COVID-19: informazioni, buone pratiche e raccomandazioni per gli operatori sanitari


26/5/2020
 Cosa trovi nella pagina:
#Sorveglianza COVID-19 in Italia
#Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia
#Flussi di dati a confronto
#Andamento epidemia in Toscana: report e dataset
#Rapporti tecnici su COVID-19
#Bibliografia COVID-19 per operatori: risorse free on line
#Prevenzione e terapie
#Prevenzione e controllo delle infezioni (IPC)
#Corsi di formazione per operatori sanitari
#Buone pratiche e raccomandazioni per gli operatori sanitari
#Gestione dello stress e supporto psicologico
#Stili di vita
#Dipendenze
#Differenze di genere
#Vaccinazioni
#Indicazioni e raccomandazioni per categorie e gruppi di popolazione
#Indicazioni, raccomandazioni e protocolli per patologie e condizioni cliniche
#Assistenza territoriale dei pazienti 
#Fase 2, come riprende l'attività sanitaria in Toscana dal 4 maggio
#Permanenza nuovo coronavirus sulle superfici e nell'aria
#Coronavirus e inquinamento

#Provvedimenti normativi
#Misure di contenimento per Covid-19 in Europa
#news
#altri approfondimenti

L'11 marzo 2020 l'OMS ha confermato che
 la COVID-19 può essere caratterizzata come una pandemia e il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha precisato che si tratta della prima pandemia scatenata da un coronavirus. L'OMS esorta tutti i paesi a non arrendersi ma a raddoppiare invece gli sforzi:  rafforzare le misure preventive, attivare la sorveglianza attiva, adoperarsi per individuare precocemente i casi, isolarli seguendo adeguate procedure gestionali e di contenimento, e rintracciare accuratamente i contatti stretti per prevenire l’ulteriore diffusione.

In questo articolo raccogliamo informazioni utili e raccomandazioni per gli operatori sanitari, impegnati in prima linea nell'emergenza. 

Sorveglianza COVID-19 in Italia
Dal 28 febbraio l’Istituto superiore di sanità (ISS) coordina un sistema di sorveglianza che integra a livello individuale i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome (PA) e dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 dell’ISS. I risultati di questa sorveglianza vengono pubblicati regolarmente su Epicentro.

Ogni giorno viene prodotta un’infografica dedicata (disponibile anche in inglese) che riporta – con grafici, mappe e tabelle – una descrizione della diffusione nel tempo e nello spazio dell’epidemia di COVID-19 in Italia e una descrizione delle caratteristiche delle persone affette.

Ogni martedì e venerdì viene pubblicato anche un bollettino che, in maniera più estesa, approfondisce le informazioni raccolte.

Consulta sul sito Epicentro dell'ISS la pagina Sorveglianza integrata COVID-19 per l'aggiornamento nazionale dei dati, con l'appendice con i dettagli regionali e l'infografica giornaliera di riepilogo.

Report di monitoraggio epidemiologico settimanale della fase due in Italia
Il sistema di monitoraggio, introdotto con il decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2020, sui dati epidemiologici e sulla capacità di risposta dei servizi sanitari regionali è "uno strumento fondamentale per la gestione della fase 2", ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza in un video messaggio. "Se dovessero esserci segnali di allarme - ha spiegato il ministro - i decisori politici a livello nazionale e regionale saranno in grado di intervenire nel più breve tempo possibile". Consulta:
- Monitoraggio Fase Due: Report settimanale. Report 0, dati settimana 4-10 maggio (aggiornati al 16 maggio) 
News di sintesi dei dati del Report 0, Ministero della Salute
Presentazione del report di monitoraggio settimanale. Slide, 16 maggio 2020

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Alcuni aggiornamenti di dettaglio
L’esito dell’infezione si decide nei primi 10-15 giorni dal contagio
Uno studio condotto dall’ISS mette insieme il puzzle delle manifestazioni cliniche del virus, dalle forme asintomatiche alla morte. L’esito dell’infezione da COVID-19 si potrebbe definire già nei primi 10-15 giorni dal contagio e questo può dipendere dall’esposizione virale, dalla debolezza immunitaria o da uno sforzo fisico intenso nei giorni dell’incubazione. Lo rivela il primo modello scientifico elaborato da tre ricercatori italiani e descritto nell'articolo The first, comprehensive immunological model of COVID-19: implications for prevention, diagnosis, and public health measures a cura di Paolo Maria Matricardi (Charité Universitätsmedizin Berlin, Germany), Roberto Walter Dal Negro (National Centre of Pharmacoeconomics and Pharmacoepidemiology - Verona – Italy) e Roberto Nisini (Reparto Immunologia, Istituto Superiore di Sanità) e proposto per la pubblicazione alla rivista Pediatric Allergy and Immunology, dove è attualmente in fase di revisione, e pubblicato come preprint sul sito. Per altre info leggi il primo piano ISS 24 aprile

Differenze di genere in COVID-19: possibili meccanismi
Le statistiche rilevate nel mondo confermano che l’infezione da SARS-CoV-2 produce effetti diversi negli uomini e nelle donne. Per spiegare il fenomeno sono state fatte alcune ipotesi generali tra cui una maggiore tendenza degli uomini al tabagismo, una più spiccata abitudine delle donne a dedicare uno spazio significativo della propria quotidianità all’igiene personale, una risposta immunitaria, sia innata che adattativa, più pronta ed efficace nelle donne. Da evidenziare anche le differenze che intercorrono tra donne e uomini quando si comincia ad entrare nei meccanismi alla base dell’infezione, differenze che possono essere sia di tipo ormonale che genetico. Per maggiori info leggi l’approfondimento a cura di Maria Cristina Gagliardi, Elena Ortona, Anna Ruggieri (Centro di riferimento per la Medicina di genere, ISS) e la nostra news COVID-19, le donne sono meno colpite degli uomini: differenze di genere sia ormonali che genetiche.


Il numero dei decessi in Italia cala lentamente perché si riferisce a contagi passati. Il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss) ha spiegato durante la conferenza stampa del 13 aprile che la mortalità è l’ultimo degli indicatori che vedremo deflettere perché il tempo tra il contagio e la morte del paziente è più lungo rispetto a quello tra il contagio e la notifica del caso, che è di circa 20 giorni. Di conseguenza, secondo Rezza, quando si interpretano i dati giornalieri dell’epidemia è più corretto parlare di “nuovi casi”, non di “nuovi contagi”. Sempre secondo Rezza gli effetti del lockdown non sono immediati non solo per la mortalità ritardata, ma anche per la tendenza alla trasmissione interfamiliare del virus, così come quella nei condomini e nelle Rsa. Per maggiori info leggi la news sul sito del Ministero della salute.

Covid-19 tra i bambini e gli adolescenti: pochi i pazienti in età pediatrica ricoverati e nessun caso critico. 
Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, nella conferenza stampa dell'11 aprile, fa il punto sui casi pediatrici. Sono poco più di 2 mila le diagnosi nei soggetti tra 0 e 18 anni, con circa 400 casi distribuiti uniformemente per ogni fascia di età: fino al primo anno di vita, 2-6 anni e 7-11 anni, tranne per quella 12-18 in cui sono stati registrati all’incirca 900 casi. Soltanto 44 le ospedalizzazioni pediatriche fino al primo anno di vita e una ventina/trentina nelle altre fasce di età. Per maggiori info leggi la news sul sito web del Ministero della salute.

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Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia
Fa parte del sistema di sorveglianza attivato dall'ISS anche l'analisi delle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a Covid-19. Consulta sul sito Epicentro la sezione Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia per leggere e scaricare l'ultimo rapporto disponibile: il rapporto aggiornato viene pubblicato in questa sezione il martedì e il venerdì.

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Flussi di dati a confronto
Ma altri flussi di dati stanno implementando il sistema di sorveglianza attivato dall'ISS e vanno via via offrendo ulteriori informazioni che possono contribuire alla migliore comprensione e descrizione della pandemia COVID-19 in Italia.

Nella sezione Flussi di dati a confronto sono resi disponibili i dati raccolti da diversi flussi di dati e viene promosso il confronto e l’integrazione. Al momento è disponibile la sottosezione:

PASSI e PASSI d’Argento per COVID-19

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Andamento epidemia in Toscana: report e dataset
Consulta i report che l'ARS Toscana produce ogni settimana per fotografare e seguire l'andamento dell'epidemia:

reportistica nuovo coronavirus final


Per maggiori dettagli sui casi toscani consulta anche la nostra dashboard:  

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Rapporti tecnici su COVID-19
L’Istituto superiore di sanità (ISS), a seguito dell’epidemia da COVID-19, ha predisposto la pubblicazione di una serie di rapporti tecnici volti a fornire indicazioni agli operatori sanitari. Consulta e scarica tutti i rapporti alla pagina COVID-19: i Rapporti tecnici dell’ISS

Gli ultimi rapporti ISS COVID-19 pubblicati:
  • Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Il rapporto presenta una panoramica relativa all’ambito della sanificazione di superfici e ambienti interni non sanitari per la prevenzione della diffusione dell’infezione COVID-19. Le indicazioni si basano sulle evidenze, a oggi disponibili, relativamente alla trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, della sopravvivenza del virus su diverse superfici e dell’efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali. Le indicazioni considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo. Il documento include anche indicazioni sul trattamento del tessile da effettuarsi in loco (sia abbigliamento in prova che superfici non dure quali arredi imbottiti, tendaggi, ecc). Il rapporto precisa i termini usati nell’ambito della disinfezione chiarendo la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente.

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Bibliografia COVID-19 per operatori: risorse free on line 
Consulta gli aggiornamenti sul nostro portale NBST, cliccando sul bottone qui sotto:
tasto covid risorse operatori3
Un aggiornamento bibliografico delle pubblicazioni internazionali su Covid-19 è disponibile anche sul portale Epicentro alla pagina COVID-Contents


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Prevenzione e terapie
Ancora non esiste un vaccino per la malattia COVID-19. 

Non è attualmente nota una terapia antivirale efficace: Al momento non ci sono terapie consigliate dall’Organizzazione mondiale della sanità per il nuovo coronavirus, e nelle linee guida sull’assistenza ai pazienti sono indicate solo terapie di supporto, come l’ossigeno-terapia, la somministrazione di fluidi e l’uso empirico di antibiotici per trattare eventuali co-infezioni batteriche. Su alcuni pazienti si stanno però utilizzando alcuni farmaci già in uso o in sperimentazione per altre patologie, mentre per altri sono iniziati i test preclinici in vista di un possibile uso.

AIFA, info sui farmaci utilizzati e in sperimentazione
L'AIFA ha creato sul proprio sito la sezione Emergenza Covid-19 con tutte le informazioni più rilevanti sui farmaci. La sezione è organizzata nelle seguenti sottosezioni:

Aggiornamento sui farmaci utilizzabili per il trattamento della malattia Covid-19
Raccomandazioni sull'uso dei farmaci nella popolazione esposta al virus
Sperimentazioni cliniche
Programmi di uso compassionevole

I cinque ultimi nuovi studi relativi alla sperimentazioni di farmaci per il trattamento di Covid-19 autorizzati dall'AIFA:

- Studio Ammuravid
Si tratta di un grande studio italiano multicentrico multiarm con un disegno adattativo, denominato AMMURAVID e promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), in cui vengono valutati, rispetto al trattamento standard of care, i seguenti bracci di studio: Tocilizumab, Sarilumab, Siltuximab, Canakinumab, Baricitinib, Metilprednisolone, nel prevenire il peggioramento della funzione respiratoria in pazienti con Covid-19 moderata. L’obiettivo è è verificare l’efficacia dell’utilizzo dell’immunoterapia in aggiunta alle alte terapie nelle forme di COVID-19 moderata.

- XPORT-CoV-1001 - Studio utilizzo farmaco Selinexor
Lo studio, randomizzato di fase 2 in singolo cieco, prevede il confronto del farmaco Selinexor rispetto al placebo in aggiunta alla terapia standard. L’obiettivo è valutare l’attività e la sicurezza di Selinexor orale a basse dosi nei pazienti affetti da Covid-19 grave. Selinexor è approvato negli USA per il trattamento del mieloma multiplo in stadio avanzato.

- Escape - Studio utilizzo farmaco Sarilumab
Lo studio riguarda l’utilizzo del medicinale Sarilumab, un inibitore dell’interleuchina IL6. E’ uno Studio clinico di fase 3, randomizzato, in aperto, multicentrico volto a confrontare l’efficacia clinica e la sicurezza di Sarilumab per via endovenosa in aggiunta allo standard of care rispetto allo standard of care, nel trattamento di pazienti con polmonite severa da COVID-19. Lo studio è coordinato dall’INMI “L. Spallanzani” di Roma.

- Protect - Studio su efficacia e sicurezza di Idrossiclorochina
Lo studio è volto a valutare l’efficacia e la sicurezza dell’Idrossiclorochina rispetto all’osservazione sia nella prevenzione dell’infezione nei soggetti esposti che nel trattamento precoce di COVID-19. Si tratta di uno studio multicentrico di fase II, randomizzato, in aperto e controllato. Il coordinamento è dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori – IRST IRCCS – Meldola. La durata totale dello studio è di 12 mesi; 3 mesi per l’arruolamento, 3 mesi ditrattamento e ulteriori 6 mesi di follow up. In merito all’uso profilattico di Idrossiclorochina, l’Aifa richiama l’attenzione sul fatto che tale utilizzo deve essere considerato esclusivamente nell’ambito di studi clinici.

- X-Covid - Studio su utilizzo di Enoxaparina
Si tratta di uno studio multicentrico randomizzato, coordinato dalla ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, che valuta due differenti dosaggi di Enoxaparina per la tromboprofilassi di pazienti ospedalizzati COVID-19 positivi. Lo studio riguarda tutti i pazienti consecutivi con età >=18 anni e ricoverati in ospedale con conferma laboratoristica di infezione da nuovo coronavirus.

Con le nuove cinque autorizzazioni, salgono complessivamente a 20 gli studi che hanno ricevuto finora il via libera dell’Aifa.

Covid-19, carenza di vitamina D e perdita dell'olfatto e del gusto
Il mantenimento dei normali livelli plasmatici di vitamina D (VitD) non solo può giocare un ruolo nel ridurre i rischi di infezioni acute delle vie respiratorie, ma potrebbe essere importante per il trattamento di due sintomi tipici della malattia da Covid-19, quali l'anosmia e l'ageusia, ossia rispettivamente la perdita dell'olfatto e del gusto lamentati da più pazienti. E' questo, in sintesi, il contenuto della lettera pubblicata questo mese sull'American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism, che un gruppo di ricercatori di varie istituzioni italiane (IDI-IRCCS di Roma, ISA-CNR di Avellino e Ospedale S. Andrea di Roma) e di una università americana (Augusta University, Augusta, Georgia), coordinati da Francesco Facchiano del Dipartimento di Oncologia e Medicina molecolare dell’ISS, ha scritto in risposta ad un'altra lettera pubblicata ad aprile sulla medesima rivista. Lettera in cui lo studioso Hrvoje Jakovac, dell'Università di Rijeka (Croazia), indagava su COVID-19 and vitamin D-Is there a link and an opportunity for intervention?. Per maggiori info, leggi la news ISS


Covid-19, plasma pazienti guariti per curare malati critici. In Toscana l'Azienda ospedaliera universitaria pisana capofila della sperimentazione nazionale
Si chiama "Tsunami Study" - TranSfUsion of coNvalescent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS-CoV2 – lo studio sperimentale multicentrico, no-profit, che ha preso il via nell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, per utilizzare a scopo terapeutico il plasma iperimmune di pazienti convalescenti e guariti dal Covid-19 sui malati critici con polmonite in ventilazione assistita. Da sabato 11 aprile sono stati arruolati i primi pazienti guariti, che si sono resi disponibili a donare il plasma. Lo studio ha ottenuto il via libera dal Centro Nazionale Sangue (CNS), che ha autorizzato protocolli di selezione dei donatori e ricevuto l’approvazione del Comitato etico dell’Area vasta nord ovest. Allo studio sperimentale toscano hanno già aderito altre regioni: Lazio, Campania, Marche e Umbria.

Obiettivo primario dello studio
è valutare l’efficacia terapeutica del plasma infuso su pazienti affetti da grave insufficienza respiratoria per polmonite interstiziale da Covid-19. In seconda battuta questo protocollo di cura mira anche a valutare il decorso clinico dei pazienti trattati in termini di intervallo di tempo per l’estubazione, durata di degenza in terapia intensiva, giorni in ventilazione meccanica, durata della ventilazione con casco CPAP. La sopravvivenza verrà valutata anche in base ad età e presenza di altre patologie pregresse; inoltre, si valuterà la riduzione della carica virale nel tampone nasofaringeo, espettorato e lavaggio broncoalveolare (BAL) a 1,3 e 7 giorni dopo infusione di plasma. Inoltre, saranno monitorate la viremia e la risposta immune.

I pazienti selezionati alla terapia, previa acquisizione del consenso (dal diretto interessato o, ove necessario, dai familiari, dal tutore legale o per decisione del medico in caso di pericolo di vita) sono adulti, con positività al Sars-CoV2, polmonite grave da almeno 10 giorni attestata da imaging radiologico, insufficienza respiratoria grave e necessità di ventilazione meccanica o tramite CPAP.

Se la sperimentazione darà i risultati sperati, si potrà eventualmente pensare alla produzione industriale di plasma o di gamma-globuline iperimmuni a titolo noto di anticorpi anti SARS-Cov-2, come lo è stato, ad esempio, per il tetano e per l'epatite B, un prodotto standardizzato di grado farmaceutico, con caratteristiche di costanza e ripetibilità senza denominazione commerciale. Per maggiori info leggi il comunicato regionale 14 aprile e il comunicato regionale 5 aprile su Toscana Notizie.

Su indicazione del Ministero della Salute, Aifa e Iss hanno proposto lo studio toscano Tsunami come modello metodologico di riferimento per la sperimentazione della plasmaterapia con siero iperimmune da donatori convalescenti da Covid-19 su tutto il territorio nazionale. Il protocollo toscano aveva già raccolto l'adesione delle Regioni Lazio, Campania, Marche ed Umbria, oltreché della Sanità militare. Per maggiori info leggi il comunicato regionale del 10 maggio su Toscana Notizie.

L'OMS sospende trials su clorochina e idrossiclorochina: studio su Lancet evidenzia rischi per sicurezza pazienti
L'Organizzazione mondiale della sanità ha sospeso i test su clorochina e idrossiclorochina nei pazienti COVID-19 a causa di problemi di sicurezza. Lo ha annunciato il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus nel corso di un breafing online con la stampa il 25 maggio. La decisione viene dopo la pubblicazione di uno studio su Lancet che ha rilevato un tasso di mortalità più elevato tra i pazienti Covid in trattamento con clorochina e idrossiclorochina. "L’Executive group del programma di sperimentazione Solidarity trial, in rappresentanza di 10 paesi partecipanti, ha disposto una sospensione temporanea dei trial con questi due farmaci, decidendo di avviare una revisione critica su tutti i dati disponibili sulla sicurezza di questi trattamenti per valutare adeguatamente i potenziali danni e benefici", ha detto Ghebreyesus. Gli altri filoni del Solidarity trial - un'importante iniziativa internazionale di test clinici su potenziali trattamenti per il virus – continuano nel loro percorso.

In Italia sono attualmente  in corso cinque studi su clorochina e idrossiclorochina autorizzati dall'AIFA, che al momento non ha commentato la notizia della sospensione dell'OMS.

L'EMA avvia valutazione rapida del remdesivir
L'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha avviato uno studio di revisione continua dei dati con procedura rapida relativo al farmaco antivirale remdesivir in relazione al trattamento del Covid-19. Si tratta di una procedure di cui l'Ema si avvale per velocizzare la valutazione di un farmaco sperimentale promettente durante un'emergenza di salute pubblica, come l'attuale pandemia. "L'avvio dello studio - sottolinea l'EMA - significa che è iniziata la valutazione del farmaco e non implica che i suoi benefici siano maggiori dei rischi".  La decisione dell'EMA si basa sui risultati preliminari dello studio “Actt", che suggerisce un effetto benefico del remdesivir nel trattamento dei pazienti ospedalizzati con forme moderate o severe di Covid-19. Anche un altro recente studio cinese ha mostrato evidenze di efficacia del farmaco. Tuttavia, precisa l’EMA, "è ancora troppo presto per trarre conclusioni sul rapporto rischio-beneficio del farmaco”.

Il remdesivir è un antivirale sviluppato originariamente contro l'Ebola. Sebbene esso non sia ancora autorizzato nell'Unione europea (mentre il suo uso è stato autorizzato ieri negli Stati Uniti dall'Agenzia statunitense per i farmaci (FDA) esso può essere disponibile per i pazienti attraverso gli studi clinici e i programmi di uso compassionevole attraverso cui i pazienti hanno accesso a farmaci non autorizzati in situazioni di emergenza.
Leggi il comunicato dell'EMA.


Per altre info consulta anche:
- il nostro approfondimento Nuovo coronavirus: il punto su vaccino e terapie in uso sul sito ARS Toscana
- il nostro approfondimento L’utilizzo del plasma nel trattamento del paziente con infezione da SARS-CoV-2  sul sito ARS Toscana
- l'articolo COVID-19: il punto sulle terapie antivirali e su sperimentazione con plasma iperimmune. I principali trattamenti e i risultati preliminari sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero
- l'articolo Carenza di vitamina D possibile fattore di rischio per l'aggravamento di Covid-19? sul nostro portale NBST

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Prevenzione e controllo delle infezioni (IPC)
L’Istituto superiore di sanità (ISS), a seguito dell’epidemia da COVID-19, ha creato una sezione dedicata alla prevezione e al controllo delle infezioni,  in continuo aggiornamento, in cui è possibile trovare:

- una serie di rapporti tecnici che includono anche indicazioni per gli operatori sanitari in tema di IPC, consultabili alla pagina COVID-19: i Rapporti tecnici dell’ISS
- la sottosezione IPC: Documenti internazionali di riferimento sia nel contesto sanitario che comunitario
- la sottosezione IPC e precauzioni standard: documenti in italiano

Segnaliamo gli ultimi rapporti ISS utili pubblicati:
- Rapporto ISS COVID-19 n. 20/2020 - Indicazioni ad interim per la sanificazione degli ambienti interni nel contesto sanitario e assistenziale per prevenire la trasmissione di SARS-CoV 2. Versione del 14 maggio 2020. 
Rapporto ISS COVID-19 n. 19/2020 - Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico-chirurgici e biocidi. Versione del 25 aprile 2020

L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato un aggiornamento del documento con le indicazioni sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale durante l’assistenza ai pazienti. In particolare il documento indica quali sono i dispositivi di protezione (guanti, mascherine, camici o occhiali) nei principali contesti in cui si trovano gli operatori sanitari che entrano in contatto con i pazienti affetti da Covid-19 (tabella 1), raccomandando l’uso delle mascherine con filtranti facciali (FFP2 e FFP3) in tutte le occasioni a rischio: non più solo nei processi a rischio di generazione aerosol, ma anche per le aree di degenza, per gli ambulatori e per l'assistenza a domicilio in presenza di diversi pazienti positivi a Covid-19, oltre che per le ambulanze con rianimatore. Le indicazioni fornite devono trovare una declinazione a livello locale, tenendo conto anche dei contesti organizzativi ed assistenziali delle specifiche caratteristiche individuali di rischio degli operatori. Il presidente dell'ISS Silvio Brusaferro ha sottolineato che queste indicazioni sono improntate al principio di precauzione per garantire la salute e la sicurezza di tutti gli operatori sanitari e che, nella situazione attuale caratterizzata talora da criticità sui DPI, è stato ritenuto necessario (in coerenza con le strategie adottate anche da altre agenzie internazionali) fornire indicazioni che suggerissero criteri di priorità per gli operatori a più elevato rischio professionale.

Nella news Mascherine, le norme tecniche per la produzione alcune precisazioni su mascherine chirurgiche e filtranti facciali (mascherine FFP2 e FFP3) e altri tipi in commercio.

Dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) gli ultimi documenti pubblicati e raccolti nella sezione ISS IPC: Documenti internazionali di riferimento dove puoi trovare l'elenco completo dei materiali internazionali disponibili per gli operatori:

-  Infection prevention and control and preparedness for COVID-19 in healthcare settings [terzo update: 13 maggio] fornisce una guida per la gestione di casi sospetti e confermati di infezione da COVID-19 in contesti sanitari, comprese le strutture di assistenza a lungo termine, ed una guida per la gestione dei campioni nei laboratori.
Contact tracing for COVID-19: current evidence, options for scale-up and an assessment of resources needed (data pubblicazione: 5 maggio 2020)
- Coronavirus disease 2019 (COVID-19) and supply of substances of human origin in the EU/EEA - First update. (data pubblicazione: 29 aprile 2020)


Consulta anche le Q&A sulla prevenzione e il controllo delle infezioni, in aggiornamento continuo:
Q&A on infection prevention and control for health care workers caring for patients with suspected or confirmed 2019-nCoV. Domande e risposte a cura dell'OMS
COVID-19 Infection Prevention and Control in Healthcare Settings: Q&A. Domande e riposte a cura dell'ECDC.


Sul sito della Società italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia intensiva (SIAARTI) è stata attivata la sezione COVID-19 - Strumenti per gli anestesisti-rianimatori riguardo la gestione dei pazienti e la prevenzione e il controllo delle infezioni.


Per approfondire
: consulta anche la nostra news Le attività di chirurgia generale nello scenario di pandemia da COVID-19. Le raccomandazioni per il controllo delle infezioni sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero.

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Corsi di formazione per operatori sanitari
L'Istituto superiore di sanità ha attivato una serie di  corsi di formazione a distanza (FAD), che forniscono strumenti utili per affrontare l’emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus SARS CoV-2.  I corsi sono disponibili sulla piattaforma Eduiss dedicata alla formazione a distanza in salute pubblica, da cui è possibile iscriversi una volta creato il proprio account:

Emergenza epidemiologica COVID-19, elementi per il contact tracing [NUOVO - gratuito - iscrizioni: iscrizioni 28 aprile 2020 - 9 luglio 2020 - tempo di fruizione: 5 ore - crediti ECM: 6,5]. L’iscrizione è riservata solo agli operatori di sanità pubblica che svolgono attività di contact tracing. Vista la grande richiesta di partecipazione il corso è stato aperto anche ai biologi, ai tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, ai dietisti e agli assistenti sanitari.

Corso FAD ISS - Emergenza sanitaria COVID-19: gestione del paziente dializzato [NUOVO - gratuito - iscrizioni: 21 aprile 2020-9 luglio 2020 o fino al raggiungimento del limite massimo di partecipanti iscritti - crediti ECM: 9 - ID AGENAS 295699 - tutte le professioni e le discipline ECM - tempo di fruizione: 5 ore]

Prevenzione e controllo delle infezioni nel contesto dell'emergenza COVID-19 (per assistenti sociali) [NUOVO - gratuito - iscrizioni: 30 marzo - 28 settembre 2020 o fine al raggiungimento del limite massimo di iscritti - crediti CNOAS: 5 - ID 38637 - tempo fruizione: 5 ore]

Prevenzione e controllo delle infezioni nel contesto dell'emergenza COVID-19 [gratuito - iscrizioni: 30 marzo 2020-21 settembre 2020, o fino al raggiungimento del limite massimo di partecipanti iscritti - crediti ECM: 6,5 - ID AGENAS 294967 - tutte le professioni e le discipline ECM - tempo fruizione: 5 ore]

Prevenzione e controllo delle infezioni nel contesto dell'emergenza COVID-19 (per operatori di supporto) [gratuito - iscrizioni: 3 aprile-28 settembre 2020 o fine al raggiungimento del limite massimo di iscritti - tempo fruizione: 5 ore]

Emergenza sanitaria da nuovo coronavirus SARS CoV-2: preparazione e contrasto [ISCRIZIONI CHIUSE - gratuito - iscrizioni: 28 febbraio 2020-20 aprile 2020 - crediti ECM: 20,8 - ID AGENAS 292318 - tutte le professioni e le discipline ECM - tempo fruizione: 16 ore]. 

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Anche sulla piattaforma FadInMed è on line un corso di formazione a distanza sul nuovo coronavirus Sars-CoV-2 proposto dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) e rivolto a medici e odontoiatri. Accedi al corso Fad Coronavirus e alla pagina del sito Fnomceo per l’autenticazione. Iscrizioni: 22 febbraio-31 dicembre 2020, crediti ECM: 7,8.

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Le federazioni degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, degli infermieri, delle ostetriche, dei tecnici sanitari di radiologia medica e professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione hanno patrocinato il corso on line ABCDE (Attenzione, Burnout, Compassion fatigue, Disturbo post traumatico da stress …E oltre) per i professionisti sanitari. Il corso è offerto gratuitamente ai professionisti della sanità in prima linea nella guerra contro Covid-19, dal 15 maggio 2020 al 14 maggio 2021. Saranno erogati 10,4 crediti ECM per tutte le professioni sanitarie, dopo il superamento della prova di apprendimento. L’iscrizione viene effettuata dal sito Format, provider e segreteria organizzativa, ma dovrebbe essere possibile, per gli operatori iscritti, anche dai siti istituzionali delle quattro federazioni. Per maggiori info consulta il depliant.

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Buone pratiche e raccomandazioni per gli operatori sanitari
Il Centro regionale gestione rischio clinico e sicurezza del paziente, in collaborazione con la Regione Toscana e  l'Agenzia regionale di sanità, ha prodotto il seguente materiale informativo per gli operatori sanitari, relativo a regole di comportamento per la protezione e la prevenzione, buone pratiche,  informazioni e raccomandazioni.  

Raccomandazioni per gli operatori sanitari e per l'accesso alle strutture
Regole minime di comportamento per operatori sanitari per la protezione e la prevenzione Regole per le strutture sociosanitarie (RSA)
Video sulle fasi della vestizione e svestizione degli operatori sanitari
  • videoa cura dell'Istituto superiore di sanità (ISS) e Istituto nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani
  • video a cura dell'AOU Pisana
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Gestione dello stress e supporto psicologico
In un’emergenza come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, l’esposizione allo stress riguarda sia le famiglie e le persone confinate in casa, sia gli operatori sanitari chiamati a fronteggiare l’impatto dell’epidemia.

L’ISS, tramite il sito EpiCentro, dedica una sezione alla gestione dello stress in questa situazione di emergenza: consulta la sottosezione Covid-19: gestione dello stress fra gli operatori sanitari. L'ISS ha anche recentemente pubblicato il Rapporto ISS COVID-19 n. 22/2020 Indicazioni ad interim per la gestione dello stress lavoro-correlato negli operatori sanitari e socio-sanitari durante lo scenario emergenziale SARS-COV-2 Allegato.

Sul sito del Ministero della salute anche l'elenco, regione per regione, delle iniziative di supporto psicologico promosse per i cittadini ma anche per gli operatori sanitari impegnati nell'emergenza: leggi la news. La Croce rossa ha poi attivato il numero 06 5510 riservato specificatamente al supporto degli operatori sanitari.

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Stili di vita
L’Istituto superiore di sanità, tramite il sito Epicentro, avvia una serie di aggiornamenti in cui saranno proposte indicazioni e attività per migliorare la salute e il benessere in questa situazione emergenziale. Si tratta di materiali pratici, pensati per essere di supporto agli operatori e, tramite loro, alle persone e alle famiglie.
Consulta la sezione COVID-19: Stili di vita sani anche nell'emergenza sul sito Epicentro.

Il primo focus ISS è dedicato all'attività fisica: consulta la sottosezione Manteniamoci attivi, anche a casa! con indicazioni per le varie fasce di età. 

Il secondo focus ISS è dedicato all'alimentazione: consulta la sottosezione Alimentazione durante l’emergenza COVID-19 con alcune indicazioni sugli alimenti da privilegiare e quelli da limitare.

Il terzo focus ISS è dedicato al consumo di alcol: consulta la sottosezione COVID-19 e consumo alcol dedicata alla prevenzione dell’abuso e alla promozione di un consumo responsabile delle bevande alcoliche, che pone l'attenzione agli effetti negativi e pregiudizievoli per la salute determinati dalle bevande alcoliche, come il maggior rischio di infezioni e il calo delle difese immunitarie. La sottosezione include:

- l'infografica OMS Alcohol and COVID-19: what you need to know
- l'approfondimento Assunzione di bevande alcoliche e COVID-19: le cose da sapere, le fake news da sfatare
  
Per approfondire: leggi la nostra news Il consumo di alcol non protegge dal virus SARS-Cov-2 …lo aiuta!

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Dipendenze
Le dipendenze da sostanze come il tabacco, l’alcol e le droghe ma anche le dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo, cibo, internet e nuove tecnologie, doping) sono importanti fattori di rischio per la salute pubblica e lo diventano ancora di più in una situazione particolare come quella correlata alla pandemia da COVID-19 che prevede un periodo di grandi chiusure e di forzata permanenza a casa. L’Istituto superiore di sanità apre la sezione Dipendenze e COVID-19 per aiutare operatori e cittadini a far fronte all’emergenza con materiale di supporto e approfondimenti sul tema.

Il primo focus ISS della sezione è dedicato alla dipendenza da fumo: consulta la sottosezione Il tabagismo ai tempi della COVID-19
I fumatori potrebbero essere più vulnerabili a contrarre l'infezione da nuovo coronavirus rispetto ai non fumatori. Questa maggiore vulnerabilità deriverebbe dall’atto stesso del fumo: le dita, ed eventualmente le sigarette contaminate, arrivano a contatto con le labbra e questo aumenta la possibilità di trasmissione del virus dalla mano alla bocca. I fumatori a causa del fumo possono anche avere una malattia polmonare sottostante o una ridotta capacità polmonare, e questo aumenterebbe notevolmente il rischio di sviluppare forme di malattia gravi, come la polmonite. Sempre secondo l'ISS, nei fumatori il rischio di finire in terapia intensiva è più del doppio: leggi l'articolo ISS su COVID-19 e fumo.

Per approfondire:leggi la nostra news Fumo e coronavirus: fumatori più a rischio d'infezione, complicanze ed esiti avversi? sul nostro portale NBST

Il secondo focus ISS della sezione è dedicato alla dipendenza da alcol: consulta la sottosezione Dipendenza alcol-correlata nel contesto della pandemia da COVID-19 dedicata a operatori e cittadini, per aiutarli con materiale di supporto e le informazioni per chiedere aiuto. Include:  

- l'approfondimento Alcoldipendenza e COVID-19

Il terzo focus ISS della sezione è dedicato alle dipendenza da droghe: consulta la sottosezione Consumo di sostanze stupefacenti durante l’emergenza COVID-19. Durante questo periodo di emergenza sanitaria le regole sul “rimanere in casa” imposte dalle autorità hanno determinato un sensibile calo dello spaccio degli stupefacenti su strada. Uno scenario che apre all'ipotesi che i consumatori di sostanze d’abuso si stiano rivolgendo al mercato illecito presente nel “dark web” per procurarsi droghe classiche come la cocaina, l’hashish o l’eroina. Il focus analizza com'è cambiato il consumo di droghe durante l'emergenza da Covid-19 e le possibili implicazioni della malattia Covid-19 per per le persone con disturbi da uso di sostanze stupefacenti.

Consulta anche la sottosezione Servizi per le dipendenze (SER.D.) durante l’emergenza COVID-19 che riporta i risultati dell'indagine condotta dal Centro nazionale Dipendenze e Doping per capire se la pandemia da COVID-19 ha modificato il modo di lavorare all’interno dei Servizi per le Dipendenze (Ser.D.), e le eventuali mutate dinamiche relazionali con pazienti in trattamento. Il focus cerca di rilevare se, a causa del virus, siano stati attivati nuovi percorsi di cura, siano state assunte diverse forme di comunicazione e se siano stati modificati i tempi dell’affidamento domiciliare del farmaco.

Il quarto focus ISS della sezione è dedicato alla dipendenza da gioco d'azzardo: consulta la sottosezione Gioco d’azzardo e COVID-19. Durante questa emergenza tante famiglie e tante persone si trovano a dover affrontare problemi legati alla dipendenza dal gioco d’azzardo da soli o a distanza e, allo stesso tempo, possono venire alla luce problematiche che prima non si vedevano. La copresenza forzata 24 ore su 24 con un familiare o un convivente può rendere evidente un comportamento di gioco compulsivo; l’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona con un disturbo specifico può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni di convivenza.

Il quinto focus ISS della sezione è dedicato ai disturbi dell'alimentazione: consulta la sottosezione Disturbi dell’alimentazione e COVID-19. La paura di infezione e l’isolamento sociale possono aumentare il rischio di ricaduta o peggiorare i disturbi dell’alimentazione come anoressia o bulimia, o addirittura far insorgere un disturbo di addiction ex novo. 
In questo contesto di emergenza diventa ancora più importante identificare le strutture di cura: per raggiungere l'obiettivo è in corso da parte del Centro nazionale dipendenze e doping dell’ISS il progetto “Manual” che ha come obiettivo la mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei disturbi alimentari. Per maggiori info consulta il primo piano.

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Differenze di genere
Molte e importanti differenze di genere si osservano nella frequenza, nei sintomi, nella gravità di numerose malattie e anche nella risposta alle terapie e nelle reazioni avverse ai farmaci. Questo sembra essere vero anche nel contesto della pandemia da COVID-19.

EpiCentro, con il supporto scientifico del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Istituto superiore di sanità (ISS), propone un focus dedicato ad approfondire questi aspetti, per promuovere una migliore comprensione degli aspetti eziologici ed epidemiologici dell’infezione da SARS-CoV-2 in uomini e donne. Per saperne di più, consulta gli approfondimenti sul sito Epicentro:

Differenze di genere in COVID-19: l’importanza dei dati disaggregati per sesso - Un’analisi della situazione in Italia e nel mondo - Aggiornamento al 25 aprile 2020
Differenze di genere in COVID-19: possibili meccanismi
Differenze di genere: i caregiver familiari

Per approfondire, consulta anche la nostra news COVID-19, le donne sono meno colpite degli uomini: differenze di genere sia ormonali che genetiche

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Vaccinazioni
Il documento Guidance on routine immunization services during COVID-19 pandemic in the WHO European Region, pubblicato dall'OMS Europa il 20 marzo 2020, fornisce un supporto ai Paesi nella decisione di mantenere o meno le normali attività vaccinali nel periodo pandemico, indicare quali sono i fattori che ogni Paese deve considerare per effettuare una valutazione del rischio, fornire dei principi guida da seguire e indicazioni su come effettuare le vaccinazioni in sicurezza.

Le raccomandazioni dell’Ufficio regionale europeo dell’OMS vengono ulteriormente ribadite nel documento ad interim Guiding principles for immunization activities during the COVID-19 pandemic, pubblicato il 26 marzo 2020, in cui si sottolinea che l'elevato potenziale di epidemie di malattie prevenibili da vaccino rende indispensabile per i Paesi mantenere la continuità dei servizi vaccinali ovunque tali servizi possano essere condotti in condizioni di sicurezza.

Ulteriori aggiornamenti sul tema nella sezione Vaccinazioni durante la pandemia da COVID-19 sul sito Epicentro.

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Indicazioni e raccomandazioni per gruppi di popolazione
ANZIANI E DISABILI: IN RSA E RSD 
Nelle RSA e RSD, dove persone con disabilità, con gravi patologie neurologiche e/o anziane vivono a stretto contatto tra loro e con il personale che li assiste, gli effetti dell’emergenza sanitaria da COVID-19 possono essere particolarmente gravi. È noto, infatti, che gli anziani o chi ha patologie concomitanti sono a maggior rischio di un esito grave della malattia e che gli operatori sanitari sono una categoria più esposta all’infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, è importante sottolineare che queste strutture, così come altre comunità semichiuse, sono anche a maggior rischio di microfocolai epidemici.

In Toscana, l'ordinanza n. 21 del 29 marzo 2020 emanata dal presidente Enrico Rossi indica  nuove disposizioni per la gestione dei casi positivi in Rsa, l'organizzazione delle strutture e le misure per il personale, i test diagnostici, l'accesso nelle strutture dei medici di medicina generale, l'attività delle Usca (ove presenti) e la gestione dei nuovi ingressi nelle strutture. L'ordinanza n. 22 del 1 aprile 2020 prevede un servizio dedicato anche per i rifiuti che provengono da strutture socio-sanitarie residenziali della Toscana dove siano presenti cittadini risultati positivi alla Covid-19 in quarantena obbligatoria. L'ordinanza n. 28 del 7 aprile 2020 dispone un'assistenza ulteriormente potenziata (separazione e cure intermedie) per gli ospiti di residenze per anziani e disabili.

La Regione Toscana ha anche realizzato un documento ad interim che raccoglie tutte le informazioni e le indicazioni regionali per la gestione dell'emergenza e una checklist per le strutture per monitorare e autovalutare le soluzioni adottate. Dal 31 marzo sono anche iniziati esami a tappeto nelle Rsa, sia agli ospiti che agli operatori delle strutture, cominciando da Asl centro e nord ovest. 

Con l'ordinanza n. 49 del 3 maggio 202 si dispone che nelle RSA sarà prevista la presenza di un medico della Asl - uno per ogni 300 assistiti – che seguirà gli ospiti in aggiunta al personale della struttura ed al medico curante. Sarà inoltre adottato un diario clinico web-based che permetterà di monitorare al meglio lo stato di salute degli ospiti.

Per approfondire, consulta le ultime news sul nostro portale tematico Valore in RSA:

L'Istituto superiore di sanità, per monitorare la situazione e dare sostegno al personale impiegato in queste strutture, è impegnato su più fronti con attività di sorveglianza mirate a individuare eventuali strategie di rafforzamento dei programmi di prevenzione controllo delle infezioni (Infection prevention and control, IPC) e con attività di supporto volte a fornire risorse e indicazioni sugli ambiti di prevenzione e preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi sospetti/confermati di COVID-19.  Per approfondire, consulta:
  • il report Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-COV-2 in strutture residenziali sociosanitarie (rev. 17 aprile 2020) a cura del Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni. Le indicazioni di questo documento vertono principalmente sugli ambiti di prevenzione e preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi sospetti/probabili/confermati di COVID-19 sottolineando l’importanza di garantirne in ogni caso l’isolamento. Le misure generali prevedono un rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) inclusa una adeguata formazione degli operatori.
ANZIANI E DISABILI: CENTRI DIURNI
L'ordinanza n.12 aveva disposto la chiusura dei centri diurni in Toscana da lunedì 16 marzo per rafforzare ulteriormente le misure di sorveglianza sanitaria per contenere e mitigare l’espansione della malattia infettiva, soprattutto per la popolazione più fragile ed esposta al rischio di contagio, come anziani e disabili. 

I centri diurni riapriranno a partire dal 18 maggio (ed entro comunque il primo giugno) i centri diurni per persone con disabilità. Per il progressivo riavvio delle attività di queste strutture semiresidenziali, temporaneamente sospese a causa del Coronavirus, la Regione ha definito un apposito protocollo operativo sulla gestione in sicurezza dell’intero percorso di riapertura, e stanziato un contributo economico da 3 milioni di euro. Il documento è stato approvato dalla Giunta nella seduta del 4 maggio, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi: consulta la delibera n. 571 del 4 maggio 2020 e l'allegato A - protocollo operativo

Il protocollo prevede una serie di disposizioni da rispettare per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori, nella fase di ripresa delle attività sociali e socio-sanitarie. I tre milioni di euro stanzianti dalla Regione serviranno a riorganizzare, riqualificare o riprogrammare l’utilizzo del personale là dove fosse necessario per garantire una graduale, efficace e soprattutto sicura, ripresa delle attività. La riapertura di queste strutture avverrà a partire dal 18 maggio e comunque entro il primo giugno, appena i gestori avranno messo in atto tutte le azioni e le indicazioni contenute nel documento.  Il protocollo definisce oltre alla tempistica, relativa alla riapertura delle attività, anche la frequenza dei centri da parte degli utenti, le modalità di trasporto, l’ingresso degli ospiti e la permanenza di operatori e utenti nella struttura, gli screening sierologici, la formazione del personale, la comunicazione e l’assistenza per il coinvolgimento delle famiglie, che avessero necessità di confronto e supporto.

Per altre info leggi anche il comunicato regionale.


GRAVIDANZA, PARTO E ALLATTAMENTO
La comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (SIN, SIMP, SIP, SIGO, AOGOI, AGUI e FNOPO) ha aderito all’iniziativa dell’ISS di istituire un gruppo di lavoro, coordinato dal Centro nazionale di prevenzione delle malattie e di promozione della salute (CNaPPS), per prendere in esame e divulgare gli aggiornamenti della letteratura scientifica sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento. L’obiettivo dell’iniziativa è fornire indicazioni utili alla pratica clinica destinate ai professionisti sanitari che nel Paese assistono la nascita.

Sul sito Epicentro gli aggiornamenti settimanali del gruppo di lavoro nella sezione COVID-19: gravidanza, parto e allattamento. Da questa sezione si può accedere anche a vari approfondimenti:

- pagina dedicata al progetto di ricerca sull’infezione da SARS-CoV-2 in gravidanza, coordinato da ItOSS in collaborazione con le Regioni L’infezione da SARS-CoV-2 in gravidanza: studio prospettico dell’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS)
- l'approfondimento COVID-19: vivere insieme la nascita: la presenza in ospedale dei padri o della persona a scelta della donna del 13 maggio 2020
- l’approfondimento Tutela della maternità e infezione da COVID-19 del 12 marzo 2020

La Società italiana di neonatologia aggiorna periodicamente le raccomandazioni su gravidanza, parto e allattamento in corso di epidemia di SARS-CoV-2 alla pagina COVID-19 - Raccomandazioni SIN.

Il Ministero della salute ha emesso la circolare del 31 marzo 2020 che affronta diversi aspetti:  la gestione dell’infezione in gravidanza, la possibile trasmissione materno-fetale dell’infezione prima, durante e dopo il parto, la sicurezza della gestione congiunta puerpera-neonato e l’allattamento materno. Nel documento sono presenti inoltre indicazioni per l’assistenza ostetrica al parto vaginale. Le indicazioni contenute nella circolare tengono conto dei dati scientifici ed epidemiologici disponibili e sono suscettibili di future variazioni sulla base della progressiva acquisizione di conoscenze sull’epidemia da SARS-CoV2, sulla sua trasmissione perinatale e sulle caratteristiche cliniche dei casi di infezione perinatali madre-neonato.

BAMBINI E RAGAZZI
Dai dati finora disponibili emerge che l'infezione da Covid19 nei bambini si presenta nella grande maggioranza dei casi con sintomi lievi, anche in quelli che hanno patologie croniche pregresse. Se queste considerazioni hanno tranquillizzato le famiglie e i sanitari, altre stanno emergendo. Quali effetti può avere questo periodo di prolungato lockdown - senza scuola, sport e contatti con i coetanei - sul benessere generale e sulla salute mentale di bambini e ragazzi?
I bambini vivono inoltre le stesse esperienze delle loro famiglie: hanno quindi sperimentato la scomparsa di persone care - per lo più i nonni; hanno genitori che lavorano “in prima linea” contro il virus, o che hanno smesso di lavorare da tempo, o che hanno perso il lavoro o che lavorano da casa. Possiamo quindi aspettarci che anche queste esperienze impattino o impatteranno sulla loro salute, soprattutto mentale.

Recentemente vi sono pubblicazioni provenienti da vari Paesi, principalmente dall’Europa e dagli USA, in cui viene descritta una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale con alcune caratteristiche della malattia di Kawasaki associate ad altre determinate peculiarità. Ciò ha indotto la comunità medico-scientifica nazionale e internazionale ad effettuare studi e approfondimenti. Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche cliniche, un’aberrante risposta infiammatoria, alcune opzioni terapeutiche (immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici) con la malattia di Kawasaki (MK). Da questa però si distinguerebbe per altre peculiarità, rappresentate da maggiore età dei soggetti colpiti, interessamento multisistemico grave, prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale. Il Rapporto ISS COVID-19 n. 29/2020 Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2 (21 maggio 2020) evidenzia che, al momento, pur in assenza di una definizione di caso condivisa a livello europeo, sia plausibile una correlazione fra infezione da SARS-CoV-2 e insorgenza della sindrome, pur in presenza di evidenze limitate del nesso di causalità. Sottolinea inoltre l’assenza di forti evidenze epidemiologiche di un incremento dell’incidenza della MK, l’assenza di aumentato rischio di recidiva della malattia, l’assenza di aumentata suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 in pazienti con pregressa MK durante la pandemia COVID-19.

Per saperne di più consulta:

PERSONE IN CARCERE
Le persone private della libertà sono probabilmente più vulnerabili alla malattia Covid-19 rispetto alla popolazione generale a causa delle condizioni di ristrettezza in cui vivono. Inoltre, possono andare incontro a un peggior stato di salute perché più esposte a fattori di rischio come fumo, uso di droghe, scarsa igiene, stress psico-fisico, cattiva alimentazione, o pregresse patologie infettive e croniche. Nei luoghi chiusi il virus può essere introdotto e circolare tramite il personale lavorativo, i nuovi ingressi o i famigliari in visita. 

Il documento ad interim Preparedness, prevention and control of COVID-19 in prisons and other places of detention, redatto dall'OMS Europa, è indirizzato alle autorità carcerarie, di sanità pubblica e politiche, ai direttori e dirigenti delle carceri o degli altri centri di detenzione, al personale sanitario e di custodia che vi lavora. Ha l’obiettivo di coordinare le azioni di sanità pubblica, come aiutare a prevenire la diffusione del virus o a capire come gestire la presenza di un caso sospetto o confermato di COVID-19 tra una delle persone che vive in restrizione o tra il personale. Inoltre, fornisce alcuni consigli alle persone che si trovano in ambienti restrittivi, ai loro familiari e ai membri del personale se sono stati nelle aree colpite dal virus negli ultimi 14 giorni.

L'Osservatorio Antigone ha pubblicato il XVI Rapporto sulle condizioni di detenzione,  con l'obiettivo di raccontare il carcere al tempo del coronavirus, analizzando tre mesi di pandemia attraverso un grande racconto collettivo (42 gli autori che hanno contribuito). Nel rapporto il tentativo fatto è quello di intrecciare dati quantitativi (a cominciare dal drastico calo di quasi novemila persone detenute, i contagiati tra operatori e ristretti, la situazione in Europa) e dati qualitativi (una lettura critica delle rivolte dell'8 e 9 marzo, di cosa hanno fatto il legislatore, l’amministrazione, i garanti delle persone private della libertà). Non sono stati evitati gli argomenti più scomodi e divisivi, come le “scarcerazioni” di persone condannate o accusate per mafia detenute nelle sezioni 41bis e Alta sicurezza. Il XVI Rapporto è diviso idealmente in tre parti, prima, durante e dopo la pandemia. Il minimo comune denominatore di tutti i contributi è che i diritti e le garanzie del sistema penale e penitenziario non possano essere cancellati o sospesi a data da destinarsi: anzi, devono essere ciò che guida un sistema complesso anche durante l’emergenza sanitaria. Consulta anche la cartella stampa di presentazione del rapporto.

Per approfondire consulta:

MIGRANTI
L’attuale pandemia rappresenta un fattore di rischio per la salute delle popolazioni migranti in Europa, non solo rispetto alla possibilità di entrare a contatto con il virus, ma anche per i possibili esiti di salute negativi legati alle barriere nell’accesso ai servizi sanitari. Un rischio particolarmente alto riguarda tutti coloro che vivono in condizioni di affollamento, con difficoltà ad auto-isolarsi e a mantenere il distanziamento sociale (ad esempio nei Centri di accoglienza), o in condizioni di scarsa igiene e con ridotto accesso all’acqua pulita (ad esempio negli insediamenti informali). Inoltre, i gruppi di migranti e le minoranze differiscono tra loro per ciò che riguarda l’accesso a conoscenze e informazioni su Covid-19 e alcuni potrebbero non avere i mezzi socio-economici o tecnici (come l’accesso a internet) per prendersi cura di loro stessi e delle loro famiglie durante l’isolamento.

Alcuni documenti internazionali per la prevenzione e il controllo dell’epidemia da COVID-19 nella popolazione migrante pubblicati: 
  • Interim guidance for refugee and migrant health in relation to COVID-19 in the WHO European Region. WHO Europe. La guida OMS è destinata alle autorità sanitarie e contiene indicazioni specifiche sull’assistenza a rifugiati e migranti durante la pandemia da coronavirus. La guida raccomanda ai Paesi membri di sviluppare messaggi specifici per migranti e rifugiati contenenti informazioni che contribuiscano alla promozione di comportamenti volti al contenimento della pandemia. Raccomanda inoltre di informare tutti i migranti in arrivo nel Paese ospitante sulle raccomandazioni in vigore per la prevenzione dell’infezione, dar loro le indicazioni sull’accesso ai servizi sanitari e raccogliere le dichiarazioni sanitarie e i dettagli sui contatti avuti.
  • l'articolo Refugee and migrant health in the COVID-19 response pubblicato su The Lancet il 31 marzo 2020. L'articolo riportano le evidenze che mostrano come questa popolazione vulnerabile abbia un minor rischio di trasmettere malattie infettive alla popolazione ospitante, ma sia allo stesso tempo a maggior rischio di contrarre una patologia, compreso il COVID-19. Nonostante le misure restrittive di controllo messe in atto per rispondere alla pandemia, gli autori raccomandano di permettere l’accesso ai servizi sanitari e alle informazioni e suggeriscono di non effettuare rimpatri forzati e respingimenti sulla base di timori o sospetti di trasmissione del virus. 

Per approfondire:

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Indicazioni, raccomandazioni e protocolli per specifiche patologie e condizioni cliniche
Gli ordini professionali medici, le principali società scientifiche e associazioni professionali hanno stilato e stanno stilando indicazioni, raccomandazioni e protocolli per specifiche patologie e condizioni cliniche: dai pazienti oncologici, diabetici, ipertesi, ai pazienti in dialisi, epatopatici, a coloro che sono in attesa di trapianto o necessitano di trasfusioni.

Per tutti gli aggiornamenti consulta la news Coronavirus: indicazioni, raccomandazioni e protocolli per specifiche patologie e condizioni cliniche sul nostro portale NBST, che viene costantemente aggiornata.

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Assistenza territoriale dei pazienti
Con l'ordinanza n. 34 del 14 aprile 2020 vengono fornite linee di indirizzo per la gestione del percorso Covid-19 in ambito territoriale, anche in riferimento all’assistenza dei pazienti in fase terminale e alle cure palliative. 

Vengono fornite dettagliate disposizioni organizzative su diversi ambiti: 
  • inquadramento dei pazienti Covid positivi o negativi
  • gestione dei pazienti paucisintomatici Covid negativi
  • gestione dei pazienti Covid positivi
  • dotazioni tecnologiche a domicilio
  • unità speciali di continuità assistenziale (Usca)
  • albergo sanitario con i servizi che devono essere garantiti
  • percorso Covid-19 low care-cure intermedie (modalità e modelli organizzativi)
  • il paziente Covid in Rsa e in Rsa con protezione sanitaria
  • cure palliative
  • attività dei medici di assistenza primaria e dei pediatri di famiglia
  • attività della continuità assistenziale
  • percorso per i pazienti non Covid ultra 75enni o cronici o dimessi dall’ospedale, che necessitano di continuità assistenziale sul territorio
  • applicativi e strumenti informatici regionali utili alla gestione dell'emergenza coronavirus, per garantire una piattaforma informativa unica e coerente sia per la corretta gestione dell’emergenza che per la produzione di dati da comunicare a livello ministeriale

Con l'ordinanza n. 27 del 7 aprile 2020 sono stati sostituiti gli allegati dell'ordinanza n. 20.
L'allegato 1 dell'ordinanza n. 27 contiene indicazioni sui farmaci da utilizzare nel trattamento domiciliare della infezione da Coronavirus accertata o sospetta. Il 
vademecum terapeutico non è una linea guida ma fornisce indicazioni pratiche in forma di raccomandazioni, che riassumono quanto oggi è ritenuto plausibile e giustificato nel trattamento di Covid-19.
L'allegato 2 dell'ordinanza n. 27 individua i parametri con cui i medici possono suddividere la popolazione in categorie di progressivo impegno clinico ed individuare i pazienti per cui è indicata la terapia domiciliare.


Con l'ordinanza n. 29 del 7 aprile 2020 la Regione Toscana offre a tutti i pazienti positivi  in isolamento nella propria abitazione – quelli che in ospedale non ci sono mai andati e quelli che dall’ospedale sono stati dimessi – la possibilità di trasferirsi ed essere assistiti in alberghi sanitari, dove le Asl dovranno garantire ogni giorno almeno una visita di medici e infermieri. Le unità mobili di infermieri e medici, le Usca, che si recano a casa dei pazienti, lo proporranno: chi volesse rimanere a casa dovrà firmare una dichiarazione in cui rinuncia al trattamento proposto. Per maggiori dettagli consulta anche il comunicato stampa regionale sul sito di Toscana Notizie. 

Per approfondire: consulta la news Gli indirizzi regionali per la gestione del percorso COVID-19 in ambito territoriale sul nostro portale Valore in RSA

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Fase 2, come riprende l'attività sanitaria in Toscana dal 4 maggio
Il presidente Enrico Rossi ha firmato l'ordinanza n. 49 del 3 maggio 2020, con cui si stabiliscono le regole con cui riprenderà - con la necessaria gradualità – la normale attività sanitaria.

ATTIVITA' PRESIDI OSPEDALIERI E TERRITORIALI. La nuova ordinanza dispone che l’attività sanitaria riprenda per 12 ore al giorno e 6 giorni a settimana in tutti i presidi ospedalieri e territoriali. L'estensione dell'orario è stata disposta al fine di limitare il numero di utenti e operatori presenti in contemporanea.

CURE INTERMEDIE. Saranno creati dalle varie aziende sanitarie circa 1100 nuovi posti letto destinati alle cure intermedie, in questo modo l’attuale dotazione di 612 posti salirà fino all’obiettivo di 1700 posti equamente distribuiti su tutto il territorio regionale.

POSTI LETTO AGGIUNTIVI DI TERAPIA INTENSIVA. I 250 posti aggiuntivi di terapia intensiva realizzati nel corso della pandemia nei tanti presidi ospedalieri, nuovi e vecchi, come annunciato saranno lasciati a disposizione della protezione civile regionale e nazionale.

VISITE, SCRENING E CONTROLLI. Saranno riattivate le visite ambulatoriali programmate, gli screening oncologici ed i controlli propedeutici alle attività chirurgiche, secondo classi di priorità. Le aziende USL dovranno redarre un piano dell’attività, anche attraverso il ricorso al privato convenzionato.

MEDICI DI FAMIGLIA E PEDIATRI. Medici di base e pediatri di famiglia potranno avvalersi delle visite telematiche. Sempre in via telematica potranno essere fatte visite di controllo e follow up, mentre per le prime visite e per le visite che richiedono la presenza fisica saranno dati dalle AUSL appuntamenti cadenzati in maniera da evitare l’affollamento delle sale di attesa.

PRE-TRIAGE. Rimarranno attivi davanti a tutti gli ospedali i pre-triage e resteranno in vigore tutte le procedure di sicurezza per gli accesso agli ospedali.

REPARTI COVID E NON-COVID. Resterà la divisione tra reparti Covid e non-Convid negli ospedali, con percorsi e personale dedicato.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE. All’interno degli ospedali e delle altre strutture sanitarie resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale e delle consuete procedure di sicurezza. Anche i lavoratori della sanità, compresi coloro che operano negli uffici, dovranno indossare DPI se non è possibile garantire il mantenimento della distanza di 1,80 mt tra le postazioni di lavoro.

RICOVERI PRE-CHIRURGICI. In caso di ricovero pre-chirurgico, sarà necessario effettuare il test sierologico semi-quantitativo tra i 10 ed i 7 giorni prima, mentre sarà sempre effettuato il tampone il giorno stesso, prima del ricovero.

ACCOMPAGNATORI. Resta, per qualsiasi prestazione sanitaria, il divieto di accesso per gli accompagnatori, tranne che in caso di minori, disabili e persone non autosufficienti.

PRELIEVI DEL SANGUE. Ricominceranno i prelievi del sangue, che saranno effettuati solo su prenotazione. L’orario di prelievo sarà esteso fino al primo pomeriggio (si ricorda che solo per l’analisi di alcuni valori è necessario rispettare il digiuno prima del prelievo).

LIBERA PROFESSIONE. La ripresa della libera professione - raccomandata ai sensi della delibera n.1457 del 17 dicembre 2018 per ridurre le liste di attesa - sarà autorizzata dopo il raggiungimento dell’obiettivo di un tempo di attesa per le prestazioni ambulatoriali istituzionali programmate non superiore a 15 giorni ( 30 giorni per la diagnostica) .

RSA. Nelle RSA sarà prevista la presenza di un medico della Asl - uno per ogni 300 assistiti – che seguirà gli ospiti in aggiunta al personale della struttura ed al medico curante. Sarà inoltre adottato un diario clinico web-based che permetterà di monitorare al meglio lo stato di salute degli ospiti.

CENTRI DIURNI. I centri diurni per persone con disabilità riapriranno dal 18 maggio, a breve una delibera della Giunta regionale dettaglierà le modalità per la ripresa delle attività.

USCA. Viene confermata l’operatività delle USCA, le unità speciali di continuità assistenziale, costituite almeno in rapporto di una ogni 50.000 abitanti.

MONITORAGGIO PANDEMIA. Infine, tutte le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliero-universitarie toscane contribuiranno al monitoraggio degli indici di controllo della pandemia istituito dal Governo.

Per approfondire consulta anche la news La risposta alla pandemia da Sars-CoV-2 del network ospedaliero della Toscana sul nostro giornale on line Infezioni Obiettivo Zero.


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Permanenza nuovo coronavirus sulle superfici e nell'aria
Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette, quando ad es. starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso, e attraverso gli atti del cantare o del parlare con enfasi.  

Altri meccanismi di trasmissione riconosciuti sono il contatto diretto ravvicinato, toccando con le mani contaminate le mucose di bocca, naso e occhi, raramente la via fecale-orale e, non ultimo, il contatto mani-mucose con superfici contaminate.  

Allo stato attuale delle conoscenze, la trasmissione mediante particelle di dimensioni inferiori ai 5 μm non è riconosciuta; tuttavia 
alcune procedure eseguite in ambiente sanitario possono generare aerosol: intubazione tracheale, aspirazione bronchiale, broncoscopia, induzione dell'espettorato, rianimazione cardiopolmonare. Tali operazioni richiedono pertanto particolari misure di protezione (tra cui utilizzo di DPI, quali FFP2 con schermo facciale) come raccomandato anche dall’OMS. Studi recenti basati su campionamenti dell’aria nelle immediate vicinanze di pazienti affetti da COVID-19 aventi carica virale significativa nelle loro secrezioni respiratorie, non hanno rilevato tracce di RNA del virus; al contrario, RNA virale è stato identificato su superfici nelle immediate vicinanze del paziente[Ong SW, Tan YK, Chia PY, Lee TH, Ng OT, Wong MS, et al. Air, surface environmental, and personal protective equipment contamination by severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2) from a symptomatic patient. JAMA. 2020 Mar 4 (Epub ahead of print)] [Cheng V, Wong S, Chen J, Yip C, Chuang V, Tsang Yuen K. Escalating infection control response to the rapidly evolving epidemiology of the Coronavirus disease 2019 (COVID-19) due to SARS-CoV-2 in Hong Kong. Infection Control & Hospital Epidemiology, 2020;1-24. doi:10.1017/ice.2020.]. Uno studio recente ha dimostrato che il SARS-CoV-2 aerosolizzato in laboratorio può sopravvivere fino a tre ore (8); tuttavia è importante sottolineare che le condizioni di test in laboratorio sono difficilmente confrontabili con una condizione reale in cui vengono emesse goccioline attraverso l’atto di tossire, starnutire o parlare e con procedure che generano aerosol in ambito clinico. L’OMS sottolinea inoltre che, dall’analisi svolta su oltre 75.000 casi di COVID-19 in Cina, non sono emersi casi di contagio attraverso aerosol [World Health Organization. Modes of transmission of virus causing COVID-19: implications for IPC precaution recommendations. Scientific Brief. Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/newsroom/commentaries/detail/modes-of-transmission-of-virus-causing-covid-19-implications-for-ipc-precautionrecommendations] [World Health Organization. Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID19). Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-missionon-covid-19-final-report.pdf e pertanto continua a raccomandare precauzioni per prevenire la trasmissione via droplet per COVID-19, limitando le precauzioni airborne ai casi particolari legati alle specifiche procedure in ambito ospedaliero [World Health Organization. Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID19). Geneva: WHO; 2020. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-missionon-covid-19-final-report.pdf]. 

Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze scientifiche pienamente consolidate che il particolato atmosferico possa essere vettore per la diffusione del SARS-CoV-2 nell'aria al di là delle distanze di sicurezza, ovvero in assenza di sistemi che producono aerosol che invece possono trovarsi in ambiente ospedaliero nell’assistenza a pazienti COVID-19. Leggi la nota ISS.

Studi recenti effettuati sulla sopravvivenza di coronavirus umani su diverse tipologie di superfici mostrano che, in condizioni sperimentali, tali virus possono sopravvivere da 48 ore fino a 9 giorni in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione, della temperatura e dell’umidità [Kampf G, Todt D, Pfaender S, Steinmann E. Persistence of coronaviruses on inanimate surfaces and their inactivation with biocidal agents. Journal of Hospital Infection 2020;104(3):246-51]. Uno studio in particolare ha mostrato persistenza di coronavirus umani HCoV-OC43 e HCoV-229E su guanti chirurgici in lattice sterili in un intervallo che andava da meno di un’ora a 3 ore [Sizun J, Yu MW, Talbot PJ. Survival of human coronaviruses 229E and OC43 in suspension and after drying on surfaces: a possible source of hospital-acquired infections. J Hosp Infect 2000;46(1):55-60. doi:10.1053/jhin.2000.0795.]

Dati sperimentali relativi alla persistenza del virus SARS-CoV-2 su superfici sono stati prodotti in alcuni recenti studi. Chin et al. hanno dimostrato che in condizioni di laboratorio, virus in forma infettiva veniva rilevato per periodi inferiori alle 3 ore su carta da stampa e carta per uso igienico, fino a 24 ore su legno e tessuti, e 3-4 giorni su superfici lisce quali acciaio e plastica [Chin AWH, et al. Stability of SARS-CoV-2 in different environmental conditions. The Lancet Microbe 2020;1(1):e10 https://doi.org/10.1016/S2666-5247(20)30003-3]. Il virus persisteva sul tessuto esterno delle mascherine chirurgiche fino a 7 giorni (∼0,1% dell'inoculo originale). Inoltre, van Doremalen et al., hanno dimostrato che il virus infettante è rilevabile, in condizioni di laboratorio, fino a 4 ore su rame, 24 ore su cartone, 48 ore sull’acciaio e 72 ore su plastica, a 21-23°C e con un’umidità relativa del 40% [van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, Holbrook MG, Gamble A, Williamson BN, et al. Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1. New England Journal of Medicine. 2020].

Per prevenire l'infezione è comunque importante tenere pulite le superfici. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina). Occorre anche disinfettare sempre gli oggetti che si usano frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). 

Per approfondimenti leggi:
l'articolo sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero: Persistenza del Coronavirus SARS-CoV-2 sulle superfici: un aggiornamento 
la nostra news Coronavirus: il punto su trasmissione, diffusione e permanenza sulle superfici
il Rapporto ISS COVID-19 n. 26/2020 - Indicazioni ad interim sulla gestione e smaltimento di mascherine e guanti monouso provenienti da utilizzo domestico e non domestico. Versione del 18 maggio 2020
il Rapporto ISS COVID-19 n. 20/2020 - Indicazioni ad interim per la sanificazione degli ambienti interni nel contesto sanitario e assistenziale per prevenire la trasmissione di SARS-CoV 2. Versione del 14 maggio 2020
Rapporto ISS COVID-19 n. 19/2020 - Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico-chirurgici e biocidi. Versione del 25 aprile 2020


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Coronavirus e inquinamento
Due recenti studi, uno dell'università di Catania e uno dell'università americana di Harvard, correlano le polveri sottili con le infezioni Covid-19. 
Il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, durante la conferenza stampa del 10 aprile, ha evidenziato che la correlazione fra polveri sottili e mortalità da Covid-19 è un'informazione importante che contribuisce a definire meglio lo scenario dei fattori di rischio ed ha aggiunto, relativamente ai due studi, che si tratta di studi importanti da tenere nella dovuta considerazione, ma che non possiamo trarre conclusioni definitive, anche se di certo non sono da sottovalutare. Leggi la news sul sito del Ministero della salute.

Per approfondire
- consulta la nostra news COVID-19 e inquinamento atmosferico: uno studio dell’Università di Harvard
- consulta il primo piano L’incerta correlazione tra inquinamento atmosferico e l’epidemia da COVID-19 sul sito dell'ISS 
- consulta la news CoViD-19 e inquinamento, uno studio ENEA-ISS-SNPA sul sito dell'ARPAT

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Provvedimenti normativi
Circolari e ordinanze del Ministero della salute, atti del Governo.Tutti gli atti emanati per fronteggiare l'emergenza possono essere consultati alle pagine:
Il decreto legge 9 marzo 2020 prevede misure straordinarie per l'assunzione di medici, infermieri e personale sanitario, compreso il richiamo dei sanitari in pensione e altre disposizioni per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale. Istituite anche unità speciali di assistenza alle persone positive al nuovo Coronavirus non ricoverate in ospedale e poi continuità di assistenza per le persone con disabilità. Per rendere immediatamente attuative le misure straordinarie il decreto prevede lo stanziamento di 845 milioni per il 2020 (di cui 660 per il personale e 185 per acquisto di apparecchiature per la terapia intensiva). 

Decreti, delibere e ordinanze Regione Toscana.Accedi a tutti gli atti consultando la pagina Covid-19 in Toscana: decreti, delibere e ordinanze sul sito del Network bibliotecario sanitario toscano (NBST).

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Misure di contenimento per Covid-19 in Europa
Consulta:

- il nostro approfondimento COVID-19, le strategie attuate nel mondo per fronteggiare l’emergenza, a cura dell'ARS Toscana e dei dei servizi di Epidemiologia delle 3 AUSL

- la news Stima dell’impatto delle misure di contenimento per Covid-19 in Europa: il primo report dell’Imperial College di Londra sul nostro portale NBST

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#news
Trattamenti fecondazione assistita possono riprendere: la circolare del Centro nazionale trapianti
I trattamenti per la fecondazione assistita, sospesi lo scorso marzo per l'emergenza legata al Covid-19, possono riprendere. Lo afferma una circolare del Centro nazionale trapianti e del Registro PMA dell'ISS. Le procedure, spiega la circolare, dovrebbero riprendere gradualmente, includendo un'attività di triage rivolta sia alle coppie che debbano iniziare o completare un trattamento, sia a tutto il personale operante nei centri PMA. Il via libera riguarda sia le procedure che prevedono la donazione di gameti che quelle che non la prevedono, e la circolare invita i centri a riorganizzare le procedure e i locali per garantire la sicurezza.

Quattro progetti toscani all’hackathon europeo per fronteggiare l’epidemia
Trecentoventi progetti italiani all’hackathon “#EU vs Virus“ dell’Unione europea organizzato dal 24 al 26 aprile scorsi in cerca di idee innovative su come rispondere all’epidemia e ripartire dopo il coronavirus.

Quattro i progetti toscani presentati:

"Hope", un progetto per testare l’efficacia di un preparato sperimentale da applicare a superfici tessili diverse, comprese le mascherine, per renderle permanentemente antivirali. Sono coinvolte l’Università di Firenze, l’Università di Pisa, il Cnr-Ifc e l’Asl Toscana Nord-Ovest, assieme a Nanopool GmbH e ad APC Italia - divisione Vetroliquido.

Gli Ospedali riuniti di Livorno partecipano invece al progetto “Tolerability and safety of chlorhexidine and use of PPE”, uno studio che si concentra nell’uso della clorexidina da parte degli operatori impegnati in prima linea, assieme ai normali dispositivi di protezione personale come tute, occhiali, guanti e mascherine. (guarda il video).

Il dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Siena è parte del progetto “Nano-Covid" (guarda il video).

Il progetto proposto dal direttore dell’unità operativa complessa ematologia dell’Asl Toscana Nord-Ovest è “Respire”, uno studio su come ridurre la tempesta immunitaria che scatena le più gravi conseguenze respiratorie nei pazienti affetti da Covid.

Leggi il comunicato regionale

Sei milioni di euro dalla Regione Toscana per un bando di ricerca su Covid-19
La Toscana stanzia 6 milioni di euroa fondo perduto, per attivare un bando pubblico di ricerca su Covid-19. Il bando è finalizzato a promuovere progetti di ricerca per identificare sistemi di prevenzione, terapie e sistemi di diagnostica e analisi, per combattere le infezioni da Sars-CoV-2 e altre emergenze virali, che si potrebbero presentare in futuro. I progetti saranno principalmente finalizzati a migliorare la comprensione dell’epidemia di Covid-19 e, nello stesso tempo, la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica. Tutto questo è definito da una delibera di Giunta, approvata nell’ultima seduta. 

Possono accedere al contributo progetti di ricerca e sviluppo dedicati a: studi e analisi di modelli organizzativi; indagini epidemiologiche e sociologiche; studi di diagnostica e virologia; approcci terapeutici e vaccini nell’ambito del Covid-19. Il costo totale di investimento, per ogni progetto, non potrà essere superiore a 500 mila euro. Il contributo, a fondo perduto, è concesso nella misura massima del 80% del costo totale del progetto. Possono partecipare al bando aziende sanitarie ed enti del Servizio sanitario regionale, che svolgono istituzionalmente attività di ricerca. Per maggiori info leggi il comunicato regionale su Toscana Notizie.

5 maggio, la giornata mondiale del lavaggio delle mani
Dal 2005, ogni anno l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) promuove per il 5 maggio la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani. Una giornata per ricordare l’importanza di questo gesto semplice, ma essenziale, nella prevenzione delle infezioni trasmissibili, soprattutto negli ambienti ospedalieri e di cura ma anche nella comunità. I materiali prodotti in occasione della giornata (opuscoli, poster, video, ecc) sono consultabili alla pagina 5 maggio, Giornata mondiale dell'igiene delle mani sul sito del Ministero della salute.

Covid-19, un questionario per studiare la perdita di gusto e olfatto
Capire perché, come e quanto spesso i malati di Covid-19 perdano gusto e olfatto: è l'obiettivo del progetto dell'associazione internazionale Global Consortium for Chemosensory Research, cui partecipa anche la Sissa (Scuola internazionale superiore di studi avanzati) di Trieste, e le istituzioni di 50 Paesi nel mondo, dalla Nuova Zelanda al Giappone, dall'Africa agli Stati Uniti e Sud America. Attraverso questo studio si lavorerà per capire meglio le origini della perdita dell'olfatto e del gusto, quanto siano frequenti nei pazienti Covid-19 e scoprire se possano essere dei potenziali segnali di allarme per identificare la malattia anche in assenza di altri sintomi: una caratteristica che, se verificata, sarebbe molto importante per identificare rapidamente la possibilità di contagio da parte del virus. 
Un contributo utile potrebbe venire dalle persone che hanno o hanno avuto negli ultimi tempi una malattia respiratoria, raffreddore, influenza o Covid-19, rispondendo ad un questionario disponibile su Global Consortium for Chemosensory Research. Il questionario è in forma anonima e disponibile per ora in 14 lingue, tra cui l'italiano, ma sarà destinato ad arrivare a 30. I dati raccolti in tutto il mondo saranno poi utilizzati dagli esperti per un'analisi approfondita e infine resi pubblici. Leggi la news sul sito del Ministero della salute.

Le acque di scarico possono essere un indicatore dei focolai epidemici di Covid-19
Il materiale genetico del virus Sars-Cov-2 può essere trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamenti come ‘spia’ della presenza di un focolaio epidemico. Lo suggerisce uno studio condotto a Roma e Milano dal Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto superiore di sanità, che sarà pubblicato a breve.“Il risultato - afferma il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro - potrebbe essere d’aiuto nel controllo della pandemia. I nostri risultati si associano a quelli di altri gruppi di ricerca che, in Olanda, Massachusetts, Australia e Francia, hanno ad oggi rinvenuto tracce del virus negli scarichi”. Leggi il primo piano sul sito ISS. 

Dall'ISTAT indicazioni per la certificazione dei decessi Covid-19
L'Istituto nazionale di statitstica ha pubblicato il documento con le indicazioni ed alcuni esempi per la corretta compilazione della scheda di morte. L'Istat specifica che è importante riportare sempre l’informazione, confermata o sospetta, della presenza di COVID-19 e descrive come riportare la COVID-19, nel caso in cui sia probabilmente la causa iniziale di morte o nel caso in cui si ritienga che il Covid-19 non abbia causato direttamente il decesso. L'Istat riporta anche le categorie dell'ICD-10 introdotte dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la classificazione della Covid-19: consulta la pagina Istat.

A Milano la prima biobanca del nuovo coronavirus. Conserverà tutti i campioni per cure e vaccini
A Milano nasce la prima 'biobanca' di Covid-19, una banca biologica con il compito di raccogliere e conservare i campioni di sangue e tessuti relativi al Sars-CoV-2. Gli elementi custoditi in questa banca biologica saranno un bagaglio prezioso per lo studio e lo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche, oltre che per la realizzazione di un vaccino. A dare avvio al progetto sono l'università degli Studi di Milano e l'Asst Fatebenefratelli-Sacco, che potranno contare su una maxi donazione di oltre 800mila euro da parte di Banco Bpm. La sede fisica della Banca biologica sarà all'ospedale Sacco, in uno spazio di circa 280 metri quadrati al piano interrato del Padiglione 62. La biobanca sarà gestita dai docenti e i ricercatori della Statale di Milano. Leggi la news sul sito del Ministero della salute.

Servizi di assistenza psicologica per operatori sanitari

Per non lasciare solo gli operatori sanitari impegnati in prima linea in questa emergenza, la Croce rossa italiana da oggi ha attivato uno speciale servizio di teleassistenza psicologica dedicato proprio agli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19: risponde al numero 06 5510 (opzione 5), dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 20. Inoltre in molte regioni è attivo per i volontari della Croce rossa il Sep, servizio psicosociale in emergenza, gestito dai comitati territoriali.

Si fa presente che l’iniziativa #psicologionline del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi è rivolta anche a medici, infermieri e personale sanitario. Così come il servizio di ascolto e sostegno di psicologia psicanalitica a distanza offerto dai professionisti della Società psicanalitica italiana.

Dall'Enpam via a bonus di 1000 euro per tre mesi
Via libera al pagamento di 1.000 euro, per un trimestre, da parte dell'Enpam (Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri) ai medici e agli odontoiatri che svolgono la libera professione. Leggi la news sul sito del Ministero della salute.

In Toscana una task force regionale per analizzare tutte le proposte terapeutiche
Avrà il compito di monitorare i possibili interventi farmacologici, in contatto con il livello nazionale. La task force sarà costituita da rappresentanti delle Aziende sanitarie e da rappresentanti dei comitati etici della Toscana. Assistiamo infatti a un continuo sviluppo di proposte relative a interventi farmacologici su pazienti affetti da coronavirus. Alcune di queste proposte, che giungono sia dal mondo medico che dalle più comuni fonti di informazione, essendo prive di quelle necessarie ed essenziali evidenze scientifiche, contribuiscono a suscitare nei cittadini attese infondate, accentuando il disagio di questi giorni.

La task force non avrà nessun tipo di preclusione, analizzerà tutte le proposte in arrivo e farà le opportune verifiche e valutazioni.

Agenzia italiana del farmaco, costituita Unità di crisi coronavirus
Sono quattro le linee principali su cui è impegnata l’unità di crisi costituita da AIFA per l’emergenza COVID-19: 

Farmaci in uso “off label”. Dato che nell’emergenza gli ospedali fanno ricorso a protocolli che prevedono l’uso off label di medicinali in commercio in Italia, AIFA sta predisponendo l’approvazione di quelli già identificati, che verranno sottoposti a valutazione da parte del CTS.

Ricerca e sviluppo/accesso ai farmaci sperimentali. AIFA procederà già nelle prossime ore alla discussione in CTS relativamente a studi clinici e usi compassionevoli per i farmaci a base di remdevisir e tocilizumab.

Linea guida nazionale di managment. Partecipazione all’elaborazione della linea guida nazionale di managment, relativa ai casi di Covid-19, in collaborazione con la Protezione Civile (CTS) e INMI Lazzaro Spallanzani.

Contrasto alle carenze di medicinali a livello ospedaliero. AIFA è in contatto con titolari AIC e importatori rispetto alla regolarità delle forniture dei farmaci utilizzati a livello ospedaliero durante l’emergenza, e procede a facilitare l’importazione dei prodotti critici.

Ministro Speranza: "In un mese oltre 20mila assunzioni nel SSN. E ora rafforziamo la sanità sul territorio"
In un mese il Servizio sanitario nazionale è riuscito a reclutare 20.040 tra medici, infermieri e altri operatori sanitari da inviare in prima linea nella battaglia al Covid 19. L'intervento ha consentito di recuperare quasi metà delle forze che il SSN aveva perso negli ultimi dieci anni per effetto dei tagli ripetuti. Ma ora si sta lavorando alla fase due e a rafforzare la sanità sul territorio: "Nei provvedimenti che sono in cantiere il rafforzamento del personale e delle risorse per il Servizio sanitario nazionale continuerà puntando soprattutto al territorio. Solo una sanità più reattiva e più vicina alle famiglie - ha sottolinea il ministro Speranza - consentirà, da una parte, di gestire meglio i pazienti Covid-19 e, dall'altra, di prendere in carico tutte le altre situazioni di fragilità che non richiedono cure ospedaliere". Per maggiori info leggi la news sul sito del Ministero della salute.

Abilitazione alla professione di medico chirurgo, abolito l'esame di Stato
I laureati in medicina in possesso giudizio di idoneità del tirocinio pratico-valutativo sono da "ritenersi abilitati alla professione". È quanto precisa il Ministero dell’Università e della Ricerca in una circolare con i chiarimenti e il percorso di attuazione della norma inserita nel decreto legge n.18 del 17 marzo 2020 che ha abolito l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione medica. La circolare precisa anche come si procederà con coloro che ancora non si sono laureati e fissa al al 22 giugno 2020 la data di avvio della prima sessione del tirocinio pratico-valutativo prescritto per l'anno 2020. Maggiori dettagli nella circolare 25 marzo 2020

Un videocorso in quattro lingue realizzato dal Centro regionale salute globale per gli operatori dei centri sanitari di vari Paesi del Sud del mondo
Un videocorso in quattro lingue, una guida pratica a Covid-19, rivolta agli operatori che lavorano nei centri sanitari di vari Paesi del Sud del mondo, che affronta in generale il tema delle malattie infettive e dà anche indicazioni sulle misure da mettere in atto in caso di pazienti sospetti o confermati Covid-19. Messo a punto a punto dal Centro regionale salute globale, il videocorso si può scaricare a questo indirizzo: www.centrosaluteglobale.eu/covidvideocorso/

"Predisposto in più lingue e con libero accesso, può essere utilizzato come base di partenza per il supporto in termini di conoscenze e comportamenti agli operatori che lavorano in prima linea in tanti contesti disagiati e lontani delle aree urbane meglio attrezzate - dice Maria José Caldés, responsabile del Centro salute globale -. Ci rivolgiamo al personale formale e informale dei centri sanitari di tante diverse realtà del mondo. Il modulo formativo affronta, in maniera semplice e di generale comprensione, uno dei pilastri nella preparazione e nella gestione delle malattie infettive: gli strumenti di prevenzione e controllo delle infezioni, sia in termini di misure universali, da applicare sempre, indipendentemente dall’epidemia, sia dando indicazioni sulle misure addizionali da impiegare in caso di pazienti sospetti o confermati Covid-19. Comprende poi una panoramica sulle attuali conoscenze scientifiche del virus SARS-CoV-2, sulla sua epidemiologia, modalità di trasmissione, segni e sintomi". Imprescindibile, si aggiunge, sarà dotare queste strutture sanitarie dei DPI, fondamentali nella gestione dell’emergenza, e di strumenti terapeutici basilari per affrontare la pandemia.

Questo lavoro si è reso possibile grazie alla collaborazione e supporto dell’Università di Firenze, del UCOI (Unione Consoli Onorari d’Italia) e del Consolato Onorario delle Yemen a Firenze. Leggi il comunicato regionale.


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