Coronavirus: sintomi, trasmissione, incubazione, prevenzione


20/5/2020

 Cosa trovi in questa pagina:
#Cosa sono i coronavirus
#Sintomi
#Persone più a rischio di sviluppare forme gravi di malattia
#Persone più a rischio di contrarre l'infezione
#Incubazione
#Contagiosità e letalità
#Come si trasmette la malattia
#Chi è un caso sospetto, un caso probabile, un caso confermato, un contatto stretto
#Paziente clinicamente guarito, guarito e soggetto asintomatico: definizioni del Comitato tecnico-scientifico nazionale

#Quarantena e sorveglianza attiva: come e quando
#Cosa fare in caso di dubbi, il vademecum dell'ISS-ECDC
#Prevenzione e terapie
#Tamponi e test sierologici
#Mascherine e guanti, come usarli correttamente
#Consigli e raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e loro familiari, popolazione generale, anziani, bambini, donne in gravidanza e allattamento, pazienti con varie patologie
#Numeri utili

#Viaggi all'estero e ritorno in Italia, spostamenti in Italia
#Coronavirus e superfici, sopravvivenza nell'aria
#Coronavirus e alimenti
#Coronavirus e animali da compagnia
#Coronavirus e inquinamento

#Link utili
#Analisi sui casi di COVID-19 e report decessi



Cosa sono i coronavirus

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie. 
I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione.

Il virus responsabile dell’epidemia che sta attualmente interessando alcune province della Cina, è un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato in precedenza nell’uomo. Il 12 febbraio 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virusche causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS.

Si ipotizza che i primi casi umani in Cina della malattia COVID-19 siano derivati da una fonte animale: la fonte animale del nuovo coronavirus non è stata ancora identificata.

I coronavirus umani conosciuti fino ad oggi, comuni in tutto il mondo, sono sette, alcuni identificati diversi anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta) e alcuni identificati nel nuovo millennio.

Coronavirus umani comuni:
1 - 229E (coronavirus alpha)
2 - NL63 (coronavirus alpha)
3 - OC43 (coronavirus beta)
4 - HKU1 (coronavirus beta)

Altri coronavirus umani:
5 - MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la Middle East respiratory syndrome)
6 - SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la Severe acute respiratory syndrome)
7 - SARS-CoV-2 (il coronavirus che che causa la COVID-19)

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Sintomi

Febbre e sintomi simil-influenzali come tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie (respiro corto), dolore ai muscoli, stanchezza sono segnali di una possibile infezione da nuovo coronavirus.  I sintomi dell’influenza, almeno in una fase iniziale, sono molto simili a quelli di altre infezioni respiratorie, compreso il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Come evidenziato dall'ISS dal recente studio sui casi italiani, febbre e difficoltà respiratorie insieme sono i sintomi iniziali più comuni per la Covid-19.    

Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. La maggior parte dei casi attualmente confermati - soprattutto i bambini e i giovani adulti - sembra avere una malattia lieve, simil-influenzale, e a inizio lento. Circa il 20% sembra progredire verso una malattia più grave: polmonite, insufficienza respiratoria acuta grave, insufficienza renale e in alcuni casi morte. Chi si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie ha bisogno del ricovero in ambiente ospedaliero. 

Attenzione alle notizie false e pericolose per la salute: il ministero pubblica le più frequenti
Dal virus che vola nell’aria fino a 5 metri, al consiglio di bere tanta acqua perché lava il virus dalle vie aeree, fino alla lampada a raggi ultravioletti che può uccidere il virus. Queste sono solo alcune delle bufale sulla malattia Covid-19 che circolano in questi giorni. Per evitare di imbattersi in fake news, il ministero della salute, in un comunicato, raccomanda di cercare informazioni su fonti istituzionali ufficiali e certificate.

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Persone più a rischio di sviluppare forme gravi di malattia
Le persone anziane e quelle con altre patologie sottostanti, come ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno più probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.

Raccomandazioni. Il DPCM 8 marzo 2020 raccomanda a tutte le persone anziane o affette da una o più patologie croniche, o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

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Persone più a rischio di contrarre l'infezione
Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus,  oppure le persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19.

Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione locale di SARS-CoV-2, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.

Anche gli operatori sanitari possono essere a maggior rischio di contrarre la malattia perché entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.

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Incubazione
E' il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Recenti evidenze fornite dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) sul periodo di incubazione del virus delimitano il periodo tra 2 e 12 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. 

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Contagiosità e letalità
La malattia è caratterizzata da una letalità (numero di morti sul totale dei malati) inferiore rispetto a quella osservata per altri coronavirus responsabili di epidemie in passato come SARS e MERS, anche se la sua contagiosità risulta maggiore rispetto a quella osservata nei due coronavirus concorrenti.

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Come si trasmette la malattia
Molti coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. Anche il nuovo coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso probabile o confermato.

Come avviene la trasmissione: il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta. La via primaria sono le goccioline del respiro (droplets) delle persone infette ad esempio tramite:
- la saliva, tossendo e starnutendo
- contatti diretti personali
- le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Sono in corso studi per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. È ritenuto possibile  che persone nelle fasi prodromiche della malattia, e quindi con sintomi assenti o molto lievi, possano trasmettere il virus. 

Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze scientifiche della permanenza del nuovo coronavirus nell’aria al di là delle distanze di sicurezza menzionate sopra in condizioni normali, ovvero in assenza di sistemi che producono aerosol che invece possono trovarsi in ambiente ospedaliero nell’assistenza a pazienti COVID-19. Per approfondimenti consulta: 
- la nota ISS

In base a informazioni preliminari il virus potrebbe sopravvivere alcune ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso. Per approfondimenti leggi l'articolo sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero: Persistenza del Coronavirus SARS-CoV-2 sulle superfici: un aggiornamento. 

L'OMS ha reso noto che prove crescenti dimostrano il legame tra il SARS-CoV2 e altri coronavirus noti simili (CoV) circolanti nei pipistrelli, più precisamente quelli delle sottospecie di pipistrelli Rhinolophus. Queste sottospecie sono abbondanti e ampiamente presenti nella Cina meridionale e in tutta l'Asia, il Medio Oriente, l'Africa e l'Europa. Studi recenti indicano che sono stati identificati oltre 500 CoV nei pipistrelli in Cina. Tuttavia, rimane poco chiara la via di trasmissione verso gli uomini. I pipistrelli sono rari nei mercati della Cina, mavengono cacciati e venduti direttamente ai ristoranti.L'ipotesi attuale più probabile è che un animale ospite intermedio, ancora da identificare, abbia svolto un ruolo nella trasmissione. Per altre info leggi anche il primo piano dell'Istituto superiore di sanità (ISS) COVID-19, molto probabile un ruolo per i pipistrelli, ma si cerca ancora l’ospite intermedio.

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Chi è un caso sospetto, un caso probabile, un caso confermato, un contatto stretto
Le definizioni si basano sulle informazioni attualmente disponibili (vedi circolare Ministero salute 9 marzo 2020) e possono essere riviste in base all’evoluzione della situazione epidemiologica e delle conoscenze scientifiche disponibili.

Caso sospetto di COVID 19 che richiede esecuzione di test diagnostico:

1. una persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno tra i seguenti
segni e sintomi: febbre, tosse e difficoltà respiratoria) e senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica
E storia di viaggi o residenza in un Paese/area in cui è segnalata trasmissione locale * durante i 14
giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;

OPPURE:

2. una persona con una qualsiasi infezione respiratoria acuta e che è stata a stretto contatto con un caso probabile o confermato di COVID-19 nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;

OPPURE:

3. una persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre e almeno un segno/sintomo di
malattia respiratoria – es. tosse, difficoltà respiratoria) e che richieda il ricovero ospedaliero (SARI)
E senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica.

Nell’ambito dell’assistenza primaria o nel pronto soccorso ospedaliero, tutti i pazienti con sintomatologia di infezione respiratoria acuta devono essere considerati casi sospetti se in quell’area o nel Paese è stata segnalata trasmissione locale.

Caso probabile:
Un caso sospetto il cui risultato del test per SARS-CoV-2 è dubbio o inconcludente utilizzando protocolli specifici di Real Time PCR per SARS-CoV-2 presso i laboratori di riferimento regionali individuati o è positivo utilizzando un test pan-coronavirus.

Caso confermato:
Un caso con una conferma di laboratorio per infezione da SARS-CoV-2, effettuata presso il laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o da laboratori regionali di riferimento che rispondano ai criteri indicati nell'allegato 3 della circolare ministeriale 9 marzo 2020,  indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici.


Contatto stretto di un caso di COVID-19 (in base alla definizione dell'ECDC):
• una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19
• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. stretta di mano)
• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e per più di 15 minuti
• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri
• un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19, oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
• una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (se il caso indice ha una sintomatologia grave o ha effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, sono da considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Come gestire un contatto stretto. Sulla base delle Ordinanze ministeriali, le autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.

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Paziente clinicamente guarito, guarito e soggetto asintomatico: definizioni del Comitato tecnico-scientifico nazionale
Si definisce clinicamente guarito da Covid-19, un paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria) associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventa asintomatico per risoluzione della sintomatologia clinica presentata. Il soggetto clinicamente guarito può risultare ancora positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2.

Il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 e che risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2. 

La definizione di eliminazione (“clearance”) del virus indica la scomparsa di RNA del SARS-CoV-2 rilevabile nei fluidi corporei, sia in persone che hanno avuto segni e sintomi di malattia, sia in persone in fase asintomatica senza segni di malattia. Per il soggetto asintomatico, si ritiene opportuno suggerire di ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento/quarantena) dal riscontro della positività. La definizione di scomparsa dell’RNA virale è attualmente data dall’esecuzione di due test molecolari, effettuati normalmente a distanza di 24 ore, aventi entrambi esito negativo.

Il Comitato tecnico-scientifico ha ritenuto opportuno ribadire queste definizioni perché siano diffusamente e omogeneamente adottate da tutte le Regioni.
Per maggiori info leggi la news sul sito del Ministero della salute.

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Quarantena e sorveglianza attiva: come e quando
L'ordinanza del 21 febbraio del ministro della Salute ha previsto misure di isolamento obbligatorio in quarantena per 14 giorni per i contatti stretti con un caso probabile o confermato di malattia infettiva diffusiva COVID

In base al DPCM 9 marzo 2020 non sono consentiti i viaggi all’estero od in Italia per turismo, ma solo per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità o motivi di salute. Sono consentiti spostamenti per raggiungere il proprio domicilio.

Con l'ordinanza del 28 marzo 2020 entrano in vigore nuove disposizioni, in aggiunta a quelle disposte con il decreto 17 marzo 2020, per chi fa ingresso in Italia e scrupolose misure organizzative per i vettori e gli armatori. Chiunque faccia ingresso in Italia, in aereo, treno, per via marittima o stradale, anche in assenza di sintomi, è obbligato a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel Paese al Dipartimento di prevenzione dell’Asl competente per territorio ed è sottoposto a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, con comunicazione all'azienda sanitaria competente,  ed è tenuto a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco una dichiarazione con i motivi del viaggio, l'indirizzo dove svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, il mezzo che verrà utilizzato per raggiungerla e un recapito telefonico anche mobile. I vettori e gli armatori acquisiscono e verificano prima dell’imbarco la documentazione, provvedono alla misurazione della temperatura, adottano norme organizzative e di sicurezza a garanzia della salute dei passeggeri e forniscono di dispositivi di protezione individuale i passeggeri. Leggi il comunicato.

Per segnalare contatti stretti con un caso probabile o confermato di COVID-19 occorre informare le autorità sanitarie, chiamando il proprio medico di medicina generale/pediatra di libera o la ASL territorialmente competente. In Toscana ciascuna delle tre ASL ha attivato un numero unico: ASL Toscana centro 055 5454777, Toscana nord ovest 050 954444, Toscana sud est 800579579.

Sarà il Servizio di igiene pubblica territorialmente competente a prescrivere la quarantena, con sorveglianza attiva per un periodo massimo di 14 giorni, dandone comunicazione al sindaco, in qualità di autorità sanitaria territorialmente competente.

Come funziona l'isolamento domiciliare
Il Servizio di igiene pubblica informa il medico di medicina generale/pediatra di libera scelta, da cui il soggetto è assistito, che il soggetto è stato posto in isolamento fiduciario per motivi di sanità pubblica. Se l’individuo in isolamento condivide lo stesso domicilio con altre persone, anche a loro è raccomandato di osservare le medesime precauzioni, pur non essendo sottoposte al vincolo dell’isolamento. I comuni, insieme alla Protezione civile e alle associazioni del volontariato, provvedono a fornire i medicinali eventualmente necessari e i generi di prima necessità alle persone in isolamento. 

Alle persone in isolamento fiduciario viene chiesto di:
▪️ mantenere l'isolamento per 14 giorni dall'ultima esposizione
▪️ non avere contatti sociali ed evitare contatti stretti, anche indossando la mascherina chirurgica, con eventuali conviventi
▪️ rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza
▪️ non effettuare spostamenti o viaggi 
▪️ osservare scrupolosamente le ordinarie misure igieniche come il lavaggio frequente delle mani, l’utilizzo di fazzoletti monouso, la pulizia e disinfezione frequente delle superfici ed aerazione degli ambienti
▪️ misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera)

La persona in isolamento, anche se non ha sintomi, viene istruita dagli operatori sanitari su sintomi, caratteristiche di contagiosità, modalità di trasmissione della malattia, misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi. Consulta anche gli opuscoli del Ministero della salute/ISS:
Raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e per i familiari che li assistono (poster ISS)
- Raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e per i familiari che li assistono (infografica ministero della Salute)
Nuovo coronavirus, consigli per gli ambienti chiusi

Il personale sanitario dell'ASL di riferimento contatta quotidianamente la persona in sorveglianza per avere notizie sulle condizioni di salute. Se subentrano sintomi quali rinorrea, tosse, difficoltà respiratorie e rialzo febbrile, verrà effettuato presso il domicilio il tampone oro–faringeo per le indagini di laboratorio e la verifica diagnostica. Nel caso in cui la sintomatologia rilevata sia critica (difficoltà respiratorie e temperatura molto elevata), il Servizio di Igiene pubblica attiva il pronto intervento tramite il 118.

In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
a) avvertire immediatamente il medico di famiglia/pediatra/Servizio di Igiene pubblica
b) indossare la mascherina chirurgica (fornita all’avvio del protocollo) e allontanarsi dagli altri conviventi
c) rimanere nella sua stanza con la porta chiusa, garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale.

Tutte queste misure sono state ribadite dal DPCM del 4 marzo 2020. Per maggiori info consulta anche l'articolo Covid-19, come funziona l'isolamento domiciliare sul sito del Ministero della salute, con tutte le indicazioni per operatori sanitari e assistiti sulla gestione della quarantena, così come previsto nel DPCM del 4 marzo. Le disposizioni possono essere soggette a ulteriori aggiornamenti.
 

In Toscana accordi con alberghi per quarantena e sorveglianza attiva
In base all'ordinanza n. 18 del 25 marzo 2020, gli alberghi sanitari, dove sarà garantita idonea sorveglianza infermieristica e medica, sono destinati ai pazienti Covid positivi dimessi dagli ospedali e clinicamente guariti (ma capaci ancora verosimilmente di infettare) e ai pazienti paucisintomatici (sintomatologia lieve). Potranno però essere utilizzati, ove necessario, anche per gestire i contatti stretti di pazienti Covid positivi, se presso il domicilio non sia possibile garantire un isolamento adeguato. Con l'ordinanza n. 29 del 7 aprile 2020 la Regione Toscana offre a tutti i pazienti positivi che oggi sono in isolamento nella propria abitazione – quelli che in ospedale non ci sono mai andati, perché stavano abbastanza bene, e quelli che dall’ospedale sono stati dimessi – la possibilità di trasferirsi ed essere assistiti in alberghi sanitari, dove le Asl dovranno garantire ogni giorno almeno una visita di medici e infermieri. Non è un obbligo: le unità mobili di infermieri e medici, le Usca, che si recano a casa dei pazienti, lo proporranno. La scelta sarà degli ammalati. Chi poi volesse rimanere a casa dovrà firmare una dichiarazione in cui rinuncia al trattamento proposto. Per maggiori dettagli consulta anche il comunicato stampa regionale sul sito di Toscana Notizie. 

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Cosa fare in caso di dubbi, il vademecum dell'ISS-ECDC
I sintomi a cui fare attenzione, i numeri da chiamare, come proteggere i familiari, dove fare il test. Sono questi i contenuti della breve guida pubblicata in data 9 marzo dall’Istituto superiore di sanità  (ISS)e realizzata in collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) e il Ministero della Salute. Il documento è dedicato in particolare alle persone che hanno sintomi tali da suscitare il sospetto di contagio da COVID-19 e che possono trovare in questa guida tutte le informazioni per avere assistenza. Scarica il vademecum

In particolare, se si pensa di essere contagiati, si raccomanda di non recarsi al Pronto Soccorso ma di chiamare il proprio medico di base/pediatra, o la guardia medica. Se non si riesce a parlare con il proprio medico o in caso di gravi problemi respiratori, chiamare il 112 oppure il 118.

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Prevenzione e terapie
L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato sul suo sito istituzionale un poster con un decalogo per fornire indicazioni sull’uso corretto dei farmaci e contrastare le fake news che circolano sul web e che hanno scatenato una vera e propria “caccia al farmaco”.

Trattandosi di una malattia nuova, l’ISS chiarisce che al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. In questa situazione di emergenza, alcuni farmaci già noti ed utilizzati per il trattamento di altre malattie possono essere usati in pazienti con COVID-19, ma tale trattamento (che si basa su conoscenze ancora incomplete ed è giustificabile solo a fronte della mancanza di alternative) può avvenire solo su prescrizione medica. Solo il medico può decidere quando usare questi farmaci e può controllarne la sicurezza nel singolo paziente.

In nessun caso si deve ricorrere a terapie “fai da te” perché tutti i medicinali hanno indicazioni terapeutiche specifiche e effetti collaterali che non possono essere valutati da chi non è medico. L’ISS ricorda che l’automedicazione può comportare rischi gravi quando si usano farmaci non autorizzati. In caso di acquisti online, poi, tali rischi sono moltiplicati perché i farmaci potrebbero essere contraffatti.

Attenzione ad acquistare farmaci on line 
L'Istituto superiore di sanità ha pubblicato il rapporto Indicazioni relative ai rischi di acquisto online di farmaci per la prevenzione e terapia dell’infezione COVID-19 e alla diffusione sui social network di informazioni false sulle terapie, che presenta una panoramica sulla problematica della vendita in Internet di farmaci pubblicizzati come preventivi o curativi dell’infezione COVID-19 e fornisce indicazioni sui rischi legati all’acquisto di medicinali attraverso farmacie online non autorizzate e alle terapie “fai da te”. Leggi anche la news di presentazione sul sito del Ministero della salute. 

Covid-19, plasma pazienti guariti per curare malati critici. In Toscana l'Azienda ospedaliera universitaria pisana capofila dello studio sperimentale
Si chiama "Tsunami Study" - acronimo di TranSfUsion of coNvalescent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS-CoV2 – ed è lo studio sperimentale multicentrico, no-profit, che prenderà il via nell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, centro coordinatore e promotore a livello regionale, per utilizzare a scopo terapeutico il plasma iperimmune di pazienti convalescenti e guariti dal Covid-19 sui malati critici con polmonite in ventilazione assistita.

Lo studio ha ottenuto il via libera dal Cnt-Centro nazionale sangue, che ha autorizzato protocolli di selezione dei donatori in ogni regione ed è ora sottoposto all’approvazione del Comitato etico locale per il via libera. Nel frattempo l’Aoup ha acquisito nei giorni scorsi, da un’azienda produttrice, in comodato gratuito, il macchinario per l’inattivazione dei germi patogeni, condizione essenziale per poter utilizzare la componente liquida del sangue senza eventi avversi. Sono stati anche acquistati i kit ed è stata effettuata la formazione del personale. Obiettivo primario dello studio è valutare l’efficacia terapeutica del plasma infuso su pazienti affetti da grave insufficienza respiratoria per polmonite interstiziale da Covid-19. Per maggiori info leggi il comunicato regionale sul sito di Toscana Notizie.

Sperimentazioni cliniche su farmaci per il trattamento di COVID-19
Attualmente l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sta semplificando ed accelerando le procedure di sperimentazione clinica su farmaci per il trattamento di COVID-19, e ad oggi sono stati autorizzati già diversi studi che hanno l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza di diverse molecole. Tutti gli aggiornamenti sugli studi e le sperimentazioni cliniche autorizzate possono essere consultati nella sezione Sperimentazioni cliniche - COVID-19 sul sito dell'AIFA.

Aifa: schede informative su farmaci utilizzati per emergenza COVID-19 e relative modalità di prescrizione
La Commissione tecnico-scientifica dell'AIFA ha predisposto delle schede che rendono espliciti gli indirizzi terapeutici entro cui è possibile prevedere un uso controllato e sicuro dei farmaci utilizzati nell'ambito di questa emergenza. Le schede riportano in modo chiaro le prove di efficacia e sicurezza oggi diponibili, le interazioni e le modalità d'uso raccomandabili nei pazienti Covid-19. Consulta la sezione schede farmaci utilizzati per Covid-19 e modalità prescrittive.

Covid-19, per l’EMA nessun motivo per sospendere l’uso dei farmaci per ipertensione, malattie cardiache o renali
L'Agenzia europea per i medicinali (EMA) si è espressa in merito a notizie apparse nei giorni scorsi su media e pubblicazioni sulla possibilità che alcuni farmaci utilizzati per il trattamento di pazienti affetti da pressione alta, insufficienza cardiaca o malattia renale potessero peggiorare la malattia da nuovo coronavirus (COVID-19). In una nota del 27 marzo 2020, riportata nella news sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco, ha indicato che è importante che i pazienti non sospendano i trattamenti farmacologici con gli ACE inibitori o gli ARB (antagonisti del recettore per l'angiotensina II o sartani) perché non ci sono evidenze che stabiliscano un legame tra questi farmaci e il peggioramento della malattia da COVID-19. L’Ema sottolinea l’importanza che, in caso di dubbi o incertezze sui farmaci, i pazienti si rivolgano al loro medico o farmacista e non interrompano la consueta terapia senza aver prima consultato un operatore sanitario.

Anti-infiammatori e Covid-19: nessuna evidenza di correlazione tra Ibuprofene e peggioramento della malattia

L'EMA dichiara in un comunicato del 18 marzo di essere venuta a conoscenza di segnalazioni, in particolare dai social media, che sollevano dubbi sul fatto che l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, potrebbe peggiorare la malattia da coronavirus (COVID-19). Attualmente non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. L'EMA sta monitorando attentamente la situazione e valuterà tutte le nuove informazioni che saranno disponibili su questo problema nel contesto della pandemia. L'Ibuprofene è un antinfiammatorio non steroideo, ed è un farmaco antidolorifico e antipiretico (antifebbrile). A seconda della formulazione l'Ibuprofene orale è utilizzato negli adulti, nei bambini e nei neonati a partire dai tre mesi di età per il trattamento a breve termine di febbre e/o dolori quali mal di testa, dolori influenzali, dolori dentali e dismenorrea (dolori mestruali). L'Ibuprofene è prescritto anche per il trattamento dell'artrite e delle condizioni reumatiche.
L'EMA nella sua nota raccomanda che in caso di dubbi o incertezze sui farmaci, i pazienti si rivolgano al loro medico o farmacista e non interrompano la consueta terapia senza aver prima consultato un operatore sanitario

Per maggiori info consulta anche la news sul sito del Ministero della salute e la news sul sito dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA).

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Tamponi e test sierologici
coronavirus test ministero salute
E' il medico di famiglia a valutare se è necessario fare il tampone: sarà lui ad indicare come procedere. L’esecuzione dei tamponi è riservata in linea generale ai soli casi sintomatici di ILI (Influenza-Like Illness, Sindrome Simil-Influenzale) e SARI (Severe Acute Respiratory Infections, Infezione Respiratoria Acuta Grave), oltre che ai casi sospetti di COVID-19 secondo la definizione di cui all’allegato 1 della circolare ministeriale n. 7922 del 9 marzo 2020. Gli esami vengono eseguiti solo dai laboratori del servizio sanitario nazionale selezionati.

Il test sierologico individua la presenza di anticorpi nel sangue che si  generano nel caso una persona sia entrata in contatto con il coronavirus. 
I risultati dei test sierologici devono essere confermati dal tampone oro-faringeo per verificare se l'infezione è ancora in corso. Il test per la conferma della malattia è attualmente a carico del Sistema sanitario nazionale ed è organizzato dalla ASL o dall’ospedale.
- Consulta la nota ISS 30 marzo 2020. 
- Leggi anche il nostro approfondimento Test sierologici rapidi per il coronavirus… precauzioni d’uso.

Tutti gli aggiornamenti sugli screening sierologici sulla popolazione in Toscana
Con l'ordinanza n. 23 del 3 aprile 2020 si sono stabilite le prime categorie di gruppi e individui che hanno diritto ai test sierologici rapidi e le regole di esecuzione: in una prima fase sono stati previsti per chi appartiene alle categorie con maggior rischio espositivo, anche in ragione della tutela della salute pubblica, cioè  operatori sanitari, delle RsaRsdstrutture socio-sanitarie e di accoglienza, le badanti; al volontariato, il personale delle farmacie, delle forze dell'ordine, il personale penitenziario. O, su richiesta del medico o pediatra di famiglia, ai singoli individui che manifestino sintomi di infezione da Covid.

Con l'ordinanza n. 39 del 19 aprile 2020 sono dettagliate le categorie di lavoratori e cittadini che hanno diritto ad essere sottoposte al secondo blocco di test sierologici. Le nuove categorie sono: gli agenti della Polizia municipale e della Polizia provinciale, chi lavora negli esercizi commerciali e grandi strutture di vendita alimentare e chi è addetto al trasporto delle merci, i lavoratori di aziende pubbliche o private di smaltimento e raccolta dei rifiuti la cui attività implica il contatto con rifiuti potenzialmente infetti, i dipendenti pubblici, la cui attività implica contatto con il pubblico, i dipendenti degli uffici postali che hanno contatti con il pubblico, i dipendenti dei servizi bancari, finanziari e assicurativi che hanno contatti con i clienti, i lavoratori dei servizi a domicilio, i lavoratori della editoria e della emittenza radiotelevisiva a contatto con il pubblico, gli edicolanti e librai, gli operatori del trasporto pubblico locale ugualmente in contatto con il pubblico, tassisti, operatori delle imprese o agenzie di onoranze funebri, gli operatori della logistica la cui attività implica il contatto con il pubblico, il personale dei consolati a contatto con il pubblico, il personale dei porti e degli aeroporti, i lavoratori del distretto cartario, in quanto distretto che ha sempre lavorato e che può essere dunque un caso pilota di valutazione per i successivi distretti industriali toscani.

Con l'ordinanza n. 54 del 6 maggio 2020 si estende la possibilità di fare il test sierologico anche alle seguenti categorie di lavoratoricontatti stretti di casi positivi; studenti universitari delle facoltà sanitarie che abbiano accesso all’interno di strutture sanitarie e socio-sanitarie; medici ed infermieri operanti come libero professionistiodontoiatri libero professionistitabaccheriemagistrati e personale amministrativo delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa e contabile che hanno rapporti con il pubblico; operatori ed ospiti delle strutture di accoglienza per migranti; maestri, insegnanti e personale delle scuole di ogni ordine e grado e personale afferente agli asili nido e campi estivi al momento della ripresa delle attività.
Medico e pediatra di famiglia potranno richiedere il test sierologico per i pazienti per i quali lo riterranno necessario, attraverso la loro anamnesi: per esempio, i pazienti paucisintomatici, quelli che abbiano avuto una sintomatologia simil-influenzale nelle settimane precedenti, o quelli che vivono in ambienti comuni con soggetti risultati positivi al tampone. 

Per tutte le categorie di lavoratori elencati nelle ordinanze il costo del test è a carico del servizio sanitario regionale. La scelta di fare gli esami è volontaria. L'elenco dei laboratori accreditati per eseguire i test sierologici è indicato nell'allegato A dell'ordinanza n. 39. Ai 40 laboratori convenzionati iniziali se ne è aggiunto uno, l’ultimo ingresso è la Biomolecular Diagnostic di Firenze: leggi il comunicato regionale 30 aprile 2020.

In caso di test sierologico positivo, il cittadino è invitato a chiamare il numero verde unico regionale 800 55 60 60, che lo indirizzerà nella sede più vicina dove effettuare il tampone, con la garanzia dell’esito entro 24 ore. Nell’attesa del tampone orofaringeo ognuno dovrà adottare le misure di cautela e isolamento a tutela della salute propria e della collettività, informando anche il proprio medico. 

Testare, tracciare, trattare: in Toscana una nuova ordinanza detta tempi e percorsi certi per la fase due
L'ordinanza n. 57 del 15 maggio 2020 detta tempi e percorsi certi per tamponi, test sierologici, indagine epidemiologica, isolamento/quarantena, potenziando ancora la medicina sul territorio. Dal funzionamento di questi percorsi dipenderà la possibilità di essere pronti per limitare la diffusione dei contagi: curare precocemente le persone e interrompere la catena dei contagi, in primo luogo quelli intrafamiliari, individuando subito i contatti e attuando l'isolamento.

Tampone entro 24 ore, su richiesta del medico di famiglia, per i pazienti con sintomi. Entro le 24 ore successive comunicazione al paziente dell'esito: se positivo, immediata indagine epidemiologica di tutti i contatti nei 7 giorni precedenti. Per il paziente, quarantena in casa, se la situazione lo consente, o in albergo sanitario (se non può stare in casa o vive con familiari). Se il paziente rifiuta la soluzione dell'albergo sanitario, isolamento/quarantena per lui e per i familiari. Tampone immediato anche per i familiari. Percorsi analoghi anche per i pazienti sintomatici intercettati al pronto soccorso o in ospedale.
Tempi brevi anche tra test sierologico positivo ed esecuzione del tampone (24 ore).


Consulta le FAQ Regione Toscana per altre info sui tamponi

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Mascherine e guanti, come usarli correttamente
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Consigli e raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e loro familiari, popolazione generale, anziani, bambini, donne in gravidanza e allattamento, pazienti con varie patologie
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#numeri utili

Numero nazionale di pubblica utilità
phone 14402E' attivo 24 ore su 24 il numero di pubblica utilità 1500 dove operatori sanitari appositamente formati e mediatori culturali forniscono risposte alle domande dei cittadini.

Numeri verdi regionali per info alla popolazione
phone 14402 Per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento del contagio, le Regioni hanno attivato 
numeri verdi dedicati alle popolazioni dei territori dove si sono verificati i casi di nuovo coronavirus: per info consultare la pagina Coronavirus, numeri verdi regionali.  

In Toscana il numero verde regionale 800.556060 (opzione 1, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18) è attivo per fornire informazioni generali e sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione in relazione al coronavirus. 

Chi chiamare in caso di sintomi influenzali o caso sospetto: medico di famiglia/pediatra, 112 o 118
phone 14402Contattare prima il proprio medico di famiglia o il pediatra di base, preferibilmente via telefono dal proprio domicilio. Chi presenta febbre e difficoltà respiratorie può chiamare il 112 o il 118, senza recarsi al pronto soccorso. 

Chiama la tua ASL per segnalare contatti stretti con casi confermati e rientri in Italia
phone 14402In Toscana è stato attivato un  numero unico per ciascuna azienda sanitaria toscana, attivo dalle 8:00 alle 20:00 e dalle 20.00 alle 8.00 con casella di segreteria, con traduzione in lingua cinese:

AUSL Toscana centro(Firenze, Prato, Pistoia, Empoli): 055 5454777
AUSL Toscana nord ovest (Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Viareggio): 050 954444
AUSL Toscana sud est (Arezzo, Grosseto, Siena): 800 579579

I numeri per la spesa e farmaci a domicilio per i più fragili
phone 14402Il numero verde della Croce rossa per tutta Italia per la consegna di farmaci e spesa a domicilio. L’utente attiva la richiesta attraverso il numero verde 800 06 55 10 (attivo h24, 7 giorni su 7), che a sua volta contatta il comitato della Croce rossa più vicino territorialmente. 
I servizi sono attivati per gli anziani e le persone fragili, come ad esempio quelle immunodepresse, a cui è assolutamente raccomandato di non uscire di casa.
phone 14402Servizio di spesa a domicilio per anziani e persone fragili attivato anche da Anci Toscana. Grazie al lavoro dei sindaci, al sostegno della Regione, al protocollo d'intesa tra ANCI, la Regione e le principali aziende della Grande distribuzione, nonché alla preziosa collaborazione del volontariato e dei tantissimi esercizi di vicinato, in molti comuni toscani è stato attivato il servizio di spesa a casa. I numeri da chiamare nei comuni interessati dal servizio alla pagina Spesa a casa sul sito dell'ANCI Toscana.

phone 14402Il numero unico regionale per la spesa a domicilio per anziani e persone fragili. Dal 27 aprile e per tutta la durata dell'emergenza sarà attivo il numero unico regionale 800 117 744  - dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 15:00 - per il servizio di spesa e consegna a domicilio dei beni di prima necessità alle persone sopra i 70 anni in condizioni di fragilità e alle persone con grave disabilità e con patologie croniche, ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita. Il servizio è dedicato ai cittadini che non sono sottoposti a regime di isolamento fiduciario o in quarantena. Il protocollo di intesa è stato siglato il 24 aprile tra Regione Toscana, Anci e organizzazioni sindacali di categoria, in collaborazione con le associazioni di volontariato.

Poste italiane e Carabinieri insieme per consegnare la pensione agli anziani
phone 14402Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto una convenzione grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.
I pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri. Per maggiori info leggi la news sul sito del Ministero della salute.

I numeri per i servizi di aiuto psicologico

phone 14402In Toscana è operativo dal 16 marzo il numero 331 6826935 per mettersi in contatto con uno psicologo. Il numero è attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. La linea è stata attivata dall’Ordine degli psicologi della Toscana per offrire supporto psicologico a cittadini e operatori sanitari impegnati nell'emergenza.


phone 14402Dal 31 marzo è attivo in Toscana anche il servizio di supporto psicologico alla popolazione della Protezione civile regionale, del Sistema sanitario toscano e delle associazioni di volontariato. Ecco i numeri da chiamare (tutti i giorni, dalle ore 9 alle ore 19): 

- da telefono fisso: 800 909685
- da cellulare: 
055 4382530

Per dettagli consulta la pagina Covid19: assistenza psicologica ai cittadini sul sito della Regione Toscana

A livello nazionale, per aiutare la popolazione a reagire:

phone 14402Il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop) ha promosso l’iniziativa #psicologionline: i cittadini tramite un apposito motore di ricerca (accessibile anche dal sito Cnop) possono trovare lo psicologo o psicoterapeuta più vicino e prenotare un teleconsulto gratuito (via telefono o piattaforma di videochiamata). In caso di necessità verranno programmati interventi a distanza più strutturati. Oltre 4mila professionisti dislocati in tutta Italia hanno già aderito al progetto.

phone 14402La Società psicanalitica italiana (Spi) ha messo a disposizione un servizio di ascolto e consulenza di psicologia psicanalitica (da 1 a 4 teleconsulti gratuiti) per problematiche connesse all’emergenza coronavirus. I Centri psicoanalitici associati alla Spi, presenti su tutto il territorio nazionale (Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino, Firenze, Pavia, Padova, Napoli, Palermo) forniranno per il progetto i nominativi dei professionisti disponibili per l’ascolto tramite telefono o piattaforma di videochiamata.

phone 14402Sul sito web del Ministero della salute sono elencate  tutte le iniziative di supporto psicologico attivate in ogni regione

phone 14402Anche la Croce rossa ha attivato un servizio di supporto psicologico per la popolazione per affrontare le emozioni durante il momento difficile di questa emergenza: basta chiamare il numero verde 800 06 55 10 (attivo h24, 7 giorni su 7).

phone 14402Dal 27 aprile il Ministero della Salute e la Protezione civile hanno attivato il numero verde di supporto psicologico 800.833.833, che funziona tutti i giorni dalle ore 8 alle 24: risponderanno alle richieste di aiuto professionisti specializzati, psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti. Il primo livello è di ascolto telefonico e si propone di rispondere al disagio derivante dal Covid-19. L'obiettivo è fornire rassicurazioni e suggerimenti, aiutare ad attenuare l’ansia davanti ad una quotidianità travolta dall’arrivo dell’epidemia e si risolve in un unico colloquio. Per rispondere all’esigenza di fornire un ascolto più approfondito e prolungato nel tempo, le chiamate saranno indirizzate verso il secondo livello di cui fanno parte, oltre ai servizi sanitari e sociosanitari del SSN, molte società scientifiche in ambito psicologico.

phone 14402Per chi ha bisogno di una voce amica e di un sostegno psicologico, Senior Italia Federanziani ha attivato il numero verde 800 991414, con la collaborazione di Windtre e Sipem Sos, la Società italiana di psicologia dell’emergenza (iscritta ai registi del volontariato della Protezione civile). Il servizio di ascolto psicologico è gratuito ed è raggiungibile solo da rete fissa, dal lunedì alla domenica, dalle ore 14 alle ore 19. 

I numeri verdi per info e supporto a pazienti con patologie specifiche (diabetici, malati renali, oncologici, Alzheimer ecc)

Consulta la nostra news di dettaglio Nuovo coronavirus: buone pratiche, comportamenti e raccomandazioni per la popolazione.

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Coronavirus e superfici, sopravvivenza nell'aria
Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette, quando ad es. starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso, e attraverso gli atti del cantare o del parlare con enfasi.  

Altri meccanismi di trasmissione riconosciuti sono il contatto diretto ravvicinato, toccando con le mani contaminate le mucose di bocca, naso e occhi, raramente la via fecale-orale e, non ultimo, il contatto mani-mucose con superfici contaminate.  

Allo stato attuale delle conoscenze, la trasmissione mediante particelle di dimensioni inferiori ai 5 μm non è riconosciuta; tuttavia 
alcune procedure eseguite in ambiente sanitario possono generare aerosol: intubazione tracheale, aspirazione bronchiale, broncoscopia, induzione dell'espettorato, rianimazione cardiopolmonare. Tali operazioni richiedono pertanto particolari misure di protezione (tra cui utilizzo di DPI, quali FFP2 con schermo facciale) come raccomandato anche dall’OMS. Studi recenti basati su campionamenti dell’aria nelle immediate vicinanze di pazienti affetti da COVID-19 aventi carica virale significativa nelle loro secrezioni respiratorie, non hanno rilevato tracce di RNA del virus; al contrario, RNA virale è stato identificato su superfici nelle immediate vicinanze del paziente[Ong SW, Tan YK, Chia PY, Lee TH, Ng OT, Wong MS, et al. Air, surface environmental, and personal protective equipment contamination by severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2) from a symptomatic patient. JAMA. 2020 Mar 4 (Epub ahead of print)] [Cheng V, Wong S, Chen J, Yip C, Chuang V, Tsang Yuen K. Escalating infection control response to the rapidly evolving epidemiology of the Coronavirus disease 2019 (COVID-19) due to SARS-CoV-2 in Hong Kong. Infection Control & Hospital Epidemiology, 2020;1-24. doi:10.1017/ice.2020.]. Uno studio recente ha dimostrato che il SARS-CoV-2 aerosolizzato in laboratorio può sopravvivere fino a tre ore (8); tuttavia è importante sottolineare che le condizioni di test in laboratorio sono difficilmente confrontabili con una condizione reale in cui vengono emesse goccioline attraverso l’atto di tossire, starnutire o parlare e con procedure che generano aerosol in ambito clinico. L’OMS sottolinea inoltre che, dall’analisi svolta su oltre 75.000 casi di COVID-19 in Cina, non sono emersi casi di contagio attraverso aerosol [World Health Organization. Modes of transmission of virus causing COVID-19: implications for IPC precaution recommendations. Scientific Brief. Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/newsroom/commentaries/detail/modes-of-transmission-of-virus-causing-covid-19-implications-for-ipc-precautionrecommendations] [World Health Organization. Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID19). Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-missionon-covid-19-final-report.pdf e pertanto continua a raccomandare precauzioni per prevenire la trasmissione via droplet per COVID-19, limitando le precauzioni airborne ai casi particolari legati alle specifiche procedure in ambito ospedaliero [World Health Organization. Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID19). Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-missionon-covid-19-final-report.pdf]. 

Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze scientifiche pienamente consolidate che il particolato atmosferico possa essere vettore per la diffusione del SARS-CoV-2 nell'aria al di là delle distanze di sicurezza, ovvero in assenza di sistemi che producono aerosol che invece possono trovarsi in ambiente ospedaliero nell’assistenza a pazienti COVID-19. 

Studi recenti effettuati sulla sopravvivenza di coronavirus umani su diverse tipologie di superfici mostrano che, in condizioni sperimentali, tali virus possono sopravvivere da 48 ore fino a 9 giorni in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione, della temperatura e dell’umidità [Kampf G, Todt D, Pfaender S, Steinmann E. Persistence of coronaviruses on inanimate surfaces and their inactivation with biocidal agents. Journal of Hospital Infection 2020;104(3):246-51]. Uno studio in particolare ha mostrato persistenza di coronavirus umani HCoV-OC43 e HCoV-229E su guanti chirurgici in lattice sterili in un intervallo che andava da meno di un’ora a 3 ore [Sizun J, Yu MW, Talbot PJ. Survival of human coronaviruses 229E and OC43 in suspension and after drying on surfaces: a possible source of hospital-acquired infections. J Hosp Infect 2000;46(1):55-60. doi:10.1053/jhin.2000.0795.]

Dati sperimentali relativi alla persistenza del virus SARS-CoV-2 su superfici sono stati prodotti in alcuni recenti studi. Chin et al. hanno dimostrato che in condizioni di laboratorio, virus in forma infettiva veniva rilevato per periodi inferiori alle 3 ore su carta da stampa e carta per uso igienico, fino a 24 ore su legno e tessuti, e 3-4 giorni su superfici lisce quali acciaio e plastica [Chin AWH, et al. Stability of SARS-CoV-2 in different environmental conditions. The Lancet Microbe 2020;1(1):e10 https://doi.org/10.1016/S2666-5247(20)30003-3]. Il virus persisteva sul tessuto esterno delle mascherine chirurgiche fino a 7 giorni (∼0,1% dell'inoculo originale). Inoltre, van Doremalen et al., hanno dimostrato che il virus infettante è rilevabile, in condizioni di laboratorio, fino a 4 ore su rame, 24 ore su cartone, 48 ore sull’acciaio e 72 ore su plastica, a 21-23°C e con un’umidità relativa del 40% [van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, Holbrook MG, Gamble A, Williamson BN, et al. Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1. New England Journal of Medicine. 2020].

Per prevenire l'infezione è comunque importante tenere pulite le superfici. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina). Occorre anche disinfettare sempre gli oggetti che si usano frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). 

Non mischiare candeggina con altri prodotti di pulizia. La candeggina NON va mai mischiata con altri prodotti perché potrebbero generarsi sostante tossiche per contatto e per inalazione. Per prevenire il contagio da nuovo coronavirus le superfici di casa possono essere pulite con comune candeggina da diluire con acqua in base alla percentuale di cloro dichiarata nell’etichetta. Se la percentuale di cloro contenuta è dell’1% ogni litro di candeggina va diluito in 2 litri di acqua, se è del 3% con 6 litri di acqua, se è del 4% in 8 litri di acqua, se del 5% in 10 litri di acqua. Queste concentrazioni (pari allo 0,5% di cloro) sono sufficienti ad uccidere il virus. Leggi la nota ISS.La candeggina NON va mai mischiata con altri prodotti perché potrebbero generarsi sostante tossiche per contatto e per inalazione: consulta la nota ISS.

Consulta il poster dell'Istituto superiore di sanità Disinfettanti, igienizzanti, detergenti ... Usali in sicurezza e la  guida all'uso per la disinfezione di mani e cute, superfici e pavimenti, servizi igienici a cura del Ministero della salute.

Per approfondimenti leggi:
l'articolo sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero: Persistenza del Coronavirus SARS-CoV-2 sulle superfici: un aggiornamento 
la nostra news Coronavirus: il punto su trasmissione, diffusione e permanenza sulle superfici
il Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020 - Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. 
-
 
il Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 - Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione 21 aprile 2020
 


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Coronavirus e alimenti
Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto tra alimenti crudi e cotti.

Come regola generale, il consumo di prodotti animali crudi o poco cotti dovrebbe essere evitato. In generale, i coronavirus sono termolabili, il che significa che sono sensibili alle normali temperature di cottura (70 ° C). Carne cruda, latte crudo o organi crudi di animali devono essere maneggiati con cura per evitare la contaminazione incrociata.

È sicuro bere l’acqua del rubinetto, infatti le pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento dei virus, insieme a condizioni ambientali che compromettono la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati) ed alla fase finale di disinfezione. (Fonte: ISS)

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Coronavirus e animali da compagnia
Al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, possano diffondere l'infezione. Dopo il contatto con gli animali, si raccomanda comunque di lavare spesso le mani con acqua e sapone, o usando soluzioni alcoliche, dopo il contatto con gli animali.

Gli animali da compagnia possono essere potenzialmente esposti al virus SARS-CoV-2 in ambito domestico e contrarre l’infezione attraverso il contatto con persone infette.  A scopo puramente precauzionale, il Centro per il controllo delle malattie degli Stati Uniti suggerisce alle persone contagiate da SARS-CoV-2 di limitare il contatto con gli animali, analogamente a quanto si fa con le altre persone del nucleo familiare, evitando, ad esempio baci o condivisione del cibo.

Al ritorno dalle passeggiate, per proteggere i nostri animali da compagnia, è opportuno provvedere alla sua igiene: pulire soprattutto le zampe - evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi, provocando prurito -  e usare invece prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro). Per il mantello si consiglia di spazzolarlo e poi passare un panno umido. L'Istituto superiore di sanità precisa che occorre anche avere cura di asciugare bene le zampe, evitando di fare salire l'animale su superfici  con le quali veniamo a contatto. 

Consulta il focus dell'Istituto superiore di sanità Infezione da SARS-CoV-2 tra gli animali domestici e l'infografica Animali da compagnia: consigli per un accudimento sicuro sempre a cura dell'ISS.  

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Coronavirus e inquinamento
Due recenti studi, uno dell'università di Catania e uno dell'università americana di Harvard, correlano le polveri sottili con le infezioni Covid-19. 
Il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, durante la conferenza stampa del 10 aprile, ha evidenziato che la correlazione fra polveri sottili e mortalità da Covid-19 è un'informazione importante che contribuisce a definire meglio lo scenario dei fattori di rischio ed ha aggiunto, relativamente ai due studi, che si tratta di studi importanti da tenere nella dovuta considerazione, ma che non possiamo trarre conclusioni definitive, anche se di certo non sono da sottovalutare. Leggi la news sul sito del Ministero della salute.


Per approfondire
- consulta la nostra news COVID-19 e inquinamento atmosferico: uno studio dell’Università di Harvard
- consulta il primo piano L’incerta correlazione tra inquinamento atmosferico e l’epidemia da COVID-19 sul sito dell'ISS 
- consulta la news CoViD-19 e inquinamento, uno studio ENEA-ISS-SNPA 
sul sito dell'ARPAT 

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#link utili
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Analisi sui casi italiani di COVID-19 e report decessi
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