Cure palliative per patologie non oncologiche: al convegno ANT di Pistoia i dati di ARS Toscana
A partire dal 2025, la Fondazione ANT ha esteso la sua missione oltre il tradizionale ambito oncologico, includendo nel proprio percorso di cura e accompagnamento anche i pazienti affetti da patologie croniche degenerative, neurologiche, d’organo e cardiovascolari in fase avanzata.
Questa evoluzione punta a superare una barriera culturale e sanitaria: la convinzione che le cure palliative siano riservate esclusivamente ai malati oncologici. Garantire la qualità della vita, il sollievo dal dolore e il rispetto della dignità umana è un diritto universale che riguarda ogni persona nell'ultima fase della vita.
Per promuovere un confronto costruttivo ed educare la comunità e i professionisti della sanità, si è tenuto a Pistoia, nella suggestiva cornice di Sala Maggiore in Palazzo Comunale, un convegno dedicato alla sfida dell'integrazione delle cure palliative nei servizi territoriali.
I dati di ARS Toscana: bisogni reali e disuguaglianze nell'accesso alle cure palliative
Durante l'evento, i relatori dell'Osservatorio di qualità ed equità di ARS hanno presentato una dettagliata analisi epidemiologica sui bisogni assistenziali in Toscana.
Il fabbisogno. L'80% dei malati elegibili soffre di patologie croniche. I dati regionali rivelano che nel 2025, su circa 44.196 decessi totali, ben 29.153 residenti toscani adulti (pari a circa il 70% dei decessi) avrebbero avuto i requisiti per accedere alle cure palliative.
Prevalenza delle cronicità. Di questa platea di circa 29.000 persone, circa l'80% (19.694 individui, pari al 67,5% dei decessi presi in esame) soffre di malattie croniche avanzate come demenza, ictus, BPCO, scompenso cardiaco, insufficienza renale, SLA e distrofia muscolare. I pazienti oncologici rappresentano invece il 21,2% (6.171 individui).
Il divario di accesso tra patologie oncologiche e malattie croniche
Nonostante la netta prevalenza dei pazienti cronici, l'erogazione delle cure palliative rimane sbilanciata a favore della patologia oncologica.
Attivazione dei servizi. Negli ultimi 30 giorni di vita, il 60% dei pazienti oncologici attiva un servizio di cure palliative (tra hospice e assistenza domiciliare), a fronte del 17% dei pazienti con malattie croniche.
Hospice. L'accesso all'hospice nell'ultimo anno di vita riguarda il 32,2% dei pazienti oncologici contro appena il 2,7% dei malati cronici. Assistenza Domiciliare (ADI): L'assistenza domiciliare è la modalità più usata, ma viene attivata per il 44% dei pazienti oncologici rispetto al 16,8% dei malati cronici.
Ricorso alle cure per acuti e ricoveri tardivi
Le statistiche evidenziano un marcato ricorso alle strutture di emergenza e ricovero durante l'ultimo mese di vita.
Pronto Soccorso e ospedale: il 58,2% dei pazienti oncologici e il 54,8% dei pazienti cronici effettuano un accesso in Pronto Soccorso nei 30 giorni precedenti il decesso.
Terapia intensiva e supporto vitale. Rispetto ai pazienti oncologici, i malati cronici registrano un rischio 4 volte superiore di ricovero in terapia intensiva e un rischio 2 volte superiore di interventi di sostegno vitale invasivo.
Tempistiche di ingresso in hospice. Oltre la metà dei ricoveri in hospice avviene in fase tardiva (nell'ultima settimana di vita per il 54% dei malati oncologici e per il 64% dei pazienti cronici).
Il ruolo delle RSA in Toscana
L'analisi offre un focus fondamentale sulle Residenze sanitarie assistenziali (RSA), dove risiede circa il 7% della popolazione regionale considerata elegibile (~29.000 soggetti).
Meno ospedalizzazioni. La residenza in RSA riduce gli accessi impropri in ospedale e in Pronto Soccorso nell'ultimo mese di vita, garantendo un luogo di decesso protetto.
Accesso ridotto alle cure palliative specifiche.:Allo stesso tempo, i residenti in RSA ricorrono in misura molto minore all'attivazione formale di cure palliative domiciliari (0,53% in RSA vs 9,20% no RSA) o di ricoveri in hospice (2% in RSA vs 9,8% no RSA).
Credits: foto di Gabriele Bellini