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Per informazioni mediche, sui fattori di rischio e sulle modalità di esecuzione del test HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale
gli utenti possono rivolgersi ai centri specializzati nel file allegato

TELEFONO VERDE NAZIONALE AIDS E INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMESSE:  800 861 061

immagine Il registro regionale AIDS e la sorveglianza HIVQuanti casi in Toscana...
In 5 anni di sorveglianza delle nuove infezioni da HIV sono state notificate in Toscana 1.401 nuove diagnosi. L’andamento delle nuove diagnosi è costante negli anni: nel 2013 sono state segnalate 282 nuove diagnosi. Il 79,1% dei casi notificati riguarda il genere maschile (rapporto maschi/femmina 3,8:1).
Le femmine sono più giovani alla diagnosi (età mediana 34 anni vs 40 anni nei maschi), il 20% delle sieropositive scopre la propria condizione grazie allo screening offerto in gravidanza grazie al quale i casi con modalità di trasmissione verticale tra madre e figlio, sono divenuti eventi rari. Negli ultimi 5 anni i casi pediatrici sono stati 5. Nessun caso è stato segnalato nel 2013.

Nel contesto nazionale, la Toscana si colloca, per tasso di incidenza, al terzo posto insieme al Piemonte con 7,3 nuove diagnosi ogni 100 mila residenti, precedute da Lombardia (9,2) e Lazio (9,3); la media nazionale è di 6,0 nuove diagnosi ogni 100 mila abitanti.

La maggioranza delle infezioni da HIV è attribuibile a contatti sessuali non protetti: i rapporti eterosessuali rappresentano la modalità di trasmissione nettamente più frequente per le donne (90,3%). Nei maschi il contagio è sia omosessuale (MSM: maschi che fanno sesso con maschi) che eterosessuale: 49,74% e 36,7% rispettivamente. Il 60% dei pazienti sieropositivi viene sottoposto a terapia antiretrovirale entro 90 giorni dalla diagnosi di sieropositività.

Un caso di HIV su 5 è già in AIDS conclamato al momento della diagnosi di sieropositività e il 57% è Late Presenter (LP), ovvero si presenta alla prima diagnosi di sieropositività con un quadro immunologico già compromesso (numero di CD4< 350 cell/ µL) o con una patologia indicativa di AIDS. I late presenter sono più frequenti nei maschi, in persone con età più avanzata e tra gli eterosessuali (65,2% vs 465,7% nei MSM). Questo dato testimonia la scarsa percezione del rischio tra gli eterosessuali, che eseguono il test quando c’è già il sospetto di una patologia HIV-correlata. I pazienti con nazionalità straniera a cui viene diagnosticata una infezione da HIV sono 352 (il 25% del totale) ed hanno un tasso di notifica 3 volte superiore a quello degli italiani (20,9 per 100.000 residenti vs 6,2).

Al 31 dicembre 2013 in Toscana le persone malate di AIDS viventi sono 1.656. L’andamento dei casi di AIDS nella nostra regione è analogo a quello nazionale: dal 1995 si registra una progressiva diminuzione, fino ad arrivare a 86 nuove diagnosi nel 2013. Nel contesto nazionale, nel 2013 la Toscana si colloca, per tasso di incidenza, insieme all’Umbria al quinto posto (2,0 casi per 100 mila abitanti), preceduta da Lazio (2,4), Lombardia (2,6), Liguria (2,9) e Veneto al primo posto (5,7 casi per 100 mila abitanti). I casi con trasmissione madre-figlio risultano 54: 51 casi registrati prima del 2001, 1 nel 2011 e 2 nel 2012. La mortalità per AIDS a 2 anni dalla diagnosi è inferiore al 10% ed è drasticamente diminuita dalla metà degli anni ’90. Con l’introduzione della terapia antiretrovirale nel 1996, in Toscana, in Italia e nel resto del mondo è aumentata la sopravvivenza delle persone infette da HIV e sono diminuiti i decessi per AIDS.

... e quanti nel mondo
Nonostante un maggiore accesso alle terapie e alle cure, i dati indicano che il livello di attenzione deve rimanere elevato: secondo il Report di Unaids The Gap Report emerge che nel mondo ci sono circa 35 milioni di persone che vivono con l’infezione HIV. Tuttavia le nuove infezioni sono in calo: nel 2013 ci sono stati circa 2,1 milioni di nuove infezioni, con un calo del 38% rispetto al 2001 quando le nuove infezioni erano circa 3,4 milioni. Nel 2013 sono morte nel mondo 1,5 milioni di persone per problemi correlati all’AIDS.

Registro AIDS e sorveglianza HIV: il ruolo dell'ARS
L’Agenzia regionale di sanità ha in gestione dal giugno 2004 per conto della Regione Toscana il Registro regionale AIDS ed è stata incaricata di attivare la sorveglianza regionale sulle nuove diagnosi da HIV a seguito del decreto ministeriale del 31 marzo 2008 che annovera l'infezione da HIV nell'elenco delle malattie di classe III e raccomanda l'attivazione della sorveglianza HIV in tutte le regioni.








Ultimo aggiornamento: marzo 2015