Coronavirus: come, dove e quando fare tamponi molecolari, antigenici rapidi e test sierologici


21/5/2021

Cosa trovi in questa pagina:
♦ I test attualmente disponibili per rilevare l'infezione da SARS-CoV2
♦ Le indicazioni del Ministero della Salute e dell'ISS sull'esecuzione dei test
♦ Quando è necessario sottoporsi a tampone dopo un viaggio all'estero
♦ Test sierologici e tamponi: le regole in Toscana
♦  Per approfondire


I test attualmente disponibili per rilevare l'infezione da SARS-CoV-2
Attualmente sono disponibili i seguenti test:

› Test molecolari
Permettono di rilevare, mediante tampone naso/oro-faringeo, la presenza di materiale genetico (RNA) del virus (attraverso il metodo RT-PCR) e quindi per diagnosticare l’infezione in atto

È il principale e più affidabile strumento diagnostico perché ha un altissimo grado di sensibilità e specificità, cioè un’elevata capacità di identificare gli individui positivi al virus (in modo che ci sia il minor numero possibile di falsi positivi) e un'altrettanto elevata capacità di identificare correttamente coloro che non hanno la malattia. Il test molecolare è la prima scelta in caso di caso sospetto sintomatico, in caso di contatto stretto di caso confermato che manifesta sintomi, negli screening degli operatori sanitari, nei soggetti a contatto con persone fragili o per l’ingresso in comunità chiuse.

L’esito di questo tampone si ottiene mediamente in tre/sei ore

› Test antigenici rapidi
Permettono di evidenziare rapidamente (30-60 min), mediante tampone nasale, naso/oro-faringeo, salivare, la presenza di componenti (antigeni) del virus. 

In alcuni contesti è indicato ricorrere a  test antigenici rapidi che, oltre essere meno laboriosi e costosi, possono fornire i risultati in tempi molto rapidi (30-60 minuti), non hanno bisogno di personale specializzato e sono eseguibili anche in modo delocalizzato, consentendo di accelerare le misure previste.

A differenza dei test molecolari, i test antigenici rilevano la presenza del virus non tramite il suo acido nucleico (RNA) ma tramite le sue proteine (antigeni): per questo comunemente viene anche chiamato test antigenico. L’affidabilità non è ancora paragonabile a quella dei test molecolari: nei casi in cui il test rapido dovesse risultare positivo può essere necessario averne la conferma tramite il tampone molecolare, specialmente in assenza di un link epidemiologico.

test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere sensibilità e specificità quasi sovrapponibile al test molecolare e e, sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa al test molecolare. Qualora le condizioni cliniche del paziente mostrino delle discordanze con il test di ultima generazione, il test molecolare rimane comunque il "gold standard" per la conferma di Covid-19.

› Test sierologici
Rilevano l’esposizione al virus, evidenziando la presenza di anticorpi contro il virus, ma non sono in grado di confermare o meno un'infezione in atto.

I test sierologici individuano dunque la presenza di anticorpi nel sangue che si  generano nel caso una persona sia entrata in contatto con il coronavirus. I test sierologici rilevano pertanto l’esposizione al virus SARS-COV- 2 ma non sono in grado di confermare o meno se l'infezione è ancora in atto o meno. Pertanto i risultati dei test sierologici devono essere confermati dal tampone oro-faringeo per verificare se l'infezione è ancora in corso: il test per la conferma della malattia è attualmente a carico del Sistema sanitario nazionale ed è organizzato dalla ASL o dall’ospedale. 

Il test sierologico non è peraltro dirimente per la diagnosi di infezione in atto, in quanto l’assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un’infezione in fase precoce, con relativo rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo al test sierologico, risulti contagioso.

Come da circolare del Ministero della Salute n. 16106 del 9 maggio 2020, “ la qualità e l’affidabilità di un test dipendono in particolare dalle due caratteristiche di specificità e sensibilità, e pertanto, sebbene non sussistano in relazione ad esse obblighi di legge, è fortemente raccomandato l’utilizzo di test del tipo CLIA e/o ELISA che abbiano una specificità non inferiore al 95% e una sensibilità non inferiore al 90%, al fine di ridurre il numero di risultati falsi positivi e falsi negativi. Al di sotto di queste soglie, l’affidabilità del risultato ottenuto non è adeguata alle finalità per cui i test vengono eseguiti". 


Per approfondire: leggi la circolare ministeriale 30 ottobre 2020
.


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Indicazioni del Ministero della Salute e dell'ISS sull'esecuzione dei test
Sotto sono riportati gli ultimi aggiornamenti. 

› Uso dei test molecolare e antigenico su saliva ad uso professionale per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2: la circolare del 14 maggio 2021 del ministero della Salute
Il campione di saliva può essere considerato un'opzione per il rilevamento dell’infezione da SARSCoV-2 qualora non sia possibile ottenere tamponi oro/nasofaringei. 

In particolare, il test con saliva può essere impiegato per:

  • Testing di individui sintomatici: entro i primi cinque giorni dall'inizio dei sintomi
  • Screening di individui asintomatici: in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, oppure in individui molto anziani e disabili
  • Testing nei bambini: strumento utile per il monitoraggio e il controllo dell'infezione in ambito scolastico, anche se i dati sull'uso della saliva in pazienti pediatrici sono limitati
Per maggiori dettagli, consultare la circolare 14 maggio 2021

› Aggiornamento sull'uso dei test antigenici e molecolari: la circolare 15 febbraio 2021 del ministero della Salute
Con la  circolare 15 febbraio 2021 il ministero della Salute aggiorna ancora le raccomandazioni, in particolare per i test antigenici, alla luce delle nuove varianti del virus.

Le nuove varianti del virus non dovrebbero causare problemi ai test antigenici
. Secondo quanto indicato nella nuova circolare del ministero della Salute riguardo ai test antigenici, le nuove varianti, dalla cosiddetta variante UK alla variante brasiliana, che presentano diverse mutazioni nella proteina spike (S), non dovrebbero in teoria causare problemi ai test antigenici, in quanto questi rilevano la proteina N. È da tenere però presente che anche per la proteina N stanno emergendo mutazioni che devono essere attentamente monitorate per valutare la possibile influenza sui test antigenici che la usino come bersaglio. Inoltre, l’uso dei test molecolari basati su una combinazione di geni virali target che comprende il gene S, può essere di ausilio per lo screening della variante VOC 202012/01 (comunemente indicata variante UK), poiché alcuni test utilizzati correntemente, a fronte della positività al/i target non-S, risultano negativi al gene S, a causa della presenza nella variante di una delezione che determina la non rilevazione di questo target, rappresentando quindi un’indicazione per il successivo sequenziamento. Per eventuali conferme sono necessari test antigenici non rapidi o rapidi con lettura in fluorescenza, che garantiscano alta specificità e sensibilità.

Test antigenici rapidi e test antigenici da eseguire in laboratorio. Il ministero della Salute segnala che, oltre ai test rapidi tipicamente utilizzati come POCT, sono ora disponibili anche test antigenici da eseguire in laboratorio. Le caratteristiche di performance di tali test, basati su sistemi di rilevazione in chemiluminescenza, sono fondamentalmente sovrapponibili a quelle dei test antigenici cosiddetti di “terza generazione” (test in microfluidica con lettura in fluorescenza) e sembrano essere particolarmente indicati, tra l’altro, per la gestione di screening all’interno di strutture ospedaliere. Alcuni test antigenici di laboratorio sono validati anche sulla saliva, ed è in prospettiva la validazione su tampone nasale. Pertanto la facilità di prelievo li rende facilmente utilizzabili anche per lo screening di ampi numeri di campioni in contesti per i quali i tempi di ottenimento dei risultati sono compatibili con la processazione in laboratorio, come per le comunità scolastiche a basso rischio.

Test antigenici in contesti a bassa prevalenza. Alla luce dei risultati disponibili nella letteratura scientifica appare chiaro che, pur considerando l’elevata specificità dei test antigenici, i campioni positivi a tali test in contesti a bassa prevalenza necessitano di conferma con un test molecolare o, in caso di mancata disponibilità di test molecolari, con un test antigenico differente, per eliminare la possibilità di risultati falsi positivi.

Test antigenici in persone con sintomi o con link epidemiologico. Data la sensibilità analitica non ottimale di diversi test antigenici attualmente disponibili, è consigliabile confermare la negatività di test antigenici eseguiti su pazienti sintomatici o con link epidemiologico con casi confermati di COVID-19. Questa necessità è rafforzata dalla possibile circolazione di varianti virali con mutazioni a carico della proteina N, che è il principale antigene target utilizzato in questo tipo di test.

In caso di mancata pronta disponibilità di test molecolari, o in condizioni d’urgenza determinate dalla necessità di prendere decisioni di sanità pubblica in tempi rapidi, si può ricorrere per la conferma a test antigenici, quali appunto i test antigenici non rapidi (di laboratorio), i test antigenici rapidi con lettura in fluorescenza e quelli basati su microfluidica con lettura in fluorescenza, che rispondano alle caratteristiche di sensibilità e specificità minime sopra indicate (sensibilità ≥80% e specificità ≥97%, con un requisito di sensibilità più stringente (≥90%) in contesti a bassa incidenza).

Test antigenici in persone senza sintomi e screening di popolazione. Il ministero della Salute ribadisce, come già raccomandato nella precedente circolare, la raccomandazione di usare test antigenici ad elevata sensibilità e specificità (sensibilità ≥90%, specificità ≥97%) per ridurre il rischio di risultati falsi-negativi e/o falsi-positivi. A tal proposito, nell’ambito del counseling post- test, il medico deve ribadire la necessità di mantenere comportamenti prudenti anche in caso di risultato negativo, mentre in caso di risultato positivo deve considerare la plausibilità di tale risultato nel contesto del singolo caso, e l’eventuale ricorso ad un test di conferma.

›Aggiornamento delle strategie di testing: la circolare 8 gennaio 2021 del ministero della Salute
La circolare 8 gennaio 2021 del ministero della Salute dà un parziale "via libera" all’uso dei test antigenici rapidi per accertare la positività o negatività a Covid-19 e consente di inserire anche i test rapidi nel conteggio giornaliero dei test effettuati dalle Regioni

Il Ministero ribadisce comunque che il "gold standard" sono i tamponi molecolari e solo i test antigenici di ultima generazione si avvicinano a quel livello di affidabilità. Per questo il Ministero raccomanda “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano i seguenti requisiti minimi di performance: ≥80% di sensibilità e ≥97% di specificità”. 

Nella circolare si elencano una serie di procedure a seconda del test rapido effettuato (di prima e seconda generazione o di ultima generazione) e a seconda del contesto (alta prevalenza del virus o se si è sintomaci o asintomatici). Se si effettuano test rapidi di prima e seconda generazione, nella quasi totalità dei casi servirà un altro test di conferma se il risultato del primo test è negativo.

Impiego dei test antigenici rapidi di ultima generazione. Questa metodica ha dimostrato di avere sensibilità e specificità quasi sovrapponibile alla biologia molecolare in RT-PCR: sulla base dei dati al momento disponibili, risulta essere una valida alternativa al test molecolare (metodica RT-PCR). Se le condizioni cliniche del paziente mostrano discordanze con i risultati del test di ultima generazione, la RT-PCR rimane il "gold standard" per confermare la malattia Covid-19.

Uso del test antigenico rapido di prima e seconda generazione nelle persone con sintomi. Se la capacità di RT-PCR è limitata o se è necessario adottare con rapidità misure di sanità pubblica, può essere considerato l’uso dei test antigenici rapidi in individui con sintomi compatibili con COVID-19 nei seguenti contesti:
- situazioni ad alta prevalenza, per testare i casi possibili/probabili
- focolai confermati tramite RT-PCR, per testare i contatti sintomatici, facilitare l'individuazione precoce di ulteriori casi nell'ambito del tracciamento dei contatti e dell'indagine sui focolai
- comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza, etc.) ed ambienti di lavoro, per testare le persone sintomatiche quando sia già stato confermato un caso con RT-PCR.

In contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari:
- per il triage di pazienti/residenti sintomatici al momento dell’accesso alla struttura
- per la diagnosi precoce in operatori sintomatici

Timing. Il test antigenico rapido (preferibilmente test antigenici a lettura fluorescente o ancor meglio test basati su immunofluorescenza con lettura in microfluidica) va eseguito il più presto possibile e in ogni caso entro cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi. In caso di eventuale risultato negativo, il test deve essere ripetuto con metodica RT-PCR o con un secondo test antigenico rapido a distanza di 2-4 giorni. Anche a seguito di un primo risultato negativo e in attesa del secondo test, restano tuttavia valide le misure previste dalla Circolare N. 32850 del 12/10/2020 per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena.

Uso del test antigenico rapido di prima e seconda generazione nelle persone senza sintomi. L’uso di test antigenici rapidi può essere raccomandato per testare le persone, indipendentemente dai sintomi, quando si attende una percentuale di positività elevata per esempio che approssimi o superi il 10%:
- nelle attività di contact tracing, per testare contatti asintomatici con esposizione ad alto rischio;
- nelle attività di screening di comunità per motivi di sanità pubblica (es. ambito scolastico, luoghi di lavoro, ecc). In tale situazione, il rischio di non - rilevare tutti i casi o di risultati falsi negativi è bilanciato dalla tempestività dei risultati e dalla possibilità di effettuare test periodici;
- in contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari quali comunità chiuse o semichiuse (ad es. carceri, centri di accoglienza per migranti), in aree con - elevata trasmissione comunitaria per lo screening periodico dei residenti/operatori/visitatori; riguardo RSA, lungodegenze e altre luoghi di assistenza sanitaria, l’impiego dei test antigenici rapidi possibilmente di ultima generazione deve essere limitato alle situazioni in cui la capacità di RT-PCR è limitata o qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica.

Timing. Se la data di esposizione non è nota o se ci sono state esposizioni multiple da almeno tre giorni, il test antigenico rapido deve essere eseguito prima possibile e entro 7 giorni dall’ultima esposizione. Nel caso in cui ci sia stata una sola esposizione il test antigenico rapido va effettuato tra il terzo ed il settimo giorno dall’esposizione.

Nei programmi di screening periodico, la frequenza di ripetizione del test deve essere commisurata al rischio infettivo, alla circolazione del virus e al possibile impatto di un focolaio.


Risultati discordanti. In caso di discordanza tra test antigenico rapido e test molecolare eseguiti entro un intervallo di tempo breve, il risultato RT-PCR prevale sul risultato del test antigenico rapido e i dati comunicati al sistema di sorveglianza andranno modificati di conseguenza. Se un caso positivo al primo test antigenico non verrà successivamente confermato dal test RT-PCR, il totale dei casi positivi da test antigenico dovrà essere corretto nel sistema di sorveglianza aggregato e il caso individuale cancellato dal sistema di sorveglianza integrata dell’ISS.

Misure contumaciali a seguito di test antigenico rapido.  Alle persone che risultano positive al test antigenico rapido, anche in attesa di conferma con secondo test antigenico oppure con test RT-PCR, si applicano le medesime misure contumaciali previste nel caso di test RT-PCR positivo.


›Non è più necessario il doppio tampone per il rientro in comunità
a seguito di infezione da SARS-CoV-2
Queste sono le ultime indicazioni in proposito contenute nella circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020, che recepisce le indicazioni dell'OMS e dell'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) e tiene conto dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche e del parere del Comitato tecnico-scientifico formulato l'11 ottobre 2020. 

La circolare 12 ottobre 2020 fornisce le nuove linee guida per gestire il rientro in comunità delle varie tipologie di caso, modificando anche le indicazioni finora fornite per la quarantena e l'isolamento. In dettaglio:

  • casi positivi asintomatici = possono rientrare in comunità dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa della positività + un test molecolare (tampone) negativo eseguito al termine del periodo di isolamento
  • casi positivi sintomatici = possono rientrare in comunità dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi, di cui almeno 3 giorni senza sintomi (non considerando fra i sintomi anosmia [perdita olfatto] e ageusia/disgeusia [perdita gusto o gusto alterato], che possono avere una prolungata persistenza nel tempo) + un test molecolare (tampone) negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi
  • casi positivi a lungo termine = in assenza di sintomi da almeno una settimana, possono interrompere l'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi anche se continuano a risultare positivi al test molecolare (tampone)
  • contatti stretti asintomatici = devono fare una quarantena di 14 giorni dall'ultimo contatto con un caso positivo accertato, oppure una quarantena 10 giorni dall'ultimo contatto + un test antigenico o molecolare (tampone) effettuato il decimo giorno
Nella circolare si raccomanda inoltre di:
  • eseguire il test molecolare (tampone) a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze
  • prevedere accessi differenziati al test per i bambini
  • non prevedere né la quarantena, né l’esecuzione di test diagnostici ai "contatti stretti" di contatti stretti di un caso confermato (ovvero quando non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
Per altri dettagli: consulta la news sul sito del ministero della Salute

›Test antigenici rapidi anche dai medici di famiglia e pediatri
La circolare 3 novembre 2020 del Ministro della Salute contiene gli indirizzi operativi per l’effettuazione dei test antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta.

Sul sito dell'ISS la Nota tecnica  Esecuzione dei test diagnostici negli studi dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale, realizzata dall’ISS in collaborazione con il Ministero della salute, la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici) e l’Inail.  Alcune delle raccomandazioni contenute nella nota tecnica sono riportate di seguito:

  • Esporre un avviso all’ingresso dello studio con chiare istruzioni sulle modalità di accesso, stabilendo rigorosi percorsi di entrata, di attesa e di uscita e specificando giorni e orari in cui si prevede l’esecuzione del test antigenico rapido.
  • Test da eseguirsi solo su appuntamento; in un locale dedicato, con una buona aereazione e che non sia di passaggio, preferibilmente al termine dell’attività ordinaria per evitare il contatto tra soggetti con possibile infezione da SARS-CoV-2 e chi accede allo studio per altri motivi.
  • Sanificare le superfici tra un prelievo e l’altro.
  • Evitare ogni forma di assembramento dei pazienti.
Per altre info, consulta anche il comunicato stampa n. 56/20 dell'ISS. 

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Quando è necessario sottoporsi a tampone al rientro da un viaggio all'estero  
Consulta la nostra news:
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Test sierologici e tamponi: le regole in Toscana
Come e dove fare i test in Toscana
I test sono prescritti dal medico di medicina generale, dal pediatra di famiglia, dal Dipartimento di prevenzione o da altra struttura del sistema sanitario regionale e possono essere fatti presso i drive through/walk through o presso strutture ambulatoriali delle Aziende Usl appositamente individuate o anche a livello domiciliare.

Per prenotare e visualizzare i referti online ►►https://www.regione.toscana.it/-/prenota-il-tampone-online-e-consulta-il-risultato
(test antigenici semi-rapidi e test molecolari)
I test sierologici si prenotano tramite CUP

È anche possibile effettuare i test, senza prescrizione medica ed a pagamento, presso strutture sanitarie private e presso le
 farmacie (test antigenici rapidi e sierologici) individuate sulla base delle disposizioni regionali in materia. Tali disposizioni, di cui alla delibera di Giunta regionale 61/2021, individuano requisiti e criteri tecnici ed organizzativi che tali strutture devono rispettare per eseguire i test in ambito COVID.


Per altri dettagli, consulta la sezione web Test Covid-19: quali sono, come e dove farli sul sito della Regione Toscana.
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› Emergenza Covid, tamponi rapidi gratuiti in farmacia per studenti, personale scolastico e loro familiari

Studenti e loro familiari, oltre al personale scolastico, in Toscana potranno - su base volontaria - fare gratuitamente un test antigenico rapido, andando in farmacia. L'elenco delle farmacie, aderenti all’iniziativa, sarà pubblicato a brevissimo sul sito di Regione Toscana: le farmacie che effettueranno il test ne registreranno l'esito sul portale regionale per consentire il necessario tracciamento dei positivi. 

Il progetto dura 2 mesi, è rinnovabile, e prevede un tampone gratuito al mese a persona fra quelle sopra indicate. L’accordo con le organizzazioni sindacali delle farmacie consente, inoltre, di offrire il test antigenico rapido a tutta la restante popolazione a un prezzo calmierato massimo di 22 euro, e il test sierologico (mirato a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM) a 20 euro, contribuendo così a favorire il più possibile lo screening tra i cittadini.

Per altri dettagli: consulta la pagina web Tamponi rapidi gratuiti in farmacia per studenti e loro familiari sul sito della Regione Toscana


› Tamponi rapidi effettuati anche dai medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale
I medici di assistenza primaria (medici di famiglia e pediatri) e di continuità assistenziale contribuiranno ad eseguire i test antigenici rapidi, come disposto dall'ordinanza n. 107 dell'11 novembre 2020 (vedi anche allegato 1). I test potranno essere eseguiti sia nel proprio studio che in locali e strutture messi a disposizione dall’Azienda USL, sui contatti al termine della quarantena e sui casi sospetti di avere avuto un contatto stretto, prescrivendo anche il test molecolare di conferma, quando necessario. L’esito del tampone dovrà essere registrato nei sistemi informativi messi a disposizione dal
SSR. Ai medici saranno forniti i necessari dispositivi di protezione individuale e l’attività dovrà essere svolta, senza pregiudicare l’assistenza ai propri pazienti, assistiti per tutte le altre patologie,compatibilmente alla propria attività, anche in relazione al numero dei pazienti e alle
condizioni di rischio legate all’età e alle patologie, nel rispetto delle norme di sicurezza del
personale e dei pazienti.  

L’ordinanza disciplina quanto già oggetto di specifici accordi, sottoscritti nei giorni scorsi tra l'assessorato alla sanità e le organizzazioni sindacali di riferimento (Fimmg e Snami per i MMG,  Fimp e Simpef per i pediatri), e prevede in via sperimentale, durante tutto il periodo
dell’emergenza pandemica, che le Asl, attraverso specifici accordi aziendali, attuino il modello assistenziale h16, finalizzato al coinvolgimento della continuità assistenziale in supporto all’attività per l’emergenza Covid 19. Il servizio opererà attraverso Centrali di continuità assistenziale in orario notturno (dalle 20 alle 8). Le ore di attività notturne dei medici non impegnati nell’attività della Centrale saranno così riutilizzate in orario diurno per la gestione dell’emergenza pandemica (sorveglianza sanitaria, attività ambulatoriale su pazienti con sintomi simil-influenzali od ospitati in albergo sanitario).

Il servizio della guardia medica rimarrà inalterato, in tutte le sedi a oggi attive, fino alle ore 24 (compresi il sabato e la domenica). Nei fine settimana, sabato e domenica, la Centrale potrà richiedere tamponi per soddisfare le richieste di tracciamento, garantendo così la continuità del servizio.

› Tamponi e test rapidi, dal 18 ottobre 2020 si prenotano on line sul portale regionale
Dal 18 ottobre è attivo il 
portale unico regionale per prenotare online tamponi e test rapidi. Per prenotare (24 ore su 24, anche nei giorni festivi, da computer di casa, tablet o smartphone) sono necessari la ricetta del medico e il proprio codice fiscale. Si può scegliere il presidio o il distretto preferito, selezionando la data e l’ora in cui si vuole effettuare il prelievo: la conferma della prenotazione arriva tramite un sms, con possibilità di stamparsi il promemoria. Il referto del test molecolare può essere ritirato in modalità digitale, anche da casa, accedendo al proprio Fascicolo sanitario elettronico (con la tessera sanitaria, con spid o con carta identità elettronica), ma anche consultando il recente portale dedicato https://referticovid.sanita.toscana.it
[NB: sul portale dei referti è possibile consultare i referti solo dei tamponi standard, mentre quelli rapidi non producono un referto, tuttavia l'esito degli stessi è visualizzabile anche dal medico curante, per le opportune azioni conseguenti].

I test rapidi, data la loro velocità di esecuzione (dai 15 ai 30 minuti), sono dedicati soprattutto ai ragazzi in età scolare, andando così incontro alla necessità delle famiglie e delle scuole di avere risposte in tempi rapidi. Oltre al portale di prenotazione, verrà in questo caso utilizzata nei drive through (per loro natura mobili) l'app sviluppata dalla Regione Toscana, denominata #ascuolainsalute, che consentirà agli operatori di registrare l’accettazione e l’esecuzione del test stesso, direttamente sul posto. 

› Il portale web per la consultazione rapida dei risultati dei test sierologici e tamponi è attivo dal 10 set 2020
Grazie al nuovo portale web https://referticovid.sanita.toscana.it i cittadini, che si sono sottoposti a test sierologico o molecolare (tampone), possono scaricare facilmente e in tutta sicurezza il proprio referto, una volta effettuata la registrazione. Sono garantiti i massimi livelli di sicurezza e rispetto della privacy: il nuovo portale web utilizza infatti un’autenticazione a due fattori, la cosiddetta strong authentication, dopo un processo di registrazione online semplificato. Grazie a questo nuovo strumento di sanità digitale, semplice, sicuro e veloce, è così possibile accedere al sistema (con un identificativo, una password e un OTP ricevuto via sms) e scaricare i propri referti relativi ai soli test o tamponi. Per altri dettagli, consulta il comunicato regionale.

Consulta le FAQ Regione Toscana per altre info sui tamponi

› Medico e pediatra di famiglia possono richiedere il test sierologico per i pazienti
Possono richiederlo per i pazienti per i quali lo ritengono necessario attraverso la loro anamnesi: per esempio, i pazienti paucisintomatici, quelli che abbiano avuto una sintomatologia simil-influenzale nelle settimane precedenti, o quelli che vivono in ambienti comuni con soggetti risultati positivi al tampone. 

cittadini che vogliono effettuare il test privatamente potranno rivolgersi ai laboratori privati, previa ricetta del medico di famiglia, e provvedere direttamente al pagamento del test. L’eventuale tampone diagnostico necessario, successivo al test con esito positivo, sarà garantito dal Sistema sanitario regionale.

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