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PNE 2017, gli esiti di cura in Toscana ancora fra i migliori



immagine PNE 201722/12/2017
Ancora una conferma della qualità e della resilienza del sistema sanitario toscano arriva dalla pubblicazione degli indicatori del Piano nazionale esiti (PNE) 2017, e una rassicurazione per tutti che l’attuale fase di transizione riformatrice avviene in condizioni di provata efficacia e sicurezza. Dopo la conferma del primato della Toscana nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza e quello dell’efficacia ed efficienza della sua rete ospedaliera (rapporto SDO del Ministero della salute), si riafferma, così come nel recente passato, la capacità di ottenere esiti di cura tra i migliori nel panorama nazionale.


Gli indicatori monitorati dall’ARS: nel 2016 ancora più ospedali toscani hanno avuto risultati tra i migliori in Italia

Il set di indicatori di esito che l’Agenzia regionale di sanità monitora da anni, selezionati per la loro capacità di individuare importanti temi di sanità pubblica e di buona funzionalità dell’attività ospedaliera, dimostra che i risultati sono in ampia maggioranza nella media nazionale o migliori. Nel 2016 è aumentato il numero degli ospedali toscani che hanno avuto tra i migliori risultati in Italia. In particolare, di grande spessore per qualità ed equità di distribuzione gli esiti del trattamento dell’infarto miocardico acuto, a testimonianza dell'esistenza di una rete assistenziale di prima categoria, anche guardando al panorama internazionale.

pne indicatori monitorati

Altri punti di forza rilevati dal Piano Nazionale Esiti riguardano la tempestività degli interventi per frattura di femore nell’anziano, l’organizzazione dei ricoveri chirurgici con bassa durata della degenza, la qualità del percorso nascita con ridotta percentuale di parti cesarei e complicanze e i buoni esiti della chirurgia dell’aorta addominale. Tutto ciò è il frutto della competenza e dell’esperienza dei nostri professionisti, ma un merito deve essere riconosciuto anche ai livelli organizzativi nei quali operano e all’efficace monitoraggio che il sistema sanitario regionale ha deciso d’introdurre utilizzando il Programma di osservazione degli esiti toscano (PrOsE), che garantisce informazioni tempestive e consente di monitorare l’andamento dei risultati in corso d’anno.

Alcuni punti di forza: infarto, frattura di femore, cardiochirurgia
Buoni sono stati gli esiti dei pazienti con patologie nelle quali il tempo d’intervento è cruciale per il successo della cura.  La mortalità dopo infarto miocardico acuto e ictus ischemico a 30 giorni dall’evento è favorevole in tutti gli ospedali. Significativo che ciò sia avvenuto proprio nel 2016, anno che vede gli ospedali toscani impegnati nella riorganizzazione delle reti cliniche per patologie tempo-dipendenti. Sette ospedali hanno mostrato infatti un miglioramento dei loro esiti per il trattamento dell’infarto acuto, che li ha portati ad essere tra i migliori a livello nazionale.

esiti infarto Toscana
Il trattamento della frattura del femore ancora una volta presenta un'ottima qualità. Gli ospedali garantiscono tempestività dell’intervento  e bassa mortalità a 30 giorni. Solo due strutture ospedaliere nel 2016 hanno osservato un aumento di mortalità che,  grazie al sistema di monitoraggio adottato, era già noto ed oggetto di analisi interna. Una misura efficace di miglioramento risulta essere l’introduzione di modelli assistenziali che prevedono la gestione multidisciplinare di questi pazienti. Ciò non sorprende, se si considera che si tratta perlopiù di pazienti molto anziani e spesso portatori di malattie croniche, cioè in grado di reagire peggio allo stress da ospedalizzazione.

La cardiochirurgia in Toscana mostra eccellenti esiti, con uno dei migliori centri italiani  per risultati sulle valvole cardiache, ma anche con un ospedale che presenta alcune criticità che già sono state oggetto di audit. Buoni i risultati della chirurgia oncologica per tutte le neoplasie considerate: solo un ospedale ha risultati per interventi per tumore del colon al di sotto dello standard, mentre approfondimenti di valutazione richiedono alcune strutture le cui attività  non sono confrontabili con metodi statistici sicuri per i pochi interventi effettuati. E' auspicabile la riorganizzazione mirata a minimizzare questo fenomeno, già delineata dalle delibere regionali che trattano del riordino della rete chirurgica oncologica. Per la chirurgia generale l’attenzione di PNE è focalizzata sugli interventi di colecistectomia laparoscopica: in Toscana cinque ospedali hanno un numero di complicanze a 30 giorni dall’intervento superiore alla media nazionale e nove presentano volumi di attività più bassi degli standard nazionali previsti dalla legislazione sanitaria vigente. Va però evidenziato che almeno in due casi il volume è prossimo alla soglia e che si tratta di ospedali che garantiscono assistenza ad aree geografiche “disperse”.

Per quanto riguarda le malattie cardiorespiratorie, gli esiti delle cure sono riferiti agli ospedali ma in realtà si tratta perlopiù di malattie croniche e, per una buona comprensione dei fenomeni osservati, è richiesta  una lettura che guardi anche all’efficacia e all’accessibilità delle cure primarie. Gli ospedali toscani hanno risultati nella maggioranza dei casi nella media italiana, ma in cinque casi gli esiti appaiono meno favorevoli: in particolare quattro di essi mostrano criticità nella mortalità dei casi di riacutizzazione di malattia respiratoria cronica. Migliore la situazione per i pazienti ricoverati per scompenso cardiaco, dove i due ospedali con esiti peggiori nel 2015 sono ora rientrati negli standard attesi, mentre un altro se ne è invece discostato. Come premesso, gli esiti osservati per queste malattie, pur rimarcando che sono migliorati, suggeriscono tuttavia  la necessità di approfondire le modalità di cura e presa in carico di questi pazienti nella globalità delle occasioni e dei luoghi di cura.

E’ con questa visione che sono  in corso in tutti gli ospedali della Toscana revisioni dei casi clinici, così come questi indicatori sono oggetto d’attività di approfondimento nelle comunità professionali dei medici di medicina generale e degli specialisti. Al di là dei risultati attuali, sono queste iniziative che confermano l’attenzione e la reattività di un sistema e pongono le basi per confermare nel tempo i buoni risultati del presente.

Per approfondire: