Area riservata | Dove siamo | Mappa del sito | Contatti | Webmail | Accessibilità |


immagine salute mentaleIn Toscana assistiamo a una progressiva riduzione dei ricoveri per disturbi psichici, in linea con l’andamento nazionale. Nel 2014 il tasso dei ricoveri è di 3,4 x 1.000 abitanti in entrambi i generi. Le persone ricoverate in un reparto psichiatrico sono state 9.074 per un totale di 12.783 ricoveri (in media 1,4 pro-capite). I disturbi affettivi, composti prevalentemente dalla diagnosi di depressione maggiore e dalla sindrome bipolare, rappresenta la prima causa di ricovero con un tasso standard di 1,2 ricoveri ogni 1.000 residenti, seguiti dal disturbo schizofrenico e dai disturbi mentali senili e organici che, rispettivamente, mostrano un valore di 0,4 x 1.000 residenti.La Toscana, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Liguria, risulta essere la regione dove più si ricorre ai farmaci antidepressivi: 58,9 Daily Defined Doses (DDD - dosi definite giornaliere) x 1.000 residenti nel 2013, rispetto al valore nazionale di 39,1 DDD x 1.000. Il consumo regionale 2000 -2013, dopo una stabilità osservata nel corso degli ultimi anni, mostra nuovamente un trend positivo (Rapporto Osservasalute 2014).

Molte possono essere le ipotesi: una maggior attenzione da parte dei clinici, con conseguente miglioramento dell’accuratezza diagnostica e l’arricchimento della classe farmacologica di nuovi principi attivi utilizzati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente depressivi, una scarsa stigmatizzazione dell’utilizzo e una maggior compliance da parte della popolazione. È inoltre importante sottolineare che l’incremento dei consumi è anche dovuto all’utilizzo, sempre più frequente, di tali farmaci come parte integrante della terapia di supporto di soggetti affetti da gravi patologie oncologiche e cronico-degenerative.Anche il tasso di mortalità per suicidio fornisce informazioni interessanti sul benessere mentale di una popolazione: in Toscana i morti per questa causa presentano un andamento altalenante nel corso degli anni con un lieve incremento nel 2012 (tasso sd. 7,2 x 100.000 residenti nel 2012 vs. 6,2 x 100.000 nel 2011). L’analisi per fascia di età conferma l’elevato interessamento degli ultra75enni (fonte: Registro di mortalità regionale).

Secondo quanto pubblicato dallo studio Passi, nel periodo 2010-2013, il 6,5% degli adulti fra i 18 e i 69 anni riferisce sintomi di depressione e percepisce come compromesso il proprio benessere psicologico. Molte di queste persone (40%) non chiedono aiuto a nessuno e chi lo fa si rivolge soprattutto a un medico/operatore sanitario (33%).
La prevalenza di persone con sintomi depressivi cresce al crescere dell’età ed è significativamente più elevata fra i 50-69enni (8%), fra le donne (8%), fra le persone con un titolo di studio basso o assente (11%), fra quelle con molte difficoltà economiche (14%) o senza un lavoro regolare (9%), fra quelli che riferiscono una diagnosi di patologia cronica (14%) e tra coloro che dichiarano di vivere da soli (9%).
L’analisi multivariata conferma l’associazione dei sintomi depressivi con la presenza di cronicità, con le difficoltà economiche, con il basso livello di istruzione, con il vivere da soli e con il genere femminile, e rileva anche l’associazione con la cittadinanza italiana. Se condotta separatamente per genere, questa analisi consente di mettere in evidenza che fra le donne la condizione lavorativa ha meno importanza, mentre per gli uomini perdono di rilevanza il livello di istruzione e la cittadinanza nell’associazione con i sintomi depressivi.
I disturbi mentali sono una delle principali sfide di sanità pubblica della Regione europea dell'OMS interessando, ogni anno, circa il 25% della popolazione. In tutti i paesi, i problemi di salute mentale sono molto più diffusi tra le persone in condizione di svantaggio sociale. Di conseguenza, la Regione Europea dell'OMS si trova a dover fronteggiare problematiche che interessano sia il benessere mentale della popolazione che l’erogazione e la qualità delle cure fornite.
Al fine di rispondere a queste problematiche, il nuovo European Mental Health Action Plan (Piano d'azione europeo per la salute mentale) 2013-2020, si concentra su sette obiettivi interconnessi e propone azioni di governance efficaci per rafforzare la salute mentale e il benessere della popolazione europea.
Il disturbo mentale costituisce il 13% del carico globale di malattia, di cui il 4,3% rappresentato dal solo disturbo depressivo unipolare. Secondo le previsioni attuali, la depressione diventerà la principale causa del carico globale di malattia entro il 2030. Purtroppo, nonostante i dati siano così allarmanti, esiste un forte divario fra necessità di cure e trattamento. Il numero di operatori sanitari generici e specializzati che si occupano di salute mentale nei paesi a basso o medio reddito è del tutto insufficiente. Quasi metà della popolazione mondiale vive in paesi in cui in media è disponibile un solo psichiatra ogni 200.000 abitanti o più; altri operatori della salute mentale formati all’impiego di interventi psicosociali sono persino più rari. Inoltre, un numero molto maggiore di paesi ad alto reddito rispetto a quelli a basso reddito dichiara di avere politiche, piani e legislazioni sulla salute mentale; per esempio, solo il 36% degli abitanti nei paesi a basso reddito godono di una legislazione specifica in materia di salute mentale, rispetto al 92% degli abitanti nei paesi ad alto reddito (fonte: Mental Health Action Plan 2013-2020).

immagine logoedit
Apri il portale EDIT di ARS Toscana
Nato dalla necessità di migliorare le conoscenze sulle possibili cause degli incidenti stradali, lo studio EDIT (Epidemiologia dei determinanti dell'infortunistica stradale in Toscana) ha coinvolto un campione di studenti delle scuole medie superiori della regione Toscana rappresentativo per AUSL e per tipologia di istituto, mediante la somministrazione di un questionario anonimo.
Molti gli ambiti investigati: dai comportamenti alla guida, all'uso di alcol e tabacco, dall'alimentazione all'attività fisica, ai comportamenti sessuali, al bullismo, al malessere psicologico.