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La giornata mondiale del cuore ci ricorda l’importanza della prevenzione e della continuità delle cure

Data pubblicazione: 29 Settembre 2026

La Giornata mondiale del cuore, che si celebra il 29 settembre, richiama l’attenzione sui fattori di rischio cardiovascolare e sull’importanza di riconoscerli e trattarli nel tempo. Fumo, scarsa attività fisica, alimentazione non equilibrata, pressione elevata, diabete e colesterolo alto sono ambiti sui quali possono intervenire sia le persone stesse sia i servizi sanitari.

In Toscana la mortalità cardiovascolare è diminuita nettamente nel lungo periodo, ma i dati mostrano anche che la prevenzione e la continuità delle cure, prima e dopo un evento, non possono essere date per scontate.

La mortalità diminuisce, ma pesa ancora sui decessi

Le malattie del sistema circolatorio causano ancora circa 13.600 decessi ogni anno tra i toscani, pari al 29,1% dei decessi per tutte le cause, anche se è evidente la riduzione nel lungo periodo: da 420 decessi ogni 100mila toscani nel triennio 2002-2004 a 230 nel 2021-2023. Tra i maschi il rischio continua ad essere più alto: 279 morti ogni 100mila uomini, rispetto ai 195 decessi ogni 100mila donne. La diminuzione nel lungo periodo riguarda anche la mortalità per infarto del miocardio (da 51 a 18 decessi per 100mila) e per malattie cerebrovascolari (da 131 a 66). Le due cause provocano rispettivamente circa 1.000 e 4.000 decessi ogni anno.

Anche i ricoveri diminuiscono

Nel 2025 i ricoveri per malattie del sistema circolatorio sono stati poco più di 64mila. Il tasso è passato da 22,1 per 1.000 toscani nel 2010 a 13,2 nel 2025. Il tasso maschile è superiore a quello femminile: 17,9 contro 9,1 per mille nel 2025. Nello stesso periodo (2010-2025) i ricoveri per infarto del miocardio sono scesi da 2 a 1,2 per 1.000 toscani e quelli per malattie cerebrovascolari da 4,9 a 2,8 (rispettivamente 5.932 e 14.241 ricoveri nel 2025).

29 settembre Giornata mondiale del cuore

Fumo, movimento e alimentazione

I dati sugli stili di vita mostrano quanto spazio ci sia ancora per la prevenzione. Gli ultimi dati di sorveglianza ci dicono che fuma il 18,9% dei toscani di almeno 14 anni: il 21,9% dei maschi e il 16,2% delle femmine. Tra gli adulti il 24,3% è sedentario, più spesso le donne, e il 45,3% degli adulti è in eccesso di peso; il solo sovrappeso riguarda il 42,7% degli uomini e il 25,1% delle donne. Soltanto il 3,5% dei toscani consuma le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate al giorno, un’abitudine più frequente tra le donne. Sono abitudini sulle quali è possibile intervenire a ogni età, con benefici per la salute del cuore e della circolazione.

Attenzione al colesterolo LDL e continuità dei controlli

La prevenzione non si ferma agli stili di vita, ma prosegue dopo un evento cardiovascolare. Ridurre i livelli di colesterolo LDL, ad esempio, aiuta a diminuire il rischio di infarto e ictus, compreso quello di nuovi eventi nelle persone già colpite. Per questo i valori target raccomandati variano in base al rischio cardiovascolare e sono più bassi per chi ha già avuto un evento.

Dai nostri indicatori di monitoraggio (PrOTer-MaCro) vediamo che l’LDL supera i valori raccomandati ancora per più della metà delle persone con diabete o un infarto o un ictus alle spalle. Questi dati richiamano l’importanza di controlli regolari e di interventi adeguati al rischio della singola persona: un diabetico su tre effettua i controlli raccomandati dalle linee guida e il 28% di chi convive con un’insufficienza cardiaca fa almeno un ecocardiogramma nell’anno. Il calo della mortalità mostra un progresso importante. Per proseguirlo contano le scelte quotidiane, il riconoscimento dei fattori di rischio e controlli adeguati alla situazione di ciascuno, anche dopo un infarto o un ictus.