Scolarizzazione e Covid-19: le raccomandazioni del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità

Per salvaguardare il benessere mentale e sociale degli studenti


28/4/2021
Negli ultimi mesi, numerosi studi si sono concentrati sugli effetti prodotti dagli interventi di mitigazione del rischio nelle scuole, come ad esempio la limitazione del contatto tra i bambini, l’utilizzo in ambiente scolastico delle mascherine o la necessità di sospendere l’attività scolastica per limitare la diffusione del contagio da COVID-19. Resta però la necessità di produrre solidi studi empirici per valutare gli effetti delle diverse misure messe in atto nei contesti scolastici.La mancanza di studi empirici ha portato a discutere sulle modalità di prevenzione e contenimento del contagio nelle scuole, in relazione allo sviluppo e al benessere generale dei bambini in età scolastica.
Il 24 marzo 2021, l’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha pubblicato un documento riguardante scolarizzazione e COVID-19.

Nel documento Recommendations from the European Technical Advisory Group for schooling during COVD-19, il Technical Advisory Group (TAG) individua alcuni temi chiave relativi agli effetti che le chiusure delle scuole, così come le chiusure generalizzate, stanno producendo sulla vita dei più piccoli. Inoltre, a partire da queste tematiche, il documento mira a riportare una serie di raccomandazioni da cui partire per poter migliorare il sistema scolastico in tempi di pandemia.
In particolare, il TAG è stato istituito al fine di fornire una consulenza strategica su questioni relative alla scolarizzazione e consigliare l’Ufficio regionale europeo sulle modalità di riapertura e potenziale chiusura delle scuole. Le seguenti raccomandazioni rappresentano il lavoro del TAG tra ottobre 2020 e marzo 2021 e riportano le opinioni e i punti di accordo degli esperti del TAG che non denotano necessariamente la posizione o le raccomandazioni dell'OMS.

In primo luogo, il documento sottolinea come sia stato dimostrato che il COVID-19 si diffonda meno frequentemente nei bambini che negli adulti. É stato osservato che i focolai nelle scuole coinvolgono principalmente il personale scolastico, a riprova del fatto che i bambini e gli adolescenti non rappresentano i veicoli primari di trasmissione del virus.
Per questo motivo l’OMS, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, l’UNESCO e l’UNICEF sottolineano la necessità di mantenere le scuole aperte il più possibile, poiché è stato dimostrato che le chiusure prolungate risultano dannose per la salute e il benessere dei bambini oltre che per i loro risultati scolastici. Attuare adeguate misure di prevenzione, come ad esempio la riduzione della numerosità delle classi, può mitigare l’ampliamento delle disuguaglianze tra gli studenti.
A tale scopo, il TAG raccomanda di prestare particolare attenzione al benessere mentale e sociale degli studenti; le restrizioni dovute alla pandemia possono non soltanto determinare effetti negativi sui risultati scolastici ma anche sulla salute mentale e il benessere sociale dei ragazzi. Le evidenze mostrano che la chiusura delle scuole e la Didattica a distanza (DAD) hanno prodotto una perdita progressiva dell’apprendimento, in particolare nelle aree più svantaggiate. Inoltre, la scuola fornisce funzioni essenziali che vanno oltre l’istruzione: dall’articolo emerge, ad esempio, che sempre di più i bambini sperimentano un’insicurezza alimentare dovuta alla mancanza di pasti scolastici, così come sono aumentati i casi di violenza domestici contro i bambini. Garantire servizi sostitutivi e l’accesso a dispositivi per l’apprendimento online deve essere una prerogativa per mantenere un livello equo di scolarizzazione per tutti. In questo senso, i paesi dovrebbero mettere in campo dispositivi adeguati all’insegnamento oltre ad offrire servizi di supporto psicologico per le situazioni più critiche.

In conclusione, il documento mostra come debba esserci un cambio di paradigma nella gestione della scuola in relazione all’attuale situazione pandemica; i paesi dovrebbero fornire un sostegno aggiuntivo alle scuole, in particolare per i bambini che vivono in situazioni più vulnerabili. Delegare alle famiglie servizi complessi, quali la supervisione di un adulto durante le ore scolastiche, rappresenta una responsabilità aggiuntiva che può gravare sulla loro capacità di guadagnare reddito per riuscire assistere i propri figli durante le ore di didattica a distanza. Le scuole dovrebbero pertanto implementare misure aggiuntive per proteggere ulteriormente i bambini, i quali rischiano di compromettere la propria istruzione.

A cura di: Caterina Milli, Osservatorio di Epidemiologia - ARS Toscana