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Epidemia di morbillo in Toscana ed Italia: il quadro epidemiologico dell’ARS



morbillo22/11/2017
In Toscana, nei primi nove mesi del 2017, sono stati notificati 390 nuovi casi di morbillo, corrispondenti a un tasso grezzo di 10,4 per 100mila abitanti: questo dato, ancora provvisorio, è circa 20 volte superiore a quello rilevato nel 2016 quando i casi di malattia sono stati 19 (tasso grezzo: 0,5 per 100mila abitanti).

Il trend dei casi dal 1994 ad oggi evidenzia nella nostra regione (così come in Italia) il tipico andamento ciclico della malattia, con picchi epidemici che si verificano a causa dall'accumulo di persone suscettibili. L'analisi degli ultimi 10 anni rivela che, a eccezione del 2008, quando furono rilevati in Toscana 599 casi, e nel 2011 quando i casi registrati furono 163, negli altri anni sono stati notificati valori trascurabili prima di arrivare appunto all'outbreak di malattia nel 2017.
Le persone maggiormente colpite dalla malattia hanno un'età compresa tra 25 e 44 anni, tuttavia i tassi di incidenza (rapporto tra casi di malattia e popolazione) più elevati sono rilevati nei bambini di età inferiore ai 4 anni. L'età media dei casi è aumentata, passando da 15 anni nel 1994 a 22 nel 2016. L'83,5% dei casi era non vaccinato.

Sono questi i principali risultati contenuti nella presentazione "Epidemia di morbillo. La situazione epidemiologica nazionale e regionale" che ARS ha realizzato e illustrato lo scorso 7 novembre, in occasione della 5a giornata del corso che si è tenuto a Empoli: "La gestione dell'infezione da HIV in relazione all'invecchiamento della popolazione infetta e alle nuove sfide infettivologiche".

Nonostante sia in corso un piano per l'eliminazione della malattia, promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2001, e recepito in Italia a partire dal 2003, il morbillo continua a circolare nel nostro Paese, provocando frequenti epidemie come quella attualmente in corso.

Il morbillo è una malattia prevenibile tramite vaccinazione, e proprio la vaccinazione è l'unico strumento disponibile per debellarla, tuttavia per raggiungere questo obiettivo sono necessarie, come indicato dall'OMS coperture vaccinali (CV) attorno al 95% (alla seconda dose) mentre in Italia e Toscana si attestano a circa l'89-90% alla prima dose e l'83-84% alla seconda dose.
La vaccinazione offre infatti da un lato una protezione individuale del vaccinato, mentre dall'altro, qualora raggiunga il valore di CV raccomandato, anche una protezione collettiva (la cosiddetta immunità di gregge) per tutte quelle persone che, a causa di un "deficit" del sistema immunitario, non possono essere vaccinate, così come per i bambini di età inferiore all'anno di vita che, sulla base del calendario vaccinale vigente in Italia (e Toscana), possono usufruire della prima dose di vaccino per il morbillo a 13-15 mesi di vita e dunque sono esposti al rischio di contrarre la malattia fino a quel momento.
Alla luce della recente legge introdotta in Italia sui vaccini obbligatori, che impone 10 vaccinazioni, tra cui il morbillo, ai bambini di età compresa tra 0 e 16 anni, sarà interessante valutare quali saranno i suoi effetti sulle CV nei prossimi anni.

Vale inoltre la pena rimarcare il tema della bassa copertura vaccinale negli operatori sanitari, rispetto al quale è attualmente in discussione l'idea di imporre l'obbligo di vaccinazione per queste figure professionali. Durante questa epidemia infatti, risulta elevata la quota di casi di malattia tra gli operatori sanitari che in Toscana ha riguardato il 15% circa del totale dei casi, e tra questi la maggior parte, il 79% circa, non era vaccinato.
Tra le cause della crescente disaffezione dell'opinione pubblica nei confronti della vaccinazione, lo scetticismo mostrato dal personale medico ha purtroppo un peso significativo: da una recente survey condotta online, a cui hanno partecipato circa 2.250 tra medici, infermieri e altri operatori sanitari, risulta infatti che quasi un intervistato su tre, è in disaccordo con l'affermazione secondo cui i benefici dei vaccini sono certi, e teme la possibilità di effetti avversi gravi. Considerato inoltre che i partecipanti all'indagine sono adulti, è verosimile ritenere che in questa categoria risieda un'importante quota dei casi di malattia che, lo ricordiamo, proprio in questa fascia d'età sono più numerosi in termini di valori assoluti.

Le conseguenze sanitarie rivelano infine la portata di questo problema di emergenza sanitaria e sociale: in Toscana il 41,3% dei casi è stato ricoverato, il 22,3% ha avuto almeno una complicanza mentre il 12,3% più di una (le complicanze sono più frequenti nelle classi più adulte, in particolare tra le età comprese tra 45 e 64 anni). Il 17,2% ha richiesto le cure di un Pronto soccorso. Nessun decesso è stato registrato nei primi nove mesi del 2017.

Nel mondo sono stati stimati 9,72 milioni di nuovi casi della malattia nel 2015, corrispondenti ad un'incidenza di 135 ogni 100.000 abitanti, mentre le morti sono state 134.200.
L'Italia nel 2017 è al primo posto in Europa per numero di casi di morbillo: al 7 novembre sono stati notificati 4.794 casi di malattia, i decessi sarebbero invece 4.


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