Coronavirus, indicazioni e raccomandazioni per pazienti con diverse patologie e condizioni cliniche


30/6/2020
Le persone con patologie con patologie pregresse sono coloro che devono prestare più attenzione a Covid-19. Di seguito alcune indicazioni e raccomandazioni per pazienti con diverse patologie e condizioni cliniche.


Persone con HIV
I dati scientifici attualmente disponibili non sono sufficienti per affermare che una persona con HIV abbia un maggiore rischio di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus. Non ci sono quindi indicazioni specifiche per le persone con HIV, se non quella di attenersi alle misure igienico-sanitarie indicate dal Ministero della salute e la raccomandazione di rimanere il più possibile in casa e uscire solo in caso di comprovata necessità. Ciò è ancora più importante per le persone con HIV immunodepresse (CD4<500). Riguardo i farmaci antiretrovirali assunti dalle persone con HIV,  al momento non ci sono evidenze che questi offrano protezione contro il contagio da nuovo coronavirus. Le indicazioni del Comitato tecnico sanitario per la lotta all'Aids più in dettaglio nella news del Ministero.


Pazienti oncologici
Su iniziativa del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile, sono state redatte le Raccomandazioni per la gestione dei pazienti oncologici e onco-ematologici, in relazione all'emergenza da COVID-19.

pazienti affetti da patologie oncologiche o onco-ematologiche, così come altre patologie associate ad immunosoppressione, sono particolarmente a rischioRiguardo la COVID-19, infatti, sebbene i dati al momento siano estremamente limitati, sembra che i pazienti con patologie oncologiche o onco-ematologiche siano da un lato esposti a maggior rischio di contrarre l’infezione, e dall’altro ad andare incontro a un andamento più severo. Vengono perciò fornite alcune indicazioni sia per i pazienti che hanno completato il percorso terapeutico sia per i pazienti ancora in trattamento.
Le Raccomandazioni sono indirizzate sia ai pazienti che alle strutture e agli operatori sanitari. Consulta le Raccomandazioni

Alcune semplici raccomandazioni pratiche per i pazienti sono suggerite anche da dall’Unione internazionale per il controllo del cancro (UICC) e dagli Istituti fisioterapici ospedalieri (IFO). 

phone 14402 Potenziato il numero verde della LILT. Il numero verde SOS Lega italiana lotta ai tumori (Lilt)  800 998877 -contattabile dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 15 -  già attivo per fornire assistenza psicologica ai malati oncologici in questo difficile momento di emergenza, potenzia il supporto medico-scientifico con una task force che conta alcuni dei massimi esperti in materia di oncologia, pronti a rispondere ai malati e ai loro famigliari in materia di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione.


Immunodepressi
Le evidenze scientifiche indicano che i pazienti immunodepressi, come ad esempio le persone con immunodeficienze congenite o secondarie, le persone trapiantate, le persone affette da malattie autoimmuni in trattamento con farmaci ad azione immuno-soppressiva, così come le persone con malattie oncologiche o oncoematologiche, sono particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità (casi di malattia) che la mortalità in caso d'infezione da virus respiratori, tra cui i coronavirus. Il ministero della Salute, su iniziativa del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile, ha emanato una circolare con raccomandazioni per le persone immunodepresse in corso di emergenza da Covid-19

Una sintesi delle raccomandazioni di carattere generale contenute nella circolare è riportata nella news Covid-19, raccomandazioni per le persone immunodepresse sul sito del Ministero della salute. La circolare sottolinea inoltre che ci sono evidenze recenti che documentano un potenziale neuro-invasivo del nuovo coronavirus che potrebbe peggiorare i sintomi preesistenti nelle persone immunodepresse con malattie neuromuscolari: una sintesi delle raccomandazioni per questi soggetti può essere letta sempre nella news Covid-19, raccomandazioni per le persone immunodepresse sul sito del Ministero della salute. 


Celiaci
I celiaci non sembrano presentare un maggior rischio, rispetto alla popolazione generale, di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 o di un avere un decorso più sfavorevole. Perlomeno le persone con celiachia non complicata (da altre patologie), che seguono rigorosamente una dieta priva di glutine, che sono in buono stato di nutrizione e che non mostrano segni clinici e sierologici di attività di malattia in corso. Questo si legge nel Rapporto Indicazioni ad interim per un'adeguata gestione delle persone affette da celiachia nell'attuale scenario emergenziale SARS-Cov-2, con la premessa che, comunque, non vi sono attualmente in letteratura studi che indagano direttamente il rischio di Covid-19 nei celiaci.

Per i pazienti affetti, invece, da celiachia complicata la situazione è un po' differente. La più frequente complicazione della celiachia, causa di immunodepressione, è l’iposplenismo, che si sviluppa solo nel celiaco adulto esposto al glutine per molti anni, e che, causando una ridotta funzionalità della milza, determina una suscettibilità ad alcune infezioni batteriche (Pneumococcus, Haemophilus Influenzae, Meningococcus). Un’altra condizione associata alla celiachia che comporta immunodepressione è il deficit di IgA (che compare nel 2% dei casi di celiachia). Infine, i pazienti celiaci affetti da complicanze neoplastiche, da celiachia refrattaria e da malattie autoimmuni vanno considerati a più alto rischio infettivo, sia per la patologia che hanno sviluppato che per l’eventuale terapia immunosoppressiva che possono stare seguendo. Per questi individui, devono essere applicati con rigore le misure di prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, quali il distanziamento sociale e l’uso dei DPI e l’inclusione in eventuali programmi di diagnosi precoce, promosse a livello territoriale. Inoltre, questi pazienti vanno sottoposti a profilassi vaccinale e antibiotica contro le infezioni. In particolare, la polmonite da Pneumococco è stata riportata come una frequente coinfezione del SARS-CoV-2. Uno studio pubblicato nel 2016 su Alimentary Pharmacology & Therapeutics, riporta che il rischio di contrarre polmonite da pneumococco per i soggetti celiaci è sovrapponibile a quello della popolazione generale, purché i celiaci siano a dieta senza glutine e abbiano ricevuto la vaccinazione anti-pneumococcica. È inoltre dimostrato che il rischio di polmonite batterica è maggiore per i celiaci, rispetto ai soggetti sani, prima della diagnosi di celiachia, quindi nel periodo in cui erano esposti al glutine con la dieta e al conseguente danno.

Leggi la news sul sito dell'Istituto superiore di sanità.


Soggetti allergici
Negli studi finora disponibili le allergie (es. da pollini), incluso l'asma allergico lieve, non sono state identificate come un fattore di rischio importante per l'infezione da SARS-CoV-2, o per un risultato più sfavorevole.Invece, l'asma in forma da moderato a grave, in cui i pazienti hanno bisogno di cure quotidiane, è incluso nelle condizioni polmonari croniche che predispongono alla malattia grave.

Bambini e adulti in terapia di mantenimento per allergie (ad es. Inibitori dei leucotrieni, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) devono continuare il trattamento come prescritto dal medico e non devono interrompere la terapia a causa dei timori di COVID-19. Se sviluppano sintomi compatibili con COVID-19, dovranno autoisolarsi, informare il proprio medico e monitorare la propria salute come tutti gli altri. Se si sviluppa una difficoltà progressiva respiratoria, devono cercare immediatamente assistenza medica. Leggi il primo piano dell'Istituto superiore di sanità.

Allergia o Covid-19? Con il periodo primaverile possono insorgere o acuirsi alcuni sintomi tipici delle allergie respiratorie quali la rinite, la congiuntivite e l’oculorinite che possono essere confusi con i sintomi del COVID19. Cosa fare per distinguere i sintomi dell’allergia stagionale dai sintomi del COVID19? 
Contatta sempre il medico di medicina generale o il tuo medico specialista di fiducia se non hai mai sofferto di allergie respiratorie prima oppure se sei un paziente allergico e la terapia abituale non attenua i tuoi sintomi, oppure se ai tuoi sintomi si aggiunge la febbre. Per altre raccomandazioni e consigli consulta il primo piano ISS.


Pazienti reumatologici
Gli specialisti della Società italiana di reumatologia (SIR) ribadiscono l’importanza, per i pazienti reumatologici, di seguire scrupolosamente le cure prescritte. 
Le patologie più gravi, come per esempio l’artrite reumatoide, richiedono il ricorso a terapie immunomodulanti o immunosoppressive, che possono abbassare le difese immunitarie dell’organismo. Ciò nonostante sospendere o ridurre le cure farmacologiche è una pratica estremamente pericolosa ed ingiustificata, che può causare delle riattivazioni cliniche molto rischiose. Quindi tutti i malati non devono prendere iniziative imprudenti, dettate dalla paura di un possibile contagio da coronavirus. Bisogna proseguire con i trattamenti e seguire sempre e solo le indicazioni del reumatologo di fiducia. L'invito per tutti è di rispettare le nuove regole stabilite dal Governo e dagli enti locali, per limitare il più possibile gli spostamenti e gli assembramenti.

La SIR ha anche attivato un registro, attivo su tutto il territorio nazionale: a tutti i reumatologi italiani viene richiesto di segnalare tutti i casi di COVID-19 nei pazienti con patologie reumatologiche di ogni tipo, come artriti, connettiviti o vasculiti indipendentemente dalla gravità. Si tratta di uno strumento utile sia per i clinici che per i malati per comprendere meglio in che modo fattori come l’età, le comorbidità (patologie concomitanti) e i diversi trattamenti possano influenzare i contagi e gli esiti della infezione da COVID-19. 

Consulta il sito della SIR per ulteriori informazioni e aggiornamenti.


Pazienti con fibrosi cistica
La Società italiana fibrosi cistica (SIFC) raccomanda ai pazienti di seguire innanzitutto le indicazioni aggiornate fornite dal Ministero della Salute.
Per quanto attiene il rischio di contagio: per i pazienti con FC, essendo regolarmente seguiti dai propri centri di cura e quindi già istruiti sulle precauzioni necessarie per ridurre il più possibile il rischio di infezioni, si tratta di rafforzare le attenzioni abituali. Riguardo l’utilizzo delle mascherine di protezione la SIFC non consiglia indicazioni differenti rispetto a quanto già previsto in sede ministeriale e rispetto alle singole disposizioni dei centri di cura FC previste per i normali accessi effettuati in ragione di visite o ricoveri. Restano validi i suggerimenti sullo stile di vita che i responsabili delle cure dei pazienti con FC solitamente forniscono. Può essere sufficiente organizzarsi a domicilio con delle attività motorie solitamente già inserite nel programma di cure dai fisioterapisti dei Centri.

Consulta il sito della SIFC per ulteriori informazioni e aggiornamenti.


Malati renali
I pazienti in dialisi sono senz’altro tra quelli più esposti a contrarre patologie infettive, come la malattia Covid-19.

La Società italiana di nefrologia (Sin) ha anche steso un protocollo, rivolto ai medici specialisti, con le norme da seguire per la gestione di pazienti nefropatici che dovessero contrarre l’infezione da Covid-19. Leggi anche la news Giornata mondiale del rene: come gestire i pazienti affetti da Covid-19 sul sito del Ministero della salute.

phone 14402 Numero verde per dubbi e domande.  E' attivo il numero verde 800 822 515 per rispondere alle domande e ai dubbi dei pazienti nefropatici sull’emergenza coronavirus (come devono proteggersi e cosa fare in presenza di sintomi sospetti). E' un'iziativa della Fondazione italiana del rene (Fir), in collaborazione con la Società italiana di nefrologia (Sin) e il patrocinio del Centro nazionale trapianti.

In data 24 aprile 2020 il Ministero della Salute ha inviato a tutti gli assessorati alla Sanità regionali ed alle province autonome una circolare sulla Prevenzione COVID-19: implementazione dialisi domiciliare e peritoneale per i pazienti attualmente in emodialisi extracorporea.


Diabetici
La società italiana di diabetologia (SID) ha attivato la sezione Coronavirus e diabete che raccoglie tutte le comunicazioni sul tema. Nella sezione anche il documento (7 marzo 2020) firmato dall'Associazione medici diabetologi e dalla Società italiana di diabetologia, con alcune regole di cautela per le persone con diabete: prima di tutte quella di seguire le norme precauzionali indicate in caso di qualsiasi altra patologia concomitante, per non compromettere il controllo glicemico.  

Le persone con diabete di tipo 2 che contraggono l’infezione da COVID-19 dovrebbero contattare tempestivamente il proprio diabetologo, per ottimizzare la terapia anti-diabete, soprattutto nel caso in cui non vengano ricoverati in ospedale: leggi il comunicato stampa AMD-SID (7 aprile).

Si segnala anche il documento Raccomandazioni per la diagnosi del diabete gestazionale durante la pandemia COVID 19 (17 aprile 2020)

phone 14402 Numero verde per informazioni e supporto.  È attivo il numero verde 800 942 425 - dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18 - per i pazienti che hanno bisogno di informazioni e supporto in questa situazione di isolamento sociale e difficoltà di accesso a visite e prestazioni ambulatoriali. E' un’iniziativa dell’Associazione medici diabetologi (Amd) e della Società italiana di diabetologia (Sid),  che mettono a disposizione i loro specialisti per rispondere alle domande dei pazienti.


Malati di fegato
L'Associazione italiana per lo studio del fegato (AISF) ha prodotto il documento Misure individuali per la prevenzione della infezione da Coronavirus in pazienti con malattie croniche di fegato. Il documento richiama alcuni aspetti particolari che riguardano i pazienti con cirrosi epatica scompensata ed i pazienti in terapia immunosoppressiva come i trapiantati di fegato.


Persone affette da malattie rare
La Federazione delle Associazioni di persone con malattie rare d’Italia (UNIAMO) ha creato un sezione dedicata sul proprio sito, in aggiornamento continuo, dove vengono raccolte anche le raccomandazioni delle società scientifiche: consulta la sezione COVID-19 e malattie rare.


Ipertesi
La Società italiana dell'ipertensione arteriosa ha prodotto gli approfondimenti:
L'Agenzia europea per i medicinali (EMA), in una nota del 27 marzo 2020, pubblicata sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco, ha indicato che è importante che i pazienti non sospendano i trattamenti farmacologici con gli ACE inibitori o gli ARB (antagonisti del recettore per l'angiotensina II o sartani) perché non ci sono evidenze che stabiliscano un legame tra questi farmaci e il peggioramento della malattia da COVID-19. In caso di dubbi o incertezze sui farmaci, i pazienti si devono rivolgere al loro medico o farmacista, senza interrompere la consueta terapia prima di aver consultato un operatore sanitario.


Persone con disabilità
L’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità aggiorna di volta in volta, in base ai provvedimenti emanati, le domande più frequenti sulle misure per le persone con disabilità: consulta le FAQ aggiornate. 

In Toscana è stato istituito il numero verde 800 556060: il numero, che già fornisce informazioni sul PASS (Percorsi assistenziali per i soggetti con bisogni speciali), è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.  Gli operatori rispondono alle richieste di informazioni in ambito di disabilità nel periodo dell’emergenza Covid-19 e, se risulta necessario un orientamento nell’ambito dei percorsi sanitari, attivano la figura del nurse coach con ruolo di coordinamento regionale. Questa figura, attraverso un consulto telefonico, è in grado di rispondere e indirizzare l’utente sui percorsi sanitari, può dare consigli specifici e favorisce un follow up a distanza. Il Nurse Coach può attivare, se necessario e sulla base di eventuali pregressi percorsi, gli ospedali dove sono presenti i facilitatori del percorso PASS per garantire un follow up mirato a distanza.


Persone in attesa di intervento di artroprotesi o operate di recente 
Molti interventi chirurgici a causa della pandemia da nuovo coronavirus che stiamo vivendo sono stati rinviati se considerati non urgenti. L’Istituto superiore di sanità (ISS) ha pubblicato consigli e raccomandazioni che si possono seguire anche a casa per migliorare lo stato di salute delle articolazioni in attesa dell’intervento chirurgico di artroprotesi all’anca e/o al ginocchio, ma anche utili indicazioni per invece è stato già operato.

Tra i consigli dell’ISS, quelli di applicare ghiaccio per limitare il dolore, fare esercizi di stretching a basso impatto per mantenere attivi i muscoli, perdere peso o, comunque, evitare di ingrassare. Se invece si è stati operati da poco tempo l’Iss raccomanda di rispettare le indicazioni di medici curanti e fisioterapisti e di ricordarsi di verificare con il chirurgo le modalità più sicure per poter effettuare le medicazioni post operatorie delle ferite.

Al momento della dimissione è importante anche verificare nella lettera di dimissione, oppure tramite il reparto dove si è stati ricoverati, o l’ambulatorio, quali possibilità sono previste per un contatto telefonico con il medico, eventualmente anche con una videochiamata, che consente in caso di bisogno di far vedere al medico la situazione della ferita anche a distanza, o un'applicazione per smartphone o tablet, se necessario. Una volta tornati a casa si raccomanda di contattare il medico curante in caso di dolore, aumento del gonfiore delle ferite e/o della zona interessata dall’intervento, di cadute.

Tutte le indicazioni sono pubblicate in modo completo sul sito RIAP (Registro italiano artroprotesi) dell'ISS alla pagina Artroprotesi e Covid-19.


Malati di Alzheimer
In Toscana è garantito un supporto telefonico, gestito dal personale medico e infermieristico, per informazioni generali e di carattere sanitario, con indicazioni sulla gestione a casa delle persone malate, ma anche il monitoraggio clinico dei pazienti in carico.

phone 14402 Centri disturbi cognitivi e demenze. 
Consulta l’elenco dei CDC nelle tre ASL toscane.

La rete regionale Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer) ha attivato per le famiglie una task force per fornire ascolto, sostegno e orientamento in questo periodo di emergenza Covid-19. Le famiglie possono, quindi, rivolgersi, per telefono o per email, all'associazione più vicina alla propria residenza.

phone 14402 Task force Aima. Consulta riferimenti e contatti sul sito web dell'Aima

Per saperne di più leggi anche il comunicato di Toscana Notizie.


Persone con disturbi dello spettro autistico
In questo periodo di emergenza Covid-19, le persone nello spettro autistico possono maggiormente accusare lo stress dovuto all’applicazione delle misure di contenimento e all’eventuale isolamento domiciliare o ospedalizzazione in caso di contagio. L’Istituto superiore di sanità ha dedicato uno dei rapporti su COVID-19 al tema dell'autismo. Il documento contiene consigli e indicazioni per prevenire il disagio e per un appropriato sostegno, nei differenti contesti, delle persone nello spettro autistico e i loro familiari. Tra le indicazioni da seguire in casa è importante che le persone nello spettro autistico mantengano la routine quotidiana. E’ importante mantenere, se possibile, gli interventi dei professionisti che li hanno in carico anche da remoto, attraverso video chiamate o telefonate. In caso di isolamento domiciliare è necessaria la collaborazione in un familiare caregiver fornito di adeguati dispositivi di protezione individuale (mascherine), che gestisca le condizioni di salute, le consuete attività quotidiane e aiuti a prevenire la comparsa di emergenze comportamentali. Se è necessaria l’ospedalizzazione le persone nello spettro autistico devono essere indirizzate verso strutture ospedaliere in cui siano stati attivati percorsi di accoglienza specifici per le persone con disabilità e autismo (percorso DAMA). Per maggiori info consulta la news sul sito del Ministero della salute e il rapporto completo.




Per approfondire

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