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Natalità in Toscana: quadro demografico e differenze territoriali

Data pubblicazione: 22 Ottobre 2026 F.Voller M.Puglia

Che cos’è il tasso di natalità e come si legge

Il tasso di natalità misura il numero di nati vivi ogni mille residenti in un anno. È una misura di frequenza che consente confronti geografici e temporali, ma non equivale alla fecondità: il numero medio di figli per donna descrive una dimensione diversa. La lettura del tasso deve tenere conto anche della composizione per età della popolazione, perché il numero delle persone in età riproduttiva incide sul numero complessivo di nascite.

La natalità nel mondo: l'Italia tra i Paesi con i valori più bassi

Il confronto internazionale evidenzia una marcata variabilità della natalità, associata a strutture demografiche, fasi di transizione e contesti sociali differenti. Nella selezione riportata nella Tabella 1, i valori più elevati appartengono a Paesi africani, mentre l’Italia e la Corea del Sud mostrano livelli molto inferiori. Il confronto descrive ordini di grandezza, non una graduatoria delle condizioni di benessere delle famiglie. Il prospetto mette in evidenza la distanza tra i diversi contesti demografici considerati nella presentazione.

Tabella 1. Tasso di natalità, nuovi nati per 1.000 abitanti, in alcuni Paesi del mondo – Anno 2024 
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La Toscana nel contesto europeo e nazionale

In Toscana il numero delle nascite è in calo dal 2008: dai 33.610 bambini nati in quell’anno si è passati ai 19.908 del 2025. Il tasso di natalità regionale è pari a 5,4 nati ogni mille abitanti, contro 6,0 in Italia e 7,9 nell’Unione europea (dato 2024, ultimo anno disponibile). Il dato si inserisce in un andamento di lungo periodo che interessa anche il contesto nazionale; la comparazione europea permette di collocare la regione in un quadro demografico più ampio. Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno del 2024; il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14. Nei primi sette mesi del 2026 le nascite risultano ancora in diminuzione (-1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025). Questi valori nazionali aggiornano il contesto, mentre i grafici ARS qui riportati mantengono i propri anni di riferimento [1].

Figura 1. Tasso di natalità, nuovi nati per 1.000 abitanti, Toscana e Italia, periodo 1980-2025- Fonte: ISTAT 

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La natalità nelle regioni Italiane- Anno 2025

La distribuzione regionale del tasso di natalità mostra che la Toscana partecipa a una differenziazione territoriale presente in tutto il Paese. La lettura del grafico è particolarmente utile per collocare la regione rispetto alle altre realtà italiane, senza attribuire automaticamente le differenze a un unico fattore. Età della popolazione, migrazioni e comportamenti riproduttivi concorrono infatti a definire i valori osservati. 

Figura 2. Tasso di natalità, nuovi nati per 1.000 abitanti, regioni Italiane, anno 2025- Fonte: ISTAT 

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La fecondità in Toscana e in Italia

Il tasso di fecondità totale nel 2025 è pari a 1,08 figli per donna in Toscana, 1,14 in Italia e 1,34 nell’UE-27 (nel 2024). Si tratta di valori inferiori alla soglia convenzionale di sostituzione generazionale di circa 2,1 figli per donna. Questo indicatore completa la lettura del tasso di natalità, distinguendo la propensione riproduttiva dalla consistenza numerica della popolazione nelle età interessate.

Figura 3. Tasso di fecondità, numero medio di figli per donna (TFT), Toscana e Italia, periodo 1980-2025 - Fonte: ISTAT 

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La popolazione femminile in età fertile: il contributo delle donne straniere

La popolazione femminile tra 15 e 49 anni in Toscana si è ridotta del 17,5% tra 2010 e 2025. Dal 2015 si osserva una riduzione anche della componente straniera (-12,1%). La variazione della numerosità delle potenziali madri costituisce una componente importante della dinamica delle nascite: anche a parità di tassi specifici di fecondità, una platea più piccola può produrre un numero inferiore di nuovi nati.

La contrazione delle generazioni in età riproduttiva riflette anche la bassa fecondità dei decenni precedenti: è un effetto strutturale che riduce il numero potenziale di nascite indipendentemente dai comportamenti riproduttivi attuali. Il Rapporto ISTAT sulla natalità 2025 ribadisce questa distinzione tra numerosità dei potenziali genitori e numero medio di figli [1].

Figura 4. Popolazione femminile in età fertile (15–49 anni) per cittadinanza, Toscana, periodo 2003-2025 - Fonte: ISTAT 

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Tassi di fecondità per fascia d'età in Toscana

I tassi specifici per età mostrano un cambiamento nella distribuzione delle nascite. Tra il 2005 e il 2025, sotto i 30 anni il tasso passa da 39,1 a 20,9 per mille (-46,5%); tra 30 e 39 anni passa da 67,6 a 70,0 (+3,6%); dai 40 anni in poi passa da 6,0 a 8,4 (+40,0%). La tabella 2 mette in luce il progressivo spostamento verso età più avanzate, oltre alla contrazione delle nascite nelle età più giovani. La tabella distingue la diminuzione dei tassi nelle età inferiori a 30 anni dalla maggiore frequenza delle nascite nelle età più avanzate.

Tabella 2. Tassi specifici di fecondità per classe di età materna, nati vivi per 1.000 donne, Toscana, anni 2005, 2015 e 2025. Fonte: Cedap

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I comportamenti riproduttivi risentono anche dei cambiamenti nelle aspirazioni personali e nei modelli di vita. L’indagine ISTAT sulle intenzioni di fecondità (2024) rileva che soltanto il 21,2% dei 18-49enni pensa di avere un figlio nei tre anni successivi; fra chi non desidera figli, circa un terzo cita ragioni economiche, il 9,4% condizioni lavorative inadeguate e l’8,6% l’assenza di un partner. Fra i più giovani il 56,1% ritiene che un figlio possa ostacolare la possibilità di fare ciò che si vuole; questo dato segnala un mutamento nella percezione dei vincoli associati alla genitorialità, ma non dimostra una generale perdita del desiderio di figli. La stessa indagine documenta infatti la distanza fra desideri e realizzazioni riproduttive [3].

Figura 5. Tassi specifici di fecondità per classe di età materna, nati vivi per 1.000 donne, Toscana, anni 2001-2025. Fonte: Cedap

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Si diventa madri sempre più tardi

L’età media al primo figlio nel 2025 è di 32,4 anni in Toscana, 32 in Italia e 29,9 nell’UE-27 (anno 2024, ultimo dato disponibile). In Toscana è aumentata rispetto ai 25,5 anni del 1980. Il posticipo della maternità è un cambiamento strutturale, che va letto insieme ai percorsi di studio, lavoro, formazione delle unioni e accesso alle condizioni materiali necessarie alla realizzazione dei progetti familiari.

Il rinvio della genitorialità si colloca in una transizione alla vita adulta più lunga. Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2025, oltre due terzi dei giovani italiani di 18-34 anni vivono con i genitori: precarietà lavorativa, difficoltà di accesso all’abitazione e incertezza economica possono ritardare l’autonomia e la formazione di nuove famiglie [2]. Il posticipo riduce inoltre il tempo biologicamente disponibile per realizzare il numero di figli desiderato; l’età resta un determinante della fertilità anche in presenza delle tecniche di procreazione assistita.

Figura 6. Età media delle donne alla nascita del primo figlio in Toscana e Italia, periodo 1980-2025- Fonte: ISTAT 

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La fecondità delle donne italiane e straniere in Toscana

Anche tra le donne straniere residenti in Toscana si osserva una riduzione della fecondità: il numero medio di figli per donna passa da 2,19 nel 2003 a 1,67 nel 2024. Il divario rispetto alle donne italiane si è progressivamente ridotto. Il contributo delle residenti straniere resta una componente della demografia regionale, ma evolve nel tempo e non può essere considerato costante.

La convergenza della fecondità delle donne straniere verso quella delle italiane può essere letta anche nel contesto delle condizioni economiche, abitative e lavorative delle famiglie immigrate, oltre che dei processi di adattamento dei comportamenti riproduttivi. Tuttavia, la serie toscana documenta il calo, non consente da sola di attribuirne causalmente una quota ai problemi economici: per farlo servono analisi per reddito, lavoro, provenienza, durata della permanenza e composizione familiare. La riduzione del numero delle donne straniere in età fertile aggiunge un secondo effetto, di natura strutturale.

Figura 7. Tasso di fecondità, numero medio di figli per donna (TFT) per cittadinanza, Toscana, periodo 2003-2024 - Fonte: ISTAT

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Il confronto territoriale nei 273 comuni toscani

L’approfondimento territoriale considera tutti i 273 comuni toscani e affianca la lettura comunale a quella delle Zone-distretto. Per ridurre le oscillazioni casuali dei piccoli numeri si utilizza il periodo 2022-2024. I confronti vanno interpretati come descrizione della distribuzione territoriale della natalità, senza assumere che la posizione in graduatoria misuri da sola il successo o l’efficacia dei servizi locali.

Natalità in Toscana confronto tra zone (Media 2022-2024)

Il confronto tra Zone-distretto permette di osservare differenze all’interno della regione su territori demograficamente più ampi dei singoli comuni. È utile leggere sia la posizione relativa sia la distanza dal valore toscano, ricordando che un tasso di Zona correttamente aggregato deriva dal rapporto tra il totale delle nascite e la popolazione di riferimento, non dalla media aritmetica dei tassi dei comuni.

Tabella 3. Tasso di natalità nelle Zone-distretto della Toscana, tasso medio annuo per 1.000 residenti, triennio 2022-2024 - Fonte: ISTAT 

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Nel triennio 2022-2024 la Zona Empolese Valdelsa Valdarno raggiunge 6,32 nati per mille residenti, mentre le Colline dell’Albegna registrano 4,50. Il valore regionale è pari a 5,76. Il divario descrive una variabilità territoriale che va interpretata alla luce delle differenti strutture demografiche.

Natalità in Toscana confronto tra comuni (Media 2022-2024)

La graduatoria dei comuni evidenzia una variabilità più ampia di quella osservata tra le Zone-distretto. Nel triennio 2022-2024 i valori estremi risentono anche della diversa dimensione demografica dei comuni: in centri molto piccoli pochi eventi possono modificare sensibilmente il tasso. Per questo i risultati sono particolarmente informativi se associati a popolazione residente, numero di nati e contesto territoriale.

Tabella 4. Tasso di natalità nei comuni della Toscana, tasso medio annuo per 1.000 residenti, triennio 2022-2024 - Fonte: ISTAT 

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Nota: la graduatoria comprende tutti i 273 comuni toscani. Sono riportati i 20 comuni con i tassi più elevati e i 20 con i tassi più bassi.

Tra i comuni con i valori più elevati figurano Monteroni d’Arbia (8,402‰), Santa Croce sull’Arno (8,373‰) e Bientina (7,662‰); tra i valori più contenuti Sassetta (1,371‰), Trequanda (1,735‰) e Capraia Isola (1,820‰). Nei comuni meno popolosi le oscillazioni del numero dei nati possono incidere in misura rilevante sul tasso.

Nati da PMA in Toscana

Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è cresciuto nel periodo osservato. Secondo i dati presentati, i nati da PMA rappresentano il 6,1% dei nati nel 2025, pari a 1.244 bambini, rispetto al 2,0% del 2005. L’indicatore descrive un’evoluzione dei percorsi riproduttivi e dell’accesso alle tecniche disponibili, da interpretare in relazione anche all’età materna.

Nel quadro delle possibilità di preservazione della fertilità si colloca la legge regionale toscana 29 settembre 2026, n. 24, «Disposizioni in materia di preservazione della fertilità per fini sociali» (BURT n. 58 del 7 ottobre 2026). La legge prevede, secondo requisiti di età, residenza e ISEE, contributi fino a 3.000 euro per l’accesso alla crioconservazione precauzionale degli ovociti (social freezing). È un esempio di intervento sulla salute riproduttiva in presenza di maternità posticipata, distinto dalla PMA; non sono ancora disponibili evidenze sul suo eventuale impatto sulle nascite [4].

Figura 8. Quota percentuale di nati vivi da PMA in Toscana, periodo 2005-2025 - Fonte: CEDAP

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Nati prematuri in Toscana

La quota di nati pretermine, ossia prima delle 37 settimane di gestazione, risulta sostanzialmente stabile nel confronto di lungo periodo presentato: 6,9% nel 2005 e 6,6% nel 2025. Nel 2025 sono 1.351 i nati pretermine. La relativa stabilità di questo indicatore è un elemento importante per completare il quadro della salute perinatale accanto ai cambiamenti nella numerosità delle nascite.

Figura 9. Quota percentuale di nati vivi prematuri in Toscana, periodo 2005-2025 - Fonte: CEDAP

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Considerazioni conclusive

La denatalità toscana è il risultato di più processi che si rafforzano reciprocamente. Il primo è strutturale: le generazioni femminili in età riproduttiva sono meno numerose (-17,5% fra 2010 e 2025), perché sono nate in anni già caratterizzati da bassa fecondità. Il secondo riguarda l’intensità e i tempi della fecondità: sotto i 30 anni i tassi sono quasi dimezzati rispetto al 2005, mentre la maternità è sempre più tardiva. A questi fenomeni si associano l’instabilità o l’insufficienza del lavoro, la difficoltà di raggiungere un’autonomia abitativa, la permanenza prolungata nella famiglia di origine e l’incertezza economica. Anche tra le donne straniere diminuiscono sia la consistenza numerica sia il numero medio di figli: le difficoltà materiali possono concorrere al fenomeno. Accanto a tali fattori, le indagini sulle intenzioni riproduttive documentano mutamenti nelle priorità e nella percezione dei costi personali della genitorialità: per una parte dei giovani avere figli è vissuto anche come limitazione dell’autonomia e di altri progetti di vita. Non è tuttavia corretto ricondurre il calo delle nascite a un generico disinteresse per i figli, poiché desideri e nascite effettive non coincidono. Dal punto di vista epidemiologico occorre distinguere ciò che i dati misurano direttamente dalle ipotesi interpretative, e analizzare congiuntamente struttura per età, condizioni socioeconomiche, migrazioni, intenzioni riproduttive e salute riproduttiva. La recente legge toscana sul social freezing costituisce un esempio specifico di intervento sulla preservazione della fertilità, i cui effetti potranno essere valutati nel tempo (Legge regionale 29 settembre 2026, n. 24).