Legge 194 - Interruzioni volontarie di gravidanza: diffusi i dati 2023 del Ministero della salute
La relazione al Parlamento descrive le analisi dei dati relativi alle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) effettuate in Italia nell’anno 2023, in attuazione della legge n. 194 del 22 maggio 1978 recante Norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza.
Quadro generale nazionale
Nel 2023 in Italia sono state notificate 65.746 IVG, con un valore sostanzialmente stabile rispetto al 2022 (+0,1%).
- Tasso di abortività: 5,6 IVG per 1.000 donne 15-49 anni (stabile rispetto al 2022).
- Rapporto di abortività: 172,6 IVG per 1.000 nati vivi (+3,6% rispetto al 2022).
Il ricorso all’IVG resta comunque tra i più bassi a livello internazionale e continua il forte calo rispetto agli anni ’80.
Distribuzione territoriale
Tassi di abortività 2023
- Nord: 5,9 per 1.000
- Centro: 6,0 per 1.000
- Sud: 5,4 per 1.000
- Isole: 4,5 per 1.000
Le regioni del Centro-Nord (tra cui la Toscana) mostrano quindi valori generalmente più alti della media nazionale, anche per la maggiore presenza di donne straniere e per una diversa struttura demografica.
Caratteristiche delle donne
Il profilo delle donne che ricorrono all’IVG nel 2023 è stabile negli ultimi anni:
- Classi di età più coinvolte: 25-39 anni, con il picco tra 30-34 anni.
- Minorenni: 2,9% delle IVG (tasso 2,3 per 1.000).
- Donne straniere: 26,7% delle IVG totali.
- IVG ripetute: 23,2%, in lieve diminuzione.
Modalità e organizzazione del servizio
Negli ultimi anni si osserva un cambiamento importante nelle modalità di esecuzione:
IVG farmacologica
- 59,4% delle IVG nel 2023, in forte aumento rispetto al 52% nel 2022.
Tempestività
- 65,4% delle IVG entro 8 settimane di gestazione.
- 80,4% entro 14 giorni dalla certificazione.
Offerta dei servizi e Obiezione di coscienza
La relazione evidenzia che:
- Il 61,1% delle strutture con ostetricia/ginecologia effettua IVG.
- Il carico di lavoro medio dei ginecologi non obiettori è 0,8 IVG a settimana, in diminuzione negli anni.
Il rapporto conclude che eventuali criticità sono legate più all’organizzazione dei servizi che alla presenza di obiettori.
Situazione in Toscana
Il 15 dicembre 2025 avevamo già diffuso il report con i dati IVG 2024 della Toscana.
Di seguito riportiamo la sintesi dei principali indicatori
Le IVG continuano a diminuire
- Nel 2024 si registrano 4.361 IVG, 80 in meno rispetto al 2023.
- Dal 2019 la riduzione complessiva è del 17%.
- Il tasso di abortività scende a 6,4 per 1.000 donne 15-49 anni, pur rimanendo leggermente superiore alla media nazionale, ma in linea con le regioni del Centro
Diminuisce l’abortività sia tra italiane che tra straniere
- Le donne straniere rappresentano il 36,9% delle IVG.
- Il loro tasso (13,6 per 1.000) resta triplo rispetto alle italiane, ma è in forte calo (-10 punti per 1.000 dal 2013), segno di miglior integrazione e maggiore accesso alla contraccezione.
Cresce stabilmente l’uso dell’IVG farmacologica
- Nel 2024 il 66% delle IVG è farmacologico (oltre l’80% in alcuni presidi), ben sopra la media nazionale.
- Il 95,7% delle procedure farmacologiche avviene in regime ambulatoriale, grazie al percorso organizzativo attivato dopo la delibera regionale 827/2020.
Migliora l’efficienza del percorso
- L’83,3% delle IVG avviene entro 14 giorni dal rilascio della certificazione (vs 66% nel 2015).
- La Toscana mostra tempi migliori della media italiana
Obiezione di coscienza in calo e carichi di lavoro sostenibili
- La percentuale di ginecologi obiettori è 45,6%, molto inferiore alla media nazionale (57,1%).
- Il carico medio settimanale dei non obiettori è di 0,51 IVG/settimana, ben sotto la media nazionale.
- Non emergono criticità tali da ostacolare l’applicazione della legge 194/78