Giornata mondiale senza tabacco: dalle sigarette tradizionali alle sigarette elettroniche, com’è cambiato il consumo di tabacco in Toscana
A cura di: Simona Olivadoti, Fabio Voller - ARS Toscana
Il 31 maggio di ogni anno si celebra la giornata mondiale senza tabacco, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni legati al consumo di tabacco e promuovere politiche efficaci per contrastarne l’uso.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Smascherare l’attrattiva – contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco”, che punta il focus sul proteggere i consumatori, specialmente, i più giovani, dalle strategie ingannevoli dell’industria. Questo approccio mette in evidenza un paradosso: sebbene i rischi del tabacco siano noti, la sua immagine resta associata a concetti come il piacere, la libertà o la gestione dello stress.
L’attrattiva del tabacco non si basa unicamente sul prodotto in sé. Essa si inserisce in una costruzione culturale e di marketing sviluppata nel corso di decenni. Storicamente la sigaretta è stata associata a immagini di indipendenza, seduzione e successo sociale. Ancora oggi questi codici persistono, talvolta in modo più sottile, attraverso il design dei prodotti, la loro presentazione o la loro presenza in determinati contenuti visivi. Questa dimensione simbolica svolge un ruolo determinante, in particolare tra i giovani, per i quali l’immagine percepita può prevalere sulla realtà dei suoi effetti.
Inoltre, la Giornata Mondiale senza tabacco 2026 vuole mettere in luce le nuove strategie utilizzate per mantenere l’attrattiva del tabacco e dei prodotti a base di nicotina, in particolare della sigaretta elettronica. Design curato, ampia varietà di aromi, formati discreti e comunicazione digitale sono tutti fattori che promuovono e contribuiscono l’attrattiva. I social media, poi, svolgono un ruolo centrale in questa dinamica, diffondendo contenuti legati al vaping che talvolta sfuggono ai tradizionali quadri pubblicitari.
Gli argomenti trattati in questo approfondimento
- Il nuovo mercato del tabacco
- Quanti fumatori ci sono nel mondo: le previsioni al 2050
- Lo scenario in Europa
- I fumatori in Italia: quasi una persona su cinque è un fumatore
- Sempre più ragazzi toscani policonsumatori: i dati EDIT
- L’abitudine al fumo nella popolazione adulta toscana: i dati della sorveglianza PASSI
- I dati della Sorveglianza PASSI d’Argento: il fumo nella popolazione anziana
- Conclusioni: rafforzare prevenzione e monitoraggio contro tabacco e dispositivi alla nicotina
- Fonti bibliografiche
Il nuovo mercato del tabacco
L’industria del tabacco punta molto sui nuovi dispositivi, mettendo in commercio nuovi prodotti con un design sempre più accattivante, al fine di veicolare l’immagine di prodotti non nocivi e capaci di esercitare un grande fascino sia sui giovanissimi che sugli adulti, che cosi vengono anche convinti dell’innocuità delle e-cig.
Dopo gli ottimistici risultati dei primi anni Duemila, con la diminuzione dei fumatori, oggi il consumo complessivo di nicotina non è diminuito: è cambiato il modo in cui la nicotina viene assunta.
L’introduzione delle e-cig ha contribuito ad abbassare l’età di inizio del fumo. Secondo recenti dati dell’ISS, il 56% degli 11-13enni ha già provato questi prodotti, con genitori che li credono innocui. Se è vero che la sigaretta elettronica non apporta né catrame né monossido di carbonio, tuttavia contiene nicotina che provoca assuefazione.
I fumatori di sigaretta elettronica in Italia, tra abituali ed occasionali, sono circa 1.300.000, l’85,6% dei quali sono fumatori duali, fumano sia sigarette tradizionali che sigarette elettroniche, a dimostrazione del fatto che, difficilmente, la sigaretta elettronica è un buon strumento per smettere di fumare.
Quanti fumatori ci sono nel mondo: le previsioni al 2050
I ricercatori del Tobacco Forecasting Collaborator hanno studiato i futuri impatti dell’uso del tabacco sulla salute e la mortalità nell’ambito del Global Burden of Disease Study.
Obiettivi del loro lavoro è stato stimare la prevalenza del fumo dal 2022 al 2050 nel mondo, ovvero quante persone fumeranno in percentuale rispetto alla popolazione globale e capire come questo influirà sull’aspettativa di vita.
La revisione è basata sugli articoli sul tema pubblicati negli ultimi 10 anni, per un totale di 1.098 studi considerati, e fornisce stime sul futuro impatto sanitario del fumo, valutando diversi scenari di prevalenza del fumo di tabacco in 204 Paesi e per 365 malattie e lesioni.
I risultati hanno mostrato che la prevalenza del fumo potrebbe diminuire del 25,9% circa tra i maschi e del 30% tra le femmine e che in questo scenario l’aspettativa di vita alla nascita aumenterebbe significativamente, passando da 73,6% anni nel 2022 a 78,3% anni nel 2050 (ovviamente si tratta di stime che si riferiscono alla popolazione mondiale presa nel suo complesso).
Lo scenario in Europa
L’Unione Europea considera il tabacco la principale causa evitabile di morte prematura. Ogni anno nell’UE il fumo provoca circa 700 mila decessi e resta uno dei principali fattori di rischio per tumori, infarti, ictus e malattie respiratorie croniche. La Commissione europea ha fissato l’obiettivo di arrivare ad una “generazione tobacco-free” entro il 2040, riducendo drasticamente il numero dei fumatori.
Negli ultimi anni, inoltre, l’Europa sta affrontando una nuova sfida: la diffusione di sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e bustine di nicotina. Secondo le istituzioni europee, questi prodotti stanno conquistando soprattutto adolescenti e giovani adulti, creando nuove forme di dipendenza da nicotina.
L’Europa continua ad avere un’incidenza elevata di consumo di tabacco tra gli adolescenti senza distinzione di genere. Circa l’11,6% dei 13-15enni (circa 4 milioni) fa uso di tabacco (l’11,8% dei ragazzi e l’11,4% delle ragazze. La Regione Europea dell’OMS presenta la più alta prevalenza globale di fumo di sigaretta tra gli adolescenti e anche la più alta prevalenza media globale di uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti di età compresa tra i 13 e i 15 anni. Inoltre, il confronto tra i risultati delle indagini condotte su adulti e adolescenti rivela un andamento sorprendente: in un terzo dei paesi della Regione, la prevalenza di uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti è almeno 5 volte superiore a quella degli adulti.
Secondo i dati più recenti dell’Eurobarometro della Commissione europea, circa il 24% dei cittadini dell’Unione Europea fuma sigarette, sigari o altri prodotti del tabacco. Gli uomini continuano a fumare più delle donne (28% contro 21%), mentre la fascia d’età con la maggiore prevalenza è quella trai 25 e i 39 anni.
Nel confronto europeo, l’Italia si colloca in una posizione intermedia: i livelli di consumo restano elevati rispetto ai Paesi nordici, ma inferiori rispetto alle nazioni dell’Europa orientale e balcanica.
I fumatori in Italia: quasi una persona su cinque è un fumatore
Nonostante la maggiore attenzione e le continue campagne di prevenzione, il numero dei fumatori italiani resta significativo. I dati ISTAT relativi al 2025 indicano che il 18,6% della popolazione sopra gli 11 anni fuma abitualmente, valore in diminuzione rispetto a quanto registrato nel 2024 (19,2%).
L’analisi degli ultimi anni evidenzia una tendenza alla diminuzione di tale quota tra il 2015 (19,0%) e il 2019 (17,8%), mentre dal 2020 in poi (18,2%) si è registrata un’inversione di tendenza che ha riportato complessivamente la quota dei fumatori al valore di 10 anni prima. Il trend degli ultimi anni mostra quindi una sostanziale stabilizzazione della quota di fumatori dopo il calo osservato nel periodo precedente alla pandemia.
La prevalenza è più alta tra gli uomini (22,3%) rispetto alle donne (15,2%), ma nel corso del tempo, il divario di genere si è significativamente ridotto: era di 9,2% nel 2015 ed è sceso a 7,1% nel 2025. Questo risultato riflette una tendenza di lungo periodo in cui il consumo di tabacco è diminuito tra gli uomini (-1,5 punti percentuali tra il 2015 e il 2025), mentre è lievemente aumentato tra le donne (+0,6).
Un dato su cui focalizzare l’attenzione riguarda i giovani. Quote elevate di fumatori si osservano a partire dalla fascia d’età 18-24 anni (22,9%), fino a raggiungere il livello più elevato tra le persone di 25-34 anni (27,4%). Le prevalenze diminuiscono leggermente nelle fasce di età successive, mantenendosi tuttavia abbastanza elevate fino a 65-74 anni (16,1%) e si riducono, invece, in maniera marcata nella popolazione ultrasettantacinquenne (5,8%). Inoltre, i giovani sono anche i maggiori consumatori dei nuovi prodotti a base di tabacco.
L’analisi territoriale evidenzia un’equa distribuzione nei consumi nelle diverse aree del Paese, con valori che si attestano al 18,1% al Nord, al 18,9% al Centro, al 18,3% al Sud e al 21,3% alle Isole.
La Toscana presenta dati in linea con la media nazionale, sono infatti il 18,8% dei toscani a dichiararsi fumatori.
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Sempre più ragazzi toscani policonsumatori: i dati EDIT
Quasi la metà del campione intervistato da EDIT nel 2025 ha dichiarato di aver provato a fumare nella propria vita (48,7%), con marcate differenze tra maschi (44,4%) e femmine (53,2%). Indagando l’abitudine al fumo regolare emerge che, nel 2025, il 14,8% del campione è un fumatore regolare e il 12,9% un fumatore occasionale.
Confrontando il dato negli anni, a partire dal 2015 comincia a diminuire. Stesso andamento è visibile nelle differenze di genere, con le ragazze che fumano regolarmente sempre più dei ragazzi e con un andamento in diminuzione per entrambi i generi. Va segnalato che nel 2025 le differenze di genere si annullano (maschi 14,9%; femmine 14,6%) (tabella 1).
Tabella 1. Fumatori regolari e occasionali di sigarette, per genere – Valori per 100 rispondenti d’età 14-19 anni – Fonte: Sorveglianza EDIT, periodo 2005-2025
Anche l’età influisce sull’essere fumatore regolare, il 28% dei 19enni fuma regolarmente ed il dato è in aumento al crescere dell’età. Fumano regolarmente il 5,1% dei 14enni, il 6,3% dei 15enni, il 13,2% a 16 anni, il 15,2% a 17 anni e il 20,8% dei 18enni.
Come avvenuto nel resto d’Europa, anche gli adolescenti toscani sono stati attratti dai nuovi prodotti a base di nicotina, percepiti spesso come meno rischiosi per la salute.
Nel 2025 sono il 47,5% degli studenti toscani ad aver utilizzato almeno una volta nella propria vita le sigarette elettroniche, dato che si conferma nel corso delle diverse edizioni. Mentre l’utilizzo da parte dei ragazzi è andato diminuendo (2018: 53,4%; 2022: 47,4%; 2025: 42,2%), nelle ragazze è andato aumentando, di circa 15 punti percentuali, superando così i compagni maschi. Le ragazze che hanno utilizzato almeno una volta le sigarette elettroniche sono il 53,2% nel 2025, il 46% nel 2022 ed erano il 38,1% nel 2018 (tabella 2).
Tabella 2. Provato a fumare sigarette elettroniche almeno una volta nella vita, per genere – Valori per 100 rispondenti d’età 14-19 anni – Fonte: Sorveglianza EDIT, periodo 2018-2025
È quindi evidente come anche nella popolazione adolescenziale toscana ci sia stato uno spostamento di interessi e abitudini. Infatti, il 35,5% degli studenti toscani risulta essere un fumatore regolare, di questi il 20,9% fuma solo sigarette elettroniche, il 3,9% fuma solo sigarette tradizionali ed il 10,6% è un policonsumatore, con marcate differenze per genere: sono le ragazze a fumare di più le sigarette elettroniche (25,5% vs 16,6%) e ad avere un maggior comportamento di policonsumo (femmine 11,4%; maschi 9,8%). Il 64,5% del campione non consuma nessun prodotto a base di nicotina.
Figura 1. Consumatori regolari di prodotti a base di nicotina, per tipologia (sigaretta tradizionale o elettronica) e genere – Valori per 100 rispondenti d’età 14-19 anni – Fonte: Sorveglianza EDIT, periodo 2018-2025
Infine, l’indagine EDIT indaga l’effettiva osservanza del divieto di fumo negli ambienti scolastici, introdotto in Italia con la legge 11 novembre 1975, n.584 “Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico” e successivamente esteso con la legge 16 gennaio 2003, n.3, che ha vietato il fumo in tutti i locali chiusi, comprese le scuole. Purtroppo, il 74,1% degli studenti ha dichiarato di aver visto qualcuno fumare all’interno o nelle aree di pertinenza scolastica e ciò indica una persistente difficoltà nell’applicazione effettiva della norma e nella vigilanza da parte delle istituzioni.
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L’abitudine al fumo nella popolazione adulta toscana: i dati della sorveglianza PASSI
Secondo i dati del Sistema di Sorveglianza PASSI dell’ISS 2023-2024, in Toscana il 20,5% degli adulti 18-69 anni fuma sigarette, il 16,9% è un ex fumatore e il 62,6% non ha mai fumato. Analizzando il trend storico, appare che nel periodo 2008-2024 la prevalenza dei fumatori è in diminuzione (Fig. 2). La quota di ex fumatori rappresenta un indicatore importante dell’efficacia delle politiche di prevenzione e dei percorsi di cessazione, anche se permane una consistente fascia di popolazione che continua a fumare.
Figura 2. Abitudine al fumo di sigarette, popolazione toscana 18-69 anni. Fonte: PASSI, 2024

La prevalenza dei fumatori risulta più alta tra gli uomini (22,9%) e i giovani tra 25-34 anni (24,9%). Inoltre, è presente un gradiente sociale, risultando maggiore nelle persone con molte difficoltà economiche (34,1%) e nelle persone con basso livello di istruzione (47,3%) (Fig. 3).
Figura 3. Caratteristiche dei fumatori toscani, popolazione 18-69 anni. Fonte: PASSI, 2024
Passando all’altro tema di grande attenzione e cioè il consumo di sigarette elettroniche, se da un lato si assiste al calo dei fumatori esclusivi di sigarette tradizionali, dall’altro si sta verificando un parallelo aumento degli utilizzatori di prodotti alternativi, che spesso vengono utilizzati in associazione alle sigarette tradizionali, soprattutto tra i più giovani.
Infine, per quanto riguarda il divieto di fumo nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro, questo viene rispettato dalla quasi totalità dei fumatori; al contrario l’esposizione al fumo passivo all’interno delle abitazioni appare ancora presente, sebbene in lieve diminuzione. Il 15,4% degli intervistati nel periodo 2023-2024 ha dichiarato che nella propria abitazione è permesso fumare. Il divieto assoluto di fumare in casa è maggiore in presenza di minori di 15 anni: l’astensione dal fumo, infatti, è più alta nelle case in cui vive un bambino fino a 14 anni compresi, tuttavia nel 10,9% di queste case il fumo non è ancora stato completamente bandito dall’ambiente domestico.
I dati della Sorveglianza PASSI d’Argento: il fumo nella popolazione anziana
Dai dati di Passi d’Argento raccolti nel biennio 2023-2024 emerge che la maggioranza degli ultra 65enni toscani non fuma (62,4%) o ha smesso di fumare da oltre un anno (28,1%), ma una persona su 10 è ancora un fumatore (9,5%) (tabella 3). Con l’avanzare dell’età l’abitudine al fumo, attuale o pregressa, è più difficilmente rintracciabile, perché molti hanno smesso di fumare da molto o perché l’esposizione al fumo ha già mietuto le sue vittime. L’elevata quota di ex fumatori tra gli anziani suggerisce inoltre come molti abbiano interrotto il consumo dopo l’insorgenza di problemi di salute o in seguito a campagne di sensibilizzazione e interventi sanitari.
Tabella 3. Abitudine al fumo di sigaretta, popolazione over 65 anni, Toscana e Italia. Fonte: Passi d’Argento, 2024
Conclusioni: rafforzare prevenzione e monitoraggio contro tabacco e dispositivi alla nicotina
Il consumo di tabacco e nicotina continua a rappresentare una delle principali sfide di salute pubblica, nonostante i progressi ottenuti negli ultimi decenni nella prevenzione e nella riduzione del fumo tradizionale. I dati mostrano infatti un fenomeno in trasformazione più che in diminuzione: accanto al calo delle sigarette tradizionali cresce il ricorso ai nuovi dispositivi a base di nicotina, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Particolarmente preoccupante è la diffusione delle sigarette elettroniche tra i più giovani, spesso percepite come meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali. I dati della sorveglianza EDIT evidenziano, inoltre, una crescente quota di policonsumatori, soprattutto tra le ragazze, segnale di un cambiamento nei modelli di consumo e nei target dell’industria del tabacco.
Anche nella popolazione adulta e anziana il fumo rimane un comportamento ancora diffuso, con importanti differenze legate al genere, all’età e alle condizioni socioeconomiche. Questo elemento conferma come il tabagismo continui a rappresentare non solo un fattore di rischio sanitario, ma anche un indicatore di disuguaglianze sociali. Le disuguaglianze sociali osservate nei consumi evidenziano la necessità di interventi mirati nei gruppi più vulnerabili, sia sul piano educativo che su quello dell’accesso ai servizi per smettere di fumare (Fig. 4).
Figura 4. Fumatori abituali sigarette tradizionali per fasce d’età, Toscana. Fonte: nostra elaborazione su dati Sorveglianze EDIT, Passi, Passi d’Argento

La Giornata Mondiale senza tabacco 2026 richiama quindi l’attenzione sulla necessità di rafforzare le strategie di prevenzione, contrastare le nuove forme di marketing rivolte ai giovani e promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati a tutti i prodotti contenenti nicotina. Investire in educazione, informazione e ambienti liberi dal fumo resta fondamentale per proteggere le nuove generazioni e ridurre il peso sanitario e sociale del tabagismo. In questo contesto, il monitoraggio continuo attraverso i sistemi di sorveglianza epidemiologica regionali e nazionali rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione dei comportamenti, individuare precocemente nuovi fenomeni di consumo e orientare le politiche di prevenzione.