorizzati già diversi studi che hanno l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza di diverse molecole. Tutti gli aggiornamenti sugli studi e le sperimentazioni cliniche autorizzate possono essere consultati nella sezione Sperimentazioni cliniche - COVID-19 sul sito dell'AIFA.


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Tamponi e test sierologici
tasto coronavirus tamponi test sierologici
Consulta anche la sezione Diagnosi nelle FAQ realizzate dal Ministero della Salute.

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Indagine sierologica nazionale
Il Ministero della salute e l'Istat hanno condotto, con la collaborazione della Croce Rossa italiana, un'indagine per definire la proporzione di persone nella popolazione generale che hanno sviluppato una risposta anticorpale contro il virus SARS-CoV-2, attraverso la ricerca di anticorpi specifici nel siero sul campione di cittadini selezionato. 

L'indagine è stata condotta dal 25 maggio al 15 luglio, su un campione di 150mila persone residenti in 2mila comuni italiani, distribuite per sesso, attività e sei classi di età.

I risultati preliminari dell'indagine sono stati presentati il 3 agosto 2020. Per maggiori info consulta:
- il report  Primi risultati dell'indagine di sieroprevalenza sul sars-CoV-2 (3 agosto 2020), a cura dell'Istat e del Ministero della salute
- le slide illustrate alla conferenza stampa di presentazione del report 
- il video della conferenza stampa di presentazione, tenutasi il 3 agosto 2020
- la nostra news con il focus sui risultati dell'indagine in Toscana

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Mascherine e guanti, come usarli correttamente
Consulta le nostre news di dettaglio, cliccando sui bottoni qui sotto:

tasto coronavirus mascherine
tasto coronavirus guanti
Per la risposta alle domande più frequenti, consulta anche la sezione Dispositivi di protezione nelle FAQ realizzate dal Ministero della Salute.

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Consigli e raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e loro familiari, popolazione generale e diversi gruppi di popolazione, persone con diverse patologie e condizioni cliniche 
Consulta le nostre news di dettaglio, cliccando sui bottoni qui sotto:

tasto coronavirus raccomandazioni isolamento domiciliare
tasto coronavirus raccomandazioni patologie
tasto coronavirus gruppi popolazione
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#numeri utili

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Dispositivo di monitoraggio dell'epidemia
Per la gestione della Fase 2 è stato attivato uno specifico sistema di monitoraggio a livello nazionale, introdotto con il decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2020, sui dati epidemiologici e sulla capacità di risposta dei servizi sanitari regionali. Il monitoraggio è elaborato dalla cabina di regia costituita da ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Regioni. Ogni settimana viene prodotto un rapporto, elaborato dall'Istituto superiore di sanità, che dove è possibile trovare una batteria di indicatori calcolati sui dati presenti nella piattaforma ISS. Il set si riferisce a tre gruppi di indicatori:
  • indicatori di processo sulla qualità di monitoraggio
  • indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti
  • indicatori di risultato relativi alla stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari
I report settimanali ISS sono raccolti e commentati nella nostra news:

tasto news iss
Inoltre in Italia è attiva, fin dall’inizio dell’epidemia, la sorveglianza specifica per questo virus a livello nazionale. L’infografica della sorveglianza integrata COVID-19 e il report esteso vengono pubblicati periodicamente su EpiCentro dall'Istituto superiore di sanità: consulta la pagina web 

Sorveglianza integrata COVID-19: i principali dati nazionali



La situazione è costantemente monitorata dal Ministero della Salute, che è in continuo contatto con l’OMS, l’ECDC, la Commissione europea e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento nel portale www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.

In considerazione della dichiarazione di “Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte della OMS, il 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri italiano ha dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’infezione da coronavirus, tuttora in vigore fino al 15 ottobre 2020.

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Cosa indicano i valori R0 e Rt
Il valore R0 (si legge R con zero), ovvero il “numero di riproduzione di base”, indica il numero medio di infezioni direttamente provocate da ciascun individuo infetto all’inizio dell’epidemia e in assenza di misure di contenimento. Se R0 è 2 significa che in media ogni contagiato infetterà due persone, se è 3 ne contagerà 3, ciascuno dei quali contagerà a sua volta lo stesso numero di persone. Maggiore è il valore di R0 e più elevato è il rischio di diffusione del virus.
Se R0 è minore di 1 (cioè ogni infettato contagia meno di una persona), significa che l’infezione tenderà a estinguersi naturalmente, perché diminuirà progressivamente il numero dei contagiati.

Il valore Rt (si legge R con t) è l'espressione dello stesso indice in un dato momento dell’epidemia in funzione delle misure di contenimento adottate.
Quanto più Rt sarà vicino a zero, tanto più rapida sarà l'eliminazione dell’infezione nella popolazione. Rt permette di misurare l’efficacia degli eventuali interventi di prevenzione e restrizione adottati per limitare e contrastare la diffusione della malattia. L’Rt è calcolato sul sottogruppo dei casi con sintomi non importati e riferito ai tempi in cui questi sintomi si sono sviluppati (per data di inizio sintomi).

Alcuni chiarimenti sul valore Rt sono stati elaborati dall'Istituto superiore di sanità con delle FAQ sul calcolo Rt che rispondono alle seguenti domande:
  • Perché l’Rt nazionale non sempre cresce sopra 1 se i casi aumentano? Come interpretare l’Rt nella fase di transizione epidemica di Covid-19 in Italia?
  • Perché calcoliamo Rt solo sui soli casi sintomatici?
  • Come vengono considerati i casi importati nel calcolo di Rt?
  • Qual è l’informazione aggiuntiva che ci fornisce l’Rt calcolato in questo modo in aggiunta al dato sul numero di nuovi casi diagnosticati?
  • Come va interpretato il dato Rt?

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App "Immuni": cos'è e come funziona
"Immuni" è l'app che permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio da coronavirus. Tutte le informazioni utili sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito https://www.immuni.italia.it/.

Cittadini e operatori sanitari possono chiedere assistenza sull'app al numero verde 800912491, attivo dalle 8 alle 20.

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Viaggi all'estero e ritorno in Italia, spostamenti in Italia
Consulta la nostra news dedicata:

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Permanenza coronavirus sulle superfici e nell'aria
Le evidenze scientifiche al momento disponibili indicano che il tempo di sopravvivenza del virus sulle superfici vari in relazione al tipo di superficie considerata: da alcune ore (come ad es. sulla carta) fino a diversi giorni (come sulla plastica e l’acciaio inossidabile).

Bisogna anche considerare che i dati finora disponibili, essendo generati da condizioni sperimentali, devono essere interpretati con cautela, tenendo anche conto del fatto che la presenza di RNA virale non indica necessariamente che il virus sia vitale e potenzialmente infettivo.

Consulta la nostra news di dettaglio:

tasto coronavirus diffusione permanenza superfici aria 

Consulta anche la sezione Superfici e igiene  nelle FAQ predisposte dal Ministero della Salute.


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Coronavirus, dimostrato il potere germicida dei raggi UV
Consulta la nostra news di dettaglio:

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Coronavirus e alimenti
Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto tra alimenti crudi e cotti.

Come regola generale, il consumo di prodotti animali crudi o poco cotti dovrebbe essere evitato. In generale, i coronavirus sono termolabili, il che significa che sono sensibili alle normali temperature di cottura (70 ° C). Carne cruda, latte crudo o organi crudi di animali devono essere maneggiati con cura per evitare la contaminazione incrociata.

È sicuro bere l’acqua del rubinetto, infatti le pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento dei virus, insieme a condizioni ambientali che compromettono la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati) ed alla fase finale di disinfezione. (Fonte: ISS)

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Coronavirus e animali da compagnia
Al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, possano diffondere l'infezione. Dopo il contatto con gli animali, si raccomanda comunque di lavare spesso le mani con acqua e sapone, o usando soluzioni alcoliche.

Gli animali da compagnia possono essere potenzialmente esposti al virus SARS-CoV-2 in ambito domestico e contrarre l’infezione attraverso il contatto con persone infette.  A scopo puramente precauzionale, il Centro per il controllo delle malattie degli Stati Uniti suggerisce alle persone contagiate da SARS-CoV-2 di limitare il contatto con gli animali, analogamente a quanto si fa con le altre persone del nucleo familiare, evitando, ad esempio baci o condivisione del cibo.

Al ritorno dalle passeggiate, per proteggere i nostri animali da compagnia, è opportuno provvedere alla loro igiene: pulire soprattutto le zampe (con acqua e sapone, evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi)qua e sapone neutro) e spazzolare il mantello, passandoci anche un panno umido. L'Istituto superiore di sanità precisa che occorre anche avere cura di asciugare bene le zampe, evitando di fare salire l'animale su superfici  con le quali veniamo a contatto. 

Per altre info consulta:
- la sezione Animali nelle FAQ predisposte dal Ministero della Salute
- il 
focus dell'Istituto superiore di sanità Infezione da SARS-CoV-2 tra gli animali domestici 
- l'infografica dell'ISS Animali da compagnia: consigli per un accudimento sicuro
  

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Coronavirus e inquinamento
Consulta la nostra news di dettaglio:

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Per ulteriori dettagli consulta le pagine:
  • Q & A on COVID-19 - a cura del Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC)
  • Q&A on coronaviruses, elenco di domande e risposte messo a punto dall'OMS per fare chiarezza e rispondere ai quesiti in arrivo da varie organizzazioni e dalla popolazione
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Analisi sui casi italiani di COVID-19 e report decessi
Consulta la nostra news di dettaglio cliccando sul bottone qui sotto:

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Per approfondire

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