La chirurgia ginecologica per patologia benigna in Toscana


2/3/2018
copertina documento ars n. 97_2018Collana dei Documenti ARS, n. 97

Questa pubblicazione rappresenta il prodotto di un lavoro volto a esplorare le caratteristiche qualitative della chirurgia effettuata in Toscana per la patologia ginecologica benigna nel periodo 2009-2016. Si tratta di un settore specialistico che non era stato ancora oggetto d’interesse specifico da parte dell’Osservatorio per la Qualità e l’equità dell’Agenzia regionale di sanità.

Le patologie da sottoporre a osservazione e le loro caratteristiche di qualità sono state sistematicamente discusse con un gruppo di specialisti, per condividere le scelte attuate rispetto ai criteri da analizzare e al loro significato clinico ed epidemiologico.

La chirurgia con caratteristiche di minore invasività si sta progressivamente delineando come tecnica di scelta nella maggior parte delle condizioni in oggetto, parallelamente ai progressi delle metodiche di definizione preoperatoria che si rendono disponibili e con il contributo delle tecnologie diagnostiche.

Gli elementi fondamentali che rendono possibile la sempre minore necessità di ricorso a interventi estesi, specialmente nella patologia oncologica (che sarà oggetto di una successiva analisi), ma anche per la patologia benigna, di cui si tratta in questo documento, sono elencate di seguito:

  • l’esperienza delle equipe chirurgiche - gli strumenti e l’organizzazione dei servizi sono elementi chiave per consentire a team di professionisti esperti di praticare procedure chirurgiche precise e secondo indicazioni certe, che provochino minore entità di risposte infiammatorie dell’organismo, aderenze e complicanze;
  • la circolazione delle conoscenze;
  • gli sviluppi della tecnologia - dispositivi endoscopici e di sutura avanzati, oltre a migliore accessibilità e sostenibilità della chirurgia robotica, comporteranno minori perdite ematiche e un ottimale controllo della coagulazione.

Il capitolo 1 sui polipi endometriali, tratta di lesioni che rappresentano un motivo molto frequente di ricorso a procedure operatorie. L’intervento chirurgico è eseguito in più di 200 su 100.000 donne residenti in Toscana per anno. Nella grande maggioranza dei casi, gli interventi sono eseguiti in regime di ricovero diurno, con asportazione della lesione poliposa sotto visione isteroscopica, tecnica che costituisce il gold standard in accordo con i dati di letteratura.

I leiomiomi uterini trattati nel capitolo 2, costituiscono la più frequente patologia ginecologica. Una soluzione chirurgica è necessaria in circa 140 casi/100.000 per anno. Tuttavia gli interventi mostrano un trend in diminuzione e contemporaneamente un incremento percentuale delle tecniche a minore invasività, anche se si nota un’ampia variabilità tra i vari ospedali nelle modalità operatorie prescelte.

Nel capitolo 3 sono descritte le cisti ovariche, che comprendono sia quelle di natura organica che le funzionali. Nonostante l’elevata incidenza della patologia, l’atteggiamento chirurgico è in diminuzione nel periodo osservato, con tasso standardizzato d’intervento inferiore a 20 casi su 100.000 negli ultimi due anni. L’approccio laparoscopico risulta largamente prevalente. Nella maggioranza dei casi viene conservato l’ovaio colpito, sia con interventi laparotomici che in laparoscopia.

L’endometriosi, capitolo 4, è una patologia tipica dell’età fertile. I dati epidemiologici disponibili non sono esaustivi, perché la completa definizione della patologia, che di norma si basa su indagini con risonanza magnetica o ecografia transvaginale, richiede talvolta una conferma diagnostica mediante chirurgia laparotomica o laparoscopica. Nelle sue forme più gravi, la patologia risulta molto invalidante. I tassi d’intervento rilevati sono simili a quelli osservati per le cisti ovariche, e mostrano un trend in diminuzione.

Il tasso d’intervento per displasia della cervice uterina, capitolo 5, evidenzia un trend in aumento fra le donne toscane, grazie allo sviluppo dei programmi di screening delle neoplasie cervicali. L’aumento è osservato sia per gli interventi in regime di ricovero che per la chirurgia ambulatoriale. Tuttavia si denota un’ampia variabilità nel ricorso all’intervento chirurgico, in base alle aree di residenza.

L’andamento temporale dei ricoveri e degli interventi chirurgici per gravidanza ectopica, argomento del capitolo 6, risulta numericamente stabile nel periodo esaminato.
Si rileva una notevole variabilità sia nell’adozione del trattamento farmacologico, che nella frequenza con cui questo conduce alla soluzione definitiva della patologia, evitando il ricorso all’intervento chirurgico.

L’ultima patologia trattata in questo primo lavoro riguarda il prolasso degli organi pelvici, capitolo 7, che mostra una più alta incidenza nelle donne di età maggiore di 65 anni. Il tasso di ricovero è in diminuzione nel periodo in esame, inoltre il ricovero ospedaliero è riservato alle pazienti che hanno bisogno d’intervento. Anche se l’accesso chirurgico di gran lunga più praticato è quello per via vaginale, nel periodo in esame si osserva un aumento degli interventi in laparoscopia.



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