Percorso sepsi



banner percorso sepsiIl centro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana, in collaborazione con la Regione Lombardia, ha attivato un gruppo di lavoro tecnico-scientifico per la definizione e l'attivazione di un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per l'intercettazione precoce e il trattamento della Sepsi Grave e lo Shock Settico.
Il percorso è basato sulle linee guida della Surviving Sepsis Campaing (SSC) e ha lo scopo di definire le attività e le competenze necessarie per dare vita nelle singole strutture al percorso sepsi.
Se la sepsi è riconosciuta e trattata entro la prima ora, la possibilità di sopravvivenza aumenta fino all'80%. Per questo i sistemi di riconoscimento precoce e un trattamento efficace sono fondamentali per aumentare il tasso di sopravvivenza. Si ripropone anche per la Sepsi grave e lo Shock settico il concetto di "golden hour" già espresso per altre patologie "tempo-dipendenti" sottolineandone l'analogia con i principi di trattamento di questi gravi quadri clinici, come il trauma maggiore, l'IMA, lo stroke.
Le linee guida della SSC sono il punto di partenza per diffondere nelle realtà locali le 3 azioni fondamentali per la corretta e tempestiva gestione della sepsi:
  1. appropriata e adeguata terapia antibiotica precoce
  2. appropriata e adeguata rianimazione emodinamica precoce
  3. appropriato controllo precoce del focolaio d'infezione.
La sepsi rappresenta una condizione clinica frequente, di difficile gestione, associata a una mortalità molto elevata quando si accompagna a insufficienza d'organo (sepsi grave, 20-25%) o a uno stato di shock (shock settico, 40-70%). In Unione europea si stimano 1,4 milioni di casi di sepsi all'anno con una mortalità variabile fra il 28% e il 50%. Nella popolazione toscana i ricoveri per sepsi grave sono quintuplicati passando dai 566 del 2005 ai 2719 del 2012. In Toscana, secondo le stime dell'Agenzia regionale di sanità, i ricoveri attesi per il 2015 sono fra i 10.000 e i 15.000.
Gli interventi proposti per la realizzazione del "Percorso Sepsi" per rispondere rapidamente ai bisogni del paziente settico, si basano su due assi di-attività:
  • formazione con interventi finalizzati ad adeguare e aggiornare le conoscenze degli operatori sanitari, in particolare di quelli che agiscono in nella gestione dei pazienti con grave sepsi
  • organizzazione con interventi finalizzati alla creazione all'interno della singole strutture sanitarie di gruppi di lavoro dedicati alla definizione degli interventi comportamentali, organizzativi e operativi utili alla gestione di questi casi.
L'approccio sistemico si è dimostrato in grado di incidere significativamente sul decorso clinico in termini di mortalità e morbilità. Per questo è fondamentale l'attivazione a livello delle singole aziende ospedaliere e, a cascata, dei singoli presidi ospedalieri, del "Percorso Sepsi" adattato alla situazione delle singole realtà organizzative e alla formazione di tutti gli operatori.
Attraverso la rete del Rischio clinico in collaborazione con ARS è in corso la ricognizione logistico-organizzativa dei presidi ospedalieri per raccogliere dati sulle opportunità e le criticità attualmente presenti e poter definire i conseguenti interventi formativi e organizzativi.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Centro Gestione Rischio Clinico (GRC)

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