Epatite B e C in Europa: un aggiornamento dallo studio 2019 Global Burden of Disease


6/9/2023
È stato recentemente pubblicato su THE LANCET Public Health  l’articolo: Hepatitis B and C in Europe: an update from the Global Burden of Disease Study 2019 che, utilizzando le stime del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD) 2019, si è posto come obiettivo, quello di fornire una panoramica sull’impatto del virus dell’epatite B (HBV) e dell’epatite C (HCV) in Europa e dei cambiamenti avvenuti dal 2010 al 2019, decennio in cui vi sono state importanti innovazioni nel trattamento delle epatiti virali.

In particolare, attraverso l’uso di questi dati sono state valutate: l'incidenza e la prevalenza delle infezioni acute e croniche HBV e HCV correlate, la mortalità e gli anni di vita corretti per disabilità (DALY) ad esse associate nel periodo indice.

La stima completa e tempestiva della prevalenza, incidenza, mortalità e DALY dei virus epatitici, è fondamentale al fine di poter valutare il carico di malattia, sviluppare politiche e programmi di screening e calcolare i progressi fatti verso il raggiungimento dell’obiettivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è posta per il 2030, ovvero eliminazione delle epatiti virali.

Per quanto concerne l’HBV, dai risultati di questo studio emerge che il tasso di incidenza standardizzato per età dell'epatite acuta B era diminuito del 22,1% dal 2010 al 2019 mentre, nello stesso periodo, il tasso di mortalità era diminuito del 33,3%. La cirrosi HBV correlata era caratterizzata da un'elevata prevalenza (8.24 milioni di casi), con circa 25mila decessi nel 2019, ma con una diminuzione dei tassi di prevalenza standardizzati per età e della mortalità per cirrosi HBV-correlata. Nel 2019, i casi prevalenti attribuibili all’epatocarcinoma HBV-correlato, erano 14.970mila, i casi incidenti erano 10mila e 9mila erano  i decessi, senza cambiamenti significativi nei tassi standardizzati per età osservati tra il 2010 e il 2019.

Nel 2019, il carico totale di DALY associato all'infezione acuta da HBV, è stato di circa 20mila anni di vita persi, 774mila quelli dovuti alla cirrosi (con una riduzione sostanziale rispetto al 2010) e di 232mila dovuti all’epatocarcinoma, che invece non hanno mostrato riduzioni significative dal 2010 al 2019.

A livello delle Regioni europee, nel 2010, i tassi di incidenza dell’epatite acuta B standardizzati per età erano simili nelle tre regioni europee (orientale, centrale e occidentale) mentre è stata  riscontrata una diminuzione dei casi dal 2010 al 2019. Diminuzioni simili dei tassi di incidenza sono state stimate per l’Europa centrale e Occidentale, mentre una diminuzione più importante veniva riportata nell’Europa Orientale, parallelamente all’incidenza e ai tassi di prevalenza dell’epatite B acuta. I decessi dovuti all'epatite B acuta sono stati più elevati nell'Europa orientale, ma le riduzioni di casi dal 2010 al 2019 mostravano un andamento simile a quello dell’Europa occidentale (–31.4% e –29.2%, rispettivamente), mentre veniva riportata una riduzione minore nell’Europa centrale ( –18.2%). Nell’Europa orientale il tasso di mortalità è diminuito in modo più sostanziale tra il 2010 e il 2013, mentre per l’Europa occidentale il calo è stato più pronunciato dal 2010 al 2014 e per l’Europa centrale una leggera riduzione è stata osservata dal 2010 al 2019.

Il tasso di prevalenza della cirrosi e della mortalità HBV correlata, è diminuito per tutte e tre le aree, mentre l’incidenza dell’epatocarcinoma HBV correlato è rimasto stabile all'interno delle tre aree, con un tasso di prevalenza, nel 2019, più elevato nell'Europa occidentale (1,4 casi su 100.000), seguito da quello dell’Europa centrale ed orientale, ma con una mortalità simile in tutte e tre le aree.

Passando all’infezione epatica da virus (HCV), nel 2019 i casi incidenti di epatite acuta C erano stimati in circa 488mila. Il tasso di incidenza standardizzato per età di epatite acuta C  è diminuita del 3,2% e il tasso di mortalità standardizzato per età è diminuito del 35.7%. Nel 2019, i casi prevalenti di cirrosi erano 11.87 milioni, i casi incidenti 52.92 mila e i decessi 36.89 mila senza cambiamenti significativi dal 2010 al 2019. Tuttavia, risultavano diminuiti il tasso di prevalenza (del 6.4%), di incidenza (del 5.9%) e di mortalità (11.1%) standardizzati per età. Nel 2019, sono stati riportati circa 32mila casi prevalenti e 24mila casi incidenti di epatocarcinoma HCV correlato e 23mila decessi ad esso correlati, con un aumento significativo dal 2010 al 2019. Tuttavia, se si considerano i tassi standardizzati per età, il peso dell’epatocarcinoma HCV correlato è rimasto stabile dal 2010 al 2019.

In Europa, il carico totale di DALY associato all'infezione acuta da HCV nel 2019 è stato di 2.85mila DALY, 1.09 milioni dovuti alla cirrosi e 416mila dovuti all’epatocarcinoma. Tra il 2010 e il 2019, i DALY dovuti all’epatite acuta C e alla cirrosi sono diminuiti, mentre quelli dovuti all’epatocarcinoma sono aumentati del 10,4%.

A livello di Regioni europee, nel 2010 il tasso di incidenza standardizzato per età dell'epatite acuta da virus C era più elevata nei paesi dell’Europa orientale con valori che hanno visto un leggero decremento nel periodo preso in esame (2010-2019). Simili i valori osservati nell'Europa centrale e occidentale, con una flessione dei casi nel 2019. Al contrario, il tasso di prevalenza è rimasto costante nel tempo in tutte e tre le aree. Il tasso di mortalità dovuto all'epatite acuta C è diminuito del 44,2% nell'Europa orientale, del 32,3%  nell'Europa occidentale e del 28% nell'Europa centrale.

Nel 2010, il tasso di prevalenza standardizzato per età della cirrosi HCV correlata era più alto nell’Europa orientale, mentre la riduzione maggiore è stata osservata nell'Europa occidentale (–13.7%) seguita dall'Europa centrale (da –7.3%). Tendenze simili sono state osservate per i tassi di mortalità per cirrosi HCV correlata. Il tasso di incidenza standardizzato per età della cirrosi HCV correlata era leggermente, ma non significativamente, inferiore nell'Europa orientale sia nel 2010 che nel 2019. I tassi di incidenza standardizzati per età della cirrosi HCV correlata sono diminuiti in tutte le aree ad eccezione dell'Europa orientale.

La prevalenza, l’incidenza e i tassi di mortalità standardizzati per età dell’epatocarcinoma HCV correlato sono rimasti stabili dal 2010 al 2019, con valori più alti registrati in Europa occidentale.

Gli autori , attraverso l’utilizzo di informazioni provenienti da sistemi di monitoraggio e valutazione avanzati come i GBD, hanno potuto valutare il peso che le infezioni epatiche da virus B e C ancora ricoprono a livello europeo e i cambiamenti avvenuti nel periodo compreso fra il 2010 e il 2019. Purtroppo, i risultati indicano che HBV e HCV costituiscono ancora un onere sostanziale in Europa e l’obiettivo ambizioso di l’eliminazione, previsto dall’OMS per il 2030, è lungi dall’essere raggiunto. Infatti, sebbene alcuni paesi abbiano adottato programmi ben strutturati per la prevenzione ed il controllo delle epatiti, dimostrando anche di essere potenzialmente in grado di implementarli in modo efficace e sostenibile, altri non hanno ancora un piano d’azione o una strategia o finanziamenti per l'attuazione di questi programmi ritardando, in modo sostanziale, l’obiettivo prefissato.

L’Italia, già dal 2015, rappresenta uno dei Paesi europei che ha intrapreso politiche attive contro le epatiti virali. Attraverso l’approvazione del  Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali da virus B e C (PNEV), ha avviato la programmazione di azioni specifiche volte alla prevenzione ed eradicazione delle epatiti virali.  

A queste, ha fatto seguito il decreto del Ministero della salute 14 maggio 2021 nel quale vengono specificati i criteri per l’avvio sperimentale a livello nazionale dell’attività di screening per la ricerca attiva dell’infezione da virus epatico C in specifici gruppi di popolazione. Tale attività, attualmente in corso in tutte le regioni italiane, viene monitorata con cadenza semestrale attraverso l’invio, da parte di ogni regione, del numero di test effettuati e dei relativi esiti. Il completamento della fase sperimentale è prevista il 31 dicembre 2023.


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La Toscana, dopo aver attivato lo screening gratuito presso due dei gruppi previsti dal decreto ministeriale (cittadini che accedono ai servizi per le dipendenze e detenuti), il 4 settembre 2023 ha avviato la campagna di screening rivolta all’altra coorte di popolazione, ovvero tutti i cittadini residenti in Toscana nati fra il 1969 e il 1989.


Per maggiori informazioni visitare la sezione web regione.toscana.it/testiamoci