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La particolare complessità di un’organizzazione dedicata a curare pazienti è tale in funzione delle implicazioni sociali, umane, oltre che economiche, che derivano dalla sua gestione. La struttura sanitaria ha caratteristiche organizzative singolari e precipue: l’autonomia medica, le forme di cooperazione, in genere contingenti e flessibili, con relazioni più caratterizzate da lateralità che da linee gerarchiche, la frammentazione tra molteplici comunità. Un’organizzazione sanitaria che intende interpretare l’attualità della realtà deve essere progettata per interagire validamente con la complessità: i dilemmi della medicina, l’evoluzione delle professioni sanitarie, la velocità dell’innovazione scientifica e tecnologica, i limiti economici e finanziari, le ragioni etiche, la responsabilità sociale.

Ogni struttura sanitaria costituisce un sistema basato su valori fondanti: efficacia, efficienza, innovazione, accoglienza e sicurezza e articolato in 3 sottosistemi: organizzazione, risorse umane, tecnologie. Gli edifici ed i locali appartengono al sottosistema “tecnologie” e determinano la performance del sistema intero.
Il compito della progettazione strategica è quello di considerare tutti e tre i sottosistemi, comprendendo le esigenze del singolo sottosistema e delle ricadute sugli altri, per il raggiungimento di un risultato capace di esprimere efficacia, efficienza e sicurezza. L’approccio progettuale alla sicurezza dei pazienti, ad esempio, si arricchisce considerando importanti fattori ulteriori a quelli noti alla cultura igienistica ospedaliera tradizionale: la consapevolezza che gli operatori sono fallibili, la considerazione dell’importanza della comunicazioni tra curanti e tra pazienti e curanti, l’importanza della partecipazione dei pazienti e dei familiari.
La progettazione strategica assume una prospettiva salutogenetica, mentre la progettazione tradizionale  si arresta alla sola prospettiva patogenetica.
La progettazione strategica pensa agli spazi considerando non solo la componente cognitiva, ma anche quella affettiva delle persone, curanti e curate, fattore che determina l’attribuzione del valore ed ha effetti sulle performance cliniche e gestionali.

Gli attori e i fruitori delle attività a cui uno spazio sanitario è dedicato non solo devono essere posti al centro del processo di progettazione, ma possono parteciparvi in modo maturo e consapevole. Il loro dialogo con i progettisti non si limita a cercare la migliore risposta progettuale a esigenze funzionali predefinite, ma va oltre e si dedica anche alla ricerca di nuove soluzioni. Una buona progettazione in chiave strategica consente la realizzazione di un prodotto in cui risultati di cura e obiettivi di sicurezza, forme, valenze simboliche e relazioni umane diventano un patrimonio organizzativo consistente e  una concreta testimonianza di come un luogo dove si è in grado di curare bene è un luogo che sa guardare e usare più elementi per la sua crescita culturale.
La performance globale in termini di outcome, gestione dei rischi e sicurezza dei pazienti di una struttura sanitaria dipende dalle interazioni e dalla sincronizzazione di alcuni principali settori: processi clinici, tecnologie mediche e non, organizzazione, spazi fisici.
Gli spazi hanno un rilevante impatto sui risultati sia in termini di salute sia di sicurezza. Ad esempio, è noto come luce, colori, vista e rumore possano indurre stimoli emozionali di opposto segno a seconda che siano integrati in un progetto mirato oppure lasciati al caso, con influenze rilevanti sul grado di attenzione di chi opera o su comportamenti maggiormente orientati ad atteggiamenti collaborativi e a migliori relazioni tra curanti e pazienti.
Le carattersitiche di uno spazio sanitario possono essere migliorate attraverso l’inserimento di elementi  direttamente efficaci (connotati fisici dell’ambiente capaci di ridurre potenziali rischi per pazienti e personale) e indirettamente efficaci (caratteristiche in grado di facilitare l’adozione di pratiche sicure). Una progettazione orientata allo sviluppo della sicurezza dei pazienti può agire quindi anche come strumento di miglioramento della cultura organizzativa.

(testo a cura di Virginia Serrani, Andrea Vannucci)


«Medical care cannot be separated from the buildings in which it is delivered. The quality of space in such buildings affects the outcome of medical care, and architectural design is thus an important part of the healing process».
(Horsburgh CR Jr. Healing by design. N Engl J Med 1995;333:735-740)


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