Monitoraggio dell'epidemia da Covid-19 nella fase due: i dati del primo report settimanale ISS

Il report è riferito alla settimana 4-10 maggio (dati aggiornati al 16 maggio)


19/5/2020
Il recente avvio della fase 2 ha comportato un allentamento delle misure di lockdown attuate nel nostro Paese nel periodo compreso tra l’11 marzo e il 4 maggio 2020, in seguito all’epidemia responsabile di migliaia di casi di COVID-19. L’esperienza osservata in altri Paesi del mondo, dove in seguito all’adozione di minori restrizioni si è verificata una recrudescenza dei casi di malattia, ha indicato la necessità di mantenere in questo particolare momento un’attenta, costante e puntuale osservazione di ogni variazione che interessi la diffusione dell’infezione e la ricaduta che questa può determinare sulla rete territoriale dei Servizi sanitari.

Per questa ragione, come previsto dal DM Salute del 30 aprile 2020 il Ministero della salute, l’Istituto superiore di sanità e le Regioni (che compongono la cabina di regia), allo scopo di accompagnare le misure di “riapertura”, hanno implementato uno strumento di monitoraggio dell’epidemia condiviso tra il livello nazionale e quello regionale. L’ausilio di dati epidemiologici e la capacità di rispondere in maniera precoce ad eventuali situazioni di allerta rivestono un ruolo fondamentale per i decisori politici nella scelta di proseguire con l’allentamento delle restrizioni o al contrario ritornare ad una situazione di maggior chiusura.

Questo sistema prevede l’inserimento delle informazioni relative ai casi di Covid-19 da parte delle Regioni, nello specifico da parte dei Servizi di igiene e sanità pubblica, all’interno di una piattaforma appositamente dedicata messa a disposizione dall'Istituto superiore di sanità (ISS). I dati sono elaborati daLL'ISS e validati dalla cabina di regia, quindi aggregati in report condivisi e messi a disposizione delle Regioni.

Il 16 maggio è stato pubblicato il primo Report monitoraggio riferito alla settimana compresa tra il 4 e il 10 maggio. In questo documento, cui ne seguiranno altri nelle prossime settimane, è possibile trovare una batteria di indicatori calcolati sui dati presenti nella piattaforma ISS. Il set si riferisce a tre gruppi di indicatori:

  1. indicatori di processo sulla qualità di monitoraggio - permettono una valutazione della completezza, disponibilità e tempestività dei dati; in altri termini descrivono il livello di affidabilità dei dati
  2. indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti - permettono una valutazione della capacità di accertamento diagnostico e gestione del contact tracing
  3. indicatori di risultato relativi alla stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari - permettono una valutazione delle condizioni di adeguatezza dei sistemi sanitari territoriali rispetto all’evoluzione dell’epidemia, fornendo indicazioni su nuovi casi, Rt (tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia), presenza di focolai, saturazione dei posti letto

Il quadro nazionale
La disponibilità e qualità dei dati risultano migliorate nelle ultime settimane in quasi tutte le Regioni e Province autonome, grazie all’invio rapido di dati. Il valore soglia di completezza dei dati che permette un’adeguata valutazione dell’aumento della trasmissione e dell’impatto del COVID-19 sui Servizi assistenziali, è stato stabilito pari al 50% e, nella prima settimana della Fase 2, questo valore non è stato raggiunto da sole 4 Regioni/PPAA (che tuttavia avevano raggiunto la soglia del 30% inerente la disponibilità dei dati sulla data dell’inizio sintomi).

Per quanto riguarda la prima settimana dopo la sospensione del lockdown, la probabilità di un nuovo aumento della trasmissione della malattia e l’impatto sui servizi sanitari è stata classificata bassa (livello 2) per 18 Regioni/PPAA. In particolare si tratta di 10 Regioni/PPAA con incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa e di altre 8 ad incidenza alta e intermedia-alta con una situazione complessa ma controllata. Tuttavia Molise, Umbria e Lombardia registrano un “rischio moderato” (livello 3) di aumento di trasmissione e di impatto sui servizi assistenziali. Per le prime due la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (a causa della presenza di recenti focolai di trasmissione identificati sul territorio), mentre per la Lombardia seppur persistendo la classificazione moderata, si assiste ad un alleggerimento del sovraccarico sul sistema sanitario.

Per quanto riguarda l’aspetto legato alla resilienza dei servizi sanitari territoriali nel report viene segnalata l’esigenza di rivalutazione nelle prossime settimane a fronte di un maggior consolidamento dei dati. Tuttavia per alcune Regioni si ritiene necessario un rafforzamento della capacità di reazione dei Servizi sanitari nel caso si verifichi un nuovo aumento dei casi d’infezione.

In generale i primi risultati del monitoraggio suggeriscono un quadro attualmente sotto controllo, con quadri epidemiologici in evoluzione per 6 regioni per la presenza di focolai recentemente segnalati da monitorare con attenzione. Per questo motivo l’attuale fase 2, come per la precedente, richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico. Tuttavia anche questi dati confermano il ruolo delle misure di lockdown precedentemente attuate nel controllo della trasmissione dell’infezione da COVID-19.

Il quadro regionale: la Toscana
La Toscana rappresenta attualmente la quinta regione a livello nazionale per numero di casi di malattia con quasi 10.000 contagiati, seguendo in questa speciale classifica la Lombardia (quasi 85.000 casi), il Piemonte (quasi 30.000 casi), l’Emilia-romagna (oltre i 27.000 casi) ed il Veneto (quasi 19.000 casi).

Gli indicatori calcolati e diffusi dall’Istituto superiore di sanità rivelano nella nostra regione un’incidenza settimanale di 5,63 casi ogni 100.000 abitanti, che caratterizza una situazione “intermedia-bassa” nel raking nazionale. La valutazione relativa all’aumento di trasmissione ed attuale impatto di COVID-19 sui servizi sociali è “bassa” (livello 2), la resilienza dei servizi territoriali rivela al momento zero allerte segnalate ed infine la stima di Rt è 0,39 (CI: 0,3-0,5).

Quest’ultimo è un parametro fondamentale in grado di misurare la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva; si definisce come l’indice di riproduzione della malattia misurato al tempo t e fornisce il numero medio di infezioni secondarie contratte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile, ovvero mai venuta a contatto il patogeno. Un valore di Rt = 4 indica che in media un singolo malato infetterà 4 persone: tanto maggiore è questo parametro, tanto più elevato sarà il rischio di diffusione dell’epidemia. Un’epidemia può essere contenuta quando il valore di Rt è inferiore al valore 1. In questo momento è importante precisare che in Toscana, così come in quasi tutte le altre regioni italiane, i valori di Rt sono inferiori a questo valore.

I risultati di questo primo report realizzato da ISS caratterizza una situazione nella nostra regione assolutamente sotto controllo. I Servizi territoriali della Toscana hanno confermato nelle ultime settimane l’elevata capacità e professionalità del proprio personale sanitario che, oltre ad essere stato in grado di garantire un’eccellenza nelle prestazioni di cura ai pazienti, ha permesso di ottenere un sensibile e costante miglioramento circa la qualità e completezza delle informazioni registrate nella piattaforma ISS.

A cura di Francesco Innocenti e Alice Berti - ARS Toscana



Per approfondire

Consulta e scarica il primo Report di monitoraggio settimanale riferito alla settimana compresa tra il 4 e il 10 maggio (dati aggiornati al 16 maggio).


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