Efficacia dei vaccini Pfizer e Astrazeneca contro la variante Delta: l'articolo sul New England Journal of Medicine


26/7/2021
Il New England Journal of Medicine ha pubblicato l’articolo Effectiveness of Covid-19 Vaccines against the B.1.617.2 (Delta) Variant, che ha avuto l’obiettivo di valutare l’efficacia dei vaccini Pfizer (BNT162b2) e AstraZeneca (ChAdOx1 nCoV-19) contro la malattia sintomatica causata dalla variante delta o dal ceppo predominante (B.1.1.7, o variante alfa) nel periodo in cui è iniziata a circolare la variante delta.

I dati su tutte le persone vaccinate contro COVID-19 in Inghilterra sono disponibili in un registro nazionale delle vaccinazioni. Ai fini di questo studio, i dati, estratti il 17 maggio 2021, erano relativi alle vaccinazioni avvenute fino al 16 maggio 2021 ed includevano la data di somministrazione di ciascuna dose e il tipo di vaccino.

Attraverso un’analisi che ha valutato solo i dati di soggetti di almeno 16 anni, vaccinati con Pfizer (BNT162b2) o con AstraZeneca (ChAdOx1 nCoV-19), ma affetti da una forma sintomatica di COVID-19 causata dalla variante alfa o delta, venivano identificati 19.109 casi di varianti, di cui 14.837 con variante alfa e 4272 con la variante delta.

Per quanto concerne le caratteristiche dei pazienti infettati, la variante delta risultava prevalente nelle persone che avevano effettuato viaggi all'estero, soprattutto nelle settimane più recenti. I casi di variante delta erano percentualmente maggiori nel nord-ovest della regione, a Londra e nell'Inghilterra dell’est. Pochi casi di entrambe le varianti erano state osservate in persone di età superiore a 70 anni e solo 9 casi (tutti con variante alfa) si erano verificati tra i residenti in casa di cura.

Per quanto concerne le analisi effettuate dopo prima o seconda dose di vaccino, i dati raccolti evidenziavano un'efficacia notevolmente inferiore dopo una singola dose di vaccino tra le persone con la variante delta (30,7%) rispetto a quelli con la variante alfa (48,7%), con risultati abbastanza simili per entrambi i vaccini.

La diminuzione dell’efficacia del vaccino era molto meno evidente tra le persone che avevano ricevuto la seconda dose di vaccino. L'efficacia del vaccino era stata dell'87,5% contro la variante alfa e 79,6% contro la variante delta. Con il vaccino Pfizer (BNT162b2), è stata osservata una piccola differenza di efficacia tra le varianti dopo la seconda dose: 93,7% contro la variante alfa e 88,0% contro la variante delta.

Nel complesso, sono stati riscontrati alti livelli di efficacia del vaccino contro la malattia sintomatica da variante delta dopo la somministrazione di due dosi. Queste stime erano solo leggermente inferiori all’efficacia del vaccino contro la malattia sintomatica da variante alfa. Sarebbe, pertanto, necessario massimizzare gli sforzi per somministrare due dosi di vaccino, soprattutto alle persone vulnerabili, in un momento di progressiva diffusione della variante delta.

A cura di:

  • Cristina Stasi, Centro Interdipartimentale di Epatologia CRIA-MASVE, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, AOU Careggi
  • Caterina Silvestri, Agenzia regionale di sanità della Toscana




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