La mortalità nell’estate 2026: i dati del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera
On line i primi dati del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG) relativi al periodo 25 maggio - 30 giugno 2026. Nonostante un mese di giugno caratterizzato da anomalie termiche eccezionali a livello europeo e nazionale, l'impatto complessivo sulla salute della popolazione anziana è rimasto contenuto. In questa news analizziamo il quadro epidemiologico nazionale e il dettaglio della Toscana, dove i dati di Firenze, Prato e Livorno mostrano una situazione generalmente stabile a fronte delle ondate di calore estreme.
Gli argomenti trattati nella news:
- Il sistema di Sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG)
- Giugno 2026: caldo eccezionale ma impatto contenuto sulla mortalità
- Il Sistema di monitoraggio in Toscana
Il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG)
Il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG) è uno strumento di sanità pubblica istituito nell’ambito del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore, promosso dal Ministero della salute e coordinato dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.
Il sistema è stato sviluppato con l’obiettivo di monitorare in tempo reale gli effetti sulla salute associati agli eventi climatici estremi, in particolare alle ondate di calore estive. A differenza delle statistiche ufficiali sulla mortalità (disponibili con un ritardo di diversi mesi), il SISMG raccoglie quotidianamente i dati sui decessi provenienti dai Comuni aderenti, consentendo di individuare tempestivamente eventuali incrementi anomali della mortalità.
Il SISMG opera in integrazione con il Sistema nazionale di allarme per le ondate di calore – Heat Health Watch Warning System (HHWWS) che prevede, con alcuni giorni di anticipo, il livello di rischio sanitario associato alle condizioni metereologiche previste. L’integrazione tra previsione metereologica e sorveglianza epidemiologica consente di verificare in tempo reale l’impatto delle ondate di calore sulla salute della popolazione e di supportare le autorità sanitarie nell’attivazione di interventi di prevenzione e assistenza rivolti ai soggetti più vulnerabili.
Attualmente il sistema di sorveglianza copre 54 città italiane, rappresentative delle diverse aree geografiche del Paese, e costituisce uno dei principali strumenti nazionali per la valutazione degli effetti sanitari del caldo estremo. Il monitoraggio continuo della mortalità e degli accessi al Pronto soccorso permette di individuare precocemente eventuali criticità e di orientare gli interventi di protezione della popolazione più esposta ai rischi legati alle ondate di calore.
Giugno 2026: caldo eccezionale ma impatto contenuto sulla mortalità
Il rapporto del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera relativo al periodo 25 maggio – 30 giugno 2026 documenta un inizio d’estate caratterizzato da condizioni climatiche particolarmente severe. Secondo i dati di Copernicus, giugno 2026 è stato il secondo mese di giugno più caldo mai registrato, con anomalie termiche che in Europa hanno raggiunto valori medi di +1,78° C rispetto al trentennio climatico 1991-2020 (figura 1). In Italia, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, le temperature osservate hanno superato i valori climatici di riferimento fino a oltre 5°C per la temperatura apparente massima, confermando un contesto meteorologico favorevole all’insorgenza di effetti avversi sulla salute.
Figura 1. Anomalie di temperature per giugno 2026 rispetto al riferimento climatico 1990-2020. Fonte: Copernicus.

L’analisi dei sistemi di allerta mostra due distinti episodi di caldo: un primo incremento tra la fine di maggio e l’inizio di giugno e una seconda ondata, più intensa e persistente, sviluppatasi a partire dal 18 giugno fino alla fine del mese. Durante questo periodo, numerose città italiane hanno registrato per diversi giorni consecutivi livelli di rischio elevati (livello 2 e 3 del sistema HHWWS), con una media di circa 10 giorni di allerta nelle città del Nord e del Centro (Tabella 1).
Tabella 1. Livelli di rischio previsti dai Sistemi HHWW nelle diverse città nel periodo 25 maggio-30 giugno 2026.

Nonostante l’intensità dell’evento meteorologico, l’impatto complessivo sulla mortalità è risultato relativamente contenuto. Nelle 54 città incluse nella sorveglianza il numero di decessi osservati nella popolazione di età pari o superiore a 65 anni è stato solo lievemente superiore ai valori attesi, con un eccesso medio del 3%, risultato della combinazione di un incremento del 5% nelle città del Centro e del Sud e del 2% nelle città del Nord, quest’ultimo privo di significatività statistica. Questi dati suggeriscono che, almeno a livello nazionale, le misure di prevenzione e la risposta dei servizi sanitari abbiano probabilmente contribuito a mitigare gli effetti dell’ondata di calore.
L’analisi territoriale evidenzia tuttavia una marcata eterogeneità. Gli incrementi di mortalità hanno interessato soltanto alcune realtà urbane. Tra le grandi città emerge in particolare Torino, dove nel periodo considerato si osserva un eccesso di mortalità del 19%, statisticamente significativo, mentre Roma registra un incremento più contenuto (+6%), ma anch’esso significativo in ragione dell’elevato numero assoluto di decessi osservati. Tra i centri di dimensioni minori risultano particolarmente rilevanti gli incrementi registrati a Novara (+49%), Latina (+36%), Bari (+23%), Cagliari (+35%), Palermo (11%) e Catania (+17%). In numerose altre città, pur esposte a condizioni climatiche analoghe, la mortalità è rimasta sostanzialmente in linea con l’atteso.
Concentrando l’attenzione sulla seconda e più intensa ondata di calore (quella dal 18 al 30 giugno), il quadro appare ancora più selettivo. Di nuovo, soltanto Torino presenta un incremento statisticamente significativo della mortalità nella popolazione anziana (+35%), mentre tra le città di dimensioni inferiori si osservano eccessi rilevanti a Perugia (+40%) e a Latina (+48%).
Un ulteriore elemento di interesse riguarda la sorveglianza degli accessi in Pronto soccorso. Nelle strutture ospedaliere sentinella monitorate (Venezia, Trieste, Milano, Genova, Bologna, Roma, Palermo) si osserva un chiaro trend settimanale con un picco di accessi il lunedì e valori più bassi nel fine settimana.
In conclusione, il rapporto evidenzia come l’estate 2026 abbia rappresentato un importante banco di prova per il sistema nazionale di prevenzione degli effetti del caldo. A fronte di condizioni climatiche tra le più estreme degli ultimi decenni, l’impatto sulla mortalità è risultato nel complesso limitato e circoscritto ad alcune specifiche aree urbane.
Il monitoraggio in tempo reale garantito dal SISMG si conferma uno strumento fondamentale per individuare tempestivamente eventuali criticità, supportare le decisioni delle autorità sanitarie e rafforzare gli interventi di protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili, in un contesto in cui il cambiamento climatico rende gli episodi di caldo estremo sempre più frequenti e intensi.
Il sistema di monitoraggio in Toscana
Tra le regioni del Centro Italia, la Toscana presenta un quadro relativamente positivo. Le tre città toscane incluse nel Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera – Firenze, Prato e Livorno – sono state tutte interessate da temperature superiori ai valori climatici di riferimento, con livelli di allerta elevati durante la seconda metà di giugno.
Firenze non evidenzia un incremento statisticamente significativo dei decessi nella popolazione di età pari o superiore a 65 anni. Nel periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno sono stati registrati 310 decessi, sostanzialmente in linea con i 313 attesi, corrispondenti a una variazione dell’1% in meno rispetto all’atteso. Anche durante la seconda ondata di calore, si osserva un lieve aumento della mortalità (+14%), che tuttavia non raggiunge la significatività statistica.
Anche Prato presenta una situazione complessivamente stabile: i 158 decessi osservati risultano lievemente superiori ai 148 attesi, con un incremento del 7%, non statisticamente significativo.
Diversa la situazione di Livorno, dove si osserva il maggiore incremento regionale. Nel periodo analizzato sono stati registrati 173 decessi rispetto ai 155 attesi, corrispondenti a un eccesso del 12% (Tabella 2).
Nel complesso, i risultati della Toscana confermano quanto già osservato a livello nazionale.
Tabella 2. Mortalità nella classe di età 65+ anni osservata e attesa, stima dell’eccesso osservato e della variazione percentuale nelle diverse città del Centro-sud. Periodo 25 maggio-30 giugno 2026.
