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immagine focus stranieriGli immigrati regolari in Toscana e la loro salute
In Toscana risultano presenti 398.000 immigrati regolari nel 2012, pari al 7,9% del totale nazionale (396.000 rilevati nel 2011) secondo il Dossier statistico immigrazione Caritas-Migrantes. La dimensione strutturale che la popolazione straniera ha assunto sul nostro territorio è confermata dal fatto che, nonostante numerosi settori produttivi abbiano risentito pesantemente dell’attuale crisi economica, il fenomeno immigratorio in Toscana continua a crescere. A oggi, l’incidenza percentuale degli stranieri regolari sul totale dei residenti (3.677.610 secondo i dati provvisori dell’ultimo censimento) supera il 10%, valore ampiamente superiore alla media nazionale che si colloca intorno all’8,5%.


Nel 2011 i parti da donne straniere rappresentano il 26,1% del totale con valori più elevati nell’Azienda sanitaria di Prato, dove la presenza di un’ampia comunità cinese fa sì che il valore raggiunga il 53,3%. La proporzione di cittadini non italiani dimessi dalle strutture ospedaliere della Toscana è in aumento, passando dal 3,3% registrato nel 2000 al 4,6% del 2005, fino a raggiungere il 7,4% nel 2011. Indipendentemente dall’età, fra gli stranieri provenienti da Paesi a forte pressione migratoria maschi, le prime tre cause di ricovero in regime ordinario sono traumatismi e avvelenamenti, malattie dell’apparato digerente e malattie dell’apparato respiratorio, dato che si discosta dagli italiani di genere maschile che risultano colpiti soprattutto da malattie del sistema circolatorio, tumori e malattie dell’apparato digerente.
Fra i sieropositivi, gli stranieri rappresentano il 24,3% (23,7% da Paesi a forte pressione migratoria e 0,6% da Paesi a sviluppo avanzato) e hanno un’età media alla diagnosi inferiore rispetto a quella registrata fra gli italiani. Le popolazioni che provengono da Nigeria, Brasile e Romania sono quelle più colpite.
La giovane età della popolazione migrante e il cosiddetto “effetto migrante sano” (la popolazione che migra, prevalentemente giovane, gode in genere di un buono stato di salute) spiega il diverso tasso di mortalità osservato. Nella nostra regione, dal 1997 al 2008, sono stati registrati 1.782 decessi, concentrati in prevalenza nelle province che ospitano il maggior numero di stranieri.  

Che cosa studia l’ARS
All’aumentare del numero di stranieri nel nostro Paese corrisponde una sempre maggiore esigenza di studiare i risvolti sociali, culturali, economici e anche sanitari che questo fenomeno comporta. L’Agenzia regionale di sanità, utilizzando flussi informativi sanitari (e non) correnti (Schede dimissioni ospedaliere, Certificato assistenza al parto, Registro regionale di mortalità, Registro regionale AIDS e flussi sulle malattie infettive, flussi ISTAT demografici e sull’istruzione) e attraverso studi ad hoc, ha avviato un processo di monitoraggio costante dei bisogni di salute della popolazione immigrata che ha portato alla pubblicazione del Documento ARS n. 58. Alle analisi svolte tramite l’utilizzo di flussi sanitari correnti, l’ARS ha associato studi effettuati su popolazioni migranti selezionate, come gli stranieri detenuti e la popolazione ROM presente sul territorio fiorentino (v. studio effettuato dall’associazione Medici per i diritti umani – MEDU).

Gli immigrati in Italia: da dove vengono e dove si fermano
I 5.011.000 stranieri regolari presenti sul territorio nazionale, con un’incidenza sulla popolazione residente pari all’8,2%, sono così distribuiti per continente di provenienza: Europa 50,8%; Africa 22,1%; Asia 18,8%; America 8,3%; Oceania 0,0%.  In linea con l’andamento produttivo del nostro Paese, si trovano in Italia nelle regioni del Nord per il 63,4%, in quelle del Centro per il 23,8% e al Sud per il 12,8% (v. Dossier statistico immigrazione Caritas–Migrantes 2012).

Per approfondire
consulta la nostra pagina sulla Salute riproduttiva delle donne straniere