Le malattie professionali rivestono nell'ambito della salute nei luoghi di lavoro un interesse sempre maggiore per diversi ordini di motivi quali:

  • il cambiamento dei rischi e dell'esposizione ad essi, in funzione del cambiamento del mercato e dell'organizzazione del lavoro
  • l'esposizione extralavorativa in ambiente di vita a specifici rischi (già presenti o meno in ambiente lavorativo)
  • il ruolo di stili e abitudini di vita come concausa nel determinismo di specifiche patologie


Tutto ciò ha portato alla comparsa di nuove patologie correlate al lavoro ed alla modifica di quelle esistenti, richiedendo lo sviluppo di attività di ricerca e studio che permettano di colmare il deficit conoscitivo e indirizzino più adeguatamente le azioni di riduzione nel numero e nella gravità di tali fenomeni.

I Servizi dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL, che sono impegnati nelle attività di prevenzione verso tali eventi, spesso si trovano ad operare con informazioni derivanti da un flusso informativo quantitativamente non rappresentativo in maniera esaustiva dello scenario, con in più la difficoltà di ricostruzione delle dinamiche sottostanti a tali eventi, stante anche la latenza temporale tra esposizione e manifestazione clinica della patologia.

È pertanto di primaria importanza potenziare al massimo le capacità di registrazione, elaborazione ed analisi delle informazioni raccolte su tali eventi al fine di individuare sempre più puntualmente fattori di rischio e di esposizione, sia per porre in essere adeguate e mirate misure di prevenzione.

Allo stato attuale i sistemi informativi correnti (principalmente quello che fa capo all'Inail) registrano ed elaborano dati sui casi di malattia professionale denunciate all'Ente. Tali casi danno una rappresentazione della realtà del fenomeno bisognosa di implementazioni tali da migliorare da un lato la capacità di raccolta del dato medesimo, dall'altro di potenziare la capacità di "lettura" in termini soprattutto di reale correlazione della patologia con l'attività lavorativa.

Il Sistema informativo MALPROF sulle malattie professionali, avviato in Lombardia (1999) ed in Toscana (2000), è stato sostenuto dal 2007 dal Ministero della salute al fine di attivare un sistema di sorveglianza esteso su scala nazionale. Tale sistema, nel raccogliere e classificare le segnalazioni di malattie lavoro-correlabili che pervengono ai Servizi di prevenzione delle ASL, utilizza un modello di analisi denominato MALPROF. I Servizi di prevenzione acquisiscono la documentazione sulle malattie professionali attraverso il certificato di sospetta malattia professionale od il referto direttamente trasmessi dai medici certificatori, dai medici dell’INAIL, dall’Autorità giudiziaria, ecc., nonché tramite indagini ed iniziative di ricerca attiva messe in atto dagli operatori dei Servizi stessi. Il modello MALPROF, sviluppato e condiviso da un Gruppo di Lavoro composto da referenti delle Regioni e INAIL Ricerca fornisce un percorso di analisi per assegnare l’eventuale nesso di causalità tra malattia e periodo lavorativo, con riferimento agli effettivi settori di attività e professioni per cui è avvenuta l’esposizione. 

A fronte del riassetto normativo in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il Sistema MALPROF costituisce uno degli strumenti operativi che concorrono alla costruzione del Sistema informativo nazionale integrato per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP). Al fine di definire un quadro rappresentativo delle malattie professionali, l’integrazione delle notizie disponibili, tanto degli archivi assicurativi che dei registri di patologia, è la scelta necessaria. Una corretta e tempestiva valutazione del fenomeno, supportata anche da strategie di ricerca attiva, può indirizzare interventi più appropriati per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Ogni anno CeRIMP redige un report ragionato sui casi di malattia professionale segnalati ai Servizi di prevenzione ed analizzati e registrati secondo il modello MALPROF.



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