Antidoping: tra gli atleti positivi ai controlli, i maschi ultratrentenni ancora i più coinvolti

I controlli nel 2017: stabile la percentuale di atleti positivi ai controlli, età media 35 anni


31/7/2018
La Sezione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Comitato Tecnico Sanitario (SVD) ha pubblicato il Report attività di controllo antidoping per l’anno 2017.


I controlli nel 2017: stabile la percentuale di atleti positivi ai controlli, età media 35 anni
Nel corso del 2017 la SVD ha programmato controlli antidoping su 287 manifestazioni sportive e nell’89,5% di queste (257) i controlli si sono svolti regolarmente, mentre in 30 manifestazioni non sono stati portati a termine (10,5%). I controlli hanno riguardato sia le manifestazioni delle Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e delle Discipline Sportive Associate (DSA), che quelle degli Enti di Promozione Sportiva (EPS). Nel corso di questi eventi sono stati sottoposti a controllo antidoping 1.211 atleti in tutto, di cui il 68% maschi, con un età media di 27,7 anni (28,6 i maschi e 25,7 le femmine). Inoltre, il 28,4% (n=344) degli atleti sottoposti a controllo antidoping dalla SVD, sono stati esaminati su specifica richiesta dei NAS. In generale, gli eventi maggiormente controllati hanno riguardato manifestazioni relative al ciclismo (17,9% degli eventi controllati), al calcio (17,1%) ed all’atletica leggera (13,6%).

Dai risultati è emerso che dei 1.211 atleti controllati, 30 sono risultati positivi ai test antidoping (il 2,5% degli atleti sottoposti a controllo), con una sostanziale differenza di genere tra gli atleti risultati positivi: la percentuale di positività è pari al 3,2% per gli uomini e all’1% per le donne. Per quanto riguarda la distribuzione delle positività in funzione della classe di età, si osserva che il 46,7% degli atleti positivi ha un’età superiore ai 39 anni, il 30% un’età compresa tra i 24 ed i 38 anni, mentre il 23,3% sono atleti fino a 24 anni di età. Nel 2017, la percentuale più elevata di principi attivi rilevati ai controlli antidoping appartiene alla classe degli agenti anabolizzanti con il 48,3% (raggiungendo il valore più alto mai registrato nel corso dei 15 anni di attività della SVD); a seguire gli stimolanti (17,2%) e poi i corticosteroidi ed i diuretici ed agenti mascheranti (8,6%). Come per gli altri anni, anche nel 2017 gli atleti di sesso maschile hanno fatto registrare una netta prevalenza nelle positività agli agenti anabolizzanti (classe doping S1), mentre le atlete ai corticosteroidi (classe doping S9). Nella tabella di seguito viene riportato l’elenco completo delle sostanze vietate rilevate ai controlli antidoping, il numero di atleti che ne ha fatto uso e la relativa FSN, DSA o EPS di appartenenza, nonché il numero assoluto di principi attivi rilevati in ciascuno di essi.

Elenco delle sostanze vietate per doping raggruppate per classi e stratificate per genere (valori assoluti e percentuali)
doping tabella sostanze vietate
La SVD effettua controlli antidoping a campione sugli atleti a partire dal 2003. Nel 2008 la percentuale degli atleti risultati positivi ai controlli antidoping ha superato per la prima volta la soglia del 3%, prevalenza che nel corso degli anni è rimasta pressoché invariata. Nel 2010 è stata rilevata la percentuale di soggetti positivi ai controlli più elevata (4,8%) e nel 2005 la più bassa (2%). L’età media dei soggetti risultati positivi, nel tempo ha subito un tendenziale incremento passando da 30 nel 2003 a 35 nel 2017 (sebbene nel corso dell’ultimo anno si sia registrata una lieve flessione rispetto al precedente, quando l’età media dei positivi ai controlli era di 37 anni).

Sempre nel corso del 2017, sono state richieste indagini specifiche per la ricerca di eritropoietina (EPO) e similari su 127 campioni di urina (il 10,5% degli atleti sottoposti a controllo antidoping) raccolti in 23 manifestazioni sportive (8,9%). In particolare le richieste di analisi specifiche per la ricerca di EPO e similari hanno riguardato 66 atleti del ciclismo, 45 dell’atletica leggera, 8 del beachtrail, 4 del triathlon, e 4 della pallacanestro. Sono risultati positivi il 3,9% degli atleti sottoposti a questo specifico controllo, ovvero 5 soggetti su 127.

I dati sulle preparazioni galeniche, officinali e magistrali e il monitoraggio sul consumo di farmaci e prodotti salutistici
Nel rapporto della SVD vengono riportati anche i dati sulle preparazioni galeniche, officinali o magistrali che contengono principi attivi o eccipienti appartenenti alle classi farmacologiche vietate per doping. Queste possono essere preparate dal farmacista previa presentazione di ricetta medica non ripetibile. Il numero di preparazioni galeniche da parte dei farmacisti italiani risulta in aumento rispetto all’anno precedente, passando da 5.636 nel 2016 a 6.172 nel 2017. Tuttavia l’aumento delle preparazioni galeniche è stato registrato a partire dal 2012.

Alcuni principi attivi nel corso degli anni hanno subìto importanti oscillazioni nel numero delle preparazioni galeniche dichiarate dai farmacisti, a causa soprattutto di modifiche relative alle normative vigenti, come per esempio della fendimetrazina che con Decreto del Ministero della Salute del 02 agosto 2011 è stata inserita nella Tabella I delle sostanze stupefacenti o psicotrope soggette alla vigilanza e al controllo del Ministero della Salute secondo la legge 309/90 e dal 2012 non ha avuto più alcuna prescrizione. Per contro, nel 2010 è stata emanata la Legge n. 38, concernente le “Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, che ha poi modificato la Tabella relativa ai medicinali (dove sono indicati i farmaci a base di sostanze attive stupefacenti e psicotrope di corrente impiego terapeutico ad uso umano o veterinario) del Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90), inserendo i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis. Come conseguenza di ciò, a partire dal 2012, è stato registrato un costante ed evidente aumento delle preparazioni galeniche da parte delle farmacie di medicinali a base di THC (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo), che passano da nessuna preparazione nel 2011, a 15 nel 2012, fino a 418 nel 2017 (erano 351 nel 2016).

Infine, la SVD ogni anno realizza anche un monitoraggio sul consumo di farmaci e prodotti salutistici (vitamine, sali minerali, aminoacidi, integratori). Tra i 1.211 atleti sottoposti a controllo, 882 (72,8% del totale) hanno dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici (compresi i prodotti omeopatici) e prodotti salutistici in genere, mentre 329 atleti (27,2%) hanno dichiarato di non aver assunto alcun prodotto. Relativamente alla tipologia dei prodotti assunti, il consumo di farmaci rappresenta il 48,9% di tutte le dichiarazioni di assunzione di prodotti non vietati, in particolare di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Osservando la distribuzione per genere emerge che sono le donne a farne maggior uso. La quota di atlete sul totale delle donne controllate è risultata pari all’80,3% contro il 69,3% degli uomini.